CASSANDRA CLARE.

IL PRINCIPE.

Ciclo Shadowhunters: Le origini. 2.

Parte 1.

Titolo originale: The Infernal Devices. Clockwork Prince. 2011.
Traduzione di: Raffaella Belletti.
2012 Arnoldo Mondadori Editore, Milano.
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Presentazione.
.
In una Londra vittoriana fosca e inquietante, e nel suo magico mondo nascosto, Tessa Gray
crede di avere finalmente trovato tranquillit e sicurezza con gli Shadowhunters, i cacciatori di demoni,
che proteggono lei e il suo terribile potere dalle mire del perfido Mortmain. Ma con lui e il suo esercito
di automi ancora in azione, il Consiglio vuole spodestare Charlotte Fairchild, per affidare il comando a
Benedict Lightwood, uomo senza scrupoli e affamato di potere. Nella speranza di salvare Charlotte,
Will, Jem e Tessa decidono di svelare i segreti del passato di Mortmain e scoprono sconvolgenti legami
fra gli Shadowhunters e la chiave del mistero dell'identit di Tessa. La ragazza, intrappolata nei
sentimenti che prova per Will e Jem, si trova a dover compiere una scelta cruciale quando scopre in che
modo gli Shadowhunters abbiano contribuito a fare di lei "un mostro". Sconvolta, Tessa  tentata di
schierarsi con il fratello Nate dalla parte di Mortmain. Ma a chi  davvero fedele? E chi ama, nel
profondo del suo cuore? Soltanto lei pu scegliere se salvare gli Shadowhunters di Londra oppure
distruggerli per sempre.
.
L'autrice.
Cassandra Clare  nata a Teheran e ha vissuto i primi anni della sua vita in giro per il mondo con la famiglia, trascinandosi sempre dietro bauli di libri. Dopo aver lavorato come giornalista tra Los Angeles e New York, ora si  fermata a Brooklyn, dove, per non farsi distrarre dai gatti e dalla TV, scrive i suoi libri nei caff e nei ristoranti.
La saga "Shadowhunters" ha appassionato milioni di lettori amanti del genere urban fantasy nel mondo, con oltre 30 milioni di copie vendute negli Stati Uniti e 400.000 in Italia.
...
.
...
A Elka. Khalepa ta kala.
...
.
...
"Desidero sappiate che siete stata l'ultimo sogno dell'anima mia... Dal giorno che vi ho
conosciuto sono stato tormentato da un rimorso che non credevo mi avrebbe pi assalito, ho udito
vecchie voci che credevo mute per sempre bisbigliare e incitarmi a risalire la china. Ho sentito sorgere
in me vaghe idee di impegnarmi di nuovo, di ricominciare, di scrollarmi di dosso l'accidia e la
sensualit, di riprendere la battaglia abbandonata. Un sogno, nient'altro che un sogno, che si dissolve
in nulla..."
Charles Dickens, Racconto di due citt.
...
.
...
PROLOGO.
.
I MORTI DERELITTI.
.
La nebbia era fitta, attutiva l'udito e limitava la vista.
Nei punti in cui si diradava un po', Will Herondale vedeva sorgere davanti a s la strada
scivolosa, bagnata e nera di pioggia, e udiva le voci dei morti.
Non tutti i Cacciatori erano in grado di udire gli spettri, a meno che questi non scegliessero di
farsi sentire, ma Will ci riusciva. Via via che si avvicinava al vecchio cimitero, le loro voci si levavano
in un coro stridente: lamenti e suppliche, grida e brontolii. Non era un luogo di sepoltura sereno, ma
Will lo sapeva gi; non era la prima volta che visitava il Cross Bones Graveyard, nei pressi del London
Bridge. Fece del suo meglio per tenere fuori i rumori, curvando le spalle in modo da coprire le orecchie
con il colletto e tenendo la testa bassa, mentre un sottile velo di pioggia gli bagnava i capelli neri.
L'ingresso del cimitero - un cancello di ferro a due battenti inserito in un alto muro di pietra -
era a met dell'isolato, ma qualunque mondano che fosse passato di l non avrebbe notato nulla oltre a
un fazzoletto di terra coperto di vegetazione, parte di un anonimo cantiere. Mentre Will si avvicinava al
cancello, qualcos'altro che nessun mondano avrebbe visto si materializz dalla nebbia: un grande
batacchio di bronzo raffigurante una mano dalle dita scheletriche. Con una smorfia Will allung la
destra inguantata, sollev il batacchio e lo lasci ricadere una, due, tre volte, facendo echeggiare nella
notte un lugubre suono metallico.
Al di l del cancello una nebbiolina sorse come vapore dal suolo, oscurando lo scintillio delle
ossa sul terreno irregolare, e cominci a addensarsi adagio, assumendo una strana luminescenza
azzurra. Will appoggi le mani alle sbarre del cancello; il freddo del metallo gli penetr nelle ossa
attraverso i guanti, facendolo rabbrividire. Era un freddo pi intenso del normale: quando gli spettri
sorgevano, traevano energia da ci che li circondava, assorbendo il calore dall'aria intorno a loro. I
capelli sulla nuca di Will formicolarono e si drizzarono mentre la nebbiolina azzurra assumeva
lentamente la forma di una vecchia donna con la testa china, che indossava un vestito lacero e un
grembiule bianco.
 Salve, Mol  disse Will.  Sei particolarmente bella stasera, se mi  lecito.
Lo spettro alz il capo. La Vecchia Molly era uno spirito forte, uno dei pi forti che Will avesse
mai incontrato. Alla luce della luna che faceva capolino attraverso uno squarcio tra le nubi, non
sembrava neppure trasparente. Il corpo era solido, i capelli attorcigliati in una spessa treccia tra il giallo
e il grigio avvoltolata su una spalla, le ruvide mani rosse sui fianchi. Solo gli occhi erano vuoti, e nelle
loro profondit guizzavano due fiammelle identiche.  William 'erondale, gi di ritorno?  chiese,
quindi si mosse verso il cancello con l'andatura fluida tipica degli spettri. I piedi nudi, sebbene non
toccassero mai terra, erano sudici.
Will si appoggi al cancello.  Lo sai che mi mancava il tuo bel viso.
Molly sogghign, facendo guizzare le fiammelle, e Will scorse il teschio sotto la pelle
semitrasparente. In alto le nuvole si erano di nuovo richiuse, nascondendo la luna. Oziosamente, Will si
chiese cosa avesse fatto la Vecchia Molly per farsi seppellire l, lontano dalla terra consacrata. La
maggior parte delle voci lamentose apparteneva a prostitute, suicidi e bambini nati morti: derelitti che
non potevano essere sepolti in un cimitero. Ma Molly era riuscita a volgere la situazione a proprio
vantaggio, perci forse non ne faceva un dramma.
Lo spettro ridacchi.  Cos' che vuoi, dunque, giovane Cacciatore? Veleno Malphas? Ho un
artiglio di demone Morax lucidato alla perfezione. Il veleno sulla punta  assolutamente invisibile...
 Non mi servono  replic Will.  Quello che mi serve  della polvere di demone Foraii
tritata molto fine.
Molly gir la testa di lato e sput un filo di fuoco azzurro.  E cosa ci fa un bel giovanotto
come te con certa roba?
Will sospir; le obiezioni di Molly facevano parte del rituale della contrattazione. Magnus lo
aveva gi mandato parecchie volte dalla Vecchia Molly: una volta a prendere delle candele nere
maleodoranti che gli si erano incollate alla pelle come catrame, un'altra le ossa di un bambino mai nato
e un'altra ancora un sacchetto di occhi di fata che gli avevano sporcato di sangue la camicia. Al
confronto, la polvere di demone Foraii sembrava uno scherzo.
 Mi prendi per scema  continu lo spettro.   una trappola, non  vero? Voi Nephilim mi
sorprendete a vendere quel tipo di roba, e la Vecchia Mol  bell'e finita.
 Ma sei gi morta.  Will faceva del suo meglio per non apparire irritato.  Cosa vuoi che
possa farti ormai l'Enclave?
 Puah!  Gli occhi vuoti divamparono.  Le prigioni dei Fratelli Silenti, sottoterra, possono
ospitare sia i vivi sia i morti; lo sai, Cacciatore.
Will sollev le mani.  Niente trucchi, vecchia. Avrai sicuramente sentito le voci che circolano
nel Mondo Invisibile. L'Enclave ha altre cose per la testa che snidare spettri che trafficano in polveri
demoniache e sangue di fata.  Si curv in avanti.  Ti pagher bene.  Tir fuori un sacchetto di
batista e lo fece penzolare in aria. Ne usc un tintinnio, come di monete che si urtano. 
Corrispondono tutti alla tua descrizione, Mol.
Un'espressione avida attravers il volto senza vita, e Molly si solidific quel tanto da poter
prendere il sacchetto. Vi infil una mano e la ritir piena di anelli: vere nuziali d'oro, ognuna con la
parte superiore intrecciata in un nodo d'amore.
La Vecchia Molly, come molti spettri, era sempre alla ricerca del talismano, del pezzo perduto
del proprio passato che le permettesse finalmente di morire, dell'ancora che la intrappolava nel mondo.
Nel suo caso, si trattava dell'anello nuziale. Era probabile che la vera fosse sparita da tempo - aveva
detto Magnus a Will - sepolta nel letto melmoso del Tamigi, ma intanto lei accettava qualsiasi
sacchetto di anelli ritrovati, nella speranza che uno di essi si rivelasse il suo.
Molly lasci ricadere gli anelli nel sacchetto, che spar in qualche recesso della creatura non
completamente morta, e gli porse in cambio una bustina ripiegata contenente della polvere.
Will la fece scivolare nella tasca della giacca proprio mentre lo spettro cominciava a tremolare e
a svanire.  Un attimo, Mol. Non  solo per questo che sono venuto stasera.
Lo spirito diede un guizzo, mentre l'avidit lottava con l'impazienza e con lo sforzo di rimanere
visibile.  Molto bene. Cos'altro vuoi?  brontol.
Will esit. Non era qualcosa di cui era stato incaricato da Magnus; era qualcosa che voleva
sapere per s.  Un filtro d'amore...
La Vecchia Molly scoppi in una risata stridula.  Un filtro d'amore? Per Will 'erondale?
Lungi da me rinunciare a un compenso, ma chiunque abbia il tuo aspetto non sa che farsene dei filtri
d'amore, su questo non ci piove.
 No  disse Will, con una sfumatura di disperazione nella voce.  In realt cercavo
l'opposto... qualcosa che potesse far cessare di amare.
 Un filtro d'odio?  Molly sembrava ancora divertita.
 Speravo in qualcosa di pi simile all'indifferenza. O alla sopportazione.
Molly fece un rumore sbuffante, sorprendentemente umano per uno spettro.  Non mi piace
per niente dirtelo, Nephilim, ma ci sono metodi piuttosto semplici per farsi odiare da una ragazza. Non
ti serve il mio aiuto con quella poveretta.  E scomparve, scivolando via nella nebbia tra le tombe.
Seguendola con lo sguardo, Will sospir.  Non  per lei  disse sottovoce, sebbene non ci
fosse nessuno a sentirlo.   per me...  E appoggi la testa al freddo cancello di ferro.
...
.
...
1.
.
LA SALA DEL CONSIGLIO.
.
In alto, il bel soffitto splendidamente ornato Era sostenuto da una moltitudine di archi, E angeli
che salivano e scendevano Nell'incontrarsi si scambiavan doni.
Alfred, Lord Tennyson, Il palazzo dell'arte
 Oh, s.  proprio come l'immaginavo  disse Tessa, e si gir per sorridere al ragazzo che le
stava accanto. L'aveva appena aiutata a superare una pozzanghera, e le teneva ancora la mano
garbatamente posata sul braccio, poco sopra la curva del gomito.
James Carstairs, elegante nel suo abito scuro, con i capelli di un biondo argenteo sferzati dal
vento, le restitu il sorriso. Teneva l'altra mano posata su un bastone da passeggio dal pomo di giada, e
se pure qualcuno nella fitta folla che si accalcava intorno a loro considerava strano che una persona
cos giovane avesse bisogno di un bastone da passeggio, o trovava qualcosa di insolito nel suo colorito
o nella forma dei suoi lineamenti, non si fermava a fissarlo.
 La ritengo una fortuna  disse Jem.  Sai, cominciavo a preoccuparmi che tutto ci in cui
ti imbattevi a Londra fosse una delusione.
Una delusione. Il fratello di Tessa, Nate, una volta le aveva promesso tutto a Londra: un nuovo
inizio, un luogo meraviglioso dove vivere, una citt di edifici svettanti e splendidi parchi. Invece Tessa
vi aveva trovato orrore e tradimento, e un pericolo al di l di qualsiasi immaginazione. Eppure...
 Non tutto lo  stato.  La ragazza alz il viso sorridente verso l'amico.
 Sono felice di sentirlo.  Il tono di Jem era serio, privo di ironia.
Tessa spost lo sguardo da lui al grande edificio che si ergeva davanti a loro. L'abbazia di
Westminster, con le sue alte guglie gotiche che toccavano quasi il cielo. Il sole aveva fatto del suo
meglio per uscire a fatica da dietro le nuvole velate di foschia, e l'abbazia era immersa nella sua fievole
luce.   davvero l?  chiese Tessa mentre Jem la trascinava avanti, verso l'ingresso.  Sembra
cos...
 Mondana?
 Affollata.
Quel giorno l'abbazia era aperta ai turisti, che sciamavano in gruppetti attraverso le enormi
porte, quasi tutti stringendo in mano delle guide Baedeker. Un gruppo di turiste americane - donne di
mezza et in abiti fuori moda che sussurravano in un accento che suscit in Tessa nostalgia di casa - li
super su per le scale, affrettandosi dietro un professore che offriva una visita guidata dell'abbazia. I
due ragazzi si unirono a loro.
L'interno dell'abbazia odorava di pietra e metallo. Tessa guard in alto e intorno a s,
meravigliandosi delle dimensioni dell'edificio. Al confronto, l'Istituto sembrava la chiesa di un
villaggio.
 Notate la triplice divisione della navata...  recitava in tono monotono una guida, passando
a spiegare che i corridoi est e ovest erano fiancheggiati da cappelle pi piccole.
Anche se non c'erano funzioni in corso, regnava il silenzio. Mentre Tessa si faceva guidare da
Jem verso la parte orientale della chiesa, si rese conto di calpestare pietre con sopra incisi date e nomi.
Sapeva che famosi re, regine e guerrieri erano sepolti nell'abbazia di Westminster, ma non si sarebbe
aspettata di camminarci sopra.
Infine i due ragazzi rallentarono nell'avvicinarsi all'angolo sudorientale della chiesa. La fievole
luce del giorno si riversava sopra le loro teste attraverso il rosone.
 So che dobbiamo sbrigarci per partecipare alla riunione del Consiglio, ma volevo che tu
vedessi questo.  Jem fece un gesto per indicare quanto li circondava.  L'Angolo dei Poeti.
Tessa aveva letto di quel posto, dove erano sepolti i grandi scrittori d'Inghilterra. C'era la tomba
di pietra grigia di Chaucer con il suo baldacchino, e altri nomi familiari:  Edmund Spenser, oh... e
Samuel Johnson  mormor senza fiato.  E Coleridge, e Robert Burns, e Shakespeare...
 In realt non  sepolto qui  si affrett a dire Jem.   solo un monumento. Come quello
di Milton.
 Oh, lo so, ma...  Tessa si sent avvampare.  Non so spiegarlo. Mi sembra di stare tra
amici, in mezzo a questi nomi.  sciocco, lo so...
 Non  affatto sciocco.
La ragazza sorrise.  Come mai sapevi esattamente ci che avrei voluto vedere?
 Come avrei potuto non saperlo?  disse Jem.  Quando penso a te, e tu non ci sei, nella
mia mente ti vedo sempre con un libro in mano.  Nel dirlo distolse lo sguardo, ma Tessa fece in
tempo a cogliere il lieve colore roseo sui suoi zigomi.
Era cos pallido da non riuscire mai a nascondere neppure il minimo rossore, pens la
ragazza... e fu sorpresa dell'affetto che c'era in quel pensiero. Nelle ultime due settimane si era molto
affezionata a Jem; Will l'aveva evitata deliberatamente, Charlotte e Henry erano stati presi dai problemi
dell'Enclave e del Consiglio e dalla gestione dell'Istituto... e perfino Jessamine pareva preoccupata. Ma
Jem c'era sempre.
Il ragazzo sembrava aver preso sul serio il ruolo di guida, in giro per Londra. Erano stati a Hyde
Park e ai Kew Gardens, alla National Gallery e al British Museum, alla Torre di Londra e al Traitors'
Gate. Avevano visto mungere le mucche a St. James Park, e fruttivendoli e verdurai vendere la loro
merce al Covent Garden. Avevano guardato le barche salpare sul Tamigi scintillante di sole
dall'Embankment, e mangiato strane cose chiamate "fermaporta", il cui nome non faceva prevedere
nulla di buono ma che si erano rivelate a base di burro, zucchero e pane.
Col passare dei giorni, Tessa aveva l'impressione di uscire a poco a poco dal cumulo di segreta
infelicit causato da Nate e Will, nonch dalla perdita della sua vecchia vita, come un fiore che strisci
fuori dal terreno gelato. Si era perfino sorpresa a ridere. E doveva ringraziare Jem per tutto ci.
 Sei davvero un buon amico!  esclam. E visto che, con sua sorpresa, lui non replicava,
aggiunse:  Pensi anche tu che siamo buoni amici, non  vero?
Jem si gir a guardarla, ma prima che potesse rispondere una voce sepolcrale disse dall'ombra:
 Mortali, guardate e temete!
Quanta carne imputridita c' qui:
Pensate a quante ossa regali
Dormono tra questi mucchi di pietre [1]
Una sagoma scura usc dallo spazio tra due monumenti. Mentre Tessa sbatteva le palpebre
sorpresa, Jem disse in un tono di rassegnato divertimento:  Alla fine hai deciso di onorarci della tua
presenza...
 Non ho mai detto che non sarei venuto.  Will avanz, e la luce che penetrava dai rosoni si
rivers su di lui, illuminandone il viso.
Tessa non riusciva a guardarlo senza avvertire una stretta al petto, una dolorosa fitta al cuore.
Capelli neri, occhi azzurri, zigomi armoniosi, folte ciglia scure, bocca piena; sarebbe sembrato quasi
effeminato, se non fosse stato cos alto e muscoloso. Lei aveva accarezzato quelle braccia. Sapeva
com'erano al tatto: d'acciaio, percorse da muscoli duri. E le sue mani, quando le aveva preso la nuca,
sottili e flessuose ma ruvide di calli...
Scacci quei ricordi. I ricordi non servono a niente, si disse, non quando si sapeva come
stavano le cose nel presente. Will era bello, ma non era suo; non era di nessuno. Qualcosa in lui si era
crepato, e attraverso quella crepa sgorgava una crudelt cieca, un bisogno di ferire e respingere.
 Sei in ritardo per la riunione del Consiglio  disse Jem di buon umore. Era l'unico a non
sembrare mai toccato dalla malizia beffarda di Will.
 Dovevo fare una commissione.
Tessa vide che Will aveva l'aria stanca. Sotto gli occhi, cerchiati di rosso, si allargavano ombre
quasi violacee. I vestiti sembravano spiegazzati, come se ci avesse dormito, i capelli avevano bisogno
di un taglio. Ma questo non ti riguarda affatto, si disse Tessa in tono severo, distogliendo lo sguardo
dalle morbide onde scure che gli si arricciavano intorno alle orecchie e alla nuca. Non importa cosa io
pensi del suo aspetto o di come sceglie di passare il suo tempo. L'ha detto chiaro e tondo.
 Comunque, neanche voi spaccate il secondo  aggiunse Will.
 Volevo mostrare a Tessa l'Angolo dei Poeti. Pensavo che le sarebbe piaciuto.  Jem parlava
in maniera talmente schietta che nessuno avrebbe mai potuto dubitare di lui o immaginare che non
dicesse la verit.
Di fronte a quel genuino desiderio di compiacere, neppure Will sembrava in grado di pensare a
qualcosa di sgradevole da dire,- si limit a fare spallucce e li super, attraversando l'abbazia ad
andatura rapida e uscendo infine nel chiostro orientale.
I muri del chiostro delimitavano un giardino quadrato, lungo i cui margini camminavano
persone che sussurravano, quasi fossero ancora in chiesa. Nessuna di loro not Tessa e i suoi compagni
mentre questi si avvicinavano a una porta di quercia a due battenti collocata in uno dei muri.
Dopo essersi guardato intorno, Will estrasse di tasca lo stilo e ne pass la punta sul legno. La
porta emise una breve luce azzurra e si spalanc. Il ragazzo entr, subito seguito dagli altri due.
I pesanti battenti si richiusero con un colpo risonante alle spalle di Tessa, imprigionandole quasi
le gonne; le tir via appena in tempo e arretr svelta, girandosi in un'oscurit quasi totale.  Jem?
Divamp un bagliore: la stregaluce di Will. Si trovavano in un'ampia stanza rivestita di pietra,
con i soffitti a volta e con il pavimento che sembrava di mattoni. A un'estremit della stanza c'era un
altare.
 Siamo nella Pyx Chamber  disse Will.  Una volta era la stanza del tesoro. Lungo i muri
erano ammucchiate casse d'oro e d'argento.
 Il tesoro dei Cacciatori?  chiese Tessa, confusa.
 No, il tesoro reale britannico. Ecco il perch delle porte e dei muri robusti  spieg Jem. 
Ma noi Cacciatori vi abbiamo sempre avuto accesso.  Sorrise nel vedere l'espressione di Tessa. 
Nel corso dei secoli le monarchie hanno pagato in segreto la decima ai Nephilim, perch proteggessero
i loro regni dai demoni.
 Non negli Stati Uniti  replic Tessa, in tono animato.  Da noi non c' la monarchia...
 Un ramo del vostro governo tratta con i Nephilim, non temere  disse Will, andando verso
l'altare.  Prima era il Dipartimento della Guerra, ma adesso c' un ramo del Dipartimento di
Giustizia...
Fu interrotto dal cigolio dell'altare, che si spost di lato rivelando un buco nero e vuoto.
Nell'ombra, Tessa scorse deboli guizzi di luce. Will si curv per entrare nel buco, fugando le tenebre
con la stregaluce.
Tessa lo segu, e si ritrov in un lungo corridoio di pietra in discesa. Non c'erano differenze
nella pietra dei muri, dei pavimenti e del soffitto; si aveva l'impressione che il passaggio fosse stato
scavato direttamente nella roccia, sebbene fosse liscia e non ruvida. A intervalli di pochi metri erano
collocate delle appliques raffiguranti mani umane che fuoriuscivano dal muro stringendo tra le dita una
torcia contenente una stregaluce.
Dopo che l'altare fu scivolato alle loro spalle richiudendosi, i tre si avviarono. Via via che
procedevano, la discesa diventava sempre pi ripida. Le torce bruciavano emanando uno scintillio tra
l'azzurro e il verde e illuminando degli intagli nella roccia. Era lo stesso motivo ripetuto all'infinito: un
angelo che emergeva da un lago in un profluvio di fuoco, con una spada in una mano e una coppa
nell'altra.
Alla fine si ritrovarono davanti a due grandi battenti d'argento. Su ognuno era intagliato un
disegno che Tessa aveva gi visto: quattro C allacciate tra loro. Jem le indic.  Stanno per Enclave,
Consiglio, Alleanza e Console [2]  disse anticipando la domanda di Tessa.
 Il Console ... il capo dell'Enclave? Una specie di re?
 Non per nascita come un normale monarca  replic Will.  Viene eletto, come il
presidente o il primo ministro.
 E il Consiglio?
 Ora lo vedrai.  Will apr la porta.
Tessa rimase a bocca aperta; si affrett a richiuderla, ma non prima di scorgere l'espressione
divertita di Jem, che stava alla sua destra.
La sala davanti a loro era una delle pi grandi che Tessa avesse mai visto, un vasto spazio
sormontato da una cupola dipinta con un motivo di stelle e costellazioni. Dal punto pi alto della
cupola pendeva un grande lampadario raffigurante un angelo che sorreggeva delle torce ardenti. Per il
resto, la sala era disposta come un anfiteatro, con lunghi banchi curvi. Will, Jem e Tessa si trovavano in
cima a una rampa di gradini che attraversava la parte centrale dei posti a sedere, occupati per tre quarti.
In fondo ai gradini c'era una piattaforma rialzata, con sopra parecchie sedie dagli alti schienali e
dall'aria scomoda.
Su una di esse sedeva Charlotte; accanto a lei c'era Henry, nervoso e con l'espressione smarrita.
Charlotte sedeva tranquillamente con le mani in grembo; solo chi la conosceva bene avrebbe scorto la
tensione nelle spalle e nell'espressione della bocca.
Di fronte a loro, ritto davanti a una sorta di leggio da oratore, c'era un uomo imponente dalle
spalle larghe, con i lunghi capelli biondi e la barba folta; sopra gli abiti indossava una toga nera che
arrivava fino a terra, come quelle dei giudici, con le maniche ricamate di rune scintillanti. Accanto a
lui, su una sedia bassa, sedeva un uomo pi anziano con i capelli castani striati di grigio; il suo viso era
rasato di fresco, ma scavato da severe rughe. Indossava una toga blu scuro e, quando muoveva la mano,
faceva brillare le pietre preziose che portava alle dita. Tessa lo riconobbe: l'Inquisitore Whitelaw, dalla
voce gelida e dagli occhi di ghiaccio, interrogava alcuni testimoni per conto dell'Enclave.
 Signor Herondale, molto gentile da parte vostra unirvi a noi  disse l'uomo biondo, alzando
lo sguardo su Will. La sua bocca si contrasse in un sorriso.  Lo stesso vale per il signor Carstairs. E
la vostra accompagnatrice dev'essere...
 Sono Theresa Gray, di New York.
Un lieve brusio percorse la sala, come il rumore di un'onda che si ritragga.
La ragazza sent Will accanto a lei irrigidirsi, e Jem prendere fiato come per parlare. Ha
interrotto il Console, le parve di sentire. Dunque quello era il Console Wayland, il capo dell'Enclave.
Girando lo sguardo nella sala, Tessa vide alcuni visi familiari. Benedict Lightwood, con i suoi
lineamenti spigolosi e il portamento rigido; suo figlio Gabriel, con la testa arruffata, che guardava
davanti a s con aria impassibile. Lilian Highsmith, con i suoi occhi scuri. George Penhallow, con la
sua aria cordiale. E perfino la formidabile zia di Charlotte, Callida, con i capelli raccolti sul capo in
fitte onde grigie. C'erano molti altri visi che non conosceva; era come guardare un libro illustrato che
descrivesse tutti i popoli del mondo. C'erano Cacciatori biondi dall'aspetto di vichinghi, un uomo dalla
pelle pi scura che sembrava un califfo uscito dalle Mille e una notte, e un'indiana con un magnifico
sari orlato di rune argentee. Un'altra donna aveva girato la te sta e li stava guardando; indossava un
elegante abito di seta, e il suo viso assomigliava a quello di Jem: aveva gli stessi tratti di una bellezza
delicata, le stesse curve degli occhi e degli zigomi, ma, mentre i capelli e gli occhi di lui erano argentei,
i suoi erano scuri.
 Siate dunque la benvenuta, signorina Theresa Gray di New York  disse il Console, con
aria divertita.  Apprezziamo che oggi vi siate unita a noi in questa sede. So che siete gi stata
interrogata a lungo dall'Enclave di Londra, ma speravo foste disposta a rispondere a qualche altra
domanda.
Dalla distanza che li separava, gli occhi di Tessa incontrarono quelli di Charlotte. Devo farlo!
Charlotte le rivolse un cenno quasi impercettibile. S.
La ragazza raddrizz le spalle.  Certo, se  questo che volete.
 Dunque avvicinatevi al banco del Consiglio  disse il Console, e Tessa si rese conto che
doveva intendere il banco di legno lungo e stretto sistemato davanti al leggio.  I signori vostri amici
possono accompagnarvi.
Will borbott qualcosa sottovoce, ma cos piano che nemmeno Tessa pot sentirlo.
Con Will alla sua sinistra e Jem alla sua destra, la ragazza scese i gradini e si diresse verso il
banco del Consiglio. Da cos vicino, poteva vedere che il Console aveva affabili occhi azzurri, diversi
da quelli dell'Inquisitore, che erano di un grigio gelido e burrascoso, come un mare sotto la pioggia.
 Inquisitore Whitelaw, la Spada Mortale, per favore  disse il Console.
L'Inquisitore si alz ed estrasse dalla toga una enorme spada. Tessa la riconobbe all'istante. Era
lunga, di un argento opaco, con l'elsa scolpita nella forma di due ali spalancate. Era la spada del
Codice, quella con cui Raziel era sorto dal lago e che aveva consegnato a Jonathan, il primo di tutti i
Cacciatori.
 Maellartach  disse Tessa, chiamandola con il suo vero nome.
Il Console, nel prendere la Spada, sembr di nuovo divertito.  Avete davvero studiato con
impegno. Chi di voi le ha fatto da maestro? William? James?
 Tessa preferisce fare da sola, signore.  La pronuncia strascicata di Will suonava calma e
allegra, in contrasto con l'atmosfera cupa della stanza.   molto curiosa.
 Ragione di pi perch non sia qui.
Tessa non dovette girarsi, perch aveva riconosciuto la voce: Benedict Lightwood.
 Questo  il Consiglio di Sicurezza. Non vi accettiamo Nascosti.  Il suo tono era duro. 
Non possiamo usare la Spada Mortale per farle dire la verit; non  una Cacciatrice. Che cosa ci fa qui
questa ragazza, o qualsiasi cosa essa sia?
 Pazienza, Benedict.  Il Console Wayland impugnava la spada con disinvoltura, come se
quella non pesasse affatto. Pesava di pi lo sguardo su Tessa, la quale aveva l'impressione che l'uomo
le studiasse il viso leggendo la paura nei suoi occhi.  Non vi faremo del male, piccola strega. Gli
Accordi lo vietano.
Non dovreste chiamarmi cos  ribatt Tessa.  Non ho alcun segno tipico degli stregoni.
 E allora che cosa siete?  domand il Console. Trasudava un senso di potere e autorit.
Proprio quel tipo di potere e autorit che Benedict Lightwood non sopportava fosse rivendicato da
Charlotte.
 Non lo sa  disse l'Inquisitore, in tono secco.  E neppure i Fratelli Silenti.
  autorizzata a prendere posto  afferm il Console.  E a testimoniare, ma la sua
testimonianza sar considerata solo come met di quella di un Cacciatore.  Poi si rivolse ai Branwell.
 Nel frattempo, Henry, per il momento siete esentato dall'essere interrogato. Charlotte, voi rimanete,
per favore.
Tessa inghiott il proprio risentimento e and a sedersi in prima fila, dove fu raggiunta da
Henry, teso e con i capelli arruffati e ritti sul capo. C'era anche Jessamine, in un abito di alpaca
marrone chiaro, con l'aria annoiata. Tessa le si sedette accanto, con Will e Jem dall'altro lato. Dei due, a
sederle vicino era Jem, e siccome i posti erano stretti, lei sentiva il calore della sua spalla contro la
propria.
All'inizio il Consiglio procedette perlopi come le altre riunioni dell'Enclave. Charlotte fu
invitata a riferire quanto ricordava della notte in cui l'Enclave aveva attaccato la roccaforte del vampiro
de Quincey, uccidendo lui e quelli dei suoi seguaci che erano presenti, mentre il fratello di Tessa, Nate,
tradiva la fiducia riposta in lui permettendo al Magister, Axel Mortmain, di entrare nell'Istituto, dove
aveva assassinato due servitori e quasi rapito Tessa.
Quando fu il suo turno, la ragazza ripet quanto aveva gi detto: che non sapeva dove fosse
Nate, che non aveva mai sospettato di lui n saputo nulla dei propri poteri finch le Sorelle Oscure non
glieli avevano rivelati, che aveva sempre pensato che i suoi genitori fossero umani.
 Si  indagato a fondo su Richard ed Elizabeth Gray  disse l'Inquisitore.  Niente
suggerisce che entrambi fossero altro che umani. Il ragazzo, Nate,  umano anche lui. Forse il padre
della ragazza era un demone, come ha accennato Mortmain, ma in tal caso c' la questione dell'assenza
del segno tipico degli stregoni.
 Tutto quanto vi riguarda  davvero curioso, comprese le vostre facolt  dichiar il
Console, fissando Tessa con i suoi occhi azzurro pallido.  Non avete idea di quali siano i loro limiti e
le loro caratteristiche? Siete stata messa alla prova con un oggetto di Mortmain? Per vedere se eravate
in grado di accedere ai suoi ricordi o ai suoi pensieri?
 S... ho provato. Con un bottone che aveva perduto. Avrebbe dovuto funzionare.
 Ma?
Tessa scosse il capo.  Mi  stato impossibile. Non aveva neppure una scintilla... non c'era
vita. Nulla a cui potessi appigliarmi.
 Comodo  borbott Benedict a voce quasi troppo bassa per essere udita, ma la ragazza lo
sent e avvamp.
Il Console le fece segno di tornare a sedere.
Nel farlo, Tessa scorse il viso di Benedict Lightwood: aveva le labbra serrate in una sottile linea
piena d'ira. Si chiese cosa avesse mai detto per farlo arrabbiare.
 E nessuno ha visto l'ombra di questo Mortmain dal momento del... dell'alterco tra lui e la
signorina Gray, nel Rifugio?  domand il Console.
L'Inquisitore diede un colpetto alle carte che erano ammucchiate sul leggio.  Le sue case sono
state perquisite e trovate svuotate di tutte le sue cose. I suoi magazzini sono stati perquisiti, con lo
stesso risultato. Anche i nostri amici di Scotland Yard hanno investigato. Il tizio  sparito. In senso
letterale, come ci dice il nostro giovane amico Will Herondale.
Will fece un sorriso smagliante, come se avesse ricevuto un complimento, ma la malizia che vi
si celava ricord a Tessa la luce che guizza sul taglio di un rasoio.
 La mia proposta  che Charlotte e Henry Branwell ricevano una nota di biasimo  disse il
Console.  E che, per i prossimi tre mesi, gli atti ufficiali da loro intrapresi per conto dell'Enclave
siano sottoposti alla mia approvazione prima di...
 Signor Console.  Una voce ferma e chiara parl dalla folla.
Le teste si girarono a guardare. Tessa ebbe l'impressione che non capitasse molto di frequente
che qualcuno interrompesse il Console a met discorso.
 Chiedo facolt di parlare.
Le sopracciglia del Console si sollevarono.  Benedict Lightwood, avete avuto la possibilit di
parlare prima, durante le testimonianze.
 Non ho nulla da dire sulle testimonianze rese  replic Benedict. Al bagliore della
stregaluce, il suo profilo spigoloso sembrava ancora pi marcato.   sulla vostra frase che ho da
ridire.
 E perch mai?  Il Console si sporse in avanti sul leggio. Era un omone dal collo taurino e
dal torace possente, e sembrava capace di circondare facilmente il collo di Benedict con una sola delle
sue grosse mani.
Tessa si augur quasi che lo facesse. Da quanto aveva potuto vedere, Benedict Lightwood non
gli andava a genio.
 Penso che nel valutare le mancanze di Charlotte come capo dell'Istituto vi siate lasciato
accecare dalla vostra lunga amicizia con la famiglia Fairchild  disse Benedict. Nella sala si sent
chiaramente trattenere il fiato.  Gli errori grossolani commessi la notte del cinque luglio non hanno
soltanto messo in imbarazzo l'Enclave e fatto s che perdessimo la Pyxis. Attaccando inutilmente de
Quincey, abbiamo rovinato i nostri rapporti con i Nascosti di Londra.
 Un certo numero di lamentele  gi stato depositato alla sezione Risarcimenti, ma ce ne
occuperemo secondo i dettami della Legge  tuon il Console.  I Risarcimenti non sono di vostra
competenza, Benedict...
 Ma la cosa peggiore  che Charlotte abbia lasciato fuggire un pericoloso criminale che
progetta di nuocere ai Cacciatori e di distruggerli, e che nessuno abbia idea di dove sia  continu
Benedict, alzando la voce.  E la responsabilit di trovarlo non ricade su chi di dovere, su quelli che se
lo sono lasciati scappare!  concluse, quasi gridando.
Nella sala regnava ormai un gran baccano. Charlotte sembrava costernata, Henry confuso e Will
furioso.
Il Console, i cui occhi si erano oscurati in maniera preoccupante quando Benedict aveva
nominato i Fairchild - doveva trattarsi della famiglia di Charlotte, si rese conto Tessa - rimase in
silenzio mentre il rumore si affievoliva. Poi disse:  La vostra ostilit non vi fa onore, Benedict.
 Le mie scuse, Console. Non credo che mantenere Charlotte Branwell a capo dell'Istituto -
perch sappiamo tutti che la partecipazione di Henry Branwell  solo formale - giovi agli interessi
dell'Enclave. Credo che una donna non sia in grado di gestire un Istituto; le donne non pensano con la
logica e con il buonsenso, ma con le emozioni del cuore. Non dubito che Charlotte sia una donna buona
e onesta, ma un uomo non si sarebbe mai fatto prendere in giro da una patetica spia come Nathaniel
Gray.
 Sono io a essere stato preso in giro!  Will era balzato in piedi e si girava di qua e di l con
occhi fiammeggianti.  Tutti lo siamo stati. Quali insinuazioni state facendo sul conto mio, di Jem e di
Henry, signor Lightwood?
 Tu e Jem siete dei bambini  ribatt Benedict, in tono tagliente.  E Henry non alza mai lo
sguardo dal suo tavolo da lavoro.
Will fece per arrampicarsi sullo schienale. Jem lo trascin di nuovo al suo posto a viva forza,
dicendogli qualcosa sottovoce.
Jessamine batt le mani.  Finalmente qualcosa di eccitante!  esclam, con gli occhi
splendenti.
Tessa la guard indignata.  Hai sentito qualcosa di quanto  stato detto? Sta insultando
Charlotte!  sussurr.
Jessamine la ignor, con un gesto di sufficienza.
 E chi suggerireste di mettere a capo dell'Istituto, al posto suo?  chiese il Console a
Benedict, con voce che trasudava sarcasmo.  Voi, forse?
Benedict allarg le braccia, con aria modesta.  Se lo dite voi, Console...
Prima che finisse di parlare, altre tre figure si alzarono spontaneamente; due Tessa le riconobbe
come membri dell'Enclave di Londra, sebbene non ne conoscesse i nomi; la terza era Lilian Highsmith.
Benedict sorrise. Ormai tutti lo fissavano; accanto a lui sedeva il figlio pi piccolo, Gabriel, che
teneva alzati sul padre gli indecifrabili occhi verdi. Le sue dita affusolate erano serrate sullo schienale
del sedile davanti.
 Tre persone sostengono la mia candidatura  afferm Benedict.   il minimo richiesto
dalla Legge perch possa sfidare formalmente Charlotte Branwell per la carica di capo dell'Enclave di
Londra.
Charlotte ebbe un lieve sussulto, ma rimase seduta immobile al suo posto, rifiutando di girarsi.
Jem continu a tenere Will per il polso. E Jessamine dava ancora l'impressione di assistere a una
frizzante commedia.
 No  dichiar il Console.
 Non potete impedirmi di sfidare...
 Benedict, voi avete contestato la nomina di Charlotte nel momento stesso in cui l'ho
proposta. Avete sempre voluto l'Istituto. Ora che l'Enclave ha bisogno pi che mai di lavorare di
concerto, portate divisione e rivalit nell'operato del Consiglio.
 Il cambiamento non si compie sempre pacificamente, ma ci non toglie che sia vantaggioso.
 Le mani di Benedict si serrarono.  Confermo la mia candidatura.
Il Console tamburellava con le dita sul leggio; l'Inquisitore gli stava accanto con espressione
gelida. Dopo un po', Wayland disse:  Benedict, voi suggerite che la responsabilit di trovare
Mortmain debba ricadere su coloro che a quanto dite "se lo sono lasciati scappare". Siete d'accordo,
credo, sul fatto che trovare Mortmain sia la nostra priorit assoluta.
Benedict annu seccamente.
 Dunque la mia proposta  la seguente: lasciamo che Charlotte e Henry Branwell si
incarichino delle ricerche. Se entro due settimane non avranno localizzato Mortmain, o non avranno
almeno raccolto qualche prova consistente riguardo al suo nascondiglio, la sfida potr andare avanti.
Charlotte sobbalz.  Trovare Mortmain, da soli? Soltanto io e Henry... con nessun aiuto dal
resto dell'Enclave?
Quando si posarono su di lei, gli occhi del Console non erano ostili, ma neppure completamente
indulgenti.  In caso di necessit potrete fare ricorso agli altri membri dell'Enclave, e naturalmente i
Fratelli Silenti e le Sorelle di Ferro saranno a vostra disposizione. Ma, quanto alle ricerche, s... dovrete
svolgerle da soli.
 Non mi piace  si lament Lilian Highsmith.  State trasformando la ricerca di un pazzo in
un gioco di potere.
 Dunque volete revocare il vostro sostegno a Benedict?  replic il Console.  In tal modo
la sfida cadrebbe, e non ci sarebbe nessun bisogno che i Branwell dessero prova del loro valore.
Lilian apr la bocca... e poi, a uno sguardo di Benedict, la richiuse. Scosse la testa.
 Abbiamo appena perso i nostri servitori  osserv Charlotte, con voce tesa.  Senza di
loro...
 Com' normale, ve ne saranno forniti di nuovi  disse il Console.  Cyril, il fratello del
defunto Thomas, sta arrivando da Brighton per entrare al vostro servizio, e l'Istituto di Dublino ha
rinunciato alla sua seconda cuoca per voi. Sono entrambi combattenti bene addestrati... e ritengo,
Charlotte, che avrebbero dovuto esserlo anche i vostri.
Thomas e Agatha erano addestrati! protest Henry.
 Ma in casa avete parecchie persone che non lo sono  afferm Benedict.  Non solo la
signorina Lovelace  terribilmente indietro nel suo addestramento, ma anche la vostra cameriera,
Sophie, e quella Nascosta laggi...  Indic Tessa.  Be', dal momento che mi sembrate intenzionati
ad aggiungerla in pianta stabile al vostro gruppo, non sarebbe certo un male se venisse addestrata
insieme alla cameriera nei rudimenti della difesa personale.
Stupita, Tessa lanci uno sguardo in tralice a Jem.  Parla di me?
Il ragazzo annu. Aveva un'espressione cupa.
 Non posso... mi taglier via un piede!
 Be', se proprio devi, taglia via un piede a Benedict  mormor Will.
 Ci riuscirai, Tessa. Non  niente che tu non possa fare...  cominci Jem, ma il resto delle
sue parole fu soffocato da quelle di Benedict Lightwood.
 In effetti, visto che voi due sarete occupatissimi a cercare il nascondiglio di Mortmain, vi
propongo come insegnanti i miei due figli: Gabriel e Gideon, che torna dalla Spagna stasera. Sono
entrambi ottimi combattenti, e questa esperienza potrebbe tornare loro utile.
 Padre!  protest Gabriel. Sembrava inorridito; evidentemente Benedict Lightwood non
aveva preventivamente discusso la questione con lui.
 Possiamo addestrare da soli i nostri servitori  replic brusca Charlotte.
Il Console la guard, scrollando la testa.  Benedict Lightwood vi sta offrendo un dono
generoso. Accettatelo.
Charlotte era paonazza. Dopo un lungo istante chin il capo, convenendo con le parole del
Console.
Tessa si sent girare la testa. Sarebbe stata addestrata? Addestrata a combattere, a lanciare
coltelli e a roteare una spada? Certo, una delle sue eroine preferite era Capitola Black della Mano
nascosta [3], che era in grado di combattere e si vestiva anche come un uomo. Ma ci non significava
che Tessa volesse essere lei.
 Molto bene. La seduta del Consiglio  sciolta e aggiornata in questo stesso luogo tra due
settimane  stabil il Console.  Potete andare.
Nessuno si allontan subito. Ci fu un improvviso vocio mentre i Cacciatori cominciavano ad
alzarsi e a chiacchierare con foga con i vicini.
Charlotte sedeva immobile. Henry, accanto a lei, sembrava volesse disperatamente dire
qualcosa di confortante ma non riuscisse a farsi venire in mente nulla; teneva la mano sospesa con fare
incerto sopra la spalla della moglie. Will fissava in cagnesco Gabriel Lightwood, che si trovava
dall'altra parte della sala e guardava freddamente nella loro direzione.
Poi Charlotte si alz adagio. Henry le pos una mano sulla schiena e prese a mormorarle
qualcosa. Jessamine era gi in piedi e faceva roteare il nuovo ombrellino di pizzo bianco con cui Henry
aveva sostituito il vecchio, andato distrutto durante il combattimento con gli automi di Mortmain;
aveva i capelli acconciati in due folti codini sopra le orecchie, come due grappoli d'uva.
Anche Tessa si alz, e il gruppo si diresse verso il corridoio centrale della sala del Consiglio. La
ragazza colse sussurri da entrambi i lati, frammenti sempre delle stesse parole:  Charlotte...
Benedict... non riusciranno a trovare il Magister... due settimane... sfida... Console... Mortmain...
Enclave... umiliante...
Charlotte camminava con la schiena dritta, le guance rosse e gli occhi fissi davanti a lei, come
se non sentisse i pettegolezzi. Will sembrava sul punto di scagliarsi contro coloro che sussurravano
incitando a fare giustizia sommaria, ma Jem teneva saldamente il suo parabatai per la giacca: doveva
sentirsi pi o meno come il proprietario di un cane di razza a cui piacesse mordere gli ospiti, si disse
Tessa; bisognava tenergli sempre una mano sul collare. Jessamine sembrava semplicemente ripiombata
nella noia; non era affatto interessata a ci che l'Enclave pensava di lei o di chiunque altro dell'Istituto.
Al momento di raggiungere la porta della sala del Consiglio, Charlotte si ferm un momento
perch il resto del gruppo potesse raggiungerli. La maggior parte della folla sciamava verso sinistra, da
dove erano venuti Tessa, Jem e Will, ma Charlotte gir a destra, fece parecchi passi lungo il corridoio,
gir un angolo e si ferm di scatto.
 Charlotte?  Henry, nel raggiungerla, sembrava preoccupato.  Cara...
Senza preavviso, Charlotte tir indietro il piede e diede un calcio alla parete, pi forte che
poteva. Fece poco danno, dal momento che il muro era di pietra, ma emise un grido sommesso.
 Accidenti!  esclam Jessamine, roteando l'ombrellino.
 Se posso dare un suggerimento...  Will sorrise.  A circa venti passi dietro di noi, nella
sala del Consiglio, c' Benedict. Se tu volessi tornare l e provare a prendere a calci lui, raccomanderei
di mirare in alto e leggermente a sinistra...
 Charlotte  chiam una voce profonda e roca.
La donna si volt, spalancando gli occhi marroni.
Le rune argentee ricamate sull'orlo e sulle maniche del mantello scintillavano, mentre il
Console avanzava verso il gruppetto dell'Istituto con lo sguardo fisso su Charlotte, la quale rimase
immobile, con una mano contro la parete.  Charlotte...  ripet il Console Wayland.  Lo sai cosa
diceva sempre tuo padre, sul fatto che perdevi la calma.
  vero. Diceva pure che avrebbe voluto un figlio maschio  replic Charlotte, con
amarezza.  Se io fossi stata un uomo, mi avreste trattata come avete appena fatto?
Henry mise una mano sulla spalla della moglie, mormorandole qualcosa, ma lei la scroll via. I
grandi occhi marroni feriti erano fissi sul Console.
 E come ti ho appena trattato?
 Come una bambina. Una bambina piccola che andava rimproverata.
 Charlotte, sono stato io a nominarti a capo dell'Istituto e dell'Enclave.  Il Console
sembrava esasperato.  L'ho fatto non soltanto perch volevo bene a Granville Fairchild e conoscevo
il suo desiderio che fossi tu a succedergli, ma anche perch ti ritenevo all'altezza del compito.
Avete nominato anche Henrydisse Charlotte.  E ci avete perfino comunicato che lo
facevate perch l'Enclave avrebbe accettato alla sua testa una coppia sposata, ma non una donna sola.
 Be', complimenti, Charlotte. Credo che nessuno dei membri dell'Enclave di Londra abbia
l'impressione di essere guidato in alcun modo da Henry.
 Gi. Lo sanno tutti che sono un peso morto  mormor Henry, guardandosi le scarpe.  
colpa mia se tutto questo  successo...
 Non  vero  lo interruppe il Console.   la combinazione di un autocompiacimento
generale da parte dell'Enclave, di sfortuna e mancanza di tempismo, nonch di alcune decisioni infelici
da parte tua, Charlotte. S, ti ritengo responsabile...
 Dunque siete d'accordo con Benedict!
 Benedict Lightwood  un furfante e un ipocrita  replic Wayland, con aria stanca.  Lo
sanno tutti. Ma  politicamente potente, ed  meglio tenerselo buono con questa commedia che non
inimicarselo ignorandolo.
 Una commedia?  cos che la chiamate?  ribatt Charlotte, in tono amaro.  Mi avete
dato un compito impossibile.
 Ti ho dato il compito di trovare il Magister  disse il Console.  L'uomo che ha fatto
irruzione nell'Istituto, ha ucciso i vostri servitori, ha preso la vostra Pyxis e progetta di costruire un
esercito di mostri meccanici per distruggerci tutti: un uomo che dev'essere fermato. Come capo
dell'Enclave, Charlotte, fermarlo  il tuo compito Se lo consideri impossibile, forse dovresti chiederti
innanzitutto perch tieni tanto a questo incarico.
2
RISARCIMENTI
Confida dunque la tua pena, questo triste sollievo concediti; Ah, pi che confidarla! riversa in
me tutto il tuo dolore.
Alexander Pope, Eloisa ad Abelardo
La stregaluce che illuminava la biblioteca pareva tremolare affievolendosi, come una candela
che coli nel suo supporto, ma Tessa sapeva che era solo frutto della sua immaginazione. La stregaluce,
a differenza del fuoco o del gas, non sembrava mai consumarsi.
D'altra parte, Tessa cominciava a sentirsi gli occhi stanchi e, a giudicare dalle espressioni dei
suoi compagni, non era la sola. Erano tutti riuniti intorno a uno dei lunghi tavoli, con Charlotte a
un'estremit e Henry alla destra di Tessa. Quindi venivano Will e Jem, seduti uno accanto all'altro,-
solo Jessamine si era sistemata all'altra estremit, separata dal resto del gruppo. La superficie del tavolo
era sommersa da ogni genere di carte: vecchi articoli di giornale, libri, pergamene ricoperte da una fitta
scrittura. C'erano genealogie di varie famiglie Mortmain, storie di automi, innumerevoli libri di
incantesimi evocativi e di controllo, e ogni singola informazione sul Pandemonium Club che i Fratelli
Silenti erano riusciti a scovare nel loro archivio.
A Tessa era stato affidato l'incarico di leggere gli articoli di giornale, alla ricerca di storie che
riguardassero Mortmain e la sua societ di spedizioni, ma ormai la vista le si cominciava a offuscare e
le parole a ballonzolare sulle pagine. Fu sollevata quando Jessamine ruppe finalmente il silenzio,
allontanando il libro che aveva davanti, Degli strumenti della stregoneria.
 Charlotte, credo che stiamo perdendo il nostro tempo.
Charlotte alz lo sguardo, con espressione sofferente.  Jessamine, non c' bisogno che tu
rimanga qui, se non ne hai voglia. Lo confesso, dubito che qualcuno di noi si aspettasse il tuo aiuto in
questa faccenda. E, dal momento che non ti sei mai applicata molto negli studi, non posso fare a meno
di chiedermi se tu sappia davvero quello che stai cercando. Sapresti distinguere un incantesimo
evocativo da uno di controllo, se te li mostrassi?
Tessa non pot fare a meno di essere sorpresa. Charlotte era raramente cos brusca con chiunque
di loro.
 Ma io voglio aiutare  replic Jessie, imbronciata.  Quegli  aggeggi meccanici di
Mortmain mi hanno quasi uccisa. Voglio che sia catturato e punito.
 No, non  vero.  Will, svolgendo un rotolo di pergamena talmente vecchio che
scricchiolava, osserv con gli occhi socchiusi i simboli neri che vi erano tracciati.  Tu vuoi che il
fratello di Tessa sia catturato e punito per averti fatto credere di essere innamorato di te, mentre non lo
era.
Jessamine avvamp.  No, non voglio che... cio, non volevo... cio... oh, Charlotte!... Will mi
stuzzica.
 E il sole sorge a est  mormor Jem, senza rivolgersi a nessuno in particolare.
 Non voglio essere cacciata dall'Istituto nel caso non riuscissimo a trovare il Magister 
continu Jessamine.   tanto difficile da capire?
 Tu non sarai cacciata dall'Istituto. Lo sar Charlotte  ribatt Will.  Sono sicuro che i
Lightwood ti lasceranno restare. E poi Benedict ha due figli in et da matrimonio. Dovresti essere
felice.
Jessamine fece una smorfia.  Cacciatori. Come se volessi sposarne uno.
 Anche tu sei una Cacciatrice.
Prima che la ragazza potesse replicare, la porta della biblioteca si apr ed entr Sophie,
piegando la testa con la cuffietta bianca. Mormor qualcosa a Charlotte, che si alz.
 Fratello Enoch  qui. Devo parlargli  disse Charlotte.  Will, Jessamine, cercate di non
scannarvi a vicenda mentre sono via. Henry, se tu potessi...  La sua voce si affievol.
Henry stava studiando un tomo - Il libro dei congegni meccanici ingegnosi di AlJazari - e non
rivolgeva la minima attenzione ad altro.
Charlotte alz le braccia al cielo e lasci la stanza con Sophie.
Nel momento in cui la porta si richiuse, Jessamine lanci uno sguardo velenoso a Will.  Se
pensi che io non abbia l'esperienza necessaria per aiutare, allora perch lei  qui?  Indic Tessa. 
Non intendo essere villana, ma pensi che lei sappia distinguere un incantesimo evocativo da uno di
controllo?  Guard Tessa.  Allora, lo sai fare? A proposito, Will, tu che sei sempre tanto disattento
durante le lezioni, sapresti distinguere un incantesimo di controllo dalla ricetta di un souffl?
Will si appoggi allo schienale della sedia e disse con aria sognante:  Io son pazzo solo a
nordnordovest; quando il vento spira da sud, distinguo bene un airone da un falco.
 Jessamine, Tessa si  gentilmente offerta di aiutarci, e ora abbiamo bisogno di tutti gli occhi
disponibili  disse Jem, in tono severo.  Will, non citare l'Amleto. Henry...  Si chiar la gola. 
Henry!
L'uomo alz la testa, sbattendo le palpebre.  S, cara?  Si guard intorno.  Dov'
Charlotte?
  andata a parlare con i Fratelli Silenti  rispose Jem, che non sembrava essersela presa per
il fatto che Henry l'aveva scambiato per sua moglie.  Nel frattempo temo... di essere d'accordo con
Jessamine.
 E il sole sorge a ovest  disse Will, che evidentemente aveva sentito il precedente
commento di Jem.
 Ma perch?  chiese Tessa.  Non possiamo gettare la spugna adesso. Significherebbe
consegnare l'Istituto a quell'orribile Benedict Lightwood.
 Non sto suggerendo di restare con le mani in mano  replic Jem.  Ma stiamo cercando
di capire cosa far Mortmain. Stiamo cercando di prevedere il futuro invece di cercare di comprendere
il passato.
 Conosciamo il passato di Mortmain, e i suoi piani.  Will indic i giornali.   nato nel
Devon,  stato medico su una nave,  diventato un ricco commerciante, si  impegolato nella magia
nera e ora progetta di governare il mondo con l'aiuto del suo enorme esercito di creature meccaniche.
Non  una storia tanto strana per un giovanotto determinato...
 Non credo che abbia mai affermato di voler governare il mondo  lo interruppe Tessa. 
Solo l'Impero Britannico.
 Che precisione ammirevole!  esclam Will.  Quello che voglio dire  che sappiamo da
dove  venuto Mortmain. Non  certo colpa nostra se non  molto interessante...  La sua voce si
spense.  Ah!
 Che c'?  domand Jessamine, con aria irritata, spostando lo sguardo da Will a Jem.  Il
modo in cui voi due sembrate leggervi nel pensiero mi d i brividi.
 Jem stava giusto pensando, e io sarei propenso a convenire con lui, che la biografia di
Mortmain  semplicemente tutta una sciocchezza  dichiar Will.  Qualche bugia, qualche verit,
ma molto probabilmente non contiene nulla che possa aiutarci. Sono tutte storie inventate per dare ai
giornali qualcosa da scrivere sul suo conto. E poi, che ci importa di quante navi possiede? Noi
vogliamo sapere dove ha appreso la magia nera, e da chi.
 E perch odia i Cacciatori  aggiunse Tessa.
Gli occhi azzurri di Will scivolarono pigramente verso di lei.  Si tratta di odio? Pensavo che
fosse semplice bramosia di dominio. Una volta tolti di mezzo noi, e con un esercito meccanico al suo
fianco, potrebbe prendere tutto il potere che vuole.
Tessa scosse la testa.  No, non  solo questo.  difficile da spiegare, ma... lui odia i Nephilim.
 qualcosa di molto personale. E ha a che fare con quell'orologio.  come se desiderasse un indennizzo
per un torto o un'offesa che gli  stata fatta.
 Risarcimenti  disse Jem all'improvviso, posando la penna che aveva in mano.
Will lo guard perplesso.  Cos', un gioco? Dobbiamo buttare l la prima parola che ci viene
in mente? In tal caso, la mia  "genufobia". Un'irragionevole paura delle ginocchia.
 E quale sarebbe la parola per una paura perfettamente ragionevole degli idioti molesti? 
chiese Jessamine.
 La sezione Risarcimenti dell'archivio  precis Jem, ignorando entrambi.  Il Console l'ha
citata ieri, ed  da allora che mi ronza per la testa. L non abbiamo guardato.
 Risarcimenti?  ripet Tessa.
 Quando un Nascosto, o un mondano, asserisce che nei suoi rapporti con lui un Cacciatore ha
infranto la Legge, presenta un reclamo alla sezione Risarcimenti. Poi segue un dibattimento e, nel caso
che il Nascosto riesca a dimostrare le proprie argomentazioni, gli viene accordato un qualche tipo di
pagamento.
 Be', mi sembra un po' sciocco controllare l  obiett Will.  Non  da Mortmain andare a
presentare un reclamo contro i Cacciatori tramite i canali ufficiali: Mi dichiaro assai sconcertato che i
Cacciatori si siano rifiutati di morire in blocco secondo i miei desideri. Si richiede ricompensa. Si
prega inviare l'assegno ad A. Mortmain, 18 Kensington Road...
 Basta con gli scherzi.  Jem scosse il capo.  Forse non ha sempre odiato i Cacciatori.
Forse c' stato un tempo in cui ha davvero cercato di ottenere un'indennit attraverso il sistema
ufficiale, e non c' riuscito. Che male c' a provare? Al limite faremo un buco nell'acqua, ma non 
esattamente quello che stiamo facendo adesso?  Il ragazzo si alz, scuotendo indietro i capelli
argentei.  Corro a cercare Charlotte prima che Enoch se ne vada e a chiederle di far controllare
l'archivio ai Fratelli Silenti.
Anche Tessa si alz. Non moriva dalla voglia di essere lasciata sola nella biblioteca con Will e
Jessamine, che si sarebbero senz'altro messi a litigare. Naturalmente c'era Henry, ma sembrava che
stesse facendo un bel sonnellino su una pila di libri, e nel migliore dei casi non era granch come
cuscinetto. Stare vicini a Will era sgradevole in quasi tutte le circostanze; era sopportabile solo con Jem
presente. In qualche modo, l'amico era capace di smussarne i lati spigolosi e renderlo quasi umano.
 Vengo con te, Jem  disse Tessa.  C'era... c'era qualcosa di cui desideravo parlare a
Charlotte, in ogni caso.
Jem sembr piacevolmente sorpreso.
Will spost lo sguardo dall'uno all'altra e spinse indietro la sedia.  Sono giorni ormai che
stiamo tra questi libri che cadono in pezzi. I miei begli occhi sono stanchi, e mi sono tagliato con la
carta. Vedete?  Allarg le dita.  Vado a fare una passeggiata.
Tessa non pot frenarsi.  Magari potresti curare i tagli con un iratze.
Lui la fulmin con lo sguardo.  Pronta ad aiutare come sempre, Tessa.
Lei sostenne il suo sguardo. I suoi occhi sono davvero belli.  Il mio unico desiderio 
rendermi utile.
Jem le mise la mano sulla spalla e disse con voce preoccupata:  Tessa, Will. Non credo...
Ma Will era gi sparito, dopo aver agguantato il cappotto ed essersi sbattuto la porta della
biblioteca alle spalle, tanto forte da farne vibrare il telaio.
Jessamine si appoggi allo schienale della sedia, socchiudendo gli occhi marroni.  Davvero
interessante.
Con mano tremante, Tessa si infil una ciocca di capelli dietro l'orecchio. Non sopportava che
Will le facesse quell'effetto. Sapeva come stavano le cose, sapeva cosa pensava di lei. Che non era
niente, che non valeva niente. Eppure una sua occhiata poteva farla tremare di odio misto a desiderio.
Era come avere nel sangue un veleno di cui l'unico antidoto era Jem: solo con lui si sentiva su un
terreno sicuro.
 Vieni.  Jem la prese delicatamente per il braccio. Normalmente un gentiluomo non
avrebbe toccato una signora in pubblico, ma all'Istituto i Cacciatori erano in rapporti pi familiari di
quanto non fossero i mondani fuori. Quando Tessa si gir a guardarlo, le sorrise. Ogni volta Jem
metteva tutta la sua energia nel sorridere, sicch sembrava farlo con gli occhi, con il cuore, con tutto se
stesso.  Andiamo a cercare Charlotte.
 E io cosa dovrei fare mentre sarete via?  domand Jessamine con aria imbronciata mentre
i due si avviavano verso la porta.
 Potresti sempre svegliare Henrysugger Jem.  A quanto pare, sta di nuovo mangiando la
carta nel sonno, e sai quanto Charlotte lo detesti.
 Oh, che seccatura!  Jessamine fece un sospiro esagerato.  Perch mi toccano sempre i
compiti sciocchi?
 Perch non vuoi quelli seri  rispose Jem, sembrando pi vicino all'esasperazione di quanto
Tessa l'avesse mai sentito. Nessuno dei due not l'occhiata gelida che Jessamine lanci loro mentre
lasciavano la biblioteca e si avviavano lungo il corridoio.
 Il signor Bane vi sta aspettando, signore  disse il cameriere, e si fece da parte per lasciar
entrare Will. Si chiamava Archer - o Walker, o qualcosa del genere, pens il Nephilim - ed era uno dei
succubi umani di Camille. Come tutti quelli resi schiavi della volont di un vampiro, aveva un'aria
malaticcia, una carnagione pallida del colore della pergamena e sottili capelli radi. Sembr tanto felice
di vedere Will quanto potrebbe esserlo l'invitato a un pranzo nel vedere una lumaca strisciare fuori
dalla sua lattuga.
Nell'istante in cui entr in casa, Will fu colpito dall'odore. Era odore di magia nera, come zolfo
misto ad acqua del Tamigi in una giornata molto calda. Arricci il naso.
Il cameriere lo guard in maniera ancora pi antipatica.  Il signor Bane  in soggiorno.  Dal
suo tono si capiva che non aveva nessuna intenzione di accompagnarlo.  Volete darmi il cappotto?
 Non  necessario.  Con il cappotto addosso, Will segu l'odore della magia lungo il
corridoio. Si faceva pi intenso via via che si avvicinava alla porta del soggiorno, che era ben chiusa;
dalla fessura fuoriuscivano fili di fumo. Will inal una grossa boccata d'aria satura di zolfo e apr la
porta.
L'interno del soggiorno sembrava stranamente nudo. Dopo un momento, Will si rese conto che
era perch Magnus aveva spinto tutti i pesanti mobili di teak, piano compreso, contro le pareti. Dal
soffitto pendeva un lampadario a gas riccamente ornato, ma a illuminare la stanza erano alcune dozzine
di grosse candele nere disposte in circolo al suo centro.
Magnus stava l accanto con un libro aperto tra le mani; il fazzoletto da collo di foggia antiquata
era allentato, i capelli neri scompigliati e ritti intorno al viso come se fossero carichi di elettricit. 
Giusto in tempo!  grid sorridendo nel vedere il ragazzo.  Penso proprio che questa volta ci siamo.
Will, ti presento Thammuz, un demone minore dell'ottava dimensione. Thammuz, lui  Will, un
Cacciatore minore del... Galles, mi pare?
 Ti caver gli occhi  sibil la creatura seduta in mezzo al circolo ardente. Era sicuramente
un demone, alto non pi di novanta centimetri, con la pelle blu, tre occhi fiammeggianti neri come il
carbone e lunghi artigli rosso sangue alle mani munite di otto dita.  Ti scarnificher il viso.
 Non fare il villano, Thammuz  lo redargu Magnus. Sebbene il suo tono fosse leggero, di
colpo il circolo di candele divamp vivacemente verso l'alto, facendo s che il demone si
raggomitolasse su se stesso con un urlo.Will ha delle domande da farti. E tu gli risponderai.
Il ragazzo scosse la testa.  Non lo so, Magnus. Non mi sembra quello giusto.
 Avevi detto che era blu. E questo  blu!
 Per essere blu  blu  riconobbe Will, avvicinandosi al circolo di fiamme.  Ma il demone
che serve a me... be', a dire il vero  blu cobalto. Questo  pi... pervinca.
 Come mi hai chiamato?  rugg il demone infuriato. Avvicinati, piccolo Cacciatore, e
lascia che banchetti con il tuo fegato! Te lo strapper dal corpo tra le urla.
Will si gir verso Magnus.  Non ha nemmeno la stessa voce.  diversa. E anche il numero
degli occhi.
 Sei sicuro?
 S!  rispose Will, in un tono che non ammetteva repliche.   una cosa che non potrei
mai dimenticare.
Magnus sospir e torn a rivolgersi al demone.  Thammuz, per il potere della campana, del
libro e della candela, e per i grandi nomi di Sammael, Abbadon e Moloch, ti ordino di dire la verit 
declam, leggendo ad alta voce dal libro.  Hai mai incontrato prima di oggi il Cacciatore Will
Herondale, o qualcuno del suo sangue o della sua stirpe?
 Non lo so  rispose il demone, in tono stizzoso.  Voi umani mi sembrate tutti uguali.
La voce di Magnus si alz, acuta e autoritaria.  Rispondimi!
 Oh, e va bene. No, non l'ho mai visto prima in vita mia. Me lo ricorderei. Sembra appetitoso.
 Il demone sogghign, scoprendo denti affilati come rasoi.  E poi non mettevo piede in questo
mondo da... oh, da cent'anni, se non di pi. Non riesco mai a ricordare la differenza tra cento e mille.
Comunque, l'ultima volta che sono stato qui vivevano tutti in capanne di fango e mangiavano insetti.
Perci dubito che lui fosse in giro.  Punt un dito dalle molteplici giunture verso Will.  A meno
che la specie terrestre non viva molto pi a lungo di quanto non fossi indotto a credere.
Magnus alz gli occhi al cielo.  Sei proprio deciso a non essere del minimo aiuto, vero?
Il demone fece spallucce, un gesto stranamente umano.  Mi hai costretto a dire la verit. L'ho
detta.
 Va bene, e non hai mai sentito parlare di un demone come quello che ho descritto? 
intervenne Will, con una punta di disperazione nella voce.  Blu scuro, con la voce stridente come
carta vetrata... e una lunga coda munita di barbigli?
Thammuz lo guard con espressione annoiata.  Hai idea di quanti tipi di demoni ci siano nel
Vuoto, Nephilim! Centinaia e centinaia di milioni. La grande citt demoniaca di Pandemonium fa
sembrare la vostra Londra un piccolo villaggio. Demoni di tutte le forme e colori. Alcuni possono
cambiare aspetto a loro piacimento...
 Oh, zitto allora, se proprio non puoi essere d'aiuto!  esclam Magnus, e chiuse
violentemente il libro. Subito le candele si spensero e il demone scomparve con un grido di stupore,
lasciandosi dietro solo un filo di fumo puzzolente. Lo stregone si rivolse a Will.  Ero cos sicuro di
avere messo le mani su quello giusto, questa volta.
 Non  colpa tua.  Will si lasci cadere su uno dei divani addossati alla parete. Aveva caldo
e freddo allo stesso tempo; i nervi gli formicolavano per una delusione che cercava di ricacciare
indietro con scarso successo. In preda all'agitazione si sfil i guanti e se li ficc nelle tasche del
cappotto.  Stai facendo del tuo meglio. Thammuz aveva ragione. Non ti ho dato molto su cui
lavorare.
 Immagino che tu mi abbia detto tutto quello che ricordavi  disse Magnus, in tono
tranquillo.  Hai aperto una Pyxis e hai liberato un demone. Che ti ha lanciato una maledizione. Vuoi
che io trovi quel demone e veda se  disposto a ritirarla. E questo  tutto ci che puoi dirmi?
 Proprio cos. Non mi converrebbe certo fare inutili reticenze, visto che sono consapevole di
cosa sto chiedendo. Che tu trovi un ago... neppure in un pagliaio. Un ago in una torre piena di aghi.
 Infila la mano in una torre di aghi, e con tutta prbabilit ti ferirai malamente  afferm
Magnus.  Sei proprio sicuro che sia quello che vuoi?
 Sono sicuro che l'alternativa sarebbe peggiore  rispose Will, fissando il punto annerito del
pavimento dove era stato accovacciato il demone. Era esausto. La runa energetica che si era tracciato
quella mattina prima di lasciare la riunione del Consiglio si era consumata verso mezzogiorno, e lo
aveva lasciato con un terribile mal di testa.   da cinque anni che vivo con questo incubo. L'idea di
farlo anche solo per un altro anno mi spaventa perfino pi dell'idea della morte.
 Tu sei un Cacciatore. Non puoi avere paura della morte.
 Certo che ce l'ho  ribatt Will.  Tutti hanno paura della morte. Saremo anche stati
generati da angeli, ma non ne sappiamo pi di voi su cosa c' dopo.
Magnus gli si avvicin e si sedette sul lato opposto del divano. I suoi occhi di un verde dorato
brillavano nell'oscurit come quelli di un gatto.  Non  detto che ci sia solo l'oblio, dopo la morte.
 Ma non  detto neanche il contrario, no? Jem crede che siamo tutti rinati, che la vita sia una
ruota. Che moriamo, ci trasformiamo e rinasciamo ciascuno secondo i propri meriti, sulla base delle
proprie azioni in questo mondo.  Will abbass lo sguardo sulle unghie mangiucchiate. 
Probabilmente rinascer come una lumaca che qualcuno si diverte a cospargere di sale.
 La Ruota della Reincarnazione.  Le labbra di Magnus si contrassero in un sorriso.  Be',
vedila come vuoi. Comunque, nella tua ultima vita devi aver fatto qualcosa di buono, per rinascere cos
come sei. Nephilim.
 Oh, s. Sono stato molto fortunato  fece Will, in tono ironico. Appoggi la testa al divano,
esausto.  Immagino che avrai bisogno di altri... ingredienti? Credo che la Vecchia Mol gi a Cross
Bones si stia stufando di vedermi.
 Ho altri contatti. E prima ho bisogno di fare delle ricerche. Se potessi almeno rivelarmi la
natura della maledizione...
 No, non posso. Te l'ho gi detto, ho corso un grosso rischio gi soltanto a svelartene
l'esistenza. Se ti dicessi altro...
 Lasciami indovinare. Non lo sai, ma sei sicuro che ci sarebbero delle conseguenze.
 Non cominciare a farmi pensare di aver commesso un errore a venire da te.
 Ha a che vedere con Tessa, non  vero?
Nel corso degli ultimi cinque anni, Will si era esercitato a non mostrare le emozioni: sorpresa,
affetto, speranza, gioia. Era quasi certo di non avere mutato espressione, ma sent la tensione nella
propria voce quando disse:  Tessa?
 Dura da cinque anni. Eppure, in un modo o nell'altro, per tutto questo tempo sei riuscito a
non farne parola con nessuno  osserv Magnus.  Quale disperazione ti ha portato da me nel cuore
della notte, nel bel mezzo di un temporale? Cos' cambiato all'Istituto? Mi viene in mente una sola
cosa... piuttosto graziosa, dai grandi occhi grigi...
Will si alz di scatto, e per poco non rovesci il divano.  C' dell'altro  disse cercando di
mantenere la voce ferma.  Jem sta morendo.
 Sono anni che sta morendoreplic Magnus.  Nessuna maledizione gettata su di te
avrebbe potuto causare o risolvere la sua situazione.
Will si rese conto che le proprie mani stavano tremando. Le strinse a pugno.  Non capisci...
 Lo so che siete parabatai  continu Magnus.  Lo so che la sua morte sar una grande
perdita per te. Ma quello che non so...
 Sai quello che devi sapere.  Will si sent percorrere da un'ondata di gelo, sebbene la stanza
fosse calda e lui avesse ancora il cappotto addosso.  Posso pagarti di pi, se questo ti far smettere di
rivolgermi domande.
Magnus mise i piedi sul divano.  Nulla mi far smettere di rivolgerti domande, ma far del
mio meglio per rispettare la tua reticenza.
Per il sollievo, Will allent i pugni.  Allora continuerai ad aiutarmi.
 Continuer ad aiutarti.  Magnus si mise le mani dietro la testa e reclin la schiena
all'indietro, guardando Will attraverso le palpebre semichiuse.  Far il possibile, anche se potrei
aiutarti meglio se mi dicessi la verit. Strano a dirsi, ma mi incuriosisci, Will Herondale.
Il Nephilim scroll le spalle.  Questa dovr essere una motivazione sufficiente. Quando pensi
di riprovarci?
 Probabilmente questo fine settimana.  Magnus sbadigli.  Ti mander un messaggio
entro sabato, se ci saranno... sviluppi.
Sviluppi. Maledizione. Verit. Jem. Morente. Tessa. Tessa, Tessa, Tessa.
Come il rintocco di una campana, quel nome risuonava nella mente di Will, il quale si chiese se
qualche altro nome sulla terra avesse una risonanza cos ineluttabile. Tessa non avrebbe potuto avere un
nome orribile come Mildred, non  vero? Will non riusciva a immaginare di passare le notti in bianco a
fissare il soffitto mentre voci invisibili gli mormoravano nelle orecchie il nome Mildred. Ma Tessa...
 Grazie  disse all'improvviso. Era passato dal sentire troppo freddo al sentire troppo caldo;
nella stanza, che odorava ancora di cera di candela bruciata, si soffocava.  Non vedo l'ora di avere
tue notizie.
 D'accordo  fece Magnus, e chiuse gli occhi.
Will non avrebbe saputo dire se si fosse davvero addormentato o se fosse semplicemente in
attesa che se ne andasse; in ogni caso, era una chiara allusione al desiderio che Will togliesse il
disturbo. E Will la colse, non senza un certo sollievo.
Sophie stava andando nella stanza della signorina Jessamine per spazzare via la cenere e pulire
la grata del caminetto, quando sent delle voci nel corridoio. Nel suo vecchio posto di lavoro le era stato
insegnato a "farsi da parte", a girarsi e guardare le pareti mentre i padroni le passavano accanto, a fare
del suo meglio per sembrare un mobile, un oggetto inanimato facile da ignorare. Arrivando all'Istituto
era rimasta sconvolta nello scoprire che l le cose non andavano a quel modo.
Innanzitutto, si era meravigliata che una casa tanto grande avesse cos poca servit. All'inizio
non si era resa conto che i Cacciatori sbrigavano da s molte faccende che una tipica famiglia
benestante non avrebbe trovato alla propria altezza: accendevano il fuoco, facevano da soli le proprie
compere, tenevano pulite e in ordine le stanze, nonch la sala delle esercitazioni e l'armeria. Sophie era
rimasta scandalizzata dalla familiarit con cui Agatha e Thomas trattavano i loro padroni, ignara che i
suoi colleghi provenivano da famiglie che avevano servito i Cacciatori per generazioni, o che avevano
essi stessi qualcosa di magico.
Quanto a lei, proveniva da una famiglia povera, e nei primi tempi che lavorava come cameriera
era stata spesso chiamata "stupida" e schiaffeggiata, perch non era abituata ai mobili delicati, o
all'argento vero, o alla porcellana tanto fine da lasciar trasparire quanto fosse scuro il t. Ma aveva
imparato e, quando era ormai chiaro che sarebbe diventata molto graziosa, era stata promossa a
cameriera addetta al servizio a tavola. Il destino di una simile cameriera era precario: la ragazza doveva
costituire una vista gradevole per i membri della famiglia, perci il suo salario diminuiva
costantemente dopo il compimento del diciottesimo anno d'et.
Era stato un tale sollievo per Sophie andare a lavorare all'Istituto - dove a nessuno importava
che avesse quasi vent'anni, o le chiedeva di fissare le pareti, o faceva caso se parlava prima che fosse
interpellata - che le era capitato di pensare che fosse valsa la pena di essere stata sfigurata dal suo
ultimo padrone. Se poteva, evitava ancora di guardarsi allo specchio, ma l'atroce orrore per il danno
subito era svanito. Jessamine la prendeva in giro per la lunga cicatrice che le sfigurava la guancia, ma
gli altri sembravano non farci caso, tranne Will, che di quando in quando diceva qualcosa di
sgradevole, anche se in modo quasi meccanico, come se fosse quanto ci si aspettava da lui, senza
metterci il cuore.
Ma tutto ci era stato prima che Sophie si innamorasse di Jem.
La giovane cameriera riconobbe la sua voce mentre il Nephilim percorreva il corridoio, ne sent
la risata sonora e la risposta di Tessa. Avvert una strana, piccola pressione al petto. Gelosia. Si
disprezzava per quello, ma non poteva farci niente. Tessa era sempre gentile con lei, e c'era una tale
vulnerabilit nei suoi grandi occhi grigi - un tale bisogno di un'amica - che era impossibile trovarla
antipatica. Ma Jem la guardava in un modo... e lei non sembrava neppure accorgersene.
No. Sophie non avrebbe sopportato di incontrarli in corridoio, con Jem che guardava Tessa
come faceva negli ultimi tempi. Stringendosi al petto la spazzola e il secchio, apr la porta pi vicina e
scivol dentro, chiudendosela quasi completamente alle spalle. Era una camera da letto inutilizzata,
come quasi tutte le stanze dell'Istituto, destinata ai Cacciatori in visita. Sophie dava una pulita alle
stanze pi o meno ogni due settimane, a meno che non venissero usate dagli ospiti. Quella era piuttosto
impolverata; piccoli granellini sembravano danzare alla luce che filtrava dalle finestre. Mentre premeva
l'occhio contro la fessura della porta, Sophie represse l'impulso di starnutire.
Aveva visto giusto. Erano Jem e Tessa che percorrevano il corridoio nella sua direzione.
Sembravano completamente presi l'uno dall'altra. Jem aveva qualcosa in mano - forse una tenuta da
combattimento piegata - e Tessa rideva, con lo sguardo leggermente abbassato. Jem la fissava come si
fa quando ci si sente inosservati; aveva la stessa espressione sul volto di quando suonava il violino,
quasi fosse completamente assorto, rapito.
Sophie ebbe una fitta al cuore.  cos bello! L'aveva sempre pensato. La maggior parte della
gente non faceva che parlare di Will, di quanto fosse attraente, ma lei riteneva Jem mille volte pi
bello, con l'aspetto etereo degli angeli nei quadri. Sebbene sapesse che il colore argenteo dei suoi
capelli era dovuto alle medicine che prendeva per la sua malattia, Sophie non poteva fare a meno di
trovare affascinante anche quel particolare. E poi Jem era gentile, serio e garbato. Se di solito il
pensiero di un uomo che la toccava, fosse anche un ragazzo, la faceva sentire vulnerabile e a disagio, il
pensiero delle mani di Jem che le scostavano i capelli dal viso la confortava. Lui aveva mani
premurose, e ben fatte...
 Non posso credere che verranno domani  disse Tessa, spostando nuovamente lo sguardo
su Jem.  Ho quasi l'impressione che io e Sophie veniamo gettate in pasto a Benedict Lightwood per
rabbonirlo, come un osso a un cane. Non pu importargli davvero se siamo o meno addestrate. Vuole
solo che i suoi figli entrino nell'Istituto, per dare fastidio a Charlotte.
  vero.  Jem annu.  Ma perch non approfittare dell'addestramento, dal momento che
vi viene offerto? Per questo Charlotte sta cercando di incoraggiare Jessamine a partecipare. Quanto a
te, anche se Mortmain non fosse pi una minaccia, il tuo talento potrebbe spingere altri a interessarsi
alle tue facolt. Imparare a difenderti potrebbe tornarti utile.
La mano di Tessa and alla collana con l'angelo che portava al collo, un gesto abituale di cui
Sophie sospettava non fosse neppure consapevole.  So cosa dir Jessie. Dir che ha bisogno d'aiuto
soltanto per difendersi dai bei corteggiatori.
 Non ne avrebbe bisogno piuttosto per difendersi da quelli brutti?
 Non se si tratta di mondani.  Tessa sorrise.  Preferirebbe sempre un mondano brutto a
un Cacciatore bello.
 Questo mi elimina direttamente dalla contesa, non  vero?  replic Jem, con finto
disappunto.
Tessa rise di nuovo.  Che peccato! Una graziosa come Jessamine dovrebbe poter scegliere,
ma lei  talmente convinta che un Cacciatore non faccia al caso suo...
 Tu sei molto pi graziosa  afferm Jem all'improvviso.
Tessa lo guard sorpresa, con le guance paonazze.
Sophie avvert di nuovo una fitta di gelosia al petto, ma era d'accordo con Jem. Jessamine era
graziosa in modo molto convenzionale, una sorta di Venere tascabile, ma la sua espressione solitamente
acida rovinava l'effetto. Tessa invece aveva un fascino caldo, con scuri capelli ondulati e occhi grigio
mare che pi la conoscevi pi ti piacevano. Il suo viso lasciava trasparire intelligenza e senso
dell'umorismo, cose di cui Jessamine era sprovvista, o che non mostrava.
Jem si ferm davanti alla camera di Jessamine e buss. Non avendo ricevuto risposta, fece
spallucce, si chin e depose una pila di stoffa scura - la tenuta da combattimento - davanti alla porta.
 Non la indosser mai  predisse Tessa.
 Non mi sono offerto di ficcarla a forza nei vestiti, solo di consegnarli.
Ripresero a camminare lungo il corridoio.
 Non so come Charlotte possa sopportare di parlare tanto spesso con Fratello Enoch. Mi d i
brividi  confess Tessa.
 Oh, non saprei. Preferisco pensare che, quando sono a casa loro, i Fratelli Silenti siano pi o
meno come noi. Che nella Citt Silente facciano scherzi, preparino toast al formaggio...
 Spero che giochino alle sciarade  disse Tessa.  Potrebbero mettere a frutto i loro talenti
naturali.
Jem scoppi a ridere, quindi girarono l'angolo e scomparvero alla vista.
Sophie si afflosci contro il telaio della porta. Le pareva di non averlo mai fatto ridere a quel
modo,- le pareva che non l'avesse fatto nessuno, tranne Will. Bisognava conoscere qualcuno molto
bene per farlo ridere cos. Lo amo da tanto di quel tempo, pens. Come mai non lo conosco affatto!
Mentre stava per lasciare il suo nascondiglio, con un sospiro rassegnato, la porta della stanza
della signorina Jessamine si apr e ne spunt la sua occupante. Sophie torn a ritrarsi nell'oscurit.
La Nephilim indossava un lungo mantello di velluto che le nascondeva quasi interamente il
corpo, dal collo ai piedi. Aveva i capelli legati stretti dietro la nuca, e in mano un cappello da uomo.
Sophie si immobilizz sorpresa quando Jessamine abbass lo sguardo. Nel vedere la tenuta da
combattimento, la Nephilim fece una smorfia,- poi con un calcio la spinse nella stanza - mostrando a
Sophie il piede, che sembrava calzato in uno stivale da uomo - e si chiuse la porta alle spalle senza fare
rumore. Guard a destra e a sinistra nel corridoio, si mise il cappello in testa, affond il mento nel
mantello e sgattaiol via nell'ombra, lasciando Sophie a seguirla con lo sguardo, sconcertata.
3
UNA MORTE INGIUSTIFICATA
Ahim! erano stati amici in giovent;
Ma le voci calunniose possono avvelenare la verit;
E la costanza vive in regni superiori;
E la vita  spinosa; e la giovent vana;
E l'ira contro una persona che si ama
Opera nel cervello come la pazzia.
Samuel Taylor Coleridge, Christabel
Il giorno seguente, dopo la colazione, Charlotte ordin a Tessa e a Sophie di tornare nelle loro
stanze, indossare le tenute da combattimento appena ricevute e raggiungere Jem nella sala delle
esercitazioni, dove avrebbero aspettato i fratelli Lightwood. Jessamine non era scesa a colazione,
adducendo un mal di testa, e mancava anche Will, che non si trovava da nessuna parte. Tessa
sospettava che si nascondesse per evitare che lo costringessero a essere educato con Gabriel Lightwood
e con suo fratello. Poteva biasimarlo solo in parte.
Nel prendere la tenuta da combattimento, Tessa prov una fitta di nervosismo allo stomaco; non
assomigliava neanche lontanamente a nulla che avesse indossato fino ad allora. Sophie non era l ad
aiutarla. Rientrava nell'addestramento, naturalmente, essere in grado di saper indossare la tenuta e
familiarizzare con essa: scarpe basse, pantaloni larghi di robusta stoffa nera e una lunga tunica con
cintura che arrivava quasi alle ginocchia. Erano gli stessi vestiti con cui aveva gi visto combattere
Charlotte e che erano illustrati nel Codice; allora li aveva trovati strani, ma l'atto di indossarli lo era
ancora di pi. Se zia Harriet avesse potuto vederla, pens, probabilmente sarebbe svenuta.
Incontr Sophie ai piedi della scala che conduceva alla sala delle esercitazioni. Le due ragazze
non si scambiarono una parola, solo un sorriso di incoraggiamento. Tessa si avvi per prima su per la
scala, una stretta rampa di legno dalla ringhiera talmente vecchia che aveva cominciato a scheggiarsi.
Era strano salire i gradini e non doversi preoccupare di tirare su le gonne o inciamparvi, pens.
Sebbene il suo corpo fosse tutto coperto, si sentiva stranamente nuda. La confortava avere con s
Sophie, ovviamente anche lei a disagio nella tenuta da Cacciatrice.
Quando arrivarono in cima, Sophie spalanc la porta ed entrarono nella sala delle esercitazioni
insieme, in silenzio.
Erano chiaramente in cima all'Istituto, in un locale adiacente alla soffitta e grande quasi il
doppio. Il pavimento era di legno lucidato con vari motivi disegnati qua e l in inchiostro nero: cerchi e
quadrati, alcuni dei quali numerati. Lunghe corde elastiche pendevano da grosse travi inclinate, quasi
invisibili nell'ombra. Torce di stregaluce ardevano lungo le pareti, su cui erano appese numerose armi:
mazze, asce e un'infinit di altri aggeggi dall'aria micidiale.
 Hanno un aspetto terrificante!  esclam Sophie, con un brivido.
 Ne riconosco qualcuna dal Codice  disse Tessa, indicandole.  Quello laggi  uno
spadone e quell'altro  uno stocco. Poi c' un fioretto da scherma, e quella che sembra impossibile da
tenere se non con due mani dovrebbe essere una claymore.
 Ci sei andata vicino  disse in maniera inquietante una voce sopra le loro teste.   una
spada usata soprattutto per le decapitazioni. Si capisce dal fatto che non ha la punta aguzza.
Sophie emise un gridolino sorpreso e arretr, mentre una delle corde penzoloni cominciava a
ondeggiare e una sagoma scura appariva sopra le due ragazze.
Jem si stava calando lungo la corda, con l'agilit aggraziata di un uccello. Atterr leggero e
sorrise.  Le mie scuse. Non volevo spaventarvi.  Era anche lui in tenuta da combattimento ma,
invece di una tunica, portava una camicia che arrivava solo alla vita. Un'unica cinghia di cuoio gli
attraversava il petto, e da una spalla gli sporgeva l'elsa di una spada. Il colore scuro della tenuta faceva
sembrare ancora pi pallida la sua pelle e pi argentei che mai i capelli e gli occhi.
 Be', l'hai fatto, ma non c' problema  replic Tessa, con un lieve sorriso.  Stavo
cominciando a preoccuparmi che io e Sophie fossimo lasciate qui ad addestrarci a vicenda.
 Oh, i Lightwood arriveranno. Arrivano in ritardo soltanto per sottolineare che non devono
fare quello che diciamo, e nemmeno quello che ordina il padre.
 Vorrei che fossi tu ad addestrarci  disse Tessa d'impulso.
Jem parve sorpreso.  Non potrei... non ho ancora terminato il mio addestramento.
I loro occhi si incontrarono, e in un altro momento di muta comunicazione Tessa sent ci che
Jem stava dicendo in realt: Non sto abbastanza bene cos spesso da essere un insegnante affidabile.
Sent una fitta improvvisa alla gola e fiss gli occhi in quelli del ragazzo, sperando che lui vi leggesse
la muta simpatia. Non voleva distogliere lo sguardo, e si sorprese a chiedersi se il modo in cui si era
tirata indietro i capelli, appuntandoli con cura in una crocchia da cui non sfuggivano ciocche isolate,
non la imbruttisse terribilmente. Non che importasse, si capisce. Dopotutto, si trattava solo di Jem.
 Non dovremo sostenere un addestramento completo, vero?  chiese Sophie, con voce
preoccupata.  Il Consiglio ha detto soltanto che avevamo bisogno di saperci difendere un po'...
Jem distolse lo sguardo da Tessa. Il contatto si interruppe di colpo.  Non c' niente di cui
avere paura, Sophie  disse con la sua voce gentile. Vedrai, sarai contenta. A una bella ragazza 
sempre utile saper evitare le attenzioni indesiderate degli uomini.
Il viso della cameriera si irrigid, e la cicatrice livida sulla sua guancia spicc rossa, quasi vi
fosse stata dipinta.  Non prendetemi in giro. Non  divertente.
Jem sembr sconcertato.  Sophie, non stavo...
D'un tratto la porta della sala delle esercitazioni si apr. Tessa si gir e vide Gabriel Lightwood
entrare a grandi passi, seguito da un ragazzo che lei non conosceva. Se Gabriel era snello e scuro di
capelli, l'altro era muscoloso, con una folta chioma biondo sabbia. Portavano entrambi la tenuta da
combattimento, con guanti scuri dall'aria costosa muniti di spunzoni metallici sulle nocche, e cerchi
d'argento ai polsi; Tessa sapeva che si trattava di foderi di coltelli. Ricamato sulle maniche, avevano lo
stesso elaborato motivo di rune bianche.
Dalla somiglianza dei loro vestiti, nonch dalla forma dei visi e dal verde chiaro e luminoso
degli occhi, era evidente la loro parentela, perci Tessa non fu affatto sorpresa quando Gabriel disse nel
suo modo brusco:
 Be', eccoci qui come promesso. James, immagino che ricordi mio fratello Gideon. Signorina
Gray, signorina Collins...
 Felice di fare la vostra conoscenza  borbott Gideon, senza incrociare lo sguardo di
nessuna delle due.
Le cattive maniere dovevano essere una caratteristica di famiglia, pens Tessa rammentando le
parole di Will, secondo cui Gabriel in confronto al fratello era una mammoletta.
 Non preoccuparti, Will non c'  disse Jem, vedendo che Gabriel vagava con lo sguardo per
la sala. Poi si rivolse a Gideon e chiese educatamente:  Quando sei tornato da Madrid?
 Mio padre mi ha richiamato poco tempo fa. Affari di famiglia.
 Spero che vada tutto bene...
 Abbastanza bene, grazie  disse seccamente Gabriel.  Ora, prima di passare alla parte
della visita riguardante l'addestramento, ci sono due persone che dovreste conoscere.  Gir la testa e
chiam:  Signor Tanner, signorina Daly! Fatevi avanti, vi prego.
Si sentirono dei passi sui gradini e due estranei, nessuno dei quali in tenuta da combattimento,
fecero il loro ingresso nella sala. Indossavano abiti da servit. La giovane donna sembrava avere ossa
troppo grosse per la sua costituzione esile e goffa. Aveva i capelli rosso vivo raccolti in uno chignon
sotto un modesto cappellino; le mani nude erano arrossate e screpolate. Tessa le diede una ventina
d'anni. Le stava accanto un giovane dai capelli ricci castano scuro, alto e muscoloso...
Sophie trattenne bruscamente il fiato. Era impallidita.  Thomas...
Il giovanotto sembr terribilmente a disagio.  Sono il fratello di Thomas, signorina. Cyril.
Cyril Tanner.
 Questi sono i rimpiazzi che il Consiglio vi aveva promesso per i servitori che avete perduto
 disse Gabriel.  Cyril Tanner e Bridget Daly. Il Console ci ha chiesto di condurli qui da King's
Cross e, com' ovvio, ci siamo gentilmente prestati. Cyril prender il posto di Thomas; Bridget quello
della cuoca, Agatha. Sono stati addestrati entrambi in distinte case di Cacciatori e hanno ottime
referenze.
Sulle guance di Sophie erano cominciate a spuntare delle chiazze rosse. Prima che lei potesse
aprire bocca, Jem disse svelto:  Per noi Agatha e Thomas sono insostituibili, Gabriel. Erano degli
amici, non solo dei servitori.  Poi, con un cenno verso i nuovi arrivati, aggiunse:  Senza offesa.
Bridget si limit a sbattere gli occhi marroni, ma Cyril disse:  Non c' problema.  Anche la
voce ricordava in maniera impressionante quella di Thomas.  Thomas era mio fratello. Anche per me
 insostituibile.
Un silenzio imbarazzato cal sulla sala. Gideon si appoggi a una parete, con le braccia
incrociate e un lieve broncio. Era piuttosto attraente, come il fratello, pens Tessa, ma il broncio non
gli donava.
 Benissimo  disse infine Gabriel.  Charlotte ci ha chiesto di portarli quass per farveli
conoscere. Jem, se non ti dispiace accompagnarli di nuovo in soggiorno, Charlotte li aspetta con le
istruzioni...
 Dunque nessuno dei due ha bisogno di un addestramento supplementare?  chiese Jem. 
Visto che addestrerete Tessa e Sophie, se Bridget o Cyril...
 Come ha detto il Console, sono stati addestrati con ottimi risultati nelle case in cui hanno
servito in precedenza  afferm Gideon.  Volete una dimostrazione?
 Non credo che sia necessaria  rispose Jem.
Gabriel sogghign.  Avanti, Carstairs. Tanto vale che le ragazze vedano che un mondano, con
il giusto tipo di addestramento, pu combattere quasi come un Cacciatore. Cyril?  Si avvicin a
grandi passi alla parete, scelse due spadoni e ne gett uno a Cyril, che l'afferr abilmente al volo e
avanz verso il centro della sala, dove era disegnato un cerchio sulle assi del pavimento.
 Lo sappiamo gi  borbott Sophie, a voce cos bassa che solo Tessa pot udirla. 
Thomas e Agatha erano addestrati.
 Gabriel sta solo cercando di provocarti  le sussurr Tessa.  Non dargli soddisfazione.
Sophie serr le mascelle, mentre Gabriel e Cyril si incontravano al centro della stanza facendo
balenare le spade.
Tessa doveva ammettere che era bello il modo in cui giravano l'uno intorno all'altro facendo
sibilare in aria le lame in una chiazza nera e argentea, nel suono tintinnante del metallo sul metallo, nei
movimenti tanto veloci che lo sguardo poteva seguirli a stento. Eppure Gabriel era migliore; era chiaro
anche a un occhio non esercitato. Aveva riflessi pi rapidi, movimenti pi aggraziati. Non era un
combattimento alla pari; Cyril, con i capelli incollati alla fronte dal sudore, stava chiaramente
mettendocela tutta, mentre Gabriel s'impegnava al minimo. Alla fine, quando Gabriel disarm il rivale
con un preciso guizzo del polso facendo cadere rumorosamente la sua spada sul pavimento, Tessa non
pot fare a meno di sentirsi quasi indignata per conto di Cyril. Nessun umano poteva superare un
Cacciatore. Era ci che i fratelli Lightwood avevano voluto dimostrare?
La punta della spada di Gabriel si ferm a due centimetri dalla gola di Cyril, il quale sollev le
mani in segno di resa mentre un sorriso molto simile a quello disinvolto del fratello gli si allargava sul
viso.  Mi arrendo...
Ci fu un movimento indistinto. Gabriel grid e cadde gi mentre la spada gli schizzava via di
mano. Non appena il suo corpo ebbe toccato terra, Bridget gli punt un ginocchio sul petto scoprendo i
denti. Gli era scivolata alle spalle e gli aveva fatto lo sgambetto mentre nessuno guardava. Sfil un
piccolo pugnale dal corpetto e glielo premette contro la gola.
Gabriel alz per un istante lo sguardo su di lei, confuso, sbattendo le palpebre. Poi si mise a
ridere. A Tessa piacque di pi in quel momento che mai prima di allora; non che ci significasse
granch.
 Davvero impressionante  disse una familiare voce strascicata, dalla soglia.
Tessa si gir: era Will. Zia Harriet avrebbe detto che era passato sotto un rullo compressore.
Aveva la camicia strappata, i capelli scompigliati e gli occhi azzurri cerchiati di rosso.
Will si chin, raccolse la spada caduta a Gabriel e la spian in direzione di Bridget con
espressione divertita.  E sai anche cucinare?
Bridget si alz, con le guance coperte da un intenso rossore. Guardava Will come facevano di
solito le ragazze, con la bocca leggermente aperta, quasi non potesse credere alla visione che le si era
materializzata davanti. Tessa avrebbe voluto dirle che Will aveva un aspetto migliore quando era meno
in disordine, e che essere affascinati dalla sua bellezza era come essere affascinati da un pezzo di
acciaio affilato come un rasoio, pericoloso e imprudente. Ma che importava? L'avrebbe imparato presto
a proprie spese.
 Sono una buona cuoca, signore  disse Bridget, in un cadenzato accento irlandese.  I miei
vecchi padroni non si sono mai lamentati.
 Oh, signore, sei irlandese!  esclam Will.  Sai preparare qualcosa che non contenga
patate? Quando ero piccolo, avevamo un cuoco irlandese: torta di patate, crema di patate, patate in
salsa di patate...
Bridget sembrava confusa.
Nel frattempo, Jem aveva attraversato inosservato la sala e aveva afferrato il braccio di Will. 
Charlotte vuole vedere Cyril e Bridget in soggiorno. Li accompagniamo?
Will esit, e si volt a guardare Tessa, che deglut con la gola secca; sembrava che volesse dirle
qualcosa. Gabriel, che spostava lo sguardo dall'uno all'altra, fece un sorrisetto ammiccante. Will si
avvi, tutto impettito, guidato verso la scala dalla mano di Jem. Dopo un momento di sconcerto,
Bridget e Cyril li seguirono.
Quando Tessa si gir di nuovo verso il centro della stanza, vide che Gabriel aveva preso una
delle lame e la porgeva al fratello.  Be', direi che  ora di cominciare, non pensate, signore?
Gideon afferr la lama.  Est es la idea mas estpida que nuestro padre ha tenido. Nunca.
Le due ragazze si scambiarono uno sguardo. Tessa non era del tutto sicura del significato di
quelle parole, ma "estupida" le suonava abbastanza comprensibile. Sarebbe stata una lunga giornata.
Trascorsero le ore successive eseguendo esercizi di equilibrio e di bloccaggio. Gabriel si occup
di supervisionare l'addestramento di Tessa, mentre Gideon fu assegnato a Sophie.
Tessa non poteva fare a meno di pensare che Gabriel l'avesse scelta per stuzzicare in qualche
modo oscuro Will, che questi lo sapesse o meno. In realt non era un cattivo insegnante; era anzi
piuttosto paziente, disposto a raccogliere le armi tutte le volte che lei le faceva cadere finch non
riusciva a mostrarle come effettuare correttamente la presa, perfino lodandola quando faceva qualcosa
di giusto. Tessa era troppo concentrata per notare se Gideon fosse altrettanto paziente nell'addestrare
Sophie, ma ogni tanto lo sentiva borbottare in spagnolo.
Quando, terminato l'addestramento, Tessa si fu lavata e vestita per la cena, si accorse che stava
morendo di fame in un modo che poco si addiceva a una signora.
Fortunatamente, nonostante i timori di Will, Bridget sapeva davvero cucinare molto bene.
Aveva preparato un arrosto caldo con verdure e una crostata alla crema, per Henry, Will, Tessa e Jem.
Jessamine era ancora in camera sua con il mal di testa, mentre Charlotte si era recata nella Citt di Ossa
per esaminare con i suoi occhi l'archivio della sezione Risarcimenti.
Era strano vedere Sophie e Cyril andare e venire dalla sala da pranzo con vassoi di cibo: Cyril
affettare l'arrosto proprio come avrebbe fatto Thomas, Sophie aiutarlo in silenzio. Tessa non poteva
fare a meno di pensare a quanto dovesse essere difficile per Sophie, le cui persone pi intime
nell'Istituto erano state Agatha e Thomas, ma ogni volta che provava a incrociarne lo sguardo, l'altra
distoglieva gli occhi.
Tessa ricord l'espressione sul viso di Sophie l'ultima volta che Jem era stato male, il modo in
cui tormentava la cuffietta nel chiedere sue notizie. In seguito aveva avuto un forte desiderio di
parlargliene, ma sapeva che sarebbe stato impossibile.
Le storie tra mondani e Cacciatori erano proibite,- la madre di Will era una mondana, e per stare
con lei suo padre era stato costretto a lasciare i Cacciatori. Doveva esserne pazzamente innamorato per
fare una scelta del genere, e Tessa non aveva mai avuto l'impressione che Jem volesse tanto bene a
Sophie. E poi c'era la questione della sua malattia...
 Tessa, stai bene?  chiese Jem a bassa voce.  Sembri lontana un milione di chilometri.
Lei gli sorrise.  Sono solo stanca. L'addestramento... non ci sono abituata.  Era la verit. Le
dolevano le braccia per aver impugnato tanto a lungo la pesante spada da esercitazione e, sebbene lei e
Sophie avessero fatto ben poco oltre agli esercizi di equilibrio e bloccaggio, le facevano male anche le
gambe.
 C' un balsamo dei Fratelli Silenti per i muscoli doloranti. Bussa alla mia porta prima di
andare a dormire, e te ne dar un po'.
Tessa arross leggermente, poi si chiese il perch di quell'imbarazzo. I Cacciatori avevano
strane abitudini. Era gi stata in camera di Jem, perfino da sola con lui, perfino in camicia da notte,
senza che la cosa avesse suscitato il minimo scalpore. In quel momento Jem non stava facendo altro
che offrirle un po' di pomata, eppure Tessa sent affluire al viso una vampata di calore. Lui sembr
accorgersene e divenne a sua volta paonazzo, il rossore ben visibile sulla carnagione pallida.
La ragazza distolse svelta lo sguardo e colse Will che li osservava, con gli occhi azzurri fermi e
tenebrosi. Solo Henry, che pasticciava con il pur di piselli, sembrava assente.  Grazie mille  disse
Tessa.  Lo far.
Charlotte fece irruzione nella stanza, con i capelli scuri che sfuggivano alle mollette in un
turbinio di ricci e un lungo rotolo di carta stretto in mano.  L'ho trovato!  grid. Si lasci cadere
senza fiato nel posto accanto a Henry. Il suo viso, solitamente pallido, era roseo per lo sforzo. Sorrise a
Jem.  Avevi proprio ragione: bisognava cercare nell'archivio della sezione Risarcimenti. L'ho trovato
in poche ore di ricerca.
 Fa' vedere  disse Will, posando la forchetta. Quando fece per prendere il rotolo da
Charlotte, l'anello con sopra disegnati gli uccelli gli scintill tra le dita.
Tessa non pot fare a meno di notare che non aveva quasi toccato cibo.
Charlotte scacci con gesto bonario la mano di Will.  No. Lo guarderemo tutti insieme. E poi
 stata un'idea di Jem, non  vero?
Will aggrott la fronte, ma non replic.
Charlotte svolse il rotolo sul tavolo, spostando tazze e piatti per fare spazio; gli altri si alzarono
e le si affollarono intorno abbassando lo sguardo sul documento. Simile a una spessa pergamena, era
redatto in un inchiostro rossomarrone, lo stesso colore delle rune sulle vesti dei Fratelli Silenti. Era
pieno di abbreviazioni e vergato con grafia illeggibile. Tessa non riusc a decifrare quanto stava
guardando.
Jem si chin su di lei, sfiorandole le braccia con le proprie per leggerle al di sopra della spalla.
Aveva un'espressione pensierosa.
Tessa gir la testa verso di lui, e un ciuffo dei suoi capelli chiari le solletic il viso.  Che cosa
dice?  sussurr.
  una richiesta di risarcimento  rispose Will, ignorando il fatto che la domanda fosse stata
rivolta a Jem.  Inoltrata all'Istituto di York nel 1825 da Axel Hollingworth Mortmain per la morte
ingiustificata dei suoi genitori, John Thaddeus e Anne Evelyn Shade, avvenuta quasi un decennio
prima.
 John Thaddeus Shade... JTS erano le iniziali sull'orologio di Mortmain  disse Tessa. 
Ma se era loro figlio, perch non porta lo stesso cognome?
 Gli Shade erano stregoni  spieg Jem, continuando a leggere il documento.  Mortmain
non poteva essere davvero loro figlio,- probabilmente lo avevano adottato e gli avevano lasciato tenere
il suo nome mondano. Succede, ogni tanto.  I suoi occhi guizzarono verso Tessa e poi se ne
allontanarono.
La ragazza si chiese se stesse ricordando, come lei, la loro conversazione nella sala della musica
sul fatto che gli stregoni non potessero avere figli.
 Ha detto di avere cominciato a studiare le arti oscure durante i suoi viaggi  disse Charlotte.
 Ma se i suoi genitori erano stregoni...
 Genitori adottivi  precis Will.  Immagino che sapesse chi contattare nel Mondo
Invisibile per imparare le arti pi oscure.
 Morte ingiustificabile  mormor Tessa.  Che cosa significa esattamente?
 Crede che i Cacciatori gli abbiano ucciso i genitori, sebbene non avessero infranto nessuna
Legge  rispose Charlotte.
 Quale Legge avrebbero dovuto infrangere?
Charlotte aggrott la fronte.  Qui parla di certi rapporti contro natura e illeciti con i demoni -
il che pu significare tutto e niente - e del fatto che John Thaddeus e Anne Evelyn Shade erano stati
accusati di aver creato un'arma capace di distruggere i Cacciatori. La sentenza per un'accusa del genere
sarebbe stata la morte, ma dovete ricordare che ci  accaduto prima degli Accordi. I Cacciatori
potevano uccidere i Nascosti sulla base di un semplice sospetto di atti illeciti. Probabilmente  per
questo che non c' nulla di pi sostanziale o dettagliato nel documento. Mortmain present istanza di
risarcimento all'Istituto di York, sotto l'egida di Aloysius Starkweather. Non chiedeva denaro, ma che i
colpevoli Cacciatori - fossero processati e puniti. Tuttavia a Londra rifiutarono di istruire un processo
contro di loro, con la motivazione che gli Shade erano colpevoli "oltre ogni ragionevole dubbio". In
realt non c' altro. Questa  solo una breve nota sul caso, non la documentazione completa. Quella
dovrebbe essere ancora all'Istituto di York.  Charlotte si scost i capelli dalla fronte.  In ogni caso,
questo spiegherebbe l'odio di Mortmain per i Cacciatori. Avevi ragione, Tessa:  una faccenda
personale.
 E questo ci d un punto di partenza: l'Istituto di York  afferm Henry, alzando gli occhi
dal piatto.  Lo dirigono gli Starkweather, non  vero? Loro avranno tutte le pratiche, la
documentazione...
Aloysius Starkweather ha ottantanove anni. Doveva essere un giovanotto quando gli Shade
furono uccisi  disse Charlotte.  Forse ricorda qualcosa dell'episodio. Sar meglio che gli mandi un
messaggio.  Sospir.  Accidenti, sar imbarazzante.
 Perch, cara?  chiese Henry, col suo tono gentile e assente.
 Lui e mio padre erano amici, ma poi ebbero un litigio... una cosa terribile... Da allora non si
parlarono mai pi.
 Come fa quella poesia?  Will, rigirando la tazza da t vuota tra le dita, si raddrizz e
declam:
 Ognuno disse parole di profondo sdegno,
E di offesa all'amico pi caro del suo cuore...
 Oh, per l'Angelo, stai zitto!  esclam Charlotte, alzandosi.  Devo andare a scrivere una
lettera che trasudi rimorso e un tono supplichevole. L'ultima cosa di cui ho bisogno  di essere distratta
da te.  Sollev le gonne e corse fuori dalla stanza.
 Non c' alcun apprezzamento per l'arte  mormor Will, mettendo gi la tazza.
Tessa incontr il suo sguardo. Conosceva la poesia, naturalmente. Era di Coleridge, uno dei
suoi poeti preferiti. Parlava anche d'altro, d'amore, morte e follia, ma non riusciva a rammentare i versi;
non in quel momento, con gli occhi azzurri di Will puntati su di lei.
 Charlotte non ha toccato la cena  disse Henry, alzandosi a sua volta.  Vedr se Bridget
pu farle un piatto di pollo freddo. Quanto a voi altri...  Rimase un istante in silenzio, come se fosse
sul punto di impartire un ordine: andare a letto, forse, o tornare in biblioteca per continuare le ricerche.
L'istante pass, e un'espressione perplessa gli attravers il viso.  Maledizione, non riesco a ricordare
cosa stavo per dire  annunci, e spar in cucina.
Non appena Henry se ne fu andato, Will e Jem si lanciarono in un'accesa discussione su
Risarcimenti, Nascosti, Accordi, Alleanze e Leggi che fece venire il capogiro a Tessa. Cos, si alz in
silenzio e lasci la tavola, avviandosi verso la biblioteca.
Nonostante le enormi dimensioni, e il fatto che quasi nessuno dei libri che rivestivano le pareti
fosse scritto in una lingua a lei comprensibile, era la sua stanza preferita. C'era qualcosa di affascinante
nell'odore dei libri, nell'aroma di inchiostro, carta e cuoio, nel modo in cui la polvere di una biblioteca
sembrava comportarsi in maniera diversa da quella di qualsiasi altra stanza: era dorata al bagliore delle
candele di stregaluce e si depositava come polline sulle superfici lucide dei lunghi tavoli. Il gatto
Church dormiva su un alto leggio, con la coda arrotolata sopra la testa; Tessa se ne tenne alla larga e
avanz verso la piccola sezione di poesia, nella parte inferiore della parete di destra. Church adorava
Jem, ma era famigerata la sua tendenza a mordere tutti gli altri, spesso con pochissimo preavviso.
Tessa scov il libro che stava cercando e si inginocchi accanto allo scaffale, sfogliandolo
finch non trov la pagina giusta di Christabel, quella con la scena in cui il vecchio si rende conto che
la ragazza che gli sta di fronte  la figlia di colui che un tempo era il suo miglior amico e ormai  il suo
pi odiato nemico, l'uomo che non riesce a togliersi dalla mente.
Ahim! erano stati amici in giovent;
Ma le voci calunniose possono avvelenare la verit;
E la costanza vive in regni superiori;
E la vita  spinosa; e la giovent vana;
E l'ira contro una persona che si ama
Opera nel cervello come la pazzia.
...
Ognuno disse parole di profondo sdegno,
E di offesa all'amico pi caro del suo cuore:
Si separarono, per non incontrarsi mai pi!
 Controlli che la mia citazione sia esatta?  chiese una voce lieve e strascicata...
riconoscibile all'istante.
Il libro le scivol di mano e colp il pavimento. Tessa si alz e guard impietrita Will.
Il Nephilim si chin a raccogliere il volume, per poi porgerglielo nel pi educato dei modi. 
Ti assicuro che ho una memoria di ferro.
Anch'io, pens Tessa.
Era la prima volta che si trovava a tu per tu con lui da settimane. Da quell'orribile scena sul
tetto, quando Will aveva rivelato di considerarla poco pi che una prostituta, per giunta sterile. Non
avevano mai riparlato dell'episodio. Erano andati avanti come se niente fosse, cortesi l'uno con l'altra
quando erano in compagnia, mai quando erano soli. In qualche modo, quando erano con altra gente,
Tessa sapeva ricacciare l'episodio in un cantuccio della mente. Ma in quel momento, sola davanti a
Will - bello come sempre, con il colletto della camicia aperto a mostrare i marchi neri che gli coprivano
la clavicola e risalivano lungo la pelle bianca del collo, con la luce tremolante delle candele che
sfiorava le eleganti superfici e gli angoli del viso - il ricordo della propria vergogna e della propria ira
le mont in gola, soffocando le parole. Tessa guard la mano che continuava a tenere il piccolo volume
rilegato in cuoio verde.
 Hai intenzione di riprenderti Coleridge, o devo rimanere per sempre in questa posizione
piuttosto stupida?
Tessa allung la mano e gli prese il libro.  Se vuoi usare la biblioteca, puoi farlo senza
problema  gli disse, e fece per allontanarsi.  Ho trovato quello che cercavo, e siccome si sta
facendo tardi...
 Tessa...  mormor Will, allungando una mano per fermarla.
Lei lo guard, e le sarebbe piaciuto essere capace di chiedergli di tornare a chiamarla "signorina
Gray". Gi il modo in cui le si rivolgeva la smontava, le scioglieva un grumo compatto e aggrovigliato
nel petto, lasciandola senza fiato. Desider che non usasse il suo nome di battesimo, ma sapeva quanto
sarebbe suonata ridicola quella richiesta. Avrebbe certamente rovinato tutto il lavoro svolto per farselo
diventare indifferente.  S?  chiese, simulando noncuranza.
Mentre la fissava, nello sguardo del ragazzo c'era un po' di malinconia. Tessa dovette sforzarsi
per non spalancare gli occhi. Will, malinconico? Probabilmente stava recitando.
 Niente, io...  Il Nephilim scosse la testa. Una ciocca di capelli scuri gli cadde sulla fronte,
e lui se la scost dagli occhi con impazienza.  Niente  ripet.  La prima volta che ti ho mostrato
la biblioteca, tu mi hai detto che il tuo libro preferito era II vasto, vasto mondo. Pensavo che magari ti
avrebbe fatto piacere sapere che... l'ho letto.  Will aveva la testa abbassata, con gli occhi azzurri che
la guardavano attraverso le folte ciglia scure.
Tessa si chiese quante volte avesse ottenuto ci che voleva soltanto grazie a quella posa.
Assunse un tono garbato e distaccato.  E l'hai trovato di tuo gradimento?
 Per niente. Penso che sia melenso e sentimentale.
 Bene, tutti i gusti sono gusti  replic Tessa amabilmente, sapendo che lui stava cercando
di stuzzicarla, e rifiutandosi di abboccare.  Il piacere dell'uno  il veleno dell'altro, non trovi?  Era
la sua immaginazione, o sembrava deluso?
 Hai qualche altra segnalazione di autori americani?
 A che scopo, se disprezzi i miei gusti? Penso che dovreste riconoscere che siamo piuttosto
lontani in fatto di letture, e non solo, e cercare altrove delle segnalazioni, signor Herondale.  Le
parole non le erano ancora uscite di bocca, che si morse la lingua. Aveva esagerato, lo sapeva.
E infatti Will, come un ragno che balzi su una mosca particolarmente saporita, non gliela lasci
passare.  Signor Herondale! Io pensavo...
 Cosa pensavi?  Il tono di Tessa era glaciale.
 Che potessimo almeno parlare di libri.
 E l'abbiamo fatto. Tu hai insultato i miei gustidisse Tessa.  E sappi che II vasto, vasto
mondo non  il mio libro preferito.  semplicemente una storia che mi  piaciuta, come La mano
nascosta o... Sai, forse potresti suggerire tu qualcosa a me, in modo che possa giudicare i tuoi, di gusti.
Altrimenti non vale.
Will si sedette sul tavolo pi vicino, con le gambe penzoloni, riflettendo chiaramente sulla
questione.  Il castello di Otranto...
 Non  quel libro in cui il figlio dell'eroe muore schiacciato da un enorme elmo che cade dal
cielo? E hai definito insulso II racconto di due citt!.  esclam Tessa, che sarebbe morta piuttosto di
ammettere che aveva letto II castello di Otranto e le era piaciuto.
 Il racconto di due citt...  Will annu.  Dopo che ne abbiamo parlato, l'ho riletto. Avevi
ragione: non  affatto sciocco.
 No?
 No. C' dentro troppa disperazione.
Tessa incroci il suo sguardo, e le sembr di cadere dentro quegli occhi azzurri come laghi. 
Disperazione?
 Be', per Sydney non c' futuro, con o senza amore, non trovi? Sa che senza Lucie non pu
salvarsi, ma tenerla accanto a s significherebbe umiliarla.
Tessa scosse la testa.  Non  cos che lo ricordo. Il suo sacrificio  nobile...
 Non gli rimane altro  insistette Will.  Non ricordi cosa dice a Lucie? "Se per voi fosse
stato possibile... ricambiare l'amore dell'uomo che vedete davanti a voi - di questo povero sciagurato
che si  buttato via, di questo ubriacone senza redenzione - egli, nonostante la sua gioia, in questo
istante sarebbe stato consapevole che vi avrebbe trascinato nell'infelicit, trascinato nella sofferenza e
nel pentimento, che vi avrebbe fatto avvizzire, vi avrebbe rovinato facendovi precipitare con lui nel
fango..."
Un ciocco cadde nel caminetto tra una pioggia di scintille, facendo trasalire entrambi e
interrompendo Will.
Tessa ebbe un tuffo al cuore e guard altrove. Stupida, si disse, stizzita. Ricordava come l'aveva
trattata, le cose che le aveva detto, e tuttavia permetteva che le ginocchia le diventassero molli
sentendolo citare Dickens.  Ne hai imparato a memoria un bel po', non c' che dire. Davvero
impressionante.
Will scost il colletto della camicia, scoprendo la curva armoniosa della clavicola. Tessa non si
accorse subito che le stava mostrando un marchio collocato pochi centimetri sopra il cuore.
 Mnemosyne  disse il Nephilim.  La runa della Memoria.  fissa.
Tessa distolse lo sguardo.   tardi. Devo ritirarmi... sono esausta.  Gli pass davanti e si
avvi verso la porta. Si chiese se lui avesse un'aria ferita, quindi scacci quel pensiero. Will era cos:
per quanto volubili ed effimeri fossero i suoi stati d'animo, per quanto sapesse es- sere affascinante
quando era di buon umore, era veleno... per lei, per tutti.
 Vathek  disse Will, scivolando gi dal tavolo. Tessa si ferm sulla soglia, rendendosi conto
di stare ancora stringendo il libro di Coleridge, ma poi decise che tutto sommato lo avrebbe portato con
s. Sarebbe stato una piacevole distrazione dal Codice.  Che vuol dire?
 Vathek, di William Beckford. Se hai trovato di tuo gradimento II castello di Otranto, credo
che ti piacer.
 Oh, bene. Grazie. Me ne ricorder  disse Tessa. Poi si rese conto di non aver affatto
ammesso che II castello di Otranto le era piaciuto.
Will non replic. Era ancora accanto al tavolo. Aveva lo sguardo fisso a terra, il viso nascosto
dai capelli scuri. Il cuore le si addolc un po', e prima di potersi frenare Tessa disse:  Buonanotte,
Will.
Lui alz lo sguardo.  Buonanotte, Tessa.  Sembr di nuovo malinconico, ma non desolato
come prima. Allung la mano per accarezzare Church, che aveva sonnecchiato durante tutta la
conversazione, anche quando il ciocco era caduto nel caminetto, ed era ancora steso zampe all'aria sul
leggio.
 Will...  cominci Tessa, ma troppo tardi. Church, svegliandosi, miagol e attacc con le
unghie sfoderate. Will imprec.
La ragazza usc dalla biblioteca, incapace di nascondere un impercettibile sorriso.
4
UN VIAGGIO
L'amicizia  una sola mente in due corpi.
Mengtzu
Charlotte sbatt il foglio sulla sua scrivania, con un'esclamazione di rabbia.Aloysius
Starkweather  il pi cocciuto, ipocrita, ostinato, degenerato...  Si interruppe, sforzandosi
visibilmente di tenere a bada la collera. Tessa non le aveva mai visto serrare la bocca in una linea cos
dura.
 Vuoi un dizionario dei sinonimi?  chiese Will. Era seduto scompostamente su una delle
poltrone dall'alto schienale accanto al caminetto del soggiorno, con gli stivali sull'ottomana. Erano
sporchi di fango, e ormai lo era anche l'ottomana. Di regola Charlotte lo avrebbe rimproverato
aspramente, ma la lettera di Aloysius che aveva ricevuto quella mattina, e per parlare della quale li
aveva convocati l, pareva assorbire tutta la sua attenzione.  Sembri rimasta a corto di parole.
 Ed  davvero degenerato?  chiese Jem in tono serafico, sprofondato nell'altra poltrona. 
Voglio dire, il vegliardo va per la novantina... ha sicuramente superato l'et della vera devianza.
 Saresti sorpreso di quello che riescono a fare alla Devil Tavern certi vecchi rimbecilliti 
osserv Will.
 Nulla di quanto riuscirebbe a fare qualcuno di tua conoscenza potrebbe sorprenderci  gli
disse Jessamine, che era stesa sulla chaiselongue con una pezzuola bagnata sulla fronte. Non aveva
ancora debellato il mal di testa.
 Cara, sicura di star bene?  chiese Henry in tono preoccupato, girando intorno alla scrivania
a cui era seduta la moglie.  Sei un po'... maculata.
Non si sbagliava. Sul viso e sul collo di Charlotte erano comparse rosse chiazze di rabbia.
 Io lo trovo affascinante  disse Will.  Ho sentito dire che quest'anno i pois sono all'ultimo
grido.
Henry diede ansiosamente dei colpetti sulla spalla della moglie.  Vuoi una pezzuola fredda?
Come posso aiutarti?
 Andando nello Yorkshire e tagliando la testa a quel vecchio caprone.  Charlotte sembrava
sui carboni ardenti.
 Ma non ci creer dei disagi con l'Enclave?  replic Henry.  Di solito non sono molto
ricettivi quanto a decapitazioni e roba del genere.
 Oh!  sbott Charlotte, disperata.   tutta colpa mia, non  vero? Non so perch io abbia
pensato di riuscire a convincerlo. Quell'uomo  un incubo.
 Che cosa ha detto esattamente?  domand Will.  Nella lettera, intendo.
 Rifiuta di vedere me o Henry  rispose Charlotte.  Dice che non perdoner mai la mia
famiglia per ci che ha fatto mio padre. Mio padre...  Sospir.  Era un uomo difficile.
Assolutamente fedele alla lettera della Legge, che gli Starkweather hanno sempre interpretato in
maniera pi disinvolta. Mio padre pensava che vivessero allo stato brado su al Nord, come dei selvaggi,
e non esitava a dirlo. Non so cos'altro abbia fatto, ma il vecchio Aloysius si sente ancora personalmente
insultato. Non solo, ha anche detto che se avessi davvero tenuto alla sua opinione lo avrei invitato
all'ultima riunione del Consiglio. Come se certe cose dipendessero da me!
 Perch non  stato invitato?  chiese Will.
  troppo vecchio... per niente adatto a dirigere un Istituto. Rifiuta semplicemente di cedere il
passo, e finora il Console Wayland non l'ha costretto a farlo, ma non vuole nemmeno invitarlo ai
Consigli. Probabilmente spera che Aloysius capisca l'antifona o muoia semplicemente di vecchiaia. Ma
il padre visse fino a centoquattro anni.  Charlotte scosse la testa sconfortata.  Potremmo dovercelo
sorbire per altri quindici anni.
 Be', se non vuole vedere te o Henry, perch non mandi qualcun altro?  chiese Jessamine,
con voce annoiata.  Tu dirigi l'Istituto; i membri dell'Enclave devono fare qualsiasi cosa tu dica.
 Ma molti stanno dalla parte di Benedict, e vogliono vedermi fallire.  ribatt Charlotte. 
Non so proprio di chi potrei fidarmi.
 Puoi fidarti di noi  dichiar Will.  Manda me. E Jem.
 E io?  fece Jessamine, indignata.
 Tu! Non dirmi che vuoi venire, eh?
La Nephilim sollev un angolo della pezzuola bagnata che le copriva gli occhi e lo fulmin con
lo sguardo.  Su un treno puzzolente fino a quel mortorio dello Yorkshire? Certo che no. Volevo solo
sentir dire a Charlotte che potrebbe fidarsi di me.
 Posso fidarmi di te, Jessie, ma  chiaro che non stai abbastanza bene per andare. Ed  un
peccato, perch Aloysius ha sempre avuto un debole per un viso grazioso.
 Ragione di pi perch debba andare io  disse Will.
 Will, Jem...  Charlotte si morse le labbra.  Siete sicuri? Il Consiglio non ha affatto
gradito le vostre iniziative autonome riguardo alla signora Dark.
 Be', avrebbe dovuto  protest Will.  Abbiamo tolto di mezzo un pericoloso demone!
 E abbiamo salvato Church  aggiunse Jem.
 Non so perch, ma dubito che questo torni a nostro merito  disse Will.  Quel gatto mi ha
morso tre volte, la notte scorsa.
 E invece probabilmente torna davvero a vostro merito  afferm Tessa.  O almeno a
quello di Jem.
Will le fece una smorfia, ma non sembrava arrabbiato; era il tipo di smorfia che avrebbe potuto
fare a Jem se l'altro lo avesse insultato per scherzo. Forse potevano essere davvero civili l'uno con
l'altra, pens Tessa. Era stato piuttosto gentile in biblioteca, due notti prima.
 Mi sembra un'impresa inutile  osserv Charlotte. Le chiazze rosse stavano cominciando a
scomparirle dalla pelle, ma pareva avvilita.  Probabilmente non vi dir nulla, se sa chi vi ha mandato.
Se solo...
 Charlotte, in realt c' un modo di farlo parlare  disse Tessa.
La donna la guard sconcertata.  Cosa vuoi...?  Poi si interruppe, mentre le spuntava una
luce negli occhi.  Oh, capisco. Eccellente idea, Tessa.
 E quale sarebbe?  chiese Jessamine.  Quale idea?
 Se si potesse trovare qualcosa di suo e mi fosse consegnato, potrei servirmene per
trasformarmi in lui  spieg Tessa.  E forse accedere ai suoi ricordi. Se non altro, potrei dirvi ci
che rammenta su Mortmain e sugli Shade.
 Allora vieni con noi nello Yorkshire  disse Jem.
Gli occhi di tutti i presenti nella stanza si puntarono su Tessa. Assolutamente sbigottita, lei
rimase per un attimo in silenzio.
 Non c' bisogno che lei ci accompagni  obiett Will.  Possiamo trovare un oggetto e
portarglielo qui.
 Ma Tessa ha gi detto che le serve qualcosa che abbia un forte legame con chi lo indossa 
replic Jem.  Se quello che scegliamo si rivelasse insufficiente...
 Ha detto pure che potrebbe servirsi di un frammento di unghia, o di una ciocca di capelli...
 Dunque suggerisci di prendere il treno fino a York, incontrare un uomo di novant'anni,
saltargli addosso e strappargli i capelli? Sono sicuro che l'Enclave andr in brodo di giuggiole.
 Diranno solo che siete matticomment Jessamine.  Lo pensano gi, quindi che
differenza fa?
L'ultima parola spetta a Tessadecise Charlotte.   suo il potere a cui volete fare ricorso;
la decisione spetta a lei.
 Hai detto che dovremmo prendere il treno?  chiese Tessa, lanciando un'occhiata a Jem.
Lui annu, con un guizzo degli occhi argentei.  I treni della Great Northern partono da King's
Cross nell'arco di tutta la giornata. Dobbiamo solo scegliere l'ora di partenza.
 Allora vengo. Non ho mai preso un treno.
Will alz le braccia al cielo.  Vieni perch non hai mai preso un treno prima d'ora?
 S  conferm Tessa, sapendo quanto il suo atteggiamento calmo lo facesse impazzire. 
Mi piacerebbe prenderne uno, moltissimo.
 I treni sono grandi cose sudicie  disse Will.  Non ti piacer.
Tessa fu irremovibile.  Finch non l'avr provato non posso sapere se mi piacer o meno, no?
 Io non ho mai nuotato nudo nel Tamigi, ma so che non mi piacerebbe.
 Ma pensa che divertimento per gli spettatori  replic Tessa, e vide Jem abbassare il capo
per nascondere il rapido balenio di un sorriso.  In ogni modo, non importa. Io voglio venire, e verr.
Quando si parte?
Will alz gli occhi al cielo, ma Jem continuava a sorridere.  Domattina. Cos arriveremo
prima che faccia buio.
 Dovr mandare ad Aloysius un messaggio per annunciare il vostro arrivo  disse Charlotte,
prendendo la penna. Si ferm e fiss lo sguardo su di loro.   una cattiva idea? Non... non riesco a
essere del tutto convinta.
Tessa la guard preoccupata: vedere Charlotte in quello stato, dubbiosa sul proprio istinto, le
fece odiare Benedict Lightwood e i suoi seguaci perfino pi di quanto non facesse gi.
Fu Henry che si alz e mise delicatamente una mano sulla spalla della moglie.  A quanto
pare, l'unica alternativa sarebbe non fare nulla, cara Charlotte. E io trovo che non fare nulla porti
raramente a qualcosa. E poi, cosa potrebbe andare male?
 Oh, per l'Angelo, vorrei che non l'avessi chiesto!  ribatt Charlotte, ma si chin sul foglio
e si mise a scrivere.
Quel pomeriggio, Tessa e Sophie ebbero la loro seconda seduta di addestramento con i
Lightwood. Una volta indossata la tenuta da combattimento, Tessa lasci la sua camera e trov Sophie
ad attenderla nel corridoio. Era vestita anche lei per l'addestramento, con i capelli annodati con mano
esperta sulla nuca e un'espressione cupa sul volto.
 Che c'?  domand Tessa, avviandosi al suo fianco.  Sembri piuttosto sconcertata.
 Be', se proprio volete saperlo...  Sophie abbass la voce.   per via di Bridget.
 Bridget?
Da quando era arrivata, la ragazza irlandese era stata quasi invisibile in cucina, a differenza di
Cyril, che era andato in giro per la casa sbrigando lavori per Sophie.
Nell'ultimo ricordo che Tessa aveva di lei, Bridget era seduta sopra Gabriel Lightwood con un
coltello in mano. La ragazza si sofferm un istante con piacere su quell'immagine.  Che ha fatto?
  che...  Sophie emise un profondo sospiro.  Non  molto simpatica. Agatha era mia
amica, ma Bridget... be', di solito tra noi servitori abbiamo un certo modo di parlare, ma Bridget non fa
che starsene in cucina cantando quelle sue orribili ballate irlandesi. Scommetto che pure ora ne sta
cantando una.
Stavano passando non lontano dal retrocucina; Sophie fece segno a Tessa di seguirla, e insieme
si avvicinarono furtivamente alla porta e sbirciarono dentro. Il locale, piuttosto grande, dava sulla
cucina e sulla dispensa. La credenza era piena del cibo destinato alla cena: pesce e verdure, puliti e
preparati da poco. Bridget era davanti all'acquaio, con i capelli che le incorniciavano il volto in rossi
ricci ribelli increspati dall'umidit dell'acqua. Sophie aveva visto giusto: cantava con voce acuta e
dolce, che si levava al di sopra del rumore dell'acqua.
 Oh, suo padre la port gi dalle scale,
Sua madre le pettin i biondi capelli.
Sua sorella Ann la condusse al crocicchio;
E suo fratello John la fece montare a cavallo.
Ora tu sei alta e io sono basso,
Dammi un bacio prima di andare.
Lei si chin per dargli un bacio,
Lui colp forte e non la manc.
Con un coltello appuntito come una freccia,
Suo fratello la pugnal al cuore.
Il viso di Nate balen davanti agli occhi di Tessa, che rabbrivid.
Sophie non sembr accorgersene.  Non canta altro  sussurr.  Assassini e tradimenti.
Sangue e sofferenza.  tremendo.  La voce di Sophie copr pietosamente la fine della canzone.
Bridget aveva cominciato ad asciugare i piatti e attacc una nuova ballata, dalla melodia ancora
pi malinconica della prima.
 Perch la tua spada gronda sangue,
Edward, Edward?
Perch la tua spada gronda sangue?
E perch sei tanto triste?
 Basta.  Sophie si gir e si affrett lungo il corridoio, seguita da Tessa.  Capite cosa
intendo?  terribilmente morbosa, ed  orribile dividere la stanza con lei. Non dice mai una parola, n
la mattina n la sera, mugugna soltanto...
 Dividi la stanza con lei?  Tessa era stupita.  Ma l'Istituto ha tante di quelle camere...
 Sono per i Cacciatori in visita, non per la servit.  Sophie parlava in tono pratico, come se
non le fosse mai venuto in mente di protestare o lamentarsi perch dozzine di stanze spaziose
rimanevano vuote mentre lei ne divideva una con Bridget, interprete di ballate sanguinarie.
 Potrei parlare a Charlotte...  cominci Tessa.
 Oh, no. Per favore, non fatelo.  Avevano raggiunto la porta della sala delle esercitazioni.
Quando Sophie si gir verso l'altra ragazza, era il ritratto dell'angoscia.  Non vorrei pensasse che mi
sono lamentata degli altri membri della servit. Non vorrei proprio, signorina Tessa.
Tessa stava per assicurarle che, se era proprio quello che voleva, non avrebbe detto nulla a
Charlotte, quando sent delle voci concitate provenire dalla sala delle esercitazioni. Facendo segno a
Sophie di stare zitta, si chin sulla porta e si mise in ascolto.
Le voci erano chiaramente quelle dei fratelli Lightwood.  Ci sar una resa dei conti, Gabriel.
Stanne certo. L'importante  da che parte staremo allora  disse Gideon, in tono basso e rude.
 Staremo con nostro padre, naturalmente. Con chi altri?  replic Gabriel, con voce tesa.
Ci fu una pausa. Poi Gideon disse:  Tu non sai tutto di lui, Gabriel. Non sai tutto quello che
ha fatto.
 So che siamo dei Lightwood e che lui  nostro padre. So che alla morte di Granville
Fairchild era sicuro di essere nominato a capo dell'Istituto...
 Forse il Console ne sa pi di te sul suo conto. E sul conto di Charlotte Branwell. Non  la
sciocca che credi.
 Davvero?  Il tono di Gabriel era beffardo.  Ci avrebbe lasciato venire qui ad addestrare
le sue preziose ragazze, se non fosse una sciocca? Non avrebbe dovuto intuire che avremmo spiato per
conto di nostro padre?
Sophie e Tessa si guardarono a occhi sgranati.
 Ha acconsentito perch il Console le ha forzato la mano. E poi vengono a prenderci alla
porta, ci accompagnano in questa sala e fuori dall'Istituto. E la signorina Collins e la signorina Gray
non sanno nulla di importante. Che danno pu fare la nostra presenza qui, di grazia?
Cal il silenzio, durante il quale Tessa pot quasi sentire Gabriel mettere il broncio.
 Se disprezzi tanto nostro padre, perch sei tornato dalla Spagna?
 Sono tornato per te\  rispose Gideon, in tono esasperato.
Sophie e Tessa erano curve contro la porta, con le orecchie premute sul legno. D'un tratto la
porta cedette e si spalanc. Si raddrizzarono tutte e due alla svelta, e Tessa sper che dai loro visi non si
capisse che avevano origliato.
I due fratelli erano in una chiazza di luce al centro della stanza, l'uno di fronte all'altro. Tessa
not qualcosa di cui non si era ancora resa conto: sebbene fosse il minore, Gabriel era pi alto di
parecchi centimetri.
Gideon, pi muscoloso e pi largo di spalle, si pass una mano tra i capelli biondo sabbia e fece
un breve cenno alle ragazze.  Buongiorno.
Gabriel Lightwood attravers a grandi passi la stanza, andando verso la porta.  La signorina
Lovelace  ancora deplorevolmente assente?  chiese senza prendersi la briga di salutare. Il suo viso
era calmo; unico segno dell'agitazione di poco prima, il pulsare di una vena appena sotto una runa di
Coraggio in combattimento tracciata sul collo.
 Ha ancora mal di testa  spieg Tessa, seguendolo nella sala e rendendosi conto che era
davvero molto alto. Essendo lei stessa una ragazza alta, non le capitava spesso di piegare la testa
all'indietro per guardare gli uomini, sebbene sia Will sia Jem la superassero in altezza.  Non
sappiamo quanto ancora rimarr indisposta.
 Finch le sedute di addestramento non saranno finite, sospetto  disse Gideon, in tono tanto
secco che Tessa fu sorpresa di sentir ridere Sophie.
La cameriera si ricompose immediatamente, ma non prima che Gideon le avesse lanciato uno
sguardo sorpreso, quasi riconoscente, come se non fosse abituato a sentir ridere alle sue battute.
Con un sospiro, Gabriel allung la mano e liber due lunghi bastoni dalle loro custodie appese
al muro. Ne porse uno a Tessa.  Oggi lavoreremo sulle parate e sulle bloccate...
Come al solito, quella notte Tessa rimase sveglia a lungo prima che il sonno si decidesse a farle
visita. Negli ultimi tempi era stata tormentata da incubi, in genere su Mortmain: con i gelidi occhi grigi
e con la voce ancora pi gelida le diceva senza scomporsi che era stato lui a crearla, che non c'era
nessuna Tessa Gray.
Era stata faccia a faccia con lui, con l'uomo che cercavano, e ancora non sapeva cosa davvero
volesse da lei. Sposarla, ma perch? Per reclamare il suo potere, ma a che scopo? Il ricordo di quei
freddi occhi da lucertola la fece rabbrividire; il pensiero che Mortmain avrebbe potuto avere qualcosa a
che fare con la sua nascita era ancora peggio. Tessa dubitava che qualcuno - neppure Jem, il
meraviglioso e comprensivo Jem - capisse appieno il suo urgente bisogno di scoprire chi fosse, o la
paura di essere una specie di mostro, una paura che la svegliava nel cuore della notte lasciandola senza
fiato a graffiarsi la pelle, quasi potesse tirarla via scoprendone una da demone.
All'improvviso sent un fruscio alla porta e il lieve rumore di qualcosa che vi veniva appoggiato
delicatamente.
Dopo un breve silenzio, Tessa scivol gi dal letto e attravers la stanza a passi felpati. Apr
piano la porta e si affacci sul corridoio vuoto; dalla stanza di Jem si diffondeva il flebile suono del
violino. Per terra, sulla soglia, c'era un piccolo volume verde. Tessa lo raccolse e osserv le parole
stampate in caratteri dorati sul dorso: Vathek di William Beckford.
Si richiuse la porta alle spalle e si rimise a letto, sedendosi con il libro in mano per esaminarlo.
Doveva essere stato Will a lasciarlo l per lei. Non poteva essere stato nessun altro, era ovvio. Ma
perch? Perch quelle strane, piccole gentilezze al buio, le chiacchierate sui libri, e la freddezza tutto il
resto del tempo?
Apr il libro in corrispondenza del frontespizio. Will vi aveva scarabocchiato qualcosa. Non una
semplice dedica... una poesia.
A Tessa Gray, nel donarle
una copia di Vathek.
Il califfo Vathek e la sua orda oscura
Finiranno all'Inferno, di spassartela stai sicura!
La tua fiducia in me risorger pura
A meno che non trovi questo dono una bruttura
E non voglia abbandonarti alla sua lettura.
Will
Tessa scoppi a ridere, quindi si tapp la bocca con una mano. Maledizione! Sapeva sempre
farla ridere, si disse, anche quando lei non ne aveva voglia, anche quando sapeva che aprirgli il suo
cuore di un solo centimetro equivaleva a prendere un pizzico di droga che desse assuefazione.
Lasci cadere sul comodino la copia di Vathek con la poesia volutamente orrenda e rotol sul
letto, affondando la testa nei cuscini. Sentiva ancora la musica del violino di Jem, dolcemente triste,
penetrare sotto la porta. Prov con tutta se stessa a scacciare il pensiero di Will dalla mente; e in effetti,
quando alla fine si addorment e sogn, una volta tanto non fu lui ad apparirle.
Il giorno seguente pioveva. Mentre scendeva dalla carrozza e correva nella stazione di King's
Cross con Jem, Will e Cyril, che portava i bagagli, Tessa sentiva che, nonostante l'ombrello, il bel
cappellino avuto in prestito da Jessamine cominciava a penzolarle sulla testa come un uccello zuppo
d'acqua. Attraverso la grigia cortina di pioggia distinse un imponente edificio la cui facciata era
dominata da un'alta torre dell'orologio. La banderuola sulla sua sommit indicava che il vento soffiava
verso nord, e impetuosamente, sferzandole il viso con gocce di pioggia gelata.
All'interno, la stazione era un caos: gente che correva di qua e di l, strilloni che vendevano la
loro merce, uominisandwich che camminavano su e gi reclamizzando di tutto, dalle lozioni per
capelli alle saponette. Un ragazzino in giacca Norfolk correva inseguito freneticamente dalla madre.
D'un tratto Will disse una parola a Jem e spar tra la folla.
 Ci ha mollato, eh?  fece Tessa, lottando con l'ombrello che non voleva saperne di
chiudersi.
 Dai qua.  Jem allung una mano e fece scattare il meccanismo; l'ombrello si chiuse con
uno scatto deciso.
Tessa si scost i capelli bagnati dagli occhi e gli sorrise, proprio mentre Will tornava con un
facchino dall'aria afflitta, che allegger Cyril dei bagagli e li invit seccamente a sbrigarsi, perch il
treno non avrebbe aspettato tutto il giorno.
Will spost lo sguardo dal facchino al bastone di Jem. Poi socchiuse gli occhi azzurri e disse
con un sorriso assassino:  Per noi aspetter.
Il facchino sembr sconcertato, ma annu.  Signore  disse, in un tono decisamente meno
aggressivo, e li accompagn al binario.
La gente sciamava intorno a Tessa mentre la ragazza si faceva strada tra la folla stringendo Jem
con una mano e il cappello di Jessamine con l'altra. In fondo alla stazione, dove i binari uscivano
all'esterno, scorse il cielo grigio acciaio macchiato di fuliggine. Jem l'aiut a salire nello
scompartimento.
Ci fu un gran trambusto per i bagagli, e Will diede la mancia al facchino tra urla e fischi mentre
il treno si preparava a partire. Lo sportello si chiuse alle loro spalle proprio mentre il convoglio si
muoveva, tra bianchi sbuffi di vapore davanti ai finestrini e l'allegro rumore cadenzato delle ruote.
Ti sei portata qualcosa da leggere in viaggio?  chiese Will, sistemandosi nel sedile di fronte
a Tessa. Jem le si sedette accanto e appoggi il bastone alla parete.
Tessa pens alla copia di Vathek con la poesia di Will; l'aveva lasciata all'Istituto per evitare
tentazioni, come si farebbe con una scatola di cioccolatini se si  a dieta e non si vuole prendere peso.
 No. Ultimamente non mi  capitato nulla che mi ispirasse in modo particolare.
La mandibola di Will si irrigid, ma il Nephilim non apr bocca.
 C' sempre qualcosa di eccitante nella partenza di un treno, non credete?  continu Tessa
con il naso incollato al finestrino, sebbene potesse vedere ben poco oltre al fumo, alla fuliggine e alla
pioggia grigia che cadeva a dirotto. Londra era un'ombra vaga nella nebbia.
 No  rispose Will, appoggiandosi allo schienale e calandosi il cappello sugli occhi.
Tessa tenne il viso contro il vetro mentre il grigio di Londra cominciava a sparire dietro di loro,
e con esso la pioggia. Ben presto si ritrovarono a viaggiare tra verdi campi disseminati di pecore
bianche,- qua e l, in lontananza, la guglia di un campanile. Il cielo, passato dal color acciaio a un
azzurro umido velato di nebbia, era percorso da nuvolette nere. Tessa guardava il paesaggio
affascinata.
 Non sei mai stata in campagna prima d'ora?  chiese Jem, mostrando sincera curiosit.
Tessa scosse la testa.  Non ricordo di avere mai lasciato New York, se non per andare a
Coney Island, ma quella non  esattamente campagna. Suppongo di averla attraversata venendo da
Southampton con le Sorelle Oscure, ma era buio, e poi c'erano le tendine chiuse.  Si tolse il cappello
grondante d'acqua e lo pos sul sedile per farlo asciugare.  Per mi sembra di averla gi vista. Nei
libri. Continuo a immaginare che vedr Thornfield Hall ergersi da dietro gli alberi, o Wuthering
Heights appollaiata su un dirupo pietroso...
 Wuthering Heights  nello Yorkshire, e ne abbiamo di strada da fare prima di arrivarci 
disse Will, da sotto il cappello.  Non abbiamo passato neppure Grantham. E poi lo Yorkshire non ha
niente di eccezionale. Colline e vallate, nessuna vera montagna come da noi in Galles.
 Ti manca il Galles?  chiese Tessa, senza neanche sapere perch. Si rendeva conto che
interrogare Will sul passato era come stuzzicare un cane idrofobo, ma sembrava non poterne fare a
meno.
Will scroll leggermente le spalle.  E cosa dovrebbe mancarmi? Le pecore e le canzoni? O
quella ridicola lingua? Fe hoffwn i fod moi feddw, fyddai ddim yn cofio fy enw.
 Che significa?
 "Voglio ubriacarmi tanto da non ricordare pi il mio nome". Piuttosto utile.
 Non mi sembri molto patriottico  osserv Tessa.  Non stavi ricordando le montagne?
 Patriottico?  Will sogghign, con aria compiaciuta.  Te lo dico io che cos' patriottico.
In onore del mio luogo di nascita, ho il drago gallese tatuato sul...
 Sei davvero di un umore incantevole, William  lo interruppe Jem. Nella sua voce non c'era
tensione, ma Tessa, che li osservava ormai da qualche tempo, insieme e da soli, sapeva che non era mai
un caso quando si chiamavano con i nomi di battesimo completi invece che con i diminutivi, pi
familiari.  Ricorda che Starkweather non pu sopportare Charlotte, perci se sei in questo stato
d'animo...
 Prometto di ammaliarlo.  Will si raddrizz e si aggiust il cappello sgualcito.  E di farlo
con un tale impeto che finir lungo per terra come uno straccio, cercando invano di ricordare il suo
nome.
 Ha ottantanove anni. Potrebbe avere comunque quel problema  replic Jem.
 Immagino che ora tu stia facendo provvista di fascino, Will  disse Tessa.  Non vorresti
usarne un po' con noi?
Will annu, con aria compiaciuta.  Comunque gli Starkweather non detestano Charlotte, ma
suo padre.
 I peccati dei padri...  mormor Jem.  Non sono bendisposti verso nessun Fairchild, n
verso nessuno che abbia un qualche legame con loro. Charlotte non ha voluto far venire neppure Henry.
 Questo perch ogni volta che lo lascia uscire di casa senza di lei si rischia un incidente
internazionale  osserv Will.  Comunque, per rispondere alla tua domanda non richiesta, capisco
la fiducia che Charlotte ha riposto in noi e intendo comportami bene. Non voglio vedere quel Benedict
Lightwood, con i suoi occhi strabici e i suoi orribili figli, a capo dell'Istituto pi di quanto lo vogliano
gli altri.
 Non sono orribili  afferm Tessa.
Will la guard, stupito.  Come dici?
 Gideon e Gabriel sono piuttosto attraenti. Per niente orribili.
 Parlavo dei recessi delle loro anime, neri come la pece  ribatt Will, in tono sepolcrale.
Tessa sbuff.  E di che colore presumi che siano i recessi della tua anima, Will Herondale?
 Color malva.
Tessa lanci un'occhiata a Jem, sollecitando il suo aiuto.
Il Nephilim si limit a sorridere. Poi cambi argomento.  Forse dovremmo discutere una
strategia. Starkweather odia Charlotte, ma sa che  stata lei a mandarci. Dunque come insinuarci nelle
sue grazie?
 Tessa pu ricorrere alle astuzie femminili  propose Will.  Charlotte ha detto che al
vecchio piacciono i visi graziosi.
 Come ha spiegato la mia presenza?  domand Tessa, rendendosi conto troppo tardi che
avrebbe dovuto chiederlo prima.
 In realt non l'ha fatto.  stata piuttosto concisa: ha dato solo i nostri nomi  rispose Will.
 Penso che stia a noi escogitare una storia plausibile.
 Non posso spacciarmi per una Cacciatrice; capir immediatamente che non lo sono. Non ho i
marchi.
 E nessun segno tipico degli stregoni. Penser che sia una mondana  disse Jem.  Potrebbe
trasformarsi, ma...
Will la osserv, meditabondo.
Pur ripetendosi che non significava niente - anzi, meno di niente - Tessa avvertiva il suo
sguardo su di lei come il tocco di un dito sulla nuca, un tocco che le dava i brividi. Si costrinse a
restituirgli un'occhiata fredda.
 Magari potremmo dire che  una zia zitella un po' svitata che insiste ad accompagnarci
ovunque  propose Will.
 Una zia mia o tua?  replic Jem.
 Gi, non assomiglia a nessuno dei due, vero? E se fosse una ragazza che si  follemente
innamorata di me e si ostina a seguirmi ovunque io vada?
 Ho il talento di mutare forma, non di recitare  disse Tessa, facendo scoppiare a ridere Jem.
Will lo fulmin con lo sguardo.
 Questa volta te l'ha fatta  gli disse Jem.  A volte succede, non  vero? Forse dovrei
presentare Tessa come la mia fidanzata. Potremmo dire a quel vecchio pazzo di Aloysius che la sua
Ascensione  in corso.
 Ascensione?  Tessa non ricordava quel termine dal Codice.
 Quando un Cacciatore desidera sposare una mondana...
 Ma non  vietato?  chiese Tessa mentre il treno si infilava in un tunnel. Nonostante
l'improvviso buio nello scompartimento, la ragazza ebbe l'impressione che Will la osservasse,
l'inquietante sensazione di avere il suo sguardo su di s.
 Lo . A meno che non si usi la Coppa Mortale per trasformare la mondana in una Cacciatrice
 spieg Jem.  Non  molto frequente, ma succede. Se il Cacciatore in questione sottopone
all'Enclave una richiesta di Ascensione per la sua partner, l'Enclave  tenuto a considerarla per almeno
tre mesi. Nel frattempo, la mondana frequenta un corso per apprendere la cultura dei Cacciatori...  La
voce di Jem fu soffocata dal fischio della locomotiva che sbucava dal tunnel.
Tessa guard Will, ma lui stava fissando fuori dal finestrino. Doveva esserselo immaginato, il
suo sguardo su di s.  Credo che non sia una cattiva idea  disse la ragazza.  Ne so abbastanza.
Ho quasi finito tutto il Codice.
 In quel caso, sarebbe ragionevole che io ti portassi con me  continu Jem.  Come
potenziale Ascendente, potresti voler imparare qualcosa sugli Istituti che non siano quello di Londra.
 Si rivolse a Will.  Tu che ne pensi?
 Mi sembra un'idea come un'altra  rispose Will, ancora con lo sguardo fuori dal finestrino.
La campagna si era fatta meno verde, pi desolata. Non si vedevano villaggi, solo lunghe strisce di erba
tra il grigio e il verde e affioramenti di roccia nera.
 Quanti Istituti ci sono oltre a quello di Londra?  chiese Tessa.
Jem li cont sulle dita.  Londra, York, uno in Cornovaglia, vicino a Tintagel, uno a Cardiff e
uno a Edimburgo. Sono tutti pi piccoli, per, e fanno capo a quello di Londra, che a sua volta fa capo
a Idris.
 Gideon Lightwood ha detto di essere stato all'Istituto di Madrid. Ma cosa ci faceva l?
 Probabilmente perdeva tempo  rispose Will.
 Una volta concluso l'addestramento, a diciott'anni, veniamo incoraggiati a viaggiare, a
soggiornare negli altri Istituti, a entrare in contatto con la cultura dei Cacciatori in posti nuovi  spieg
Jem, ignorando il commento di Will.  Ci sono sempre tecniche differenti, trucchi locali da imparare.
Gideon  stato via solo pochi mesi. Se lo ha richiamato cos presto, Benedict deve dare per certa la
propria scalata all'Istituto.  Jem sembrava turbato.
 Ma si sbaglia  disse Tessa in tono fermo, e visto che l'espressione preoccupata non
lasciava gli occhi grigi dell'amico, decise di cambiare argomento.  Dov' l'Istituto di New York?
 Non abbiamo imparato a memoria tutti gli indirizzi  dichiar Will. C'era una nota
pericolosa nella sua voce.
Jem lo guard attentamente e chiese:  Va tutto bene?
Will si tolse il cappello e lo mise sul sedile accanto. Li osserv per un istante con calma, lo
sguardo fermo. Era bellissimo come sempre, pens Tessa, ma sembrava come grigio... scolorito, quasi.
Per essere una personalit di solito tanto brillante, in quel momento appariva spento, quasi stesse
facendo rotolare una pietra su per una collina, come Sisifo.  Ho bevuto troppo ieri sera  disse
infine.
Ma insomma, perch ti dai tanta pena, Will? Non ti rendi conto che sappiamo tutti e due che
stai mentendo? pens Tessa, e fu sul punto di parlare, ma uno sguardo a Jem la ferm.
L'amico fissava Will con aria preoccupata, molto preoccupata, anche se Tessa sapeva che non
gli credeva pi di quanto facesse lei. Tuttavia Jem si limit a dire in tono disinvolto:  Peccato che
non ci sia una runa della Sobriet!
 Gi.  Will gli restitu lo sguardo, e la tensione nella sua espressione si allent lievemente.
 Se potessimo tornare a discutere il nostro piano, James...  buono, tranne per un particolare.  Si
pieg in avanti.  Se dev'essere la tua fidanzata, Tessa avr bisogno di un anello.
 Ci avevo gi pensato  replic Jem facendo trasalire la ragazza, la quale credeva che l'idea
dell'Ascensione gli fosse venuta l per l. Il Nephilim infil la mano nel taschino del panciotto e ne
estrasse un anello d'argento, che le porse sul palmo della mano. Non era dissimile da quello che Will
portava spesso, ma mentre quello di Will aveva un disegno di uccelli in volo, questo aveva incisi con
cura tutt'intorno i merli della torre di un castello.  L'anello di famiglia dei Carstairs. Se vuoi...
Tessa lo prese e se lo infil all'anulare sinistro, dove sembr entrare a pennello. Ebbe
l'impressione di dover dire qualcosa come " magnifico" oppure "Grazie", ma naturalmente non si
trattava n di una proposta, n di un regalo. Era un semplice oggetto di scena.  Charlotte non porta la
vera nuziale  disse invece.  Non mi ero accorta che i Cacciatori lo facessero.
 E infatti non lo facciamo  conferm Will.   consuetudine dare a una ragazza l'anello di
famiglia quando ci si fidanza, ma la vera cerimonia di nozze prevede lo scambio di rune invece che di
anelli. Una sul braccio e una sul cuore.
 "Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio: perch forte come la morte
 l'amore, tenace come gli inferi  la gelosia"  proclam Jem.  Il Cantico di Salomone.
 Tenace come gli inferi  la gelosia?  ripet Tessa, con espressione stupita.  Non 
molto... romantico.
 "Le sue vampe son vampe di fuoco, le pi ardenti delle fiamme"  cit Will, inarcando le
sopracciglia.  Ho sempre pensato che le donne trovassero romantica l'idea della gelosia. Degli
uomini che si battono per te...
 Be', non ci sono inferi nelle cerimonie nuziali dei mondani  disse Tessa.  Ma la vostra
capacit di citare la Bibbia  impressionante. Meglio di mia zia Harriet.
 L'hai sentita, James? Ci ha appena paragonato a zia Harriet.
Jem, come sempre, era imperturbabile.  Dobbiamo avere familiarit con tutti i testi religiosi
 disse a Tessa.  Per noi sono dei manuali.
 Dunque li imparate a memoria, a scuola?  La ragazza si rese conto che, da quando era
all'Istituto, non aveva mai visto studiare n Will n Jem.  O piuttosto vi vengono insegnati da un
tutore?
Will annu.  O si ha un tutore o si va a scuola a Idris, finch non si raggiungono i diciotto
anni. Cosa che, ringraziando il cielo, avverr presto per tutti e due. Ultimamente, per, Charlotte ha
molto ridotto il tempo dedicato alla nostra istruzione, come puoi immaginare.
 Chi di voi  il pi grande?
 Jem.
 Io.
I due avevano risposto all'unisono, e scoppiarono a ridere.
 Solo di tre mesi, per  aggiunse Will.
 Lo sapevo che ti saresti sentito obbligato a farlo notare  disse Jem, con un sorrisetto.
Tessa spost lo sguardo dall'uno all'altro. Non potevano esistere due ragazzi apparentemente pi
diversi, o con inclinazioni pi diverse. Eppure... Vuol dire questo essere parabatai? Finire ciascuno
le frasi dell'altro e cose del genere? Nel Codice non se ne parla molto.
I due si scambiarono un'occhiata. Will fu il primo a fare spallucce in maniera noncurante.  
piuttosto difficile da spiegare  disse con aria altezzosa.  Se non l'hai provato...
 Volevo dire... Non potete leggervi nel pensiero o qualcosa di simile?
Jem farfugli qualcosa.
I brillanti occhi azzurri di Will si spalancarono.  Leggerci nel pensiero? Che orrore, no.
 E allora qual  il senso? Giurate di proteggervi a vicenda, questo lo capisco, ma tutti i
Cacciatori sono tenuti a farlo l'uno per l'altro, non  cos?
 Non  solo questo  disse Jem, in tono grave.  L'idea dei parabatai viene da una vecchia
storia, quella di Gionata e Davide. "E avvenne... che l'anima di Gionata era legata all'anima di Davide,
e Gionata lo amava come se stesso... Quindi Gionata strinse un patto con Davide, perch lo amava
come se stesso". Erano due guerrieri, le cui anime erano state unite dal Cielo, e fu da quel Gionata che i
Cacciatori presero l'idea dei parabatai e codificarono la cerimonia nella Legge.
 Ma non devono essere per forza due uomini. Possono essere anche un uomo e una donna, o
due donne?
 Naturalmente.  Jem annu.  Hai solo diciotto anni per trovare e sceglierti un parabatai.
Una volta che hai superato quell'et, il rituale ti  precluso. E non basta promettere di proteggersi a
vicenda. Bisogna comparire davanti al Consiglio e giurare di rischiare la vita per il proprio parabatai.
Di andare dove va lui, di essere sepolto dove viene sepolto lui. Se Will stesse per essere colpito da una
freccia, io sarei obbligato dal giuramento a intercettarla col mio corpo.
 Davvero utile  osserv Will.
 E lui, naturalmente, sarebbe obbligato a fare lo stesso per me  continu Jem. 
Qualunque cosa possa dire in contrario, Will non infrange i giuramenti e neppure la Legge.  Guard
intensamente l'amico, che fece un lieve sorriso e guard fuori dal finestrino.
 Santo cielo!  esclam Tessa.  Tutto ci  molto toccante, ma non vedo esattamente che
vantaggi possano venirne.
 Non tutti hanno un parabatai  disse Jem.  Pochissimi di noi, in effetti, ne trovano uno
nel tempo loro assegnato. Ma quelli che ci riescono possono fare ricorso alla forza dei loro parabatai in
combattimento. Una runa che ti viene tracciata dal tuo parabatai  sempre pi potente di una tracciata
da te stesso o da un altro Cacciatore. E poi ci sono rune utilizzabili dai parabatai ma non dagli altri
Cacciatori, perch attingono alla loro duplice forza.
 E se decidete di non volere pi essere parabatai?  chiese Tessa.  Il rituale pu essere
annullato?
 Buon Dio, donna!  esclam Will.  C' qualche domanda a cui non vuoi che
rispondiamo?
 Non vedo alcun male nel dirglielo.  Le mani di Jem erano unite sul pomo del bastone. 
Pi sa, meglio sapr fingere che si propone di ascendere.  Si rivolse a Tessa.  Il rituale non pu
essere revocato, se non in poche situazioni. Se uno di noi dovesse diventare un Nascosto o un
mondano, il legame si considererebbe sciolto. E naturalmente, se uno di noi dovesse morire, l'altro
sarebbe libero. Ma non di scegliere un altro parabatai. Uno stesso Cacciatore non pu partecipare al
rituale pi di una volta.
  come il matrimonio nella Chiesa Cattolica, no?  osserv Tessa, con aria placida. 
Enrico VIII fu costretto a creare una nuova religione solo per poter infrangere i propri voti.
 Finch morte non ci separi  sentenzi Will, con lo sguardo sempre fisso sulla campagna
che scorreva fuori del finestrino.
 Be', Will non dovr creare una nuova religione solo per liberarsi di me  disse Jem.  Sar
libero piuttosto presto.
Will gli gett un'occhiataccia, ma fu Tessa a parlare.  Non dirlo  lo ammon.  Si pu
sempre trovare una cura. Non vedo ragione per abbandonare la speranza.  La ragazza si ritrasse quasi
allo sguardo che le lanci Will: uno sguardo azzurro, ardente e furioso.
Senza sembrare farci caso, Jem replic in tono calmo e impassibile.  Non ho abbandonato la
speranza. Spero soltanto in cose differenti da quelle in cui speri tu, Tessa Gray.
Passarono alcune ore, durante le quali Tessa si appisol con la testa appoggiata alla mano,
mentre il rumore monotono del treno sui binari si faceva strada nei suoi sogni. Alla fine si svegli
sentendosi scuotere delicatamente per le spalle da Jem, mentre il treno fischiava e il capotreno
annunciava l'arrivo nella stazione di York. Scesero sulla banchina in un turbine di borse, cappelli e
facchini. La stazione, neanche lontanamente affollata come King's Cross, era coperta da un tetto a volta
in vetro e ferro molto pi impressionante di quello della stazione londinese, che lasciava intravedere un
cielo grigio.
I binari si stendevano a perdita d'occhio. Tessa, Jem e Will si trovavano sulla banchina pi
vicina al corpo principale della stazione, dove grandi orologi ferroviari dai quadranti dorati segnavano
le sei. Erano pi a nord, e il crepuscolo aveva gi cominciato a scurire il cielo.
Si erano appena riuniti sotto uno degli orologi, quando un uomo usc dall'ombra. Nel vederlo,
Tessa represse a stento un sussulto.
L'uomo indossava un mantello pesante, un cappello nero che sembrava fatto di tela
impermeabile e stivali da vecchio marinaio. Aveva una lunga barba bianca e occhi sormontati da folte
sopracciglia anch'esse bianche. Allung una mano e la mise sulla spalla di Will.  Nephilim? Siete
voi?  chiese, con la voce roca e il forte accento dello Yorkshire.
 Buon Dio!  esclam Will, mettendosi una mano sul cuore con gesto teatrale.   il
Vecchio Marinaio che ferma uno dei tre convitati.
 Sono qui su richiesta di Aloysius Starkweather. Siete o non siete i ragazzi che attendeva?
Non posso stare qui tutta la notte.
 Avete un appuntamento importante con un albatro?  domand Will.  Non vogliamo
trattenervi.
Allora intervenne Jem.  Ci che il mio folle amico intende dire  che siamo proprio noi i
Cacciatori dell'Istituto di Londra. Ci ha mandato Charlotte Branwell. E voi siete...?
 Gottshall  disse l'uomo, con voce roca.  La mia famiglia  al servizio dei Cacciatori
dell'Istituto di York da pi di tre secoli ormai. Vedo attraverso gli incantesimi di camuffamento,
ragazzi. Ma non attraverso questo  aggiunse, spostando lo sguardo su Tessa.  Se c' un
incantesimo sulla signorina,  diverso da tutti quelli che ho visto prima d'ora.
  una mondana... un'Ascendente  disse Jem.  Presto sar mia moglie.  Prese la mano
di Tessa con fare protettivo e la gir in modo che Gottshall vedesse l'anello.  Il Consiglio ha ritenuto
opportuno che visitasse un altro Istituto oltre a quello di Londra.
 Il signor Starkweather ne  stato informato?  replic Gottshall, con gli occhi neri che li
scrutavano da sotto la tesa del cappello.
 Dipende da cosa gli ha detto la signora Branwell.
 Be', per il vostro bene, spero che qualcosa gli abbia detto.  Il vecchio servitore alz le
sopracciglia.  Se c' un uomo al mondo che odia le sorprese pi di Aloysius Starkweather, devo
ancora incontrare quel bastar... tipo. Scusate, signorina.
Tessa sorrise e inclin la testa, sebbene si sentisse torcere lo stomaco. Spost lo sguardo da Jem
a Will, ma erano entrambi calmi e sorridenti. Erano abituati a quel tipo di stratagemmi, pens, ma lei
no. In passato aveva gi recitato, ma mai nei propri panni, mai esibendo la propria faccia e non quella
di un altro. Per qualche ragione, il pensiero di mentire senza un'immagine fittizia dietro cui nascondersi
la terrorizz. Poteva solo sperare che Gottshall stesse esagerando, anche se qualcosa - forse il bagliore
nei suoi occhi mentre la guardava - le diceva che non era cos.
5
OMBRE DEL PASSATO
Ma creature malefiche, vestite a lutto,
Assalirono la dimora del monarca;
(Ah, piangiamo, poich mai il domani
Spunter su di lui, desolato!)
E intorno alla sua casa la gloria
Che fioriva un tempo purpurea,
 solo una storia ormai vaga
Dell'antico tempo sepolto.
Edgar Allan Poe, Il palazzo degli spiriti
Tessa not appena l'interno della stazione mentre seguivano il servitore di Starkweather
attraverso l'atrio affollato. Confusione, gente che la urtava, odore di fumo di carbone e di cibo cucinato,
segnali indistinti della Great Northern Railway e delle York and North Midland Lines.
Ben presto uscirono all'aperto, sotto la volta di un cielo grigio che minacciava pioggia.
Gottshall li sollecit verso un'estremit della stazione, dove un lussuoso albergo si stagliava contro il
cielo crepuscolare; davanti all'entrata era in attesa una carrozza con le quattro C dipinte sullo sportello.
Dopo avere sistemato i bagagli ed essere montati sulla vettura partirono, imboccando Tanner Row e
mescolandosi al flusso del traffico.
Will rimase in silenzio per quasi tutto il tragitto, tamburellando con le dita sottili sulle
ginocchia, gli occhi azzurri lontani e pensosi. Tocc a Jem fare conversazione. Si curv davanti a Tessa
per aprire le tendine dalla sua parte e le indic alcuni luoghi d'interesse: il cimitero, dove erano sepolte
le vittime di un'epidemia di colera, e le antiche mura della citt, che si levavano grigie e munite di
merli, come quelli incisi sull'anello che Tessa aveva ricevuto.
Una volta che ebbero varcato le mura, le strade si fecero pi strette. Era una sorta di Londra su
scala ridotta, pens Tessa; perfino i negozi a cui passarono davanti - un macellaio, un merciaio -
sembravano pi piccoli. I pedoni, quasi tutti uomini, camminavano in fretta affondando il mento nel
colletto per evitare la pioggerella che aveva cominciato a cadere,- non erano vestiti altrettanto alla
moda: sembravano dei "campagnoli", come gli agricoltori che di quando in quando si recavano a
Manhattan, riconoscibili dalle grosse mani rosse e dalla pelle del viso arsa dal sole.
La carrozza usc da una stradina e si ritrov in una vasta piazza,- Tessa rimase senza fiato.
Davanti a loro si ergeva una magnifica cattedrale. Le sue torrette gotiche trafiggevano il cielo grigio
come le frecce il corpo di san Sebastiano. La struttura era sormontata da una massiccia torre in calcare,
la facciata percorsa da nicchie contenenti statue diverse l'una dall'altra.   questo l'Istituto? Santo
cielo,  molto pi maestoso di quello di Londra...
Will si mise a ridere.  A volte una chiesa  solo una chiesa, Tessa.
 Questa  la cattedrale di York: l'orgoglio della citt. Non  l'Istituto  disse Jem. 
L'Istituto  in Goodramgate Street.
Quasi a confermare le sue parole, la carrozza si allontan dalla cattedrale, percorse Deangate e
imbocc Goodramgate, una stretta strada pavimentata di ciottoli, per varcare infine un piccolo cancello
di ferro tra due edifici Tudor un po' sghembi.
Una volta oltrepassato il cancello, Tessa cap perch Will aveva riso. Quella che sorgeva
davanti a loro era una chiesa piuttosto bella, circondata da mura e da un prato liscio, ma non aveva
neanche lontanamente la maestosit della cattedrale. Quando Gottshall gir intorno alla carrozza per
aprire lo sportello e aiutarla a scendere, la ragazza vide che qua e l tra l'erba bagnata di pioggia
spuntavano delle lapidi, come se qualcuno avesse pensato di crearvi un cimitero e in corso d'opera
avesse perso interesse alla cosa.
Ormai il cielo era quasi nero, screziato dall'argento delle nuvole rese semitrasparenti dalla luce
delle stelle. Alle sue spalle, Tessa sentiva mormorare le voci familiari di Jem e Will; davanti a lei,
attraverso la porta aperta della chiesa, intravedeva delle candele tremolanti. Si sent improvvisamente
incorporea, una sorta di spettrale Tessa che infestava quello strano luogo cos lontano dalla vita che
aveva conosciuto a New York. Rabbrivid, e non solo per il freddo. D'un tratto sent una mano sfiorarle
il braccio e un alito caldo smuoverle i capelli. Sapeva chi era, senza bisogno di girarsi.
Vogliamo andare, mia promessa?  le sussurr Jem all'orecchio.
Tessa avvert la risata che lo scuoteva internamente, la sent vibrare attraverso le ossa e
giungere a lei. Fu sul punto di sorridere.
 Sfidiamo insieme il leone nella sua tana.
Lo prese a braccetto, e salirono i gradini della chiesa. Una volta in cima, Tessa lanci
un'occhiata al di sopra della spalla e vide Will che li osservava con aria distratta, mentre Gottshall gli
diceva qualcosa all'orecchio dandogli dei colpetti sulla schiena. Gli occhi della ragazza incontrarono
quelli del Nephilim, ma lei distolse svelta i suoi; il meno che potesse capitarle incrociando lo sguardo
di Will era confondersi, il peggio essere assalita dalle vertigini.
L'interno della chiesa era piccolo e buio a paragone dell'Istituto di Londra. Banchi scuriti dal
tempo erano disposti lungo le pareti; sopra di essi, candele di stregaluce ardevano in sostegni di ferro
annerito. Nella parte anteriore, davanti a una vera e propria cascata di candele ardenti, c'era un vecchio
tutto vestito nel nero tipico dei Cacciatori. Aveva i capelli e la barba fitti e grigi che gli spuntavano
arruffati dalla testa, gli occhi grigio scuri seminascosti sotto le sopracciglia folte, la pelle segnata
dall'et. Tessa sapeva che aveva quasi novant'anni, ma la sua schiena era ancora ritta, il petto possente
come il tronco di un albero.
 Il giovane Herondale, eh?  esord, scorbutico, mentre Will si faceva avanti per presentarsi.
 Mezzo mondano e mezzo gallese, e con i lati peggiori dell'uno e dell'altro, ho sentito dire.
Will fece un sorriso garbato.  Diolch.
 Lingua bastarda  borbott Starkweather, quindi si gir a osservare Jem.  James
Carstairs, un altro marmocchio dell'Istituto. Ho una mezza idea di mandarvi tutti al diavolo. E quella
ragazza arrogante, quella Charlotte Fairchild, che mi impone la vostra presenza senza nemmeno
chiedere il permesso.  Parlava con lo stesso accento del suo servitore, ma un po' pi leggero. 
Nessuno di quella famiglia ha mai avuto un briciolo di buone maniere. Posso fare a meno di lei come
ho potuto fare a meno del padre...  Poi i suoi occhi vivaci si posarono su Tessa, e si interruppe di
colpo, con la bocca spalancata, come se lo avessero schiaffeggiato a met frase.
La ragazza guard Jem, che sembrava sorpreso quanto lei dell'improvviso silenzio del
vegliardo.
Ci pens Will a salvarli dall'imbarazzo.  Questa  Tessa Gray, signore.  una mondana, ma 
fidanzata con James Carstairs, ed  un'Ascendente.
 Una mondana, dici?  Starkweather aveva gli occhi sgranati.
 Un'Ascendente  ripet Will, facendo ricorso al suo tono pi tranquillizzante e suadente. 
 un'amica fidata dell'Istituto di Londra, e speriamo di accoglierla presto nei nostri ranghi.
 Una mondana  ripet il vecchio, e fu scosso da un accesso di tosse.  Be', i tempi sono...
Gi, immagino che...  I suoi occhi guizzarono di nuovo sul viso di Tessa, quindi si rivolse a
Gottshall, che stava in mezzo ai bagagli con aria da martire.  Fatti aiutare da Cedric e Andrew a
portare le cose dei nostri ospiti nelle loro stanze. E di' a Ellen di dare istruzioni alla cuoca di aggiungere
tre posti a tavola questa sera. Forse non le ho ricordato che avremmo avuto ospiti.
Il servitore fiss il padrone con aria sbalordita, quindi annu.
Tessa non poteva biasimarlo: era chiaro che Starkweather aveva pensato di cacciarli via, per poi
cambiare idea all'ultimo momento. Lanci un'occhiata a Jem, che sembrava confuso quanto lei.
Soltanto Will, con gli occhi azzurri spalancati e il viso innocente come quello di un bambino, non
sembrava essersi aspettato altro.
 Per l'Angelo!  esclam Will, frugando con la forchetta nella poltiglia marroncina che
aveva nel piatto.  Cos' questa roba?
Tessa doveva riconoscere che era difficile dirlo. I servitori di Starkweather - perlopi vecchi e
curvi, e una governante dall'espressione acida - avevano fatto come lui aveva chiesto, aggiungendo tre
posti a tavola. La cena consisteva in uno stufato scuro e grumoso in una zuppiera d'argento, servito da
una donna in abito nero e cuffietta bianca, cos curva e decrepita che Tessa dovette imporsi di non
accorrere ad aiutarla. Quando ebbe finito, la donna si gir e si allontan strascicando i piedi, lasciando i
tre ragazzi da soli in sala da pranzo a scambiarsi occhiate al di sopra del tavolo.
Era stato messo un posto anche per Starkweather, ma lui non era ancora arrivato. Tessa doveva
ammettere che, se fosse stata nel padrone di casa, neanche lei si sarebbe precipitata a mangiare lo
stufato: pieno di verdure troppo cotte e carne dura, alla fioca luce della sala da pranzo appariva ancora
meno appetitoso. Eppure era un comportamento terribilmente strano per un ospite insistere tanto perch
cenassero con lui e non presentarsi.
Solo poche candele illuminavano lo spazio esiguo; la carta da parati era marrone scuro, lo
specchio sopra il caminetto spento era macchiato e opaco. Tessa si sentiva terribilmente a disagio nel
suo abito da sera, un rigido vestito di taffett azzurro avuto in prestito da Jessamine e allargato da
Sophie, che a quella luce fioca aveva assunto un colore livido.
In precedenza, una cameriera vecchia ed esile come quella che aveva servito lo stufato aveva
accompagnato Tessa nella camera a lei destinata, un grande antro cupo pieno di pesanti mobili
intagliati. Era illuminata fiocamente, come se Starkweather cercasse di risparmiare sull'olio o sulle
candele, anche se, da quanto ne sapeva Tessa, la stregaluce non costava nulla. Forse gli piaceva
semplicemente il buio, si disse.
Aveva trovato la camera fredda, scura e non poco sinistra. Il fuoco basso che ardeva nel
caminetto non aveva contribuito granch a riscaldarla. Ai lati del focolare erano scolpiti due fulmini.
Lo stesso simbolo compariva sulla brocca piena d'acqua fredda con cui Tessa si era lavata mani e viso.
Si era asciugata in fretta, chiedendosi perch non riuscisse a ricordare quel simbolo nel Codice. Doveva
significare qualcosa di importante. Tutto l'Istituto di Londra era decorato con simboli dell'Enclave,
come l'Angelo che sorgeva dal lago, o con le quattro C intrecciate.
Nell'Istituto di York c'erano ovunque vecchi ritratti dall'aria cupa: nelle camere da letto, nei
corridoi, lungo le scale. Dopo essersi messa l'abito da sera e aver sentito suonare il campanello della
cena, Tessa si era avviata gi dalla scala, una mostruosit intagliata in stile giacobiano, e si era fermata
sul pianerottolo a osservare il ritratto di una fanciulla dai lunghi capelli biondi con un vestitino
antiquato e un grosso fiocco sulla testa. Il viso era magro, pallido e malaticcio, ma gli occhi erano
vivaci: l'unica cosa vivace in quel posto tetro, aveva pensato Tessa.
 Adele Starkweather. 1842  aveva detto una voce, leggendo la targhetta sulla cornice del
ritratto.
Tessa si era girata a guardare Will che, a gambe larghe e mani dietro la schiena, osservava il
ritratto con la fronte aggrottata.
 Cosa c'? Sembra che non ti piaccia. A me invece s. Dev'essere la figlia di Starkweather...
No, piuttosto la nipote.  Will aveva scosso la testa, spostando lo sguardo dal ritratto a Tessa.  Non
c' dubbio. Questo posto  arredato come una casa privata.  chiaro che gli Starkweather dirigono
l'Istituto di York da generazioni. Hai visto tutti quei fulmini?
Tessa aveva fatto segno di s.
  il simbolo di famiglia. Qui ci sono tanti simboli degli Starkweather quanti dell'Enclave.
Non  opportuno comportarsi come se si fosse i padroni di un Istituto: non lo si pu ereditare. Il
direttore di un Istituto viene nominato dal Console. Quanto al posto, appartiene all'Enclave.
 I genitori di Charlotte dirigevano l'Istituto di Londra prima di lei  aveva osservato Tessa.
 Anche per questo il vecchio Lightwood ha un diavolo per capello. Gli Istituti non devono
necessariamente rimanere in famiglia. Ma il Console non avrebbe assegnato la carica a Charlotte se non
l'avesse ritenuta adatta. E poi si tratta di una sola generazione. Questo... Will aveva mosso il braccio
come per racchiudere in un solo gesto i ritratti, il pianerottolo e Aloysius Starkweather.  Be', non c'
da stupirsi se il vecchio pensa di avere il diritto di buttarci fuori.
 Davvero un vecchio iracondo, avrebbe detto mia zia.  Tessa aveva annuito.  Be',
andiamo a cena?
In una rara dimostrazione di gentilezza, Will le aveva offerto il braccio. Nell'accettarlo, Tessa
non lo aveva guardato: vestito per la cena, Will era tanto bello da toglierle il fiato, e lei aveva la
sensazione di dover essere nel pieno possesso delle sue facolt.
Quando erano arrivati nella sala da pranzo, Jem si era gi accomodato, e Tessa gli si era seduta
accanto in attesa del loro ospite. Il posto di Aloysius Starkweather era stato apparecchiato, il piatto
riempito di stufato, perfino il bicchiere colmato di vino rosso scuro, ma di lui non c'era traccia.
Will era stato il primo a fare spallucce e a mettersi a mangiare, anche se era sembrato subito che
se ne fosse pentito.  Che cos'?  ripet, infilzando con la forchetta qualcosa dall'aspetto inquietante
e sollevando il boccone a livello degli occhi.  Questa... questa... roba?
 Una pastinaca?  sugger Jem.
 Una pastinaca piantata nell'orto di Satana  ribatt Will. Si guard intorno.  Non credo
che ci siano cani a cui rifilarla.
 Non mi pare di aver visto animali domestici  osserv Jem, che amava tutte le bestie,
perfino il perfido e irritabile Church.
 Probabilmente sono stati avvelenati tutti dalle pastinache  comment Will.
 Accidenti  mormor Tessa in tono triste, posando la forchetta.  E dire che avevo una
fame da lupi.
 Ci sono sempre i panini.  Will indic un cestino coperto.  Per ti avverto, sono duri
come sassi. Potresti usarli per uccidere gli scarafaggi, se qualcuna di quelle bestiacce ti disturber
durante la notte.
Tessa fece una smorfia e bevve un sorso di vino. Era aspro come aceto.
Will depose la forchetta e cominci allegramente, nello stile del Libro dei nonsense di Edward
Lear:
 C'era una volta una fanciulla di New York
Che si ritrov affamata in quel di York.
Ma il pane era un torcibudello,
La pastinaca a forma di...
 Non puoi far rimare "New York" con "York"  lo interruppe Tessa.  Non vale.
 Ha ragione, e tu lo sai  disse Jem, mentre le dita delicate giocherellavano con lo stelo del
bicchiere da vino.
Buonasera.  La sagoma massiccia di Aloysius Starkweather apparve minacciosa sulla
soglia.
Arrossendo imbarazzata, Tessa si chiese da quanto tempo fosse l.
 Signor Herondale, signor Carstairs, signorina...
 Gray  disse la ragazza.  Theresa Gray.
 Ah, s.  Senza scusarsi, Starkweather si sedette a capotavola. Aveva con s una scatola
quadrata piatta, del tipo usato dai banchieri per conservare i documenti, che depose accanto al proprio
coperto.
Tessa si elettrizz nel vedervi scritto sopra un anno - il 1825 - e soprattutto tre gruppi di iniziali:
JTS, AES, AHM.
 La nostra giovane signorina sar senz'altro felice di sapere che mi sono fatto in quattro per
accontentare le sue richieste e ho passato tutto il santo giorno nonch met della notte scorsa in
archivio  cominci Starkweather, in tono inquieto. A Tessa ci volle un momento per rendersi conto
che "giovane signorina" era riferito a Charlotte.   una vera fortuna che mio padre non buttasse mai
via niente, no? Nel momento in cui ho visto le carte, mi sono ricordato.  Il vegliardo si diede dei
colpetti sulla tempia.  Ottantanove anni, e ho una memoria di ferro. Ditelo al vecchio Wayland
quando parla di rimpiazzarmi.
 Non mancheremo, signore  replic Jem, con un guizzo negli occhi.
Starkweather bevve un generoso sorso di vino e fece una smorfia.  Per l'Angelo, questa roba
 disgustosa!  Depose il bicchiere e cominci a tirare fuori le carte dalla scatola. Qui abbiamo
un'istanza di risarcimento a favore di uno stregone e di una strega: John e Anne Shade, una coppia
sposata. Lo strano  che la pratica fu avviata dal figlio, Axel Hollingworth Mortmain, di ventidue anni.
Ora, sappiamo tutti che gli stregoni sono sterili...
Will si agit a disagio sulla sedia, distogliendo gli occhi da quelli di Tessa.
 Era un figlio adottivo  osserv Jem.
 Ma non dovrebbe essere permesso  replic Starkweather, bevendo un altro sorso del vino
che aveva dichiarato disgustoso. Le guance cominciavano ad arrossarglisi.   come far allevare un
bambino umano dai lupi. Prima degli Accordi...
 Se ci fossero delle indicazioni su dove possiamo trovarlo...  intervenne Jem, cercando di
riportare con garbo il discorso nei giusti binari.  Abbiamo pochissimo tempo.
 Molto bene, molto bene  disse brusco Starkweather.  Ci sono poche informazioni sul
conto del vostro prezioso Mortmain qui dentro. Ce ne sono di pi sui suoi genitori. A quanto pare,
cominciarono a tenerli d'occhio quando si scopr che lo stregone, John Shade, era in possesso del Libro
Bianco.  un libro di incantesimi molto potente, scomparso nel 1752 dall'Istituto di Londra in
circostanze sospette.  specializzato in incantesimi di controllo e scioglimento: legare o slegare l'anima
al corpo, a seconda dei casi. Si scopr che Shade cercava di animare gli oggetti. Dissotterrava cadaveri
o li comprava dagli studenti di medicina, e ne sostituiva le parti pi danneggiate con congegni
meccanici. Poi provava a riportarli in vita. Negromanzia... assolutamente contro la Legge. E a quel
tempo non avevamo gli Accordi. Alcuni membri dell'Enclave si introdussero in casa loro e li
massacrarono.
 E il figlio?  chiese Will.  Mortmain?
 Sparito  rispose Starkweather.  Cercammo, ma non ne trovammo traccia. Pensammo
che fosse morto, finch non spunt fuori per chiedere un risarcimento, in maniera davvero sfrontata.
C' anche il suo indirizzo...
 Il suo indirizzo?  chiese Will. Quell'informazione non era riportata nel documento che
avevano visto all'Istituto.  A Londra?
 No. Qui nello Yorkshire.  Starkweather tamburell sul foglio con un dito raggrinzito. 
Ravenscar Manor. Un vecchio edificio, a nord di qui. Credo che sia abbandonato da decenni. Ora che ci
penso, non riesco neppure a immaginare come potesse permetterselo. Non  dove vivevano gli Shade.
 Comunque  un eccellente punto di partenza  disse Jem.  Andremo a dare un'occhiata.
Se  abbandonato da quando lo aveva in affitto, magari ci ha lasciato qualcosa. In effetti, potrebbe
benissimo servirsene ancora.
 Suppongo di s.  Starkweather sembrava poco entusiasta di tutta la faccenda.  Quasi tutti
gli averi degli Shade furono requisiti come spoglie.
 Spoglie  mormor Tessa. Ricordava il termine dal Codice. Qualsiasi cosa un Cacciatore
prendesse a un Nascosto sorpreso a infrangere la Legge gli apparteneva di diritto in qualit di "spoglie
di guerra". Guard i due ragazzi: gli occhi gentili di Jem posati su di lei con preoccupazione, quelli
azzurri e tormentati di Will che serbavano tutti i loro segreti. Apparteneva davvero a una razza di
creature che era in guerra con ci che Jem e Will rappresentavano?
 Spoglie  borbott Starkweather. Aveva finito il suo vino e cominciato il bicchiere intonso
di Will.  Vi interessano? Ne abbiamo una bella raccolta qui in Istituto. Roba da far vergognare la
collezione di Londra, o almeno cos mi  stato detto.  Il vegliardo si alz, facendo quasi cadere la
sedia. Venite. Ve la mostrer, e intanto vi racconter il resto della storia, anche se non c' molto altro
da dire.
Tessa guard Will e Jem, ma i due si erano gi alzati e seguivano il vecchio fuori dalla stanza.
Starkweather parlava camminando, costringendoli ad affrettarsi per stare al passo con le sue
lunghe falcate.  Quanto a me, non ho mai considerato granch questa storia dei Risarcimenti  disse
mentre imboccavano un altro corridoio di pietra interminabilmente lungo e fiocamente illuminato. 
Pensare che abbiano il diritto di chiederci qualcosa rende arroganti i Nascosti. Lavoriamo come muli, e
nemmeno un grazie, solo mani tese a chiedere di pi, di pi, di pi. Non la pensate cos, signori?
 Sono tutti dei bastardi  dichiar Will, che sembrava avere la mente a mille chilometri di
distanza. Jem lo guard di traverso.
 Certo!  sbrait Starkweather, chiaramente compiaciuto.  Non che si debba usare un
simile linguaggio davanti a una signora, naturalmente. Come dicevo, questo Mortmain protestava per la
morte di Anne Shade, la moglie dello stregone... diceva che lei non aveva niente a che fare con i
progetti del marito, sosteneva che non ne sapeva niente. La sua era una morte immeritata, insomma.
Voleva che i colpevoli di quello che chiamava il suo "assassinio" fossero processati e i beni dei genitori
restituiti.
 Tra ci che richiedeva c'era anche II Libro Bianco?.  domand Jem.  So che per uno
stregone  un crimine possederlo...
 S. Fu recuperato e collocato nella biblioteca dell'Istituto di Londra, dove dev'essere tuttora.
Certo, a nessuno salt in mente di darlo a lui.
Tessa fece un rapido calcolo mentale. Se Starkweather aveva ottantanove anni, doveva averne
ventisei al momento della morte degli Shade.  Voi c'eravate?
 Ero dove?  Gli occhi iniettati di sangue guizzarono verso la ragazza.
Tessa not che neppure adesso che era un po' brillo il vegliardo sembrava volerla guardare
dritta in faccia.  Avete detto che alcuni membri dell'Enclave furono mandati ad affrontare gli Shade.
C'eravate anche voi?
Starkweather esit, quindi scroll le spalle.  S. Non impiegammo molto a eliminarli 
rivel, e per un istante il suo accento dello Yorkshire si fece pi marcato.  Non erano preparati. Per
niente. Li ricordo stesi nel loro sangue. Era la prima volta che vedevo degli stregoni morti, e fui
sorpreso che avessero il sangue rosso. Avrei giurato che fosse di un altro colore: azzurro, verde o
qualcosa del genere.  Il vegliardo fece spallucce.  Togliemmo loro i mantelli, come si toglie la
pelle a una tigre. Furono affidati a me, o pi esattamente a mio padre. Gloria, gloria! Quelli s erano
tempi.  Sogghign, e il suo volto fu simile a un teschio.
A Tessa venne in mente la stanza dove Barbabl conservava i resti delle mogli che aveva
ucciso. Si sent invadere al tempo stesso da un gran caldo e da un gran freddo.  Mortmain si illudeva,
non  vero?  disse in tono tranquillo.  Presentando il suo reclamo, intendo. Non avrebbe mai avuto
nessun risarcimento.
 Certo che no!  grid Starkweather.  Sostenere che la donna non era coinvolta... tutte
sciocchezze! Quale moglie non  immersa fino al collo nelle faccende del marito? E poi non era
nemmeno il loro figlio carnale. Per loro doveva essere pi che altro una bestiola domestica. Scommetto
che, all'occorrenza, il padre lo avrebbe usato per ricavarne pezzi di ricambio. Meglio per lui perderli.
Avrebbe dovuto ringraziarci, altro che chiedere un processo...  Il vegliardo si interruppe nel
raggiungere una pesante porta, in fondo al corridoio. Vi appoggi una spalla; quindi, sogghignando
verso di loro da sotto le sopracciglia sporgenti, disse:  Mai stati al Crystal Palace? Be', questo 
ancora meglio.  Apr la porta con una spallata, e il gruppetto entr in una stanza inondata di luce,
chiaramente l'unico locale ben illuminato dell'edificio.
La stanza era piena di teche con la parte anteriore in vetro, su ognuna delle quali era montata
una lampada di stregaluce che ne illuminava il contenuto. Tessa vide la schiena di Will irrigidirsi.
Jem allung una mano verso di lei e le afferr il braccio in una stretta ferrea.  Non...
Ma Tessa era andata avanti e stava gi osservando il contenuto delle teche.
Spoglie.
Un medaglione d'oro, aperto, contenente il dagherrotipo di un bambino che rideva. Era sporco
di sangue secco.
Starkweather stava descrivendo la manovra di rimozione delle pallottole d'argento dai corpi dei
lupi mannari appena uccisi, per fonderle di nuovo. In una teca, in effetti, ce n'era un'intera ciotola
macchiata di sangue. E poi file interminabili di denti di vampiro.
Pressati sotto vetro, frammenti che sembravano di garza o stoffa delicata. Solo a un esame pi
attento, Tessa si rese conto che erano ali di fata. Un folletto, come quello che lei aveva visto con
Jessamine a Hyde Park, galleggiava a occhi aperti in un grande vaso pieno di liquido conservante.
E ancora, resti di stregoni. Mani mummificate munite di artigli, come quelle della signora
Black. Un cranio completamente scarnificato di aspetto umano, ma con zanne al posto dei denti. Fiale
di sangue torbido.
Starkweather parlava di quanto si potesse ricavare dalle varie parti degli stregoni, soprattutto dai
"segni", nel mercato del Mondo Invisibile.
Tessa aveva il capogiro,- sentiva caldo, le bruciavano gli occhi. Si gir, con le mani tremanti.
Jem e Will osservavano Starkweather con una muta espressione di orrore. Il vegliardo teneva
sollevato un altro trofeo di caccia: una testa di aspetto umano montata su un sostegno. La pelle era
raggrinzita e ormai grigia, tirata sugli zigomi. Dalla parte superiore del cranio sporgevano due corna a
spirale, scarnificate.
 Questa l'ho presa a uno stregone che ho ucciso dalle parti di Leeds  disse Starkweather. 
Non credereste con quanto ardore combatteva...
La voce del vegliardo si fece sorda, e all'improvviso Tessa perse ogni contatto con la realt ed
ebbe l'impressione di essere sospesa in aria. Fu avvolta dall'oscurit, poi senti delle braccia che la
cingevano, e la voce di Jem. Le parole le fluttuavano accanto in brandelli spezzati.
 La mia fidanzata... mai visto spoglie prima d'ora... non sopporta la vista del sangue... molto
delicata...
Tessa voleva divincolarsi da Jem, voleva correre da Starkweather e colpirlo, ma sapeva che cos
facendo avrebbe rovinato tutto. Chiuse forte gli occhi e premette il viso contro il petto del Nephilim,
inspirando: sapeva di sapone e legno di sandalo. Poi sent su di s altre mani che l'allontanarono da lui:
le cameriere di Starkweather. Sent il vegliardo ordinare di portarla di sopra e aiutarla a mettersi a letto.
Apr gli occhi e vide il viso preoccupato di Jem seguirla con lo sguardo, finch la porta della sala delle
spoglie non si chiuse tra di loro.
Quella sera Tessa stent a prendere sonno e, quando finalmente ci riusc, ebbe un incubo. Nel
sogno era ammanettata al letto di ottone in casa delle Sorelle Oscure...
Dalle finestre filtrava una luce che faceva pensare a una brodaglia grigia. La porta si apr e la
signora Dark entr seguita dalla sorella, che era senza la testa; solo l'osso bianco della spina dorsale
sporgeva dal moncone irregolare del collo reciso.
 Ecco qui la nostra graziosa principessa  disse la signora Dark, battendo le mani.  Pensa
solo a cosa ricaveremo da tutti i suoi pezzi. Cento sterline per ognuna delle sue manine, mille per gli
occhi. Otterremmo di pi se fossero azzurri, naturalmente, ma non si pu avere tutto.
Ridacchi, e il letto cominci a girare mentre Tessa urlava e si dibatteva nell'oscurit. Dei visi
apparvero sopra di lei.
 E dicono che il valore di una donna virtuosa sia ben superiore ai rubini  disse Mortmain,
con i lineamenti minuti deformati da una smorfia divertita.  Quale sar il valore di una strega?
 Mettiamola in una gabbia ed esibiamola al volgo per qualche penny  disse Nate. E a un
tratto Tessa si vide spuntare intorno le sbarre di una gabbia e dietro di esse scorse il fratello ridere di
lei, il bel viso stravolto da una smorfia sprezzante.
C'era anche Henry, che scuoteva la testa dicendo:  L'ho smontata tutta, e non riesco a capire
cos' che le fa battere il cuore.  davvero curioso, non trovate?  Apr la mano, e sul palmo comparve
qualcosa di rosso e carnoso che pulsava e si contraeva come un pesce balzato fuori dall'acqua che
cerchi disperatamente di respirare.  Vedete,  diviso in due parti quasi uguali...
 Tess...  le disse una voce incalzante all'orecchio.  Tess, stai sognando. Svegliati...
svegliati.
Si sent scuotere per le spalle; apr di colpo gli occhi, e si ritrov senza fiato nella brutta camera
poco illuminata nell'Istituto di York. Aveva le coperte aggrovigliate intorno al corpo, la camicia da
notte incollata alla schiena dal sudore. Aveva l'impressione che la pelle le scottasse. Vedeva ancora le
Sorelle Oscure, vedeva Nate ridere di lei, Henry sezionarle il cuore.
Era un sogno?chiese.  Sembrava cos reale, cos assolutamente reale...  Si interruppe.
 Will...  sussurr.
Il Nephilim aveva ancora i vestiti della cena, sebbene spiegazzati, e i capelli neri arruffati, come
se si fosse addormentato senza cambiarsi per la notte. Le sue mani indugiarono sulle spalle della
ragazza, riscaldandole la pelle gelata attraverso la stoffa della camicia da notte.  Che cosa hai
sognato?  le chiese. Il suo tono era calmo, come se non ci fosse niente di strano nel fatto che lei si
fosse svegliata e lo avesse trovato seduto sul bordo del letto.
Tessa rabbrivid al ricordo.  Ho sognato che venivo smontata... che i miei pezzi venivano
esposti alle risa dei Cacciatori...
Tess...  Will le tocc delicatamente i capelli, spingendo le ciocche arruffate dietro le
orecchie.
Tessa si sentiva attirata verso di lui come la limatura di ferro verso una calamita. Le sue braccia
volevano disperatamente abbracciarlo, la sua testa riposare nella curva della sua spalla.
 Dio maledica quel demonio di Starkweather per averti mostrato quella roba, ma sappi che
non  pi cos. Gli Accordi hanno vietato la raccolta delle spoglie.  stato solo un sogno.
Ma no, pens lei.  questo il sogno. I suoi occhi si erano abituati all'oscurit; la luce grigia nella
stanza faceva scintillare gli occhi del Nephilim di un azzurro quasi soprannaturale, come quelli di un
gatto. Tessa fece un respiro tremante, e i suoi polmoni si riempirono del profumo di Will, e di sale, di
treni, di fumo e di pioggia, e si chiese se avesse vagato per le strade di York come faceva a Londra. 
Dove sei stato?  mormor.  Odori di notte.
 A fare il ragazzaccio. Come sempre.  Le sfior la guancia, con le dita calde e callose. 
Ora riuscirai a dormire? Domattina dobbiamo alzarci presto. Starkweather ci presta la sua carrozza,
cos potremo fare qualche ricerca a Ravenscar Manor. Tu, naturalmente, puoi benissimo rimanere qui.
Non sei tenuta ad accompagnarci.
Tessa rabbrivid.  Stare qui senza di voi? In questo posto grande e tetro? Preferirei di no.
 Tess...  disse lui con voce dolcissima.  Dev'essere stato proprio un incubo, per
sconvolgerti a tal punto. Di solito non sono molte le cose che ti mettono paura.
  stato orribile. C'era perfino Henry. Mi smontava il cuore, quasi fosse un congegno
meccanico.
 Be', questo taglia la testa al toro.  Will sorrise.  Pure fantasie. Henry pu costituire un
pericolo solo per se stesso.  Poi, visto che la ragazza non sorrideva, aggiunse con foga:  Non
lascerei mai che ti torcessero un solo capello. Lo sai, non  vero?
I loro sguardi si incontrarono e si allacciarono. Tessa pens all'onda che sembrava travolgerla
ogni volta che era vicina a Will, a come si fosse sentita trascinata da essa, spinta verso di lui da forze
che sembravano al di l del proprio controllo... nella soffitta, sul tetto dell'Istituto.
Quasi avvertendo la stessa spinta, Will si chin sulla ragazza. Sembr naturale, giusto come
respirare, per lei sollevare la testa e per lui avvicinare le proprie labbra alle sue. Tessa avvert il suo
fiato lieve sulla bocca; Will si sent sollevato, come se gli avessero tolto un gran peso di dosso. Le
prese il viso tra le mani.
Mentre chiudeva gli occhi, Tessa ud di nuovo nella testa la sua voce, non richiesta: Non c'
futuro per un Cacciatore che si trastulli con una strega. Gir svelta il viso, e le labbra di Will le
sfiorarono la guancia invece della bocca. Il Nephilim si ritrasse, e lei vide i suoi occhi azzurri
spalancati, sgomenti... e feriti.
 No... non lo so, Will...  mormor.  Hai chiarito molto bene cosa sarei per te. Mi
consideri un giocattolo con cui divertirti. Non saresti dovuto venire qui; non sta bene.
Lui lasci ricadere le mani.  Hai gridato...
 Non per chiamarti.
Il Nephilim rimase in silenzio. Si sentiva soltanto il suo respiro rotto.
 Ti penti di quanto mi hai detto quella notte sul tetto, Will? La notte del funerale di Thomas e
Agatha?  Era la prima volta che uno dei due faceva cenno a quell'episodio.  Puoi sostenere che non
intendevi quanto hai detto?
Will chin la testa; i capelli gli ricaddero sul viso, nascondendolo.
Tessa serr le mani a pugno sui fianchi per impedirsi di allungarle e scostarli.
 No  disse lui a voce bassissima.  No, l'Angelo mi perdoni, non posso.
Tessa si ritrasse, raggomitolandosi su se stessa e girando il viso.  Ti prego, vattene.
 Tessa...
 Ti prego.
Ci fu un lungo silenzio. Quindi Will si alz, facendo scricchiolare il letto.
Tessa sent i suoi passi leggeri sulle assi del pavimento, poi la porta della camera che si
chiudeva. Quasi che quel suono avesse spezzato una corda che la teneva ritta, si lasci cadere sui
cuscini. Rimase a lungo a fissare il soffitto, cercando invano di scacciare le domande che le si
affollavano nella mente. Cosa pensava di fare Will entrando cos nella sua stanza? Era sicura che lui la
disprezzava, ma allora perch le aveva dimostrato tanta dolcezza? E perch, sapendo che per lei Will
era quanto di peggio ci fosse al mondo, averlo mandato via le sembrava un terribile errore?
Il mattino seguente, il tempo era sereno: un balsamo per la testa dolorante e il corpo esausto di
Tessa.
Dopo essersi trascinata gi dal letto, dove si era rigirata per quasi tutta la notte, la ragazza si
vest da sola, non sopportando l'idea di farsi aiutare da una delle cameriere vecchie e semicieche.
Mentre si abbottonava la giacca, si scorse nel vecchio specchio maculato della stanza. Aveva gli occhi
cerchiati, come segnati con il gesso.
Will e Jem erano gi scesi in soggiorno per una colazione a base di toast semibruciati, t
acquoso, marmellata e niente burro. Quando Tessa arriv, Jem aveva gi mangiato e Will era
impegnato a tagliare il suo toast a strisce sottili e a disporle in pittogrammi osceni.
E questo cosa sarebbe?  chiese Jem, curioso.  Sembra quasi un...  Alz lo sguardo,
vide Tessa e si interruppe con un sorriso.  Buongiorno.
 Buongiorno.  Tessa scivol nel posto di fronte a Will; mentre si sedeva questi alz appena
lo sguardo, ma n i suoi occhi n la sua espressione tradivano il ricordo di quanto c'era stato tra loro la
notte prima.
Jem la guard preoccupato.  Tessa, come ti senti? Dopo questa notte...  Poi si interruppe e
disse a voce alta:  Buongiorno, signor Starkweather.  Nel farlo, urt la spalla di Will con tale forza
che quello lasci cadere la forchetta, e i pezzi di toast si sparsero sul piatto.
Aloysius Starkweather, che era entrato nella stanza con andatura altera ancora avvolto nel
mantello scuro che indossava la sera prima, lo guard con aria scontrosa.  La carrozza vi aspetta in
cortile  disse nella sua parlata a scatti.  Farete meglio a darvi una mossa, se volete tornare prima di
cena; la carrozza mi serve questa sera. Ho detto a Gottshall di lasciarvi alla stazione al ritorno, inutile
perdere tempo. Spero che troverete quanto cercate.
Jem annu.  S, signore. Siete stato molto gentile.
Gli occhi di Starkweather scivolarono di nuovo un'ultima volta su Tessa, quindi il vegliardo si
gir e usc a grandi passi dalla stanza, con il mantello che gli sventolava dietro.
Tessa non pot togliersi di mente l'immagine di un grosso uccello da preda nero... un avvoltoio,
forse. Pens alle teche piene di "spoglie", e rabbrivid.
 Sbrigati a mangiare, Tessa, prima che cambi idea sulla carrozza  disse Will.
Lei scosse la testa.  Non ho fame.
 Bevi almeno il t.  Will glielo vers e vi aggiunse latte e zucchero; era molto pi dolce di
quanto Tessa avrebbe gradito, ma un gesto cos gentile da parte sua - anche se solo per farle fretta - era
talmente raro, che la ragazza lo bevve comunque, e mangiucchi anche un po' di toast.
Will e Jem andarono a prendere i cappotti e i bagagli. Dopo che furono recuperati il mantello da
viaggio, il cappello e i guanti di Tessa, i tre si ritrovarono sui gradini dell'Istituto di York sbattendo gli
occhi alla luce sbiadita del sole.
Starkweather era stato di parola. La carrozza era l ad aspettarli, con le quattro C dipinte sullo
sportello. Il vecchio cocchiere con i lunghi capelli e la barba bianchi stava gi a cassetta fumando un
sigaro spuntato,- nel vederli lo mise via e affond ancora di pi nel sedile, con gli occhi neri che
lanciavano sguardi truci da dietro le palpebre cascanti.
Dannazione,  di nuovo il Vecchio Marinaio!  esclam Will, anche se sembrava pi
divertito che altro. Mont sulla carrozza e aiut Tessa a farlo dopo di lui.
Jem sal per ultimo, chiuse lo sportello e si sporse dal finestrino per gridare al cocchiere di
partire. Tessa, sedendosi accanto a Will sullo stretto sedile, sent la propria spalla sfiorare la sua; Will si
irrigid immediatamente e lei si scost, mordendosi il labbro. Era come se la notte prima non fosse mai
esistita e Will avesse ricominciato a comportarsi come se lei fosse veleno.
La carrozza part con uno scossone che per poco non mand di nuovo Tessa addosso a Will, ma
la ragazza si punt contro il finestrino e mantenne l'equilibrio. I tre restarono in silenzio mentre
avanzavano lungo la stretta Stonegate Street, acciottolata, passando sotto la grande insegna dell'Old
Star Inn. I due Nephilim erano taciturni, e Will si rianim solo per annunciare con gioia sadica che
stavano varcando le vecchie mura in corrispondenza dell'ingresso della citt dove un tempo le teste dei
traditori venivano esposte su spunzoni. Tessa fece una smorfia, ma non disse niente.
Una volta passate le mura, la citt cedette ben presto il passo alla campagna. Il paesaggio non
era delicato e ondulato, ma aspro e ostile. Verdi colline disseminate di ginestrone si innalzavano in
dirupi di roccia scura. Lunghe file di muri di pietra a secco destinati a contenere pecore intersecavano il
verde; qua e l si vedeva una casetta solitaria. Il cielo sembrava un'infinita distesa di azzurro, interrotta
dalle pennellate di lunghe nuvole grigie.
Tessa non avrebbe saputo dire da quanto stessero viaggiando, quando in lontananza si
stagliarono i comignoli di pietra di un grande maniero. Jem sporse di nuovo la testa dal finestrino e
grid qualcosa al cocchiere; la carrozza rallent fino a fermarsi.
 Ma non siamo ancora arrivati  disse Tessa, confusa.  Se quello  Ravenscar Manor...
 Non possiamo arrivare davanti alla porta come se niente fosse  le disse Will, mentre Jem
saltava gi e l'aiutava a scendere.  Dobbiamo dare un'occhiata in giro. Usare il congegno di Henry
per registrare un'eventuale presenza demoniaca. Assicurarci che non ci stiamo ficcando in una trappola.
Nel toccare terra, Tessa sguazz con gli stivali nel terreno bagnato e fangoso.  Il congegno di
Henry funziona davvero?  Mentre si avviavano lungo la strada, sollev le gonne per tenerle lontane
dal fango. Guardandosi indietro, vide il cocchiere che sembrava gi addormentato, con la schiena
appoggiata alla carrozza e il cappello inclinato sul viso.
Tutt'intorno a loro la campagna era un mosaico di grigio e di verde: colline desolate dai fianchi
butterati di scisto grigio, erba piatta brucata dalle pecore e macchie sparse di nodosi alberi intrecciati.
C'era una severa bellezza in quello spettacolo, ma Tessa rabbrivid all'idea di vivere l, cos lontano da
tutto.
Vedendola rabbrividire, Jem fece un sorriso sghembo.  Ragazza di citt.
Tessa rise.  Stavo giusto pensando a quanto sarebbe strano crescere in un posto come questo,
cos lontano da chiunque.
 Dove sono cresciuto io non era poi tanto diverso  disse inaspettatamente Will,
sorprendendoli.  Ma non si soffre di solitudine come potresti pensare. Stai pur certa che in campagna
la gente si scambia un sacco di visite. Ha solo una distanza pi grande da coprire che non a Londra. E
spesso, una volta arrivata, si trattiene a lungo. Dopotutto, che senso ha sobbarcarsi il viaggio per
fermarsi solo una notte o due? Spesso i nostri ospiti rimanevano per settimane.
Tessa guard Will in silenzio, con gli occhi sgranati. Era talmente raro sentirlo raccontare
qualcosa sulla sua vita precedente che a volte pensava a lui come a una persona senza passato.
Jem sembr avere la stessa reazione, ma si riprese subito.  Condivido l'opinione di Tessa.
Sono sempre vissuto in citt. Non so come potrei dormire la notte, senza sapermi circondato da altre
mille creature che dormono e sognano.
 E sporcizia ovunque, e tutti che si respirano sul collo  ribatt Will.  La prima volta che
arrivai a Londra mi stancai talmente presto di essere circondato da tutta quella gente che mi trattenevo
a stento dall'afferrare il primo poveraccio che mi capitava per strada e dal commettere atti violenti sulla
sua persona.
 Qualcuno potrebbe obiettare che hai ancora quel problema  osserv Tessa.
Will si limit a ridere - un verso divertito breve e quasi stupito - per poi fissare lo sguardo su
Ravenscar Manor, che si ergeva di fronte a loro.
Jem fischi, e Tessa si rese conto del perch prima avesse scorto solo la punta dei comignoli. Il
maniero era stato costruito al centro di una profonda conca fra tre colline; le loro pendici lo
circondavano, dando l'impressione che fosse tenuto con delicatezza sul palmo di una mano. I tre
ragazzi erano sospesi sul ciglio di una delle colline e guardavano l'edificio dall'alto. Era imponente, una
grande massa di pietra grigia che sembrava essere l da secoli. Un largo viale svoltava davanti a
un'enorme porta d'ingresso. Nulla indicava che il luogo fosse abbandonato o in rovina: sul viale e sui
sentieri che conducevano agli annessi in pietra non crescevano erbacce, alle finestre a bifora non
mancavano vetri.
 Il posto  abitato  disse Jem, facendo eco ai pensieri di Tessa, quindi cominci a
discendere la collina. L l'erba era pi alta e ondeggiava quasi all'altezza della vita.  Forse...  Si
interruppe nel sentire un rumore di ruote.
Per un momento Tessa pens che il cocchiere li avesse seguiti, ma poi vide che era una carrozza
diversa, una vettura massiccia che imbocc il cancello e si diresse verso il maniero.
Jem si accucci immediatamente nell'erba, Will e Tessa si lasciarono cadere accanto a lui.
Osservarono la carrozza fermarsi davanti all'edificio e il cocchiere balzare gi per aprire lo sportello.
Ne discese una giovane fanciulla di quattordici o quindici anni, suppose Tessa: non era
abbastanza grande da tenere raccolti i capelli, che le sventolavano intorno al capo in una cortina di seta
nera. Indossava un vestito azzurro, semplice ma elegante. Fece un cenno al cocchiere e poi, avviandosi
verso i gradini del castello, si ferm... e guard verso il punto in cui erano accucciati Jem, Will e Tessa,
quasi potesse vederli, sebbene quest'ultima fosse sicura di essere ben nascosta dall'erba.
In realt la distanza era troppo grande perch Tessa potesse distinguerne i lineamenti, scorgeva
solo il pallido ovale del volto sotto i capelli neri. Stava per chiedere a Jem se avesse con s un
cannocchiale, quando Will fece un verso... un verso che Tessa non aveva mai sentito fare a nessuno, un
rantolo sofferente, atroce, come se un pugno tremendo gli avesse spinto via l'aria dai polmoni.
Ma poi si rese conto che non era solo un rantolo. Era una parola; e non una semplice parola, ma
un nome; e non un semplice nome, ma uno che gli aveva gi sentito pronunciare.
 Cecily.
6
SUGGELLATI NEL SILENZIO
Il cuore umano ha tesori nascosti,
Tenuti nel segreto, suggellati nel silenzio;
I pensieri, le speranze, i sogni, i piaceri,
Il cui incanto svanirebbe se venissero rivelati.
Charlotte Bront, Conforto serale
La porta della grande casa si spalanc, e la ragazza spar al suo interno.
Mentre la vettura svoltava rumorosamente oltre l'angolo del maniero diretta alla rimessa, Will si
alz barcollando. Aveva assunto un colorito di un grigio malsano, come le ceneri di un fuoco estinto.
 Cecily  ripet, con la voce piena di meraviglia e orrore.
 Ma chi  Cecily?  Tessa si mise in piedi, togliendosi fili d'erba e cardi dal vestito. 
Will...?
Jem era gi al fianco dell'amico, con la mano sulla sua spalla.  Will, dicci qualcosa. Sembra
che tu abbia visto un fantasma.
Will fece un lungo respiro.  Cecily...
 S, questo l'hai gi detto.  Tessa avvert l'asprezza nella propria voce e l'attenu a fatica.
Era scortese parlare in quel modo a qualcuno che era chiaramente sconvolto, anche se insisteva a
fissare nel vuoto e a borbottare quel nome.
Ma poco importava; sembrava che Will non l'avesse sentita.  Mia sorella...  disse infine. 
Cecily. Aveva... diamine, aveva nove anni quando me ne andai!
 Tua sorella?  Jem era stupefatto.
Tessa sent allentarsi qualcosa che le serrava il cuore, e si rimprover. Che importava se Cecily
era la sorella di Will o una ragazza di cui era innamorato? Non la riguardava.
Will si mise a discendere la collina senza cercare un sentiero, camminando alla cieca tra l'erica
e il ginestrone.
Dopo un momento, Jem lo segu e lo afferr per la manica.  Will, non...
Will cerc di tirare via il braccio.  Se Cecily  l, devono esserci anche gli altri... la mia
famiglia.
Tessa corse per raggiungerli, e fece una smorfia quando, inciampando in un sasso, per poco non
si storse una caviglia.  Ma non ha senso che la tua famiglia sia qui, Will. Questa era la casa di
Mortmain. L'ha detto Starkweather. Era nelle carte...
 Lo so  disse Will, quasi gridando.
 Forse Cecily  venuta a trovare qualcuno...
Will le rivolse un'occhiata incredula.  Nel bel mezzo dello Yorkshire, da sola? E poi quella
era la nostra carrozza. L'ho riconosciuta. Non ci sono altre carrozze nella rimessa. No, non so come, ma
la mia famiglia  qui.  stata trascinata in questa maledetta faccenda e io... devo avvertirla. 
Ricominci a discendere la collina.
 Will!  url Jem e lo segu, agguantandolo per il cappotto.
Will rote su se stesso e lo spinse via, non molto forte. Tessa sent Jem dirgli che aveva tenuto
duro per tanti anni e stava gettando tutto alle ortiche, e poi ci fu una gran confusione: Will che
imprecava, Jem che lo tirava indietro, Will che scivolava sul terreno bagnato, Jem e Will che si
azzuffavano rotolando in un intrico di braccia e gambe, finch non urtarono una grossa roccia e Jem
inchiod l'amico a terra premendogli un gomito sulla gola.
 Togliti  disse Will, dandogli una spinta.  Non capisci. I tuoi sono morti...
 Will... certo che capisco!  Jem prese l'amico per la camicia e lo scosse.  A meno che tu
non voglia che pure i tuoi muoiano, mi starai a sentire.
Will si immobilizz e disse con voce strozzata:  James, non puoi assolutamente... Io non ho
mai...
 Guarda.  Jem alz la mano libera e indic qualcosa.  L... Guarda!
Tessa guard in quella direzione... e si sent gelare le viscere. Erano quasi a met del pendio
sovrastante il castello e lass in alto, come una sorta di sentinella sulla cresta della collina, c'era un
automa. Tessa cap subito di cosa si trattava, sebbene non avesse l'aspetto degli automi che Mortmain
aveva aizzato contro di loro in precedenza. A differenza di quegli altri, non aveva alcuna parvenza
umana: era una creatura metallica alta e sottile con lunghe gambe munite di cardini, un tronco metallico
contorto e braccia simili a seghe. Era completamente immobile, e in qualche modo la sua immobilit e
il suo silenzio la rendevano ancora pi spaventosa.
Tessa non sapeva neanche dire se l'automa li stesse guardando. Pareva girato verso di loro ma,
sebbene avesse una testa, quella era priva di lineamenti, a parte un taglio in corrispondenza della bocca,
dove scintillavano dei denti di metallo. Quanto agli occhi, non sembrava averne.
La ragazza represse il grido che le stava montando in gola. Aveva gi fronteggiato degli automi.
Non avrebbe gridato.
Will, appoggiato al gomito, lo stava fissando.  Per l'Angelo...
 Ci ha seguito, ne sono certo  disse Jem con voce bassa e incalzante.  Prima, dalla
carrozza, mi era parso di vedere un balenio metallico, ma non ne ero sicuro.
Ora lo sono. Se corri gi dalla collina, rischi di portare quell'affare direttamente dalla tua
famiglia.
 Va bene.  Will annu. Il tono quasi isterico aveva abbandonato la sua voce.  Non mi
avviciner alla casa. Lasciami.
Jem esit.
 Lo giuro sul nome di Raziel  disse Will con voce roca.  Ora lasciami.
Jem rotol di lato e si alz. Will balz in piedi spingendolo via e, senza degnare Tessa di uno
sguardo, si mise a correre... non verso la casa ma in senso opposto, verso la creatura meccanica sulla
cresta della collina. Jem barcoll un attimo a bocca aperta, poi si precipit dietro di lui.
 Jem!  grid la ragazza, ma ormai non era quasi pi a portata di voce. L'automa era sparito.
Tessa disse una parola poco adatta a una signora, si tir su le gonne e si mise al loro inseguimento.
Non era facile correre su per una collina bagnata dello Yorkshire con quelle gonne pesanti e i
rovi che la graffiavano al suo passaggio. Addestrarsi con gli abiti da allenamento le aveva fatto capire
come gli uomini riuscissero a muoversi con tanta rapidit e precisione, e perch potessero correre cos
veloci. La stoffa del vestito pesava una tonnellata, i tacchi degli stivali urtavano contro i sassi, il
corsetto la lasciava sgradevolmente senza fiato.
Quando raggiunse la cresta, Tessa fece appena in tempo a vedere Jem, molto avanti a lei,
sparire in una folta macchia di alberi. Si guard freneticamente intorno, ma non vide n la strada n la
carrozza di Starkweather. Con il cuore in subbuglio, si precipit dietro a Jem.
La macchia era ampia e si stendeva lungo la cresta. Nel momento in cui Tessa si infil tra gli
alberi, la luce spar; i fitti rami che si intrecciavano sopra di lei impedivano al sole di penetrare.
Sentendosi come Biancaneve in fuga nella foresta, Tessa si guard intorno impotente cercando un
segno di dove fossero andati i ragazzi: rametti rotti, foglie calpestate... Ci che vide fu uno scintillio
metallico, mentre l'automa emergeva dallo spazio scuro tra due alberi e le si lanciava contro.
Tessa url e balz via, ma inciamp nelle gonne e cadde all'indietro, urtando dolorosamente sul
terreno fangoso. La creatura spinse un lungo braccio da insetto verso di lei. Tessa rotol di fianco e il
braccio di metallo si conficc nella terra l accanto. Poco lontano c'era un ramo spezzato caduto; le dita
della ragazza lo cercarono a tentoni, si chiusero intorno a esso e lo sollevarono proprio mentre l'altro
braccio della creatura le si avvicinava. Tessa agit il ramo, concentrandosi sulle lezioni di parata e
bloccaggio ricevute da Gabriel.
Ma era solo un ramo, e il braccio dell'automa lo spezz in due, per poi far fuoriuscire di scatto
un artiglio metallico a pi dita e allungarsi verso il collo della vittima. Ma prima che potesse toccarla,
Tessa avvert un violento sbattere d'ali contro le clavicole. Il suo angelo. Rimase stesa immobile mentre
la creatura si ritraeva con un "dito" da cui colava un liquido nero. Poi l'automa emise un acuto lamento
e cadde all'indietro, mentre un altro fiotto di liquido nero sgorgava dal foro che gli era stato praticato
sul petto.
Will era l con una spada in mano, l'elsa sporca di nero. Era a capo scoperto, con i folti capelli
scuri arruffati e pieni di foglie e fili d'erba. Jem gli stava accanto con una stregaluce ardente tra le mani.
Will vibr un altro fendente e tronc quasi a met l'automa, che si accartocci sul terreno melmoso. Le
sue viscere erano un brutto groviglio di tubi e fili metallici che ricordavano in maniera inquietante dei
veri organi umani.
Jem alz lo sguardo. I suoi occhi - argentei come specchi - incontrarono quelli di Tessa.
Will invece, sebbene l'avesse salvata, non sembrava notare minimamente la sua presenza,- tir
indietro il piede e assest un violento calcio al fianco della creatura. Lo stivale fece risuonare il
metallo.  Dicci cosa fai qui  ordin a denti stretti.  Perch ci segui?
La bocca, che sembrava tagliata con un rasoio, si apr. Quando l'automa parl, la sua voce
risuon come il ronzio e lo stridio di un meccanismo difettoso.  Io... sono... un... avvertimento... del
Magister.
 Un avvertimento a chi? Alla famiglia nel maniero? Dimmelo!  Will sembr sul punto di
prendere di nuovo a calci la creatura.
Jem gli mise una mano sulla spalla.  Non prova dolore. E dice di avere un messaggio.
Lasciamoglielo trasmettere.
 Un avvertimento... per te, Will Herondale... e per tutti i Nephilim...  La creatura prosegu,
con la sua voce metallica e ronzante.  Il Magister dice... che dovete smettere le vostre ricerche. Il
passato...  passato. Lasciate in pace i defunti di Mortmain, o sar la tua famiglia a pagare. Non osare
avvicinarti a essa o avvertirla. Altrimenti, verr distrutta.
Will era ancora livido, ma con le guance ardenti d'ira.  Come ha fatto Mortmain a portare qui
la mia famiglia? L'ha minacciata? Come ha fatto?
La creatura emise un ronzio e un rumore secco, quindi ricominci con lo stesso messaggio. 
Io... sono... un... avvertimento... del...
Will ringhi come un animale e men un nuovo colpo di spada. A Tessa venne in mente
Jessamine, quando con il suo delicato parasole aveva fatto a pezzi un folletto, a Hyde Park. Will colp
l'automa finch non fu ridotto a un ammasso di frammenti metallici.
Jem, circondando l'amico con le braccia e tirandolo via di peso, riusc finalmente a fermarlo. 
Will, basta.  Alz gli occhi, e gli altri due seguirono il suo sguardo. In lontananza, tra gli alberi, si
muovevano altre sagome... altri automi.Dobbiamo scappare  disse Jem.  Se vogliamo tenerli
lontani dalla tua famiglia, dobbiamo andarcene.
Will esit.
 Sai che non puoi avvicinare i tuoi  afferm Jem, in tono disperato.  Se non altro, per la
Legge. Se li mettiamo in pericolo, il Conclave non muover comunque un dito per aiutarli. Non sono
pi Cacciatori.
Lentamente, Will abbass il braccio lungo il fianco. Stava l, con Jem che lo teneva ancora per
le spalle, e guardava l'ammasso di pezzi metallici ai suoi piedi. Il liquido nero colava dalla lama della
spada e bruciava l'erba sottostante.
Tessa butt fuori l'aria. Non si era resa conto di averla trattenuta fino a quel momento. Will
dovette sentirla, perch sollev la testa, e i loro occhi si incontrarono al di sopra dell'erba. Qualcosa
nello sguardo di Will spinse Tessa a distogliere il proprio: non sopportava la vista di un dolore cos
straziante.
Nascosero i resti dell'automa distrutto sotterrandoli nel terreno soffice, sotto un ceppo marcio.
Tessa, intralciata dalle gonne, aiut come meglio poteva; alla fine, aveva le mani nere di terra e fango
come quelle di Will e Jem.
Nessuno di loro parlava,- lavoravano in uno strano silenzio. Quando ebbero finito, Will li
condusse fuori dalla macchia, seguendo la stregaluce di Jem. Emersero dal bosco in prossimit della
strada, dove li attendeva la carrozza di Starkweather con Gottshall addormentato a cassetta, quasi
fossero passati solo pochi istanti da quando erano arrivati.
Se pure il loro aspetto - sporchi, macchiati di fango e con foglie impigliate nei capelli - sorprese
il vecchio, non lo diede a vedere, e non chiese nemmeno se avessero trovato quello che cercavano. Si
limit a borbottare un saluto e aspett che salissero nella vettura prima di far girare i cavalli con uno
schiocco di lingua e cominciare il lungo viaggio di ritorno verso York.
Le tende all'interno della carrozza erano aperte,- il cielo era carico di nuvole nerastre che
incombevano all'orizzonte.  Piover  disse Jem, scostandosi i capelli argentei bagnati dagli occhi.
Will non parlava. Fissava fuori dal finestrino. Aveva gli occhi del colore del Mar Glaciale
Artico di notte.
 Cecily...  disse Tessa, in un tono molto pi gentile di quello che era solita usare con Will
negli ultimi tempi: le sembrava cos infelice, tetro e desolato come le lande che stavano attraversando.
 Tua sorella... ti assomiglia.
Will rimase in silenzio.
Tessa, seduta accanto a Jem sul sedile duro, rabbrivid leggermente. Aveva gli abiti inumiditi
dalla terra e dai rami bagnati, e l'interno della carrozza era freddo. Jem si chin e, trovata una coperta
da viaggio un po' logora, la sistem per coprire gli altri due.
Tessa sent il calore che il corpo dell'amico emanava, come se avesse la febbre, e represse
l'impulso di avvicinargli per scaldarsi.  Hai freddo, Will?
Lui si limit a scuotere la testa, mentre i suoi occhi continuavano a fissare la campagna fuori dal
finestrino.
Tessa rivolse a Jem uno sguardo disperato.
Jem parl, con voce chiara e diretta.  Will... Pensavo che tua sorella fosse morta.
Will stacc lo sguardo dal finestrino e li guard. Sorrise, e il suo fu un sorriso spaventoso. 
Mia sorella  morta.
Non gli cavarono altre parole di bocca. Fecero il resto del tragitto fino a York in silenzio.
Non avendo quasi chiuso occhio la notte prima, Tessa sprofond in un sonno frammentario che
si prolung fin quando non arrivarono alla stazione di York. Smont dalla carrozza nella nebbia e segu
gli altri due al binario del treno per Londra; erano in ritardo e manc poco che lo perdessero.
Jem tenne aperto lo sportello per Tessa e Will, che inciamparono sui gradini ed entrarono nello
scompartimento dopo di lui. In seguito, Tessa lo avrebbe ricordato mentre, spenzolandosi dalla porta, li
chiamava. Avrebbe ricordato anche di aver guardato dal finestrino mentre il treno partiva e di aver
visto Gottshall ritto sul binario, che li seguiva con gli inquietanti occhi scuri, il cappello calcato sulla
testa. Tutto il resto era confuso.
Questa volta, mentre il treno sbuffava attraverso la campagna sempre pi oscurata dalle nuvole,
non ci fu nessuna conversazione, solo silenzio. Tessa teneva il mento sulla mano e la testa appoggiata
al finestrino. Colline verdi sfrecciavano davanti ai suoi occhi, e cittadine e villaggi, ognuno con la sua
piccola stazione linda e il nome che risaltava in oro su un cartello rosso. Guglie di chiese si levavano in
lontananza, citt si dilatavano e sparivano.
D'un tratto, Tessa si accorse che Jem mormorava a Will in latino "Me specta, me specta", o
qualcosa di simile, senza ricevere risposta. Poi lo vide lasciare lo scompartimento, e guard Will
attraverso il breve spazio scuro che li separava. Il sole aveva cominciato ad abbassarsi e conferiva una
vampa rosata alla pelle del Nephilim, camuffando l'espressione vacua dei suoi occhi.
 Will...  mormor, con aria assonnata  La scorsa notte...  Sei stato gentile con me, fu
sul punto di dire. Grazie.
Lo sguardo truce degli occhi azzurri di Will la trafisse.  Non c' stata nessuna scorsa notte 
disse il ragazzo, tra i denti serrati.
A tali parole, Tessa si raddrizz.  Ah, s? Siamo passati direttamente dal pomeriggio al
mattino seguente? Strano che nessun altro se ne sia accorto. Mi viene quasi da pensare che sia stata una
specie di miracolo, un giorno senza notte.
 Non mettermi alla prova.  Will aveva le mani serrate sulle ginocchia. Le unghie, segnate
da mezzelune di sporcizia, affondavano nella stoffa dei pantaloni.
 Tua sorella  viva  disse Tessa, perfettamente consapevole che lo stava provocando. 
Non dovresti essere contento?
Will sbianc.  Tessa...  cominci, e si sporse in avanti come per colpire il finestrino e
fracassarlo, o scuoterla per le spalle, o stringerla come se non volesse pi lasciarla andare.
Tessa non avrebbe saputo dire cosa stesse per fare. Del resto, con lui non ci si raccapezzava
mai.
Poi la porta dello scompartimento si apr ed entr Jem, con una pezzuola bagnata. Spost lo
sguardo da Will a Tessa e sollev le sopracciglia argentee.  L'hai fatto parlare. Un vero miracolo.
 Niente pani e pesci, per. In realt mi ha solo gridato contro  replic Tessa.
Mentre parlavano, Will era tornato a fissare fuori dal finestrino, senza degnarli di uno sguardo.
  pur sempre un inizio.  Jem le si sedette accanto.  Avanti. Dammi le mani.
Sorpresa, Tessa gliele porse... e rimase inorridita. Erano sporche, con le unghie incrinate,
spezzate e con grosse mezzelune di terra. Aveva sulle nocche un graffio insanguinato, sebbene non
ricordasse di esserselo fatto mentre scavava nel terreno dello Yorkshire. Non erano certo le mani di una
signora. Pens alle manine perfettamente rosee e bianche di Jessamine.  Jessie inorridirebbe 
osserv in tono afflitto.  Direbbe che ho le mani di una donna delle pulizie.
E cosa c' di disonorevole in questo, di grazia?  chiese Jem, ripulendo delicatamente i
graffi dalla terra.  Ti ho vista inseguire noi e l'automa. Se Jessamine non ha ancora capito che c'
onore nel sangue e nella terra, non lo capir mai.
Era piacevole sentire la stoffa fredda sulle dita. Tessa alz lo sguardo su Jem tutto intento nel
compito: le sue ciglia erano frange argentee.  Grazie. Dubito di esservi stata del minimo aiuto... anzi,
probabilmente vi sono stata d'impaccio, ma grazie lo stesso.
Jem le sorrise mentre il sole usciva dalle nuvole.   per questo che ti stiamo addestrando, no?
Tessa abbass la voce.  Hai idea di cosa possa essere successo? Perch la famiglia di Will
dovrebbe vivere in una casa che un tempo apparteneva a Mortmain?
Jem lanci un'occhiata all'amico, che continuava a guardare dal finestrino con aria amareggiata.
Erano entrati a Londra, e grigi edifici cominciavano a levarsi ai lati dei binari. Lo sguardo che Jem
rivolse a Will era stanco e affettuoso, uno sguardo familiare, e Tessa si rese conto che, sebbene
nell'immaginarli come fratelli avesse sempre pensato a Will come al maggiore, a quello che si prendeva
cura di entrambi, e a Jem come al minore, la realt era molto pi complicata.
Non lo so. Ma mi viene da pensare che Mortmain stia conducendo da un pezzo il suo gioco
 rispose Jem.  In qualche modo sapeva esattamente dove ci avrebbero condotto le nostre ricerche,
e ha preparato questo... incontro, in modo da terrorizzarci. Vuole ricordarci chi  ad avere il coltello
dalla parte del manico.
Tessa rabbrivid.  Non so cosa voglia da me, Jem. Quando mi ha rivelato che  stato lui a
crearmi, era come se dicesse che poteva distruggermi altrettanto facilmente.
Il braccio caldo del ragazzo tocc quello di Tessa.  Tu non puoi essere distrutta. E Mortmain
ti sottovaluta. Ti ho visto usare quel ramo contro l'automa...
 Non  bastato. Se non fosse stato per il mio angelo...  Tessa sfior il ciondolo che portava
al collo.  L'automa l'ha toccato ed  indietreggiato. Un altro mistero che non capisco. Mi ha gi
protetto, e oggi l'ha fatto di nuovo, mentre in altre situazioni rimane inerte.  un mistero, come il mio
talento.
 Che fortunatamente non hai dovuto usare per trasformarti in Starkweather. Sembrava tutto
contento di darci la documentazione su Shade.
 Grazie al cielo! Non morivo certo dalla voglia di trasformarmi in lui. Sembra un uomo
talmente sgradevole, amaro. Ma se si riveler necessario...  Tessa prese qualcosa dalla tasca e lo
tenne sollevato, qualcosa che scintillava alla luce fioca della carrozza.  Un bottone  disse in tono
compiaciuto.  Gli  caduto dal polsino della giacca questa mattina, e l'ho raccolto.
Jem sorrise.  Ben fatto! Sapevo che non ci saremmo pentiti di averti portato con noi...  Le
sue parole furono interrotte da un accesso di tosse.
La ragazza lo guard allarmata, e perfino Will fu strappato dal suo muto sconforto e si gir
verso l'amico.
Jem toss di nuovo, con la mano premuta contro la bocca, ma quando la allontan non c'erano
tracce di sangue.
Tessa vide le spalle di Will rilassarsi.
  solo un po' di polvere in gola  li rassicur Jem.
Non sembrava indisposto ma solo molto stanco, sebbene la spossatezza non facesse che
evidenziarne la delicatezza dei tratti. La sua bellezza non divampava come quella di Will in colori
violenti e fuoco represso, ma aveva la sua perfezione discreta, la leggiadria della neve che cade
stagliandosi contro un cielo grigio argenteo.
 Il tuo anello!  All'improvviso Tessa sussult, ricordando di averlo ancora al dito. Rimise il
bottone in tasca e si sfil l'anello dei Carstairs.  Avrei dovuto rendertelo prima  disse, mettendogli
in mano il cerchietto d'argento.  L'avevo proprio dimenticato.
 Va tutto bene  mormor Jem.  Mi piace come ti sta.  E richiuse le dita su quelle della
ragazza.
Tessa si sent avvampare. A dispetto della neve e dei cieli grigi da lei immaginati, l'amico aveva
la mano incredibilmente calda.
Prima che potessero dire altro, risuon il fischio del treno. Sentirono l'annunci: Londra,
stazione di King's Cross. Comparve la banchina, e il convoglio cominci a rallentare.
Il baccano della stazione assal le orecchie di Tessa insieme al rumore del treno che frenava.
Jem disse qualcosa, ma le sue parole furono soffocate dal frastuono,- sembravano un avvertimento, ma
Will era gi in piedi e allungava la mano verso il saliscendi dello sportello del vagone: un attimo dopo
lo spalanc e salt gi. Tessa pens che, se non fosse stato un Cacciatore, sarebbe caduto e si sarebbe
fatto male, e invece atterr con destrezza e si mise a correre, facendosi strada a spintoni tra i facchini, i
pendolari, la gente facoltosa che andava al Nord per il fine settimana con i bauli massicci e i cani da
caccia al guinzaglio, gli strilloni, i ladruncoli, i venditori ambulanti di frutta e tutta l'altra fauna umana
della grande stazione.
Jem si alz e allung la mano verso lo sportello, poi si gir a guardare Tessa. La ragazza gli
lesse in volto che se fosse corso appresso a Will lei non sarebbe stata capace di seguirli. Rivolgendole
un'altra lunga occhiata, Jem richiuse lo sportello e sprofond nel sedile mentre il treno si fermava.
 Ma Will...  cominci Tessa.
 Non c' problema. Lo sai com' fatto. A volte ha bisogno di stare solo. E dubito che voglia
unirsi a noi quando riferiremo le esperienze odierne a Charlotte e agli altri.  Poi, visto che lei non
distoglieva gli occhi dai suoi, Jem ripet con dolcezza:  Will sa badare a se stesso.
Tessa pens all'espressione tetra negli occhi di Will quando le aveva parlato, pi desolata delle
lande dello Yorkshire che si erano appena lasciati alle spalle. Si augur che Jem avesse ragione.
7
LA MALEDIZIONE
La maledizione di un orfano trascinerebbe
All'inferno uno spinto dal cielo:
Ma, oh! maledizione ancor pi orrenda
 quella nell'occhio di un morto!
Per sette giorni e sette notti l'ho vista,
Eppure non son potuto morire.
Samuel Taylor Coleridge,
La ballata del vecchio marinaio
Magnus sent il rumore della porta principale che si apriva e, subito dopo, un parlottio di voci
alterate, e pens all'istante: Will. E poi fu divertito dall'averci pensato. Il giovane Cacciatore stava
diventando come un parente molesto, si disse mentre piegava un lembo di una pagina del volume che
stava leggendo -I dialoghi degli dei di Luciano (Camille si sarebbe infuriata perch aveva fatto
un'orecchia al suo libro) - qualcuno di cui conoscevi bene le abitudini, ma che non potevi cambiare.
Qualcuno di cui individuavi la presenza dal suono dei suoi stivali nell'ingresso. Qualcuno che si
prendeva la libert di litigare con il cameriere a cui avevi dato ordine di dire a chiunque che non eri in
casa.
La porta del soggiorno si apr, e Will comparve sulla soglia con aria mezzo trionfante, mezzo
disperata, impresa non da poco.  Lo sapevo che c'eri!  esclam, mentre Magnus si raddrizzava sul
divano poggiando i piedi sul pavimento.  E ora vuoi dire a questo... pipistrello troppo cresciuto di
smetterla di incombermi sulla spalla?  Indic Archer, succubo di Camille e temporaneo cameriere di
Magnus, che sembrava davvero controllarlo da vicino. L'uomo aveva il viso atteggiato a un'espressione
di disapprovazione, ma in fondo era la sua espressione abituale.  Digli che vuoi vedermi.
Lo stregone depose il libro sul tavolo l accanto.  Ma forse non voglio vederti  replic, in
tono ragionevole.  Avevo detto ad Archer di non far entrare nessuno, te compreso.
Mi ha minacciato  dichiar Archer in una voce sibilante non del tutto umana.  Lo riferir
alla mia padrona.
 Fa' pure  disse Will, ma i suoi occhi azzurri e carichi di preoccupazione erano fissi su
Magnus.  Per favore. Devo parlarti.
Maledizione a te! pens lo stregone. Dopo una giornata spossante trascorsa a rimuovere un
incantesimo che bloccava la memoria a un membro della famiglia Penhallow, Magnus avrebbe voluto
solo riposare. Anche se aveva smesso di tendere l'orecchio per cogliere i passi di Camille nell'ingresso,
o di aspettare un suo messaggio, continuava a preferire quella stanza alle altre, quella stanza, dove il
suo tocco personale sembrava aderire alle rose spinose della carta da parati, al lieve profumo che si
levava dalle pesanti tende. Aveva aspettato con ansia di passare una serata l, accanto al caminetto, in
piena solitudine, con l'unica compagnia di un bicchiere di vino e di un libro. Ma poi era spuntato Will
Herondale, con un viso che era il ritratto del dolore e della disperazione, implorando il suo aiuto.
Devo davvero fare qualcosa per il mio cuore tenero, per questo seccante impulso ad assistere i
disperati, pens Magnus. Per non parlare del suo debole per gli occhi azzurri.  Molto bene  disse,
con un sospiro da martire.  Puoi rimanere e parlarmi. Ma ti avverto, non evocher nessun demone.
Non prima di aver cenato. A meno che tu non abbia scovato qualche prova concreta...
 No.  Will entr con impazienza nella stanza. Sbatt la porta in faccia ad Archer e la chiuse
a chiave, quindi and a grandi passi verso il fuoco. Fuori faceva davvero freddo. Il riquadro di finestra
visibile, non nascosto dalle tende, mostrava la piazza che veniva invasa da un crepuscolo nerastro,
mentre le foglie erano sospinte rumorosamente sul marciapiede da un vento che sembrava pungente.
Will si tolse i guanti, li mise sulla mensola del caminetto e allung le mani verso le fiamme.  Non
voglio che evochi un demone.
Magnus mise i piedi sul tavolino di palissandro davanti al divano, un altro gesto che avrebbe
mandato in bestia Camille, se fosse stata l.   una buona notizia, suppongo...
 Voglio che mi mandi laggi. Nei regni dei demoni.
Lo stregone rimase senza fiato. Vuoi che faccia cosa?
Il profilo di Will si stagliava nero contro il fuoco che tremolava.  Voglio che crei un portale
verso i mondi dei demoni e mi mandi laggi. Puoi farlo, no?
  magia nera. Non proprio negromanzia, ma...
 Nessuno dovr saperlo.
 Certo, come no...  replic Magnus, in tono acido.  Certe cose vengono sempre a galla. E
se l'Enclave scoprisse che ho mandato uno dei suoi pi promettenti Cacciatori a farsi fare a pezzi dai
demoni in un'altra dimensione...
 L'Enclave non mi ritiene promettente.  La voce di Will era gelida.  Non sono
promettente. Non sono niente, n lo sar mai. Non senza il tuo aiuto.
 Comincio a chiedermi se tu non sia stato mandato qui per mettermi alla prova, Will
Herondale.
Il Nephilim scoppi in una risata stridula.  E da chi, da Dio?
 Dall'Enclave. Che potrebbe benissimo essere Dio.
Forse cercano solo di scoprire se sono disposto a infrangere la Legge.
Will si volt a guardare lo stregone.  Sono serissimo. Non si tratta di nessuna prova. Non
posso continuare cos, evocando demoni a casaccio senza mai trovare quello giusto... eterna speranza,
eterna delusione. Ogni giorno sorge sempre pi nero, e la perder per sempre se tu...
 La perderai?  Magnus si raddrizz e socchiuse gli occhi.  Il problema dunque  Tessa.
Lo sapevo.
Will arross, una spruzzata di colore sul pallore del suo viso.  Non solo lei.
 Ma tu la ami.
Will sostenne lo sguardo dello stregone, poi annu.  S. Ero giunto a credere che non avrei pi
amato nessuno, ma la amo.
 Questa maledizione doveva in qualche modo privarti della capacit di amare?  un'assurdit,
se mai ne ho sentita una. Jem  il tuo parabatai. Ti ho visto con lui. Gli vuoi bene, no?
 Jem  il mio grande peccato  replic Will.  Non parlarmi di lui.
 Non devo parlarti di Jem, non devo parlarti di Tessa. Vuoi che ti apra un portale verso i
mondi dei demoni senza spiegarmi o dirmi perch?  Magnus incroci le braccia sul petto.  Non se
ne parla, Will.
Il Nephilim poggi una mano sulla mensola del caminetto. Le fiamme ne mettevano in risalto i
contorni, il bel profilo nitido, le lunghe mani sottili e armoniose.  Oggi ho visto la mia famiglia 
rivel, e si affrett a correggersi:  Mia sorella... la pi piccola. Sapevo che erano vivi, ma non avrei
mai pensato di rivederli. Non possono starmi vicino.
 Perch?  Magnus addolc la voce; sentiva di essere sull'orlo di qualcosa d'importante, di
una svolta nel rapporto con quel ragazzo strano, irritante, ferito e distrutto.  Che cosa hanno fatto di
tanto terribile?
 Cosa hanno fatto loro?  replic Will alzando la voce.  Niente. Sono io il veleno. Veleno
per loro. Veleno per chiunque mi ami.
 Will...
 Ti ho mentito  disse il Nephilim, dando improvvisamente le spalle al fuoco.
 Una rivelazione davvero sconvolgente  mormor Magnus.
Ma ormai Will era altrove, perso nei suoi ricordi. Aveva cominciato a camminare su e gi,
trascinando gli stivali sul bel tappeto persiano di Camille.  Ero nella biblioteca della casa dei miei
genitori, in Galles. Era un giorno di pioggia,- mi annoiavo, e stavo frugando tra le vecchie cose di mio
padre. Conservava alcuni oggetti della sua esistenza passata di Cacciatore, cose di cui non aveva voluto
disfarsi, credo per motivi sentimentali. In un finto cassetto della scrivania teneva un vecchio stilo,
sebbene al tempo non sapevo cosa fosse, e una piccola scatola intagliata. Credo ritenesse
quell'espediente sufficiente a tenerci alla larga, ma niente pu tenere alla larga dei bambini curiosi.
Ovviamente la prima cosa che feci, trovando la scatola, fu aprirla. Se ne rivers subito una nebbiolina,
da cui prese forma quasi istantaneamente un demone vivo. Nel momento in cui vidi la creatura,
cominciai a gridare. Avevo solo dodici anni. Non avevo mai visto niente di simile. Era enorme,
micidiale, con denti seghettati e una coda munita di barbigli... e io non avevo niente. Nessuna arma.
Quando rugg, caddi sul tappeto. La creatura si librava sopra di me, sibilando. Poi mia sorella irruppe
nella stanza.
 Cecily?
 Ella, mia sorella maggiore. Le balenava qualcosa in mano. Adesso so cos'era - una spada
angelica - ma allora non ne avevo idea. Le urlai di uscire, ma lei si mise tra me e il demone. Non aveva
paura, Ella. Non ne aveva mai. Non aveva paura di arrampicarsi sull'albero pi alto, di montare il
cavallo pi selvatico... e non aveva paura l, nella biblioteca. Disse al demone di andarsene. Quello si
librava come un grande insetto orribile. Ella disse: Io ti bandisco. Allora il demone rise.
Non avrebbe potuto essere altrimenti. Magnus sent uno strano moto di piet e simpatia per
quella ragazza che, sebbene cresciuta senza alcuna nozione sui demoni, sulla loro evocazione o sulla
loro messa al bando, teneva testa alla creatura.
 Il demone rise e agit la coda, sbattendo a terra mia sorella. Poi fiss i suoi occhi su di me.
Erano completamente rossi, senza un briciolo di bianco. Disse:  tuo padre che vorrei distruggere, ma
siccome non  qui, toccher a te. Ero cos spaventato che non riuscivo a fare altro che stare a guardare.
Ella strisciava sul tappeto, cercando di afferrare la spada angelica caduta. Io ti maledico disse la
cosa. Tutti quelli che ti amano moriranno. L'amore per te sar la loro rovina. Ci vorranno pochi istanti,
o magari anni, ma chiunque ti guarder con amore morir, a meno che tu non lo abbandoni per sempre.
E comincer da lei. Ringhi in direzione di Ella, poi spar.
Magnus era affascinato da quel racconto, suo malgrado.  E lei cadde morta?
 No.Will continuava a camminare su e gi. Si tolse il cappotto e lo gett su una sedia. I
lunghi capelli scuri avevano cominciato ad arricciarsi per il sudore che il suo corpo emanava grazie
anche al calore del fuoco, e gli si erano incollati alla nuca.  Era disarmata. Mi prese tra le braccia. Lei
confortava me. Mi disse che le parole del demone non significavano niente. Confess di aver letto
alcuni dei libri proibiti della biblioteca, perci sapeva cos'era una spada angelica e come usarla, e mi
spieg che la scatola che avevo aperto si chiamava Pyxis, ma non immaginava perch nostro padre ne
conservasse una. Mi fece promettere di non toccare pi nulla delle cose dei miei genitori a meno che
non ci fosse stata anche lei, poi mi port a letto e mi lesse un libro finch non mi addormentai. Dovevo
essere esausto per lo shock. Ricordo di averla udita mormorare a mia madre che mi ero sentito male
mentre loro erano fuori, una febbre infantile. A quel punto mi stavo godendo le premure che mi
venivano prodigate, e il demone stava cominciando a sembrare un ricordo piuttosto eccitante.
Rammento di aver pensato a come dirlo a Cecily... senza confessare, naturalmente, che Ella mi aveva
salvato mentre gridavo come un bambino...
 Ma tu eri un bambino  osserv Magnus.
 Ero abbastanza grande.  Will scosse il capo.  Abbastanza grande per comprendere
quando la mattina dopo venni svegliato da mia madre che urlava di dolore. Era nella stanza di Ella, ed
Ella era morta nel suo letto. Fecero del loro meglio per tenermi lontano, ma vidi quanto bastava. Era
gonfia e di un colore tra il nero e il verdastro, come se qualcosa l'avesse fatta marcire dal di dentro.
Non sembrava pi mia sorella. Non sembrava pi umana.
Loro non sapevano cos'era successo, ma io s. "Tutti quelli che ti amano moriranno... E
comincer da lei". Era opera della maledizione. Allora capii che dovevo allontanarmi da loro - dalla
mia famiglia - prima che tutti fossero colpiti dallo stesso orrore. Partii quella notte stessa, seguii le
strade per Londra.
Magnus apr la bocca, poi la richiuse. Per una volta non sapeva che dire.
 Ecco perch la mia maledizione non pu certo definirsi un'assurdit  continu Will. 
L'ho vista all'opera. E da quel giorno ho fatto di tutto per assicurarmi che quanto era accaduto a Ella
non accadesse a nessun altro intorno a me. Te l'immagini? Eh?  Il Nephilim si pass le mani tra i
capelli neri, lasciandosi ricadere sugli occhi le ciocche arruffate.  Non farsi mai avvicinare da
nessuno. Farsi odiare da chiunque potrebbe amarti. Ho abbandonato i miei per mettere spazio tra loro e
me, per farmi dimenticare. Ogni giorno devo mostrarmi crudele verso coloro con cui ho deciso di
vivere, per timore che si lascino andare a volermi troppo bene.
 Tessa...  A un tratto la mente di Magnus fu occupata dall'immagine della fanciulla dall'aria
seria e dagli occhi grigi, che aveva guardato Will come se fosse un nuovo sole che sorgesse
all'orizzonte.  Pensi che non ti ami?
 Credo di no. Sono stato abbastanza cattivo con lei.  La voce di Will era un miscuglio di
desolazione, infelicit e disgusto di s.  Penso che c' stato un momento in cui forse... credevo che
fosse morta, e le ho mostrato... ho lasciato che vedesse cosa provavo. Credo che poi avrebbe potuto
ricambiare i miei sentimenti. Ma l'ho ferita pi brutalmente che potevo. Immagino che ora mi odi con
tutta se stessa.
 E Jem?  chiese Magnus temendo la risposta, conoscendola.
 Jem sta morendo comunque  disse Will con voce soffocata.  Jem  ci che mi sono
concesso. Se muore non sar colpa mia, mi sono detto. Sta morendo comunque, e in maniera dolorosa.
Almeno, la morte di Ella  stata rapida. Forse, grazie a me, Jem potr avere una buona morte.  Will
alz lo sguardo con aria infelice e incontr gli occhi accusatori di Magnus.  Nessuno pu vivere
senza nulla. Jem  tutto ci che ho.
 Avresti dovuto dirglielo  replic lo stregone.  Avrebbe scelto comunque di essere il tuo
parabatai, nonostante i rischi.
 Non posso caricarlo del peso di questa consapevolezza! Se glielo chiedessi manterrebbe il
segreto, ma il conoscerlo lo farebbe comunque soffrire... e la sofferenza che causo agli altri non farebbe
che ferirlo di pi. E se dovessi dire a Charlotte, a Henry e a tutti gli altri che il mio comportamento 
una commedia - che ogni cattiveria che ho detto loro  una menzogna, che vago per le strade soltanto
per dare l'impressione di essere stato a bere e in compagnia di donne, quando in realt non ho alcun
desiderio di nessuna delle due cose - allora smetterei di respingerli.
 Per questo non hai mai detto a nessuno della maledizione, da quando avevi dodici anni? A
nessuno, a parte me?
Will annu.  Non potevo. Come essere sicuro che non avrebbero nutrito dell'affetto per me,
una volta che avessero saputo la verit? Una storia del genere potrebbe generare piet, la piet potrebbe
trasformarsi in affetto, e allora...
Magnus alz le sopracciglia.  Non sei preoccupato per me?
 Che tu possa volermi bene?.  Will sembr sinceramente stupito.  No, perch tu odi i
Nephilim, non  vero? E poi immagino che voi stregoni abbiate molti modi per proteggervi dalle
emozioni indesiderate. Invece gli individui come Charlotte o Henry... se sapessero che la personalit
che ho mostrato loro  falsa, se conoscessero i miei veri sentimenti... potrebbero giungere a provare
dell'affetto per me.
 E allora morirebbero  disse Magnus.
Charlotte sollev adagio il viso dalle mani.  E non avete idea di dove sia?  chiese per la
terza volta.  Will  semplicemente... sparito?
 Charlotte...  La voce di Jem era tranquillizzante.
Erano nel soggiorno, circondati dalla carta da parati raffigurante fiori e rampicanti. Sophie era
accanto al fuoco e con l'attizzatoio cercava di ravvivare le fiamme. Henry era seduto alla scrivania e
armeggiava con degli aggeggi di rame, Jessamine era sulla chaiselongue e Charlotte in una poltrona
accanto al fuoco. Quanto a Tessa e Jem, sedevano l'uno accanto all'altra sul divano, con aria un po'
compassata, il che dava a Tessa la strana impressione di essere un'ospite. Si era riempita di sandwich
che Sophie aveva servito su un vassoio e di t, il cui calore le si diffondeva lentamente in tutto il corpo.
 Non  certo insolito. Quando mai sappiamo dove Will passa la notte?
 Ma questa volta  diverso. Ha visto la sua famiglia, o almeno sua sorella. Oh, povero Will...
 La voce di Charlotte tremava per l'ansia.  Credevo che stesse finalmente cominciando a
dimenticarli.
 Nessuno dimentica la propria famiglia  disse Jessamine, in tono secco. Sedeva sulla
chaiselongue, con un cavalletto per acquarello e dei fogli appoggiati davanti a lei; di recente aveva
deciso di non aver coltivato abbastanza le arti che pi si confacevano a una giovinetta, e si era messa a
dipingere, a ritagliare silhouette, a pressare fiori e a suonare la spinetta nella sala della musica, sebbene
Will le dicesse che quando cantava gli ricordava Church nei suoi momenti pi lamentosi.
 Be', no... certo che no  si affrett a dire Charlotte.  Ma forse si pu cercare di non vivere
costantemente nel ricordo, come una sorta di peso spaventoso.
 Come se sapessimo cosa fare con Will se non avesse tutti i giorni la luna storta  replic
Jessamine.  Comunque non pu essergli importato granch della famiglia... o non l'avrebbe lasciata.
Tessa ebbe un lieve sussulto.  Come fai a dirlo? Non sai perch l'ha lasciata. Non hai visto la
sua faccia a Ravenscar Manor.
 Ravenscar Manor...  Charlotte fissava con espressione vacua il caminetto.  Di tutti i
posti in cui pensavo che sarebbero andati...
 Ma che importa!  Jessamine lanci un'occhiata irata a Tessa.  Almeno la sua famiglia 
viva. E poi scommetto che non era affatto triste; scommetto che fingeva. Come sempre.
Tessa si rivolse a Jem in cerca di appoggio, ma lui stava fissando Charlotte con uno sguardo
duro come una moneta d'argento.
 Cosa intendi con "di tutti i posti in cui pensavo che sarebbero andati"?  chiese il ragazzo.
 Sapevi che la famiglia di Will si era trasferita?
Charlotte trasal e sospir.  Jem...
  importante, Charlotte.
La donna guard il barattolo delle sue adorate caramelle al limone, sulla scrivania.  Quando i
genitori di Will, che al tempo aveva dodici anni, vennero qui per vederlo e lui li mand via... lo pregai
di parlarci, anche solo per un momento, ma non volle. Cercai di fargli capire che, se fossero andati via,
non li avrebbe pi rivisti e non avrei pi potuto dargli loro notizie. Mi prese la mano e disse: Ti prego
solo di giurarmi che mi dirai se moriranno. Giuramelo.  Charlotte abbass lo sguardo, con le dita
che serravano la stoffa del vestito.  Era una richiesta talmente strana per un bambino... Dovetti dirgli
di s.
 Dunque ti sei informata sulle condizioni della famiglia di Will?  chiese Jem.
 Assoldai Ragnor Fell per farlo  rispose Charlotte.  Per i primi tre anni. Il quarto anno
torn da me e mi disse che gli Herondale si erano trasferiti. Edmund Herondale - il padre di Will -
aveva perso la casa al gioco.  stato tutto quello che Ragnor pot appurare. Gli Herondale erano stati
costretti a trasferirsi. Non riusc a trovarne altra traccia.
 L'hai mai detto a Will?  chiese Tessa.
 No.  Charlotte scosse il capo.  Mi aveva fatto giurare di dirgli se fossero morti,
nient'altro. Perch renderlo ancora pi infelice con la notizia che avevano perso la casa? Non li
nominava mai. Alla fine, speravo che potesse aver dimenticato...
 Non ha mai dimenticato.  Nelle parole di Jem c'era una tale forza che fece cessare il
movimento nervoso delle dita di Charlotte.
 Non avrei dovuto farlo. Non avrei mai dovuto fare quel giuramento.  stata una
trasgressione alla Legge...
 Quando Will vuole davvero qualcosa, quando  evidente che prova qualcosa, pu spezzarti il
cuore  afferm Jem, in tono calmo.
Cal il silenzio.
Charlotte aveva le labbra serrate, gli occhi lucidi.  Ha detto qualcosa su dov'era diretto,
quando ha lasciato King's Cross?
 No  rispose Tessa.  Non appena siamo arrivati ha alzato i tacchi... scusate,  scappato
via  si corresse, avvertita dai loro sguardi vacui che stava usando lo slang americano.
 Ha alzato i tacchi  ripet Jem.  Mi piace. D proprio l'idea di una fuga precipitosa. Non
ha detto niente, no... si  solo fatto strada a spintoni tra la folla ed  sparito. Ha quasi buttato a terra
Cyril, che era venuto a prenderci.
 Nulla di tutto ci ha senso  gemette Charlotte.  Perch mai la famiglia di Will dovrebbe
vivere in una casa che apparteneva a Mortmain? E nello Yorkshire, tra tutti i posti possibili? Non  l
che pensavo ci avrebbe condotto questa pista. Cercavamo Mortmain e abbiamo trovato gli Shade;
cercavamo sempre Mortmain e abbiamo trovato la famiglia di Will. Ci circonda, come quel maledetto
uroboro che ha per simbolo.
 Hai gi chiesto a Ragnor Fell di investigare sulla famiglia di Will  disse Jem.  Puoi farlo
di nuovo? Se sono coinvolti in qualche modo con Mortmain... per una qualsiasi ragione...
 S, s, certo. Gli scrivo immediatamente.
 C' una cosa che non capisco  disse Tessa.  La richiesta di risarcimento  stata inoltrata
nel 1825, e vi  riportato che chi sporgeva il reclamo aveva ventidue anni. Se allora Mortmain aveva
ventidue anni, ora dovrebbe averne settantacinque, e non sembra cos vecchio. Ne dimostrer al
massimo una quarantina.
 I mondani che si dilettano di magia nera hanno vari modi di allungarsi la vita  spieg
Charlotte.  E proprio con quel tipo di incantesimo che si pu trovare nel Libro Bianco.  per questo
che il possesso del libro da parte di chiunque non faccia parte dell'Enclave  considerato un crimine.
 E tutto quel gran scrivere dei giornali sul fatto che Mortmain aveva ereditato la societ di
spedizioni dal padre?  chiese Jem.  Pensi che si sia servito del trucco dei vampiri?
 Il trucco dei vampiri?  gli fece eco Tessa, cercando invano di ricordare qualcosa del
genere nel Codice.
  un espediente dei vampiri per conservare il loro denaro nel tempo  spieg Charlotte. 
Quando sono rimasti troppo a lungo in un posto, abbastanza perch la gente cominci a notare che non
invecchiano mai, fingono di morire e di lasciare la loro eredit a un figlio o a un nipote scomparsi da
tempo. E voil! Il figlio - o il nipote - spunta fuori, e ha un'incredibile somiglianza con il defunto;
arriva e si prende i soldi. A volte vanno avanti cos per generazioni. Mortmain potrebbe aver facilmente
lasciato la compagnia a se stesso per mascherare il fatto che non invecchiava.
 Ha finto di essere il suo stesso figlio...  Tessa annu.  Il che gli avrebbe anche fornito
una ragione per spiegare il cambiamento di rotta della societ... il ritorno in Inghilterra e l'improvviso
interesse per meccanismi e roba simile.
 E dev'essere per questo che ha lasciato la casa nello Yorkshire  osserv Henry.
 Ma ci non spiega perch vi si sia trasferita la famiglia di Will  disse Jem, con aria
pensosa.
 O dove sia Will  aggiunse Tessa.
 O dove sia Mortmain  intervenne Jessamine con una sorta di oscura gioia.  Mancano
solo nove giorni.
Charlotte si prese di nuovo la testa tra le mani.  Tessa, detesto chiedertelo, ma dopotutto  per
questo che ti abbiamo mandato nello Yorkshire, e non dobbiamo lasciare nulla di intentato. Hai ancora
il bottone della giacca di Starkweather?
In silenzio, la ragazza estrasse il bottone dalla tasca. Era rotondo, una perla montata su argento,
stranamente freddo nella mano.  Vuoi che mi trasformi in lui?
 Tessa...  si affrett a dire Jem.  Se non vuoi... non sei obbligata a farlo.
 Lo so. Ma mi sono offerta, e non mi rimangerei mai la parola.
 Grazie, Tessa.  Charlotte apparve sollevata.  Dobbiamo sapere se Starkweather ci
nasconde qualcosa... se vi ha mentito su un punto qualsiasi di questa faccenda. Il suo coinvolgimento in
quanto accadde agli Shade...
Henry aggrott la fronte.  Saranno tempi cupi quando non ci si potr pi fidare degli altri
Cacciatori, Lottie.
 Sono gi tempi cupi, caro Henry  ribatt Charlotte, senza guardarlo.
 Dunque, non mi aiuterai  disse Will, in tono piatto.
Con l'ausilio della magia, Magnus aveva rianimato il fuoco nel focolare. Nel bagliore delle
fiamme vivaci, lo stregone scorgeva altri dettagli di Will: i capelli scuri che si arricciavano sulla nuca,
gli zigomi delicati e la mascella robusta, l'ombra gettata dalle ciglia. Gli ricordava qualcuno, la cui
immagine gli balenava in un recesso della mente rifiutando di prendere forma. Dopo tanti anni, a volte
era difficile individuare singoli ricordi, anche di coloro che aveva amato. Magnus non rammentava pi
il viso della madre, sebbene sapesse che gli assomigliava, una miscela del nonno olandese e della
nonna indonesiana.
 Se la tua definizione di "aiuto" implica che io ti scaraventi nei regni dei demoni come un
topo in un'arena piena di cani, allora no, non ti aiuter  disse lo stregone.   una follia, e tu lo sai.
Va' a casa. Dormici su.
 Non sono ubriaco.
 Potresti benissimo esserlo.  Magnus si pass le mani tra i capelli folti e all'improvviso, in
maniera del tutto irrazionale, pens a Camille. E si sent soddisfatto. Era stato in quella stanza con Will
quasi due ore senza pensare a lei.  Credi di essere l'unica persona che abbia perso qualcuno?
Il viso di Will si contrasse.  Non farlo sembrare un normale dolore. Non lo . Dicono che il
tempo guarisca tutte le ferite, ma ci presuppone che la causa del dolore sia circoscritta. Finita. Io ho
una nuova ferita ogni giorno.
Appunto.  proprio questo il bello delle maledizioni, non  vero?  replic Magnus,
appoggiandosi ai cuscini.
 Sarebbe diverso se mi fosse stata lanciata la maledizione che chiunque io ami debba morire
 afferm Will.  Potrei evitare di amare. Ma evitare che gli altri mi vogliano bene...  una procedura
strana ed estenuante.
Sembrava davvero esausto, pens Magnus, e tragico come solo i diciassettenni sanno essere.
Dubitava della veridicit dell'affermazione secondo cui sarebbe stato capace di evitare di amare, ma
capiva perch volesse raccontarsi una simile storia.
 Tutto il giorno, ogni giorno, devo recitare la parte di un'altra persona: amara, cattiva e
crudele...
 Quasi quasi ti preferivo cos. E non dirmi che non ti diverti almeno un po' a fare la parte del
diavolo, Will Herondale.
 Dicono che ci scorra nel sangue, quel tipo di umorismo amaro.  Will fissava le fiamme. 
Ella ce l'aveva, e anche Cecily. Io non ho mai pensato di averlo finch non ho scoperto di averne
bisogno. Durante tutti questi anni ho imparato alla perfezione come essere odioso. Ma sento che sto
perdendo me stesso...  Cerc le parole.  Mi sento diminuito, parti di me si allontanano nelle
tenebre. Tutto ci che  buono, onesto e vero... se lo tieni lontano abbastanza a lungo, lo perdi del
tutto? Se nessuno ti vuole bene, esisti veramente?
Tali ultime parole erano state pronunciate a voce cos bassa che Magnus non riusc a coglierle.
 Come hai detto?
 Niente. Qualcosa che ho letto da qualche parte.  Will si gir verso di lui.  Mi faresti una
grazia, se mi mandassi nei regni dei demoni. Magari troverei quello che cerco.  la mia unica
possibilit. Senza quella, la vita per me non ha comunque valore.
 Facile a dirsi, a diciassette anni  osserv Magnus, in tono piuttosto gelido.  Sei
innamorato e pensi che al mondo non ci sia altro. Ma il mondo  pi grande di te, Will, e pu avere
bisogno di te. Sei un Cacciatore. Servi una grande causa. La tua vita non appartiene solo a te, perch tu
possa gettarla via.
 Allora nulla mi appartiene  ribatt Will, e si allontan dalla mensola del caminetto,
barcollando leggermente come se fosse davvero ubriaco.  Se non mi appartiene neppure la mia vita...
 Chi ha mai detto che ci  dovuta la felicit?  mormor Magnus, e rivide la casa della sua
infanzia, e la madre che si ritraeva da lui con occhi spaventati, e il marito di lei - il quale non era il
padre dello stregone - che bruciava.  E ci che noi dobbiamo agli altri?
 Ho gi dato loro tutto quello che ho  disse Will, afferrando il cappotto dalla spalliera della
sedia.  Da me hanno avuto abbastanza e, se non hai altro da dirmi, lo stesso vale anche per te...
stregone.  Sput l'ultima parola come un'imprecazione.
Pentendosi di essere stato tanto duro con lui, Magnus fece per alzarsi, ma Will gli pass accanto
diretto verso la porta e se la sbatt alle spalle. Qualche istante pi tardi, Magnus lo vide passare davanti
alla finestra e mettersi a fatica il cappotto mentre camminava, con la testa piegata per ripararsi dal
vento.
Tessa era seduta in vestaglia davanti alla toletta, e faceva girare il piccolo bottone sul palmo
della mano. Aveva chiesto di essere lasciata sola a fare quanto le era stato chiesto da Charlotte. Non era
la prima volta che si trasformava in un uomo,- le Sorelle Oscure l'avevano costretta a farlo pi di una
volta e, sebbene fosse una sensazione strana, non era quella la causa della sua riluttanza. Era l'oscurit
che aveva scorto negli occhi di Starkweather, il lieve guizzo di follia nel suo tono quando parlava delle
spoglie che aveva conquistato. Non era una mente di cui avesse voglia di approfondire la conoscenza.
Non sono obbligata a farlo, pens. Poteva uscire e dire agli altri che aveva provato e non aveva
funzionato. Ma, mentre il pensiero le balenava nella mente, sapeva di non poterlo fare. In qualche
modo aveva finito col ritenersi legata da un vincolo di lealt ai Cacciatori dell'Istituto. L'avevano
protetta, si erano mostrati gentili con lei, le avevano rivelato molta della verit su ci che era, e
perseguivano il suo stesso obiettivo: trovare Mortmain e distruggerlo. Pens agli occhi gentili di Jem su
di lei, fermi, argentei e pieni di fiducia. Con un profondo sospiro, chiuse le dita intorno al bottone.
L'oscurit cal e l'avvilupp, avvolgendola nel suo gelido silenzio. Scomparso il rumore
sommesso del fuoco che crepitava nel focolare e del vento contro i vetri della finestra. Buio e silenzio.
Tessa percep il proprio corpo trasformarsi: si sent le mani grandi e gonfie, trafitte dai dolori
dell'artrite. Le faceva male la schiena, aveva la testa pesante, i piedi che pulsavano e le dolevano, un
sapore amaro in bocca. Denti marci, pens, e fu assalita da una nausea tanto forte che dovette
costringere la sua mente a tornare al buio che la circondava alla ricerca della luce, della connessione.
La luce arriv, ma non come faceva di solito, ferma come un fuoco di segnalazione. Arriv in
frantumi, come se Tessa stesse guardando uno specchio fatto a pezzi. Ogni pezzo conteneva
un'immagine che le sfrecciava accanto, qualcuna a velocit pazzesca. Vide un cavallo che si
impennava, una collina scura coperta di neve, il basalto nero della sala del Consiglio dell'Enclave, una
lapide crepata. Cerc di afferrare e trattenere ogni singola immagine. Eccone una, un ricordo:
Starkweather a un ballo, danzava con una donna che rideva e indossava un abito stile impero. Tessa lo
scart e ne afferr un altro.
La casa era piccola, annidata nell'ombra tra due colline. Starkweather stava a guardare dal
riparo di una macchia di alberi, quando la porta d'ingresso si apr e ne usc un uomo. Perfino nel
ricordo, Tessa sent il cuore di Starkweather mettersi a battere pi svelto. L'uomo era alto, con le spalle
larghe... e la pelle verde come una lucertola. Aveva i capelli neri. Il bambino che teneva per mano, per
contrasto, sembrava normale come un qualunque bambino: piccolo, con i pugni paffuti e la pelle rosea.
Tessa sapeva il nome dell'uomo, perch Starkweather lo sapeva.
John Shade.
L'uomo si iss il bambino sulle spalle mentre dalla porta di casa si riversava un gran numero di
creature metalliche dall'aspetto inquietante. Sembravano bambole snodabili, ma avevano dimensioni
umane e la pelle di metallo scintillante. Erano prive di lineamenti, ma stranamente indossavano degli
abiti: alcuni, la rozza tuta da lavoro degli agricoltori dello Yorkshire; altri, semplici abiti femminili di
mussola. Gli automi unirono le mani e cominciarono a ondeggiare come se fossero a un ballo
campagnolo. Il bambino rideva e applaudiva.
 Guarda bene, figlio mio  disse l'uomo dalla pelle verde.  Un giorno io sar a capo di un
regno di esseri meccanici, e tu ne sarai il principe.
 John!  chiam una voce dall'interno della casa. Una donna si affacci alla finestra; aveva
lunghi capelli del colore di un cielo sereno.  John, rientra. Qualcuno potrebbe vedervi. E spaventerai
il bambino!
 Non  affatto spaventato, Anne.  L'uomo rise e depose il bambino a terra,
scompigliandogli i capelli.  Mio piccolo principe degli automi...
A quel ricordo, nel cuore di Starkweather mont un'ondata di odio cos violenta che Tessa si
sent staccare da lui e vorticare di nuovo nell'oscurit. Cominci a capire. Starkweather stava
diventando mentalmente confuso e perdeva il filo che univa pensiero e memoria. A quanto pare, ci
che andava e veniva dalla sua mente era casuale.
Tessa si sforz di visualizzare di nuovo la famiglia Shade e colse il breve sprazzo di un ricordo:
una stanza distrutta, ruote dentate, camme, ingranaggi e pezzi di metallo ovunque, liquido nero che
colava come sangue, e l'uomo dalla pelle verde e la donna dai capelli azzurri che giacevano a terra
morti tra le macerie. Poi anche quel ricordo scomparve, e Tessa vide ripetutamente il viso della
fanciulla del ritratto sulle scale, con i capelli biondi e l'aria cocciuta. La vide cavalcare un piccolo pony,
con espressione determinata, ne vide i capelli agitarsi al vento delle lande... la vide gridare e contorcersi
di dolore mentre uno stilo le veniva appoggiato sulla pelle e i marchi neri ne macchiavano il candore.
Infine Tessa vide il proprio viso emergere dall'oscurit ombrosa della navata dell'Istituto di York, e
sent l'ondata dello stupore di Starkweather incresparsi attraverso di lei, tanto forte da sbatterla fuori dal
corpo del vecchio e farla tornare nel suo.
Ci fu un lieve tonfo quando il bottone le cadde di mano e colp il pavimento. Tessa alz la testa
e si guard nello specchio della toletta. Era di nuovo lei, e il sapore amaro in bocca era quello del
sangue che le usciva dal labbro che si era morsa.
Con un senso di nausea, and alla finestra e la spalanc per sentire l'aria fresca sulla pelle
sudata. Fuori, la notte era carica di ombre; c'era poco vento, e il cancello nero dell'Istituto sembrava
incombere davanti a lei, con il motto che parlava pi che mai di caducit e morte. La ragazza colse il
guizzo di un movimento. Abbass lo sguardo e scorse una sagoma bianca che la guardava dal cortile di
pietra sottostante. Un viso contorto, ma riconoscibile: la signora Dark.
Tessa rimase senza fiato e si ritrasse d'impulso, in modo da nascondersi alla vista. Fu assalita
dal capogiro. Si riscosse con forza, aggrappandosi al davanzale, e si sporse di nuovo in avanti
guardando gi terrorizzata...
Ma il cortile era vuoto, nulla tranne le ombre vi si muovevano. La ragazza chiuse gli occhi, poi
li riapr lentamente e mise la mano sull'angelo ticchettante che portava al collo. Non c'era stato nulla l
fuori, si disse, solo i brandelli della sua viva immaginazione. Dicendosi che avrebbe fatto meglio a
controllare le sue fantasticherie, se non voleva diventare pazza come il vecchio Starkweather, richiuse
la finestra.
8
UN'OMBRA SULL'ANIMA
Oh, giusto, misterioso e potente oppio, che ai cuori dei poveri e dei ricchi, senza distinzione,
per le ferite insanabili e per "le pene che inducono lo spirito a ribellarsi" rechi un balsamo calmante;
oppio eloquente, che con la tua retorica stringente attenui gli effetti dell'ira; e al colpevole restituisci
per una notte le speranze della giovent, e mani di nuovo purificate dal sangue.
Thomas de Quincey,
Le confessioni di un oppiomane
Quando Tessa scese a colazione, il mattino seguente, vide con sorpresa che Will non c'era. Non
si era resa conto di quanto avesse sperato che fosse rientrato nel corso della notte, e si ritrov a
soffermarsi sulla soglia, scrutando i posti intorno alla tavola come se a una prima occhiata senza volere
non lo avesse notato. Soltanto quando il suo sguardo si pos su Jem, che glielo restitu con
un'espressione dolorosa e preoccupata, la ragazza cap che era vero. Will non era ancora rientrato.
 Oh, per l'amor del cielo, torner  disse Jessamine, irritata, sbattendo la tazza del t sul
piattino. Alla fine si trascina sempre a casa. Guardatevi, tutti e due. Sembra che abbiate perso il
vostro adorato cucciolo.
Henry non c'era. Charlotte, a capotavola, cercava chiaramente di non sembrare nervosa e
preoccupata, ma invano.  Certo che torner. Will sa badare a se stesso.
Sedendosi di fronte a Jem, Tessa gli lanci un'occhiata complice, quasi colpevole, quindi prese
una fetta di pane.  Pensi che possa essere andato di nuovo nello Yorkshire?  chiese a Charlotte. 
Per avvertire la sua famiglia?
 Non credo. Will ha evitato la sua famiglia per anni. E conosce la Legge. Sa che non pu
avvicinarla. Sa che cosa perderebbe.
 Quando ha visto Cecily, al maniero, ha cercato di correre da lei  ricord Jem, intento a
giocherellare con il cucchiaino.
 Nella foga del momento  disse Charlotte.  Ma  tornato con voi a Londra; sono
fiduciosa che torner anche all'Istituto. Sa che ti sei procurata il bottone, Tessa. Vorr scoprire cosa
sapeva Starkweather.
 Molto poco, in realt.  Tessa provava ancora un oscuro senso di colpa per non aver trovato
altre informazioni utili nella memoria di Starkweather. Aveva provato a spiegare come fosse frugare
nella mente di qualcuno il cui cervello si stava deteriorando, ma era stato difficile trovare le parole, e
rammentava soprattutto l'espressione delusa sul viso di Charlotte quando lei aveva detto di non avere
scoperto nulla di utile su Ravenscar Manor. Aveva riferito tutti i ricordi di Starkweather sulla famiglia
Shade e osservato che, se era stata la loro morte a suscitare il desiderio di vendetta e giustizia di
Mortmain, quel sentimento doveva essere davvero potente. Aveva tenuto per s la sorpresa provata dal
vecchio nel vederla; ne era ancora sconcertata, e in qualche modo le sembrava una cosa personale.  E
se Will scegliesse di lasciare per sempre l'Enclave?  chiese.  Se volesse tornare dalla sua famiglia
per proteggerla?
 No  ribatt Charlotte bruscamente.  Non credo che lo far.
Se Will se ne andasse, le mancherebbe, pens Tessa. Will era sempre cos antipatico con tutti -
spesso anche con Charlotte - che a volte Tessa dimenticava l'amore cocciuto che la donna sembrava
nutrire per tutte le persone affidate alle sue cure.  Ma se sono in pericolo...
Cal il silenzio, mentre Sophie entrava nella stanza con un recipiente di acqua calda e lo
metteva sulla tavola.
Charlotte si rianim.  Tessa, Sophie, Jessamine. Non dimenticate che stamattina avete
l'addestramento con Gabriel e Gideon Lightwood.
 Io non posso  disse Jessamine.
 Perch no? Pensavo che il mal di testa ti fosse passato...
 S, ma non voglio che mi ritorni  ribatt Jessamine, alzandosi in fretta e furia.  Preferirei
aiutarti, Charlotte.
Non ho bisogno del tuo aiuto per scrivere a Ragnor Fell. Davvero, preferirei che ti avvalessi
dell'addestramento...
 Ma nella biblioteca si stanno ammucchiando dozzine di risposte dei mondani a cui abbiamo
chiesto notizie di Mortmain. Potrei aiutarti a smistare quelle.
Charlotte sospir.  Molto bene.  Quindi si rivolse a Tessa e Sophie.  Nel frattempo, non
fate parola ai giovani Lightwood dello Yorkshire o di Will, d'accordo? Quanto a me, eviterei volentieri
di averli all'Istituto in questo momento, ma non c' niente da fare. Continuare l'addestramento  una
dimostrazione di buona fede e sicurezza di s. Dovete comportarvi come se niente fosse. Pensate di
riuscirci, ragazze?
 Certo che possiamo, signora Branwell  disse subito Sophie. Aveva gli occhi splendenti e
sorrideva.
Tessa sospir, senza sapere cosa pensare. Sophie adorava Charlotte, avrebbe fatto qualsiasi cosa
per compiacerla,- inoltre detestava Will ed era poco probabile che fosse preoccupata per la sua assenza.
Tessa guard Jem, dall'altra parte del tavolo. Sentiva un vuoto allo stomaco, il dolore di non sapere
dove fosse Will, e si chiese se avesse anche lui quella sensazione.
Il viso del Nephilim, di solito cos espressivo, era immobile e indecifrabile. Ma, quando colse lo
sguardo di Tessa, Jem fece un sorriso gentile e incoraggiante. Era il parabatai di Will, il suo fratello di
sangue; se Will fosse rimasto coinvolto in qualcosa di preoccupante, non avrebbe saputo nasconderlo...
no?
Dalla cucina giunsero i dolci trilli acuti di Bridget:
 Devo essere legata mentre tu sei libero
Devo amare un uomo che non mi ama
Devo essere nata con tanta poca arte
Da amare un uomo che mi spezzer il cuore!
Tessa allontan la sedia dal tavolo.  Sar meglio che vada a cambiarmi.
Dopo essersi tolta il vestito e avere indossato la tenuta da combattimento, Tessa si sedette
sull'orlo del letto e prese la copia di Vathek regalatale da Will. Non le sovvenne una sua immagine
sorridente, ma altre: Will chinato su di lei nel Rifugio, coperto di sangue; Will che socchiudeva gli
occhi al sole, sul tetto dell'Istituto; Will nello Yorkshire, che correva gi dalla collina insieme a Jem,
sporcandosi di fango e non curandosene; Will che cadeva dal tavolo della sala da pranzo; Will che la
abbracciava al buio.
Will, Will, Will.
Tessa gett via il libro, che colp la mensola del caminetto e rimbalz, atterrando sul pavimento.
Se solo ci fosse stato un modo di sfregarsi via Will dalla mente, cos come si sfrega via il fango da una
scarpa. Se solo avesse saputo dov'era. Preoccuparsi peggiorava le cose, ma non poteva farne a meno.
Non riusciva a dimenticare l'espressione sul viso di Will mentre guardava la sorella.
Persa in quei pensieri, arriv in ritardo alla sala delle esercitazioni. La porta era aperta e non
c'era nessuno tranne Sophie, che aveva in mano un lungo coltello e lo esaminava pensierosa, come
avrebbe potuto esaminare un panno da spolvero per decidere se fosse ancora utilizzabile o fosse invece
da gettare via.
La cameriera alz lo sguardo su Tessa.  Avete un'aria da funerale, signorina  disse,
sorridendo.  Va tutto bene?  Inclin la testa di lato mentre l'altra annuiva. per via del signorino
Will?  gi sparito per un giorno o due prima d'ora. Torner, non temete.
 Gentile da parte tua, Sophie, soprattutto perch so che non  la tua passione.
 Pensavo che non fosse neanche la vostra. O almeno non pi.
Tessa le lanci uno sguardo tagliente. Dall'episodio del tetto, non aveva avuto una vera
conversazione con lei a proposito di Will; e Sophie l'aveva messa in guardia da lui, paragonandolo a un
serpente velenoso.
D'un tratto la porta si apr ed entrarono Gabriel e Gideon Lightwood. Dietro di loro c'era Jem,
che strizz l'occhio a Tessa e spar richiudendosi la porta alle spalle.
Gideon and dritto da Sophie.  Una buona scelta di lama.  Accentu quelle parole con un
tono sorpreso.
Lei arross con aria compiaciuta.
 Allora, cominciamo  disse Gabriel, che in qualche modo era riuscito a mettersi dietro a
Tessa senza che lei se ne accorgesse. Dopo aver esaminato le rastrelliere piene di armi lungo le pareti,
prese un coltello e glielo porse.  Soppesate la lama.
Tessa cerc di farlo, sforzandosi di ricordare cosa le aveva detto su dove e come tenerla in
equilibrio sul palmo.
 Che ne pensate?  domand Gabriel.
Tessa alz lo sguardo su di lui. Dei due ragazzi era sicuramente quello pi somigliante al padre,
con i tratti aquilini e la lieve patina di arroganza nell'espressione.
 Forse oggi siete troppo occupata a preoccuparvi della scomparsa di Herondale per
addestrarvi?
Tessa lasci quasi cadere il coltello.  Cosa?
 Ho sentito voi e la signorina Collins mentre salivo le scale.  scomparso, eh? Non mi
sorprende, giacch non credo che Will Herondale e il senso della responsabilit si conoscano
abbastanza da rivolgersi la parola.
Tessa strinse i denti. Per quanto lacerata riguardo a Will, il fatto che qualcuno al di fuori della
piccola famiglia dell'Istituto lo criticasse la irritava.   piuttosto normale, nulla di cui preoccuparsi.
Will  uno... spirito libero. Torner presto.
 Spero di no  replic Gabriel.  Spero che sia morto.
La mano di Tessa si serr sul coltello.  Lo dite sul serio, non  vero? Che cosa ha fatto a
vostra sorella per farvelo odiare tanto?
 Perch non glielo chiedete?
 Vogliamo passare all'addestramento, per favore, e smetterla di perdere tempo?  disse
Gideon, in tono aspro.
Gabriel lanci uno sguardo truce al fratello maggiore, che se ne stava tranquillo con Sophie, ma
dirott obbediente la sua attenzione da Will all'allenamento del giorno. Si sarebbero esercitati su come
afferrare le lame e su come tenerle in equilibrio mentre le roteavano in aria, senza che la punta cadesse
in avanti o il manico scivolasse di mano. Era pi difficile di quanto sembrasse, e stavolta Gabriel non
aveva pazienza. Tessa invidiava Sophie, che veniva addestrata da Gideon, un insegnante metodico e
sempre attento sebbene avesse l'abitudine di cominciare a parlare spagnolo ogni volta che lei faceva
qualcosa di sbagliato.
 Ay Dios mio  stava borbottando, raccogliendo la lama che si era conficcata nel pavimento.
 Riproviamo?
 State dritta  disse intanto Gabriel a Tessa, in tono impaziente.  No, dritta. Cos.  E le
mostr come.
Tessa avrebbe voluto ribattere che, a differenza di lui, non le era stato insegnato da una vita che
posizione assumere e come muoversi; se i Cacciatori erano degli acrobati nati, lei non lo era affatto. 
Vorrei vedere voi a imparare a stare seduto o in piedi ben diritto con il corsetto, la sottogonna e un
vestito con lo strascico!
 Vorrei vederlo anch'io  disse Gideon attraverso la sala.
 Oh, per l'Angelo!  esclam Gabriel, e prese Tessa per le spalle, facendola girare in modo
da dargli la schiena. Poi la cinse con le braccia, raddrizzandole la spina dorsale e sistemandole il
coltello nella mano.
Nel sentire il suo respiro sulla nuca, Tessa rabbrivid... e si arrabbi. La toccava solo perch
supponeva di poterlo fare senza chiedere il permesso, e perch pensava che avrebbe irritato Will. 
Lasciatemi andare  mormor.
 Fa parte del vostro addestramento  replic Gabriel, con voce annoiata.  E poi, guardate
mio fratello e la signorina Collins. Lei non si lamenta mica.
Tessa diede un'occhiata attraverso la stanza: Sophie sembrava seriamente concentrata sulla
lezione. Gideon le stava alle spalle e la circondava con un braccio, mostrandole come afferrare un
coltello da lancio aguzzo come un ago. Teneva la mano delicatamente a coppa intorno a quella di lei, e
le parlava vicino alla nuca, dove i capelli scuri erano sfuggiti allo stretto chignon e si arricciavano in
maniera graziosa. Quando si accorse di essere osservato, Gideon arross.
Tessa trasecol. Gideon Lightwood che arrossiva! Era forse attratto da Sophie? A parte la
cicatrice, che ormai Tessa non notava quasi pi, era di certo graziosa, ma era una mondana, e per di pi
una cameriera, e i Lightwood erano terribilmente snob. Tessa si sent torcere le viscere. Sophie era stata
trattata in maniera infame dal suo padrone precedente; l'ultima cosa di cui aveva bisogno era un
Cacciatore giovane e bello che approfittasse di lei.
Tessa si guard intorno, sul punto di dire qualcosa al ragazzo che la cingeva con le braccia... ma
si ferm. Aveva dimenticato che c'era Gabriel, e non Jem, accanto a lei. Si era talmente abituata alla
presenza di Jem, alla calma con cui poteva parlare con lui, al conforto della sua mano sul braccio
mentre camminavano, che ormai era l'unica persona al mondo a cui si sentiva di poter confidare
assolutamente tutto. Si rese conto con stupore che, sebbene lo avesse appena visto a colazione, le
mancava gi; provava una specie di fitta interna.
Era talmente presa da quella mescolanza di sentimenti - la mancanza di Jem e il forte
atteggiamento protettivo nei confronti di Sophie - che il suo colpo successivo manc il bersaglio di pi
di un metro, volando accanto alla testa di Gideon e rimbalzando sul davanzale.
Il Cacciatore guard il coltello caduto, poi si volt verso il fratello. Nulla pareva turbarlo,
nemmeno la propria decapitazione.  Gabriel, qual  il problema, esattamente?
 Non vuole ascoltarmi  disse Gabriel, in tono sdegnato.  Non posso insegnare a qualcuno
che non vuole ascoltare.
 Forse, se tu fossi un insegnante migliore, lei sarebbe un'ascoltatrice migliore.
 E forse tu avresti visto arrivare il coltello, se avessi fatto pi attenzione a quanto ti circonda
che non alla nuca della signorina Collins.
Dunque se n'era accorto anche Gabriel, pens Tessa mentre Sophie avvampava. Gideon fiss a
lungo il fratello - Tessa intu che, una volta a casa, avrebbero discusso - quindi si gir verso Sophie e
disse qualcosa a bassa voce, troppo bassa perch gli altri potessero udire.
 Che cosa vi  successo?  chiese Tessa a Gabriel, e lo sent irrigidirsi.
 Cosa intendete?
Di solito siete paziente. Siete quasi sempre un buon insegnante, ma oggi siete brusco e
impaziente e...  Guard la mano di lui che le stringeva il braccio.  Sconveniente.
Gabriel ebbe il garbo di lasciarla, con l'aria di vergognarsi di s.  Mille scuse. Non avrei
dovuto toccarvi cos.
 No, non avreste dovuto. Proprio voi che criticate tanto Will...
I lunghi zigomi di Gabriel si coprirono di rossore.  Ho chiesto scusa, signorina Gray.
Cos'altro volete da me?
 Che cambiaste il vostro atteggiamento, forse. Una spiegazione della vostra antipatia per
Will...
 Ve l'ho detto! Se volete sapere perch mi sta antipatico, potete chiederlo a lui.  Gabriel
rote su se stesso e usc a grandi passi dalla stanza.
Tessa guard i coltelli conficcati nel muro e sospir.  Cos finisce la mia lezione.
 Cercate di non prendervela troppo  disse Gideon, avvicinandosi con Sophie al fianco.
Tessa era stupita. Di solito la cameriera sembrava a disagio con gli uomini, con qualsiasi uomo,
perfino con il gentile Henry. Con Will era come un gatto furioso, con Jem arrossiva e stava sul chi vive,
ma accanto a Gideon sembrava... Be', era difficile a dirsi. Ma era molto strano.
 Non  colpa vostra se oggi  cos  continu Gideon con gli occhi fissi su Tessa.
Cos da vicino, Tessa vide che non erano proprio dello stesso colore di quelli del fratello. Erano
pi tra il grigio e il verde, come il mare sotto un cielo nuvoloso.
 Stiamo passando... un brutto momento a casa, con nostro padre. Gabriel fa ricadere la cosa
su di voi o, a dire il vero, su chiunque gli capiti a tiro.
 Mi dispiace molto sentirlo. Spero che vostro padre stia bene  mormor Tessa, pregando di
non essere fulminata su due piedi per quella bugia sfacciata.
 Credo che far meglio a seguire mio fratello  afferm Gideon, senza rispondere alla
domanda.  Altrimenti prender la carrozza e mi lascer a piedi. Spero di riportarlo con un umore
migliore alla prossima seduta.  Si inchin a Sophie, poi a Tessa.  Signorina Collins, signorina
Gray.
E se ne and, lasciando le due ragazze a seguirlo con uno sguardo in cui si mischiavano
confusione e sorpresa.
Conclusa la seduta di addestramento, Tessa si affrett a rimettersi i suoi soliti abiti e a recarsi a
pranzo, ansiosa di vedere se Will fosse tornato.
Non lo era. La sua sedia, tra Jessamine e Henry, era ancora vuota... ma c'era qualcuno di nuovo
nella stanza, qualcuno che fece fermare di colpo Tessa sulla soglia mentre si sforzava di non sgranare
gli occhi.
A capotavola, seduto accanto a Charlotte, c'era un uomo alto e... verde. Non di un verde molto
scuro,- la sua pelle aveva una lieve patina verdastra, come la luce che si riflette dal mare, mentre i
capelli erano bianchi come la neve. Sulla fronte gli si attorcigliavano due piccole corna eleganti.
Tessa, questo  il Sommo Stregone di Londra, Ragnor Fell  disse Charlotte, facendo le
presentazioni.  Ragnor, la signorina Gray.
Dopo avere borbottato che era felice di conoscerlo, Tessa si sedette a tavola accanto a Jem
cercando di non fissare di sottecchi lo stregone. Se il segno distintivo di Magnus erano gli occhi da
gatto, quello di Fell erano le corna e la pelle colorata. Tessa non poteva fare a meno di sentirsi
affascinata dai Nascosti, in particolare dagli stregoni. Perch loro avevano un segno distintivo e lei no?
 Allora, Charlotte, cosa bolle in pentola?  stava dicendo Ragnor Fell.  Mi avete davvero
convocato per discutere di oscuri fatti avvenuti nelle lande dello Yorkshire? Avevo l'impressione che l
non succedesse mai nulla di molto interessante. In effetti, avevo l'impressione che non vi fossero altro
che pecore e miniere.
 Dunque non avete mai conosciuto gli Shade?  chiese Charlotte.  La popolazione di
stregoni in Inghilterra non  cos vasta...
 Li conoscevo.
Mentre Fell tagliava il prosciutto nel piatto, Tessa vide che aveva una giuntura supplementare in
ogni dito. Pens alla signora Black, con le sue affusolate mani artigliate, e represse un brivido.
 Shade era un po' matto, con la sua ossessione per i meccanismi e i macchinari. La loro morte
fu uno shock per il Mondo Invisibile. La comunit ne risent a lungo e si parl perfino di vendetta, ma
credo che non fu mai messa in atto.
Charlotte si sporse in avanti.  Ricordate il figlio? Il figlio adottivo?
 Ne ho sentito parlare. Una coppia di stregoni sposati  rara. Una che adotta un bambino
umano in un orfanotrofio lo  ancora di pi. Ma non l'ho mai visto. Gli stregoni... noi siamo eterni. Un
intervallo di tempo di trenta o perfino cinquant'anni tra un incontro e l'altro non  insolito.
Naturalmente, ora che so cos' diventato quel bambino, vorrei averlo incontrato. Pensate che valga la
pena cercare di scoprire chi fossero i suoi veri genitori?
 Certo, sempre che sia possibile. Qualsiasi informazione riusciamo a raccogliere su Mortmain
potrebbe rivelarsi utile.
 Posso dirvi che si  chiamato da solo cos  afferm Fell.  Sembra un nome da
Cacciatore, il tipo di nome che potrebbe assumere qualcuno che nutra del rancore verso i Nephilim e
abbia un macabro senso dell'umorismo. Mort main...
 Mano della morte  lo precedette Jessamine, che era fiera del suo francese.
Viene da chiedersi...  Tessa si schiar la voce.  Se l'Enclave gli avesse semplicemente
dato ci che voleva - un risarcimento - Mortmain sarebbe comunque diventato ci che ? Ci sarebbe
mai stato un Pandemonium Club?
 Tessa...  cominci Charlotte, ma Ragnor Fell le fece segno di tacere.
Lo stregone guard Tessa, dall'altra parte del tavolo.  Voi siete la mutaforma, non  vero? 
chiese, incuriosito.  Magnus Bane mi ha parlato di voi. A quanto si dice, non avete nessun segno
tipico degli stregoni.
Tessa deglut e lo guard dritto negli occhi. Erano dei normali occhi umani, che contrastavano
con il resto di quel viso straordinario.  No. Nessun segno.
Fell sorrise, portandosi la forchetta alla bocca.  Suppongo che lo abbiano cercato dappertutto.
 Will ci ha provato di sicuro  disse Jessamine, in tono annoiato.
La posata di Tessa tintinn contro il piatto e Charlotte grid sbalordita:  Jessamine!
La ragazza, che stava schiacciando i piselli con la lama del coltello, alz lo sguardo e fece
spallucce, dicendo:  Be', lui  fatto cos.
Ragnor Fell spost nuovamente lo sguardo sul piatto, con un lieve sorriso sul viso.  Ricordo
il padre di Will. Era un vero dongiovanni, le donne non gli resistevano. Finch non incontr la madre di
Will, naturalmente. Allora abbandon tutto e and a vivere in Galles solo per stare con lei. Che tipo!
 Si era innamorato. Non  poi cos strano  osserv Jem.
 Innamorato... Diciamo piuttosto che aveva perso la testa  fece lo stregone, sempre con lo
stesso lieve sorriso.  Ci si butt a capofitto. Ma ci sono sempre degli uomini cos, uomini per i quali
esiste una sola donna, e che vogliono soltanto quella o niente.
Charlotte guard Henry, che sembrava completamente perso nei suoi pensieri, intento a contare
qualcosa - chiss cosa - sulle dita. Quel giorno indossava un panciotto rosa e viola, e aveva una manica
sporca di salsa. Charlotte sospir e afflosci visibilmente le spalle.  Bene. A quanto dicono, erano
molto felici insieme...
 Finch non persero due dei tre figli, e Edmund Herondale non perse al gioco tutto quello che
avevano  disse Fell.  Ma immagino che non ne abbiate mai parlato al giovane Will.
Tessa scambi un'occhiata con Jem. Mia sorella  morta, aveva detto Will.  Dunque avevano
tre figli? Will aveva due sorelle?
 Tessa, ti prego.  Charlotte sembr imbarazzata.  Ragnor... Non ti ho assoldato per
invadere la privacy degli Herondale, o di Will. L'ho fatto perch gli avevo promesso che gli avrei
riferito se fosse successo qualcosa alla sua famiglia.
Tessa pens a Will, al ragazzino di dodici anni aggrappato alla mano di Charlotte, mentre
pregava di avvertirlo se la sua famiglia fosse morta. Perch  scappato? si chiese per la centesima
volta. Perch li ha abbandonati?
Aveva pensato che forse non gliene importasse poi tanto, ma non era chiaramente cos. E gliene
importava ancora. Tessa non pot impedirsi di provare una stretta al cuore nel ricordare quando Will
aveva chiamato la sorella. Se amava Cecily come lei un tempo aveva amato Nate...
Mortmain ha fatto qualcosa alla famiglia di Will, pens. Come l'ha fatto alla mia. Questo li
legava in modo singolare, lei e Will. Che lui lo sapesse o no.  Qualsiasi cosa Mortmain stia tramando
la sta tramando da un pezzo  si sent dire.  Da prima della mia nascita, quando ha indotto i miei
genitori a concepirmi, con l'inganno o con la forza. E ora sappiamo che anni fa  entrato in contatto con
la famiglia di Will e l'ha fatta trasferire a Ravenscar Manor. Temo che per lui siamo come pezzi degli
scacchi, che sposta su una scacchiera conoscendo gi l'esito della partita.
 Questo  ci che vuole farci credere, Tessa  replic Jem.  Ma  solo un uomo. E ogni
scoperta che facciamo su di lui lo rende pi vulnerabile. Se per lui non costituissimo una minaccia, non
ci avrebbe mandato quell'automa a intimarci di andarcene.
 Sapeva esattamente dove saremmo stati...
 Non c' niente di pi pericoloso di un uomo deciso a vendicarsi  sentenzi Fell.  Di un
uomo deciso a farlo da quasi sessantanni, che ha nutrito la vendetta trasformandola da un piccolo seme
velenoso in un fiore vivo, soffocante. Non moller, a meno che non lo eliminiate.
 E allora lo elimineremo  dichiar Jem. Aveva un tono minaccioso che Tessa non gli aveva
mai sentito usare.
La ragazza si guard le mani. Erano pi bianche di quando viveva a New York, ma erano le sue
mani, familiari, con l'indice leggermente pi lungo del medio e le mezzelune delle unghie pronunciate.
Potrei trasformarle, pens. Potrei diventare qualsiasi cosa, chiunque. Non si era mai sentita pi
mutevole, pi instabile, o pi smarrita.
 Proprio cos.  Il tono di Charlotte era fermo.  Ragnor, voglio che scopriate perch la
famiglia Herondale  in quella casa - la casa che apparteneva a Mortmain - e voglio assicurarmi che
siano al sicuro. E voglio farlo senza che Benedict Lightwood o il resto dell'Enclave vengano a saperlo.
 Capisco. Volete che li sorvegli il pi discretamente possibile facendo nel frattempo delle
ricerche su Mortmain nei paraggi. Se  stato lui a farli trasferire l, l'avr fatto con uno scopo.
Charlotte butt fuori l'aria.  S.
Ragnor Fell rigir la forchetta.  Vi coster caro.
 Lo so. Sono pronta a pagare.
Lo stregone sorrise.  E io sono pronto a sorbirmi le pecore.
Il resto del pranzo trascorse in una conversazione imbarazzata, con Jessamine tutta imbronciata
che strapazzava il cibo senza mangiarlo, Jem stranamente silenzioso, Henry che borbottava equazioni
tra s, e Charlotte e Fell che mettevano a punto i loro piani per proteggere la famiglia di Will.
Per quanto Tessa approvasse l'idea - e l'approvava davvero - c'era qualcosa nello stregone che la
metteva a disagio come non le era mai successo con Magnus, e fu contenta quando il pranzo fin e lei
pot andarsene nella sua stanza con una copia dell'Inquilino di Palazzo Wildfell. Non era il suo libro
preferito tra quelli delle sorelle Bront - quell'onore toccava a Jane Eyre, e poi a Cime tempestose, con
l'Inquilino buon terzo - ma aveva letto gli altri due tante di quelle volte che tra le loro pagine non
l'aspettava nessuna sorpresa, solo frasi tanto familiari da essere divenute ormai come dei vecchi amici.
In realt, avrebbe voluto leggere II racconto di due citt, ma Will le aveva citato Sydney Carton
talmente spesso da farle temere che prendere quel libro l'avrebbe fatta pensare a lui, aumentando ancora
di pi il fardello del suo nervosismo. Dopotutto, Will non citava mai Darnay, soltanto Sydney, ubriaco,
fallito e dissoluto. Sydney, che era morto per amore.
Fuori era buio e il vento mandava raffiche di pioggia sottile contro i vetri, quando Tessa sent
bussare alla porta.
Era Sophie, con una busta su un vassoio d'argento.  Una lettera per voi, signorina.
Tessa depose il libro, stupita.  Posta per me? Sophie annu e si avvicin, porgendole il
vassoio.  S, ma senza l'indicazione di chi la manda. La signorina Lovelace ha fatto quasi in tempo ad
acchiappare la lettera, ma sono riuscita a salvarla da quella curiosa.
Tessa prese la busta. Era davvero indirizzata a lei e scritta in una grafia sconosciuta, obliqua, su
robusta carta color crema. La rigir, fece per aprirla e scorse lo sguardo curioso della cameriera riflesso
nella finestra. Si gir e le sorrise.   tutto, Sophie.  Nei romanzi, aveva letto che in quel modo le
eroine congedavano le cameriere, e a quanto pare era corretto.
Con uno sguardo deluso, Sophie prese il vassoio e usc dalla stanza. Tessa apr la lettera e se la
spieg in grembo.
Cara signorina Gray,
conoscendo il vostro giudizio, vi scrivo riguardo un nostro comune amico, William Herondale.
So che ha l'abitudine di andare e venire pi che altro andare - dall'Istituto a suo piacimento, e che
perci deve passare un po' di tempo prima che la sua assenza susciti allarme. Ma vi prego, avendo
grande considerazione del vostro buonsenso, di non ritenere questa sua una normale assenza. L'ho
incontrato la scorsa notte, e quando ha lasciato casa mia era a dir poco sconvolto. Ho ragione di
credere che possa nuocere a se stesso, e perci suggerisco di cercarlo e di accertarsi della sua
incolumit.  un giovanotto difficile da farsi piacere, ma credo che voi, come me, vediate del buono in
lui, signorina Gray, ed  per questo che indirizzo umilmente a voi la mia lettera...
Il vostro servitore
Magnus Bane
Post scriptum: Se fossi in voi, non condividerei il contenuto di questa lettera con la signora
Branwell.  solo un suggerimento.
M.B.
Sebbene leggere la lettera di Magnus le desse l'impressione di avere il fuoco nelle vene, Tessa
pass il resto del pomeriggio, nonch la cena, senza tradire alcun segno della sua angustia, o almeno
cos pensava. Le sembr che Sophie impiegasse un'infinit di tempo ad aiutarla a svestirsi, a
spazzolarle i capelli, ad attizzare il fuoco e a raccontarle i pettegolezzi della giornata: il cugino di Cyril
lavorava in casa Lightwood e aveva riferito che Tatiana - la sorella di Gabriel e Gideon - sarebbe
tornata a momenti dalla luna di miele sul continente con il suo nuovo marito; la casa era in tumulto,
perch era giunta voce che fosse di pessimo umore.
Tessa mormor che sotto quell'aspetto doveva assomigliare al padre. L'impazienza le rendeva la
voce stridula, e solo ripetendo che era esausta e aveva pi bisogno di dormire che di un t evit che
Sophie corresse a prepararle una tisana alla menta.
Nel momento in cui la porta si richiuse, Tessa era gi in piedi e faceva delle contorsioni per
sfilarsi la camicia da notte e mettersi un vestito, allacciandolo come meglio poteva e infilandoci sopra
una giacca corta. Dopo un'occhiata guardinga di qua e di l, scivol fuori dalla sua camera e si avvicin
a quella di Jem, dall'altra parte del corridoio, alla cui porta buss il pi piano possibile. L per l non
successe nulla, e per un attimo Tessa si preoccup che fosse gi andato a dormire, ma poi la porta si
apr e il ragazzo apparve sulla soglia.
Era stato chiaramente colto mentre leggeva prima di addormentarsi; era senza scarpe e senza
giacca, con il colletto della camicia aperto; i capelli erano un'adorabile massa argentea arruffata. La
guard sbattendo le palpebre.  Tessa?
Senza dire una parola, lei gli porse il biglietto.
Jem si guard intorno e le fece cenno di entrare. Poi, mentre Tessa richiudeva la porta, scrut la
grafia illeggibile di Magnus una volta, poi un'altra, quindi appallottol il biglietto con un sonoro
crepitio di carta.  Lo sapevo!
 Sapevi cosa?
 Che non era un'assenza normale.  Jem si sedette sul baule ai piedi del letto e si infil le
scarpe.  Me lo sentivo. Qui.  Si mise una mano sul petto.  Sapevo che c'era qualcosa di strano.
Avvertivo come un'ombra sull'anima.
 Non credi che si sia fatto del male, vero?
 Fatto del male, non saprei. Ma finito in una situazione in cui potrebbero fargli del male... 
Jem si alz.  Devo andare.
Vuoi dire "dobbiamo". Non penserai di andare in cerca di Will senza di me?  replic Tessa,
con aria maliziosa.
Visto che lui non diceva nulla, aggiunse:  La lettera era indirizzata a me, James. Non avrei
dovuto mostrartela.
Il Nephilim socchiuse gli occhi per un momento, e quando li riapr aveva sul viso un sorriso
sghembo.  James... Di solito, solo Will mi chiama cos.
 Scusa...
 No. Non scusarti. Mi piace come suona sulle tue labbra.
Labbra. C'era qualcosa di strano, di delicatamente indelicato in quella parola, come un bacio.
Sembr librarsi in aria tra loro mentre entrambi esitavano.
Ma  Jem, pens Tessa, sconcertata. Non Will, che le dava l'impressione di passarle le dita sulla
pelle nuda solo a guardarla...
Hai ragione  disse Jem, schiarendosi la gola.  Magnus non avrebbe mandato la lettera a
te se non avesse voluto che tu partecipassi alla ricerca di Will. Chiss, forse pensa che i tuoi poteri
possano tornare utili. In ogni caso...  Il ragazzo si gir, and all'armadio e lo spalanc.  Aspettami
nella tua stanza, un momento e sono da te.
Tessa non era sicura di avere annuito - pensava di s - e pochi istanti dopo si ritrov di nuovo
nella propria camera, appoggiata alla porta. Si sentiva il viso caldo, come se fosse stata troppo vicina a
un fuoco. Si guard intorno. Quando aveva cominciato a pensare a quella come alla propria camera?
Quello spazio grande, ampio, con le finestre a bifora e le candele di stregaluce che mandavano tenui
bagliori, era cos diverso dal piccolo cubicolo in cui aveva dormito nell'appartamento di New York, con
le pozze di cera colate dalle candele che teneva accese tutta la notte quando rimaneva sveglia a leggere,
e il modesto letto di legno con le coperte sottili. D'inverno, quando tirava vento, le finestre dagli infissi
difettosi sbatacchiavano nei telai.
Un colpo sommesso alla porta la strapp alle sue fantasticherie. Tessa apr e trov Jem sulla
soglia, in tenuta completa da Cacciatore, con pantaloni e giacca neri robusti come cuoio, e gli stivali
pesanti. Il Nephilim si port un dito alle labbra e le fece segno di seguirla.
Dovevano essere all'incirca le dieci di sera, pens Tessa. La stregaluce ardeva bassa. Seguirono
uno strano percorso serpeggiante lungo i corridoi, non quello che era solita fare per raggiungere la
porta d'ingresso. Trov risposta alla sua confusione quando arrivarono a una porta in fondo a un lungo
corridoio. Si trovavano in uno spazio dalla forma rotonda, e Tessa suppose che dovesse trattarsi di una
delle torri gotiche che si levavano ai quattro angoli dell'Istituto.
Jem apr la porta e la precedette all'interno di una stanza, poi la richiuse bene alle loro spalle,
infilandosi nuovamente in tasca la chiave di cui si era servito.  Questa  la camera di Will 
annunci.
 Carina  osserv Tessa.  Non c'ero mai stata. Cominciavo a credere che dormisse a testa
in gi, come un pipistrello.
Jem rise e le pass accanto diretto a uno scrittoio di legno; quindi, mentre lei si guardava
intorno, cominci a frugare su quanto vi si trovava sopra.
A Tessa batteva forte il cuore, quasi stesse vedendo qualcosa di proibito: una parte segreta,
nascosta, di Will. Si disse di non essere sciocca: era solo una stanza, con gli stessi mobili scuri e pesanti
degli altri locali dell'Istituto. Ed era in disordine, con le coperte spinte in fondo al letto, i vestiti sugli
schienali delle sedie, tazze di t semipiene che nessuno si era degnato di portare via in equilibrio
precario sul comodino. E dappertutto libri: libri sui tavolini, libri sul letto, libri in pile sul pavimento,
libri in doppia fila sugli scaffali lungo le pareti.
Mentre Jem frugava, Tessa and verso gli scaffali e osserv con curiosit i titoli. Non fu
sorpresa di scoprire che erano quasi tutti di narrativa e poesia. Alcuni erano in lingue che non
conosceva. C'erano anche libri di favole, Le notti arabe, le opere di James Payn, Il parroco di
Bullhampton di Anthony Trollope, Estremi rimedi di Thomas Hardy, una pila di Wilkie Collins - La
nuova Maddalena, La legge e la signora, I due destini, e un nuovo Jules Verne intitolato Le Indie nere
su cui moriva dalla voglia di mettere le mani. E poi, eccolo l: Il racconto di due citt. Con un sorriso
mesto, Tessa allung la mano verso lo scaffale. Nel tirarlo fuori, parecchi fogli scritti che erano stati
schiacciati tra le pagine svolazzarono a terra. Si inginocchi per raccoglierli... e rest impietrita.
Riconobbe all'istante la grafia: era la propria. Sfogli le pagine, con la gola serrata.
Caro Nate. Oggi ho provato a trasformarmi, invano. Mi avevano dato una moneta, ma non ho
cavato un ragno da un buco. O non era mai stata posseduta da nessuno o il mio potere si sta
indebolendo. Non mi importerebbe, ma mi hanno frustato... tu sei mai stato frustato? No,  una
domanda sciocca. Certo che non lo sei stato.  come se ti appoggiassero delle strisce infuocate sulla
pelle. Mi vergogno a dire che ho pianto, e tu sai quanto detesti piangere...
Caro Nate, oggi mi sei mancato tanto, pensavo di morire. Se te ne sei andato, non c' pi
nessuno al mondo a cui importi se sono viva o morta. Mi sento dissolvere, svanire nel nulla, perch se
al mondo non c' nessuno che ti vuole bene, esisti davvero?
Erano le lettere che aveva scritto a suo fratello dalla Casa Oscura, senza aspettarsi che Nate le
leggesse... pensando in effetti che nessuno le avrebbe mai lette. Erano pi un diario che delle lettere,
l'unico luogo in cui potesse riversare il suo orrore, la sua tristezza e la sua paura. Sapeva che erano state
trovate, ma si chiese cosa ci facessero nella stanza di Will, tra tutti i posti possibili e immaginabili,
nascoste tra le pagine di un libro.
 Tessa...
La ragazza si gir, facendo scivolare le lettere nella tasca della giacca.
Jem stava accanto allo scrittoio, con un pugnale d'argento in mano.  Per l'Angelo, non
credevo che sarei riuscito a trovarlo... questo posto  un tale porcile!  Si rigir l'oggetto tra le mani.
 Will non si  portato dietro molto da casa quando  venuto qui, ma ha portato questo.  un pugnale
che gli ha dato suo padre. Sulla lama c' disegnato l'uccello degli Herondale. Dovrebbe recare una
traccia abbastanza forte perch possiamo servircene per trovarlo.  Nonostante le parole incoraggianti,
il ragazzo aveva la fronte aggrottata.
 Cosa c'?  domand Tessa, attraversando la stanza per andargli vicino.
 Ho trovato qualcos'altro.  sempre stato Will a comprarmi... a comprarmi la medicina.
Sapeva che disprezzavo tutta l'operazione, trovare i Nascosti disposti a venderla, pagarla...  Il petto
di Jem si alzava e si abbassava velocemente, come se gi solo parlarne lo facesse stare male.  Io gli
davo il denaro e lui andava. Ma ho trovato un conto dell'ultimo acquisto. A quanto pare, la droga - la
medicina - non costa quanto pensavo.
 Vuoi dire che Will ti sottrae del denaro con l'inganno?  Tessa era stupita. Aveva sempre
ritenuto che la cattiveria di Will fosse di un tipo pi raffinato, meno meschino. E imbrogliare proprio
Jem...
Tutto il contrario. La droga costa molto pi di quanto lui dicesse. In qualche modo, deve
avere aggiunto la differenza.  Sempre con la fronte aggrottata, Jem si infil il pugnale nella cintura.
 Lo conosco meglio di chiunque altro al mondo, eppure scopro che ha dei segreti che mi lasciano di
stucco.
Tessa pens alle lettere infilate nel libro di Dickens, e si chiese cosa dire a Will quando lo
avesse rivisto.  Eh, gi. Ma non  poi un gran mistero, no? Farebbe di tutto per te...
 Non esageriamo  replic Jem, in tono ironico.
 Chiunque lo farebbe. Sei talmente buono e gentile...  Tessa si interruppe.
Jem aveva sgranato gli occhi. Sembrava sorpreso, quasi non fosse abituato a certe lodi.
Eppure doveva esserlo, pens Tessa, confusa. Di sicuro tutti quelli che lo conoscevano
sapevano quanto erano fortunati. Sent nuovamente il calore salirle alle guance, e si maledisse. Cosa
stava accadendo?
Dalla finestra giunse un lieve rumore.
Dopo un momento di esitazione, Jem si gir.  Questo dev'essere Cyril.  Nella sua voce
c'era una sfumatura di lieve asprezza.  Gli ho chiesto di prendere la carrozza. Sar meglio andare.
Tessa annu e lo segu fuori dalla stanza.
Quando Jem e Tessa uscirono dall'Istituto, il vento soffiava ancora a raffiche nel cortile,
facendo volare le foglie secche in cerchio come fate danzanti. Il cielo era impregnato di nebbia gialla,
la luna un disco dorato dietro di essa. Le parole sul cancello dell'Istituto sembravano brillare, messe in
risalto dal chiarore lunare: Pulvis et umbra sumus. Siamo polvere e ombra.
Cyril, che aspettava con la carrozza e i due cavalli, Balios e Xanthos, sembr sollevato di
vederli; aiut a salire prima Tessa e poi Jem, quindi si iss a cassetta.
Tessa, seduta di fronte a Jem, lo guard affascinata estrarre dalla cintura lo stilo e il pugnale; il
Nephilim tracci una runa sul dorso della mano destra, con la punta dello stilo. A Tessa sembr come
tutti i marchi, un ghirigoro di linee ondulate illeggibili che volteggiavano per poi unirsi l'una all'altra in
disegni neri.
Jem abbass lo sguardo sulla propria mano per un lungo istante, quindi chiuse gli occhi, con il
viso ancora immerso in un'intensa concentrazione. Proprio quando Tessa cominciava ad avere i nervi a
fior di pelle, gli occhi del Nephilim si aprirono.  Brick Lane, vicino a Whitechapel High Street 
mormor Jem. Poi, rimessi il pugnale e lo stilo nella cintura, si sporse dal finestrino e ripet
l'indicazione a Cyril. Un attimo dopo, si sedette di nuovo e chiuse il finestrino per non far entrare l'aria
fredda, mentre la carrozza scivolava e sobbalzava sui ciottoli.
Tessa fece un profondo respiro. Era tutto il giorno che non vedeva l'ora di andare a cercare Will,
preoccupata com'era per lui, chiedendosi dove fosse... ma ora che si stavano addentrando nel cuore
oscuro di Londra, non riusciva a provare altro che paura.
9
ARDENTE MEZZANOTTE
Ardenti mezzanotti e domani affamati,
E gli amori che completano e controllano
Tutte le gioie della carne, tutti i dolori
Che logorano l'anima.
Algernon Charles Swinburne, Dolores
Tessa tenne le tendine dal suo lato della carrozza aperte, gli occhi sul vetro del finestrino,
mentre percorrevano Fleet Street verso Ludgate Hill. La nebbia gialla si era infittita, e la ragazza poteva
distinguere ben poco attraverso di essa: le sagome scure della gente che si affrettava qua e l, le parole
confuse delle immagini pubblicitarie dipinte sui muri. Di quando in quando la nebbia si divideva, e
Tessa scorgeva chiaramente qualcosa: una bambina con mazzi di lavanda quasi appassiti appoggiata a
un muro, esausta,- un arrotino che spingeva stancamente il carretto verso casa; una reclame degli
zolfanelli Bryant and May spuntata all'improvviso dal buio.
 Una volta e via  disse Jem. Era appoggiato con la schiena al sedile davanti a lei, con gli
occhi brillanti nell'oscurit.
Tessa si chiese se avesse preso un po' di droga prima di uscire.  Cos'hai detto?
Lui mim l'azione di accendere un fiammifero, spegnerlo con un soffio e gettare al di sopra
della spalla quanto ne restava.   cos che chiamano i fiammiferi qui... "una volta e via", perch li
getti via dopo averli usati una sola volta. E chiamano cos anche le ragazze che lavorano nelle fabbriche
di fiammiferi.
Tessa pens a Sophie, che avrebbe potuto facilmente diventare una di quelle "una volta e via",
se Charlotte non l'avesse trovata.   crudele.
  una parte crudele della citt quella in cui stiamo andando. L'East End. I bassifondi.  Jem
si sporse in avanti.  Voglio che tu stia attenta e mi rimanga accanto.
 Sai cosa ci fa Will qui?  chiese Tessa, paventando la risposta. Stavano costeggiando la
mole imponente della cattedrale di St. Paul, che incombeva su di loro come la lapide di marmo
scintillante di un gigante.
Jem scosse la testa.  Dall'incantesimo di ricerca ho ricavato soltanto una sensazione,
un'immagine fuggevole della strada. Tuttavia ci sono poche ragioni innocue perch un gentiluomo vada
a Whitechapel dopo che si  fatto buio.
 Forse  andato a giocare d'azzardo...
 Forse  convenne Jem, ma sembrava dubitarne.
 Hai detto che l'avresti sentito. Qui.  Tessa si port la mano al cuore.  Se gli fosse
successo qualcosa.  perch siete parabatai?
 S.
 Dunque c' qualcosa di pi di un semplice giuramento di protezione reciproca, nell'essere
parabatai. C' un che di... mistico.
Jem le sorrise, con quel sorriso che era come una luce accesa all'improvviso in tutte le stanze di
una casa.  Siamo Nephilim. Ogni fase della nostra vita ha una componente mistica: la nostra nascita,
la nostra morte, il nostro matrimonio, a tutto corrisponde una cerimonia. Ce n' una anche se desideri
diventare il parabatai di qualcuno. Prima devi chiederglielo, naturalmente. E non  impresa facile...
Tessa tir a indovinare.  Tu l'hai chiesto a Will.
Jem scosse la testa, continuando a sorridere.  Me l'ha chiesto lui. O piuttosto me l'ha
comunicato. Ci stavamo allenando con gli spadoni, nella sala delle esercitazioni. Me l'ha chiesto e io ho
risposto di no: meritava qualcuno destinato a vivere, capace di proteggerlo per tutta la vita. Ha
scommesso di essere in grado di disarmarmi... se ci fosse riuscito avrei dovuto acconsentire a essere
suo fratello di sangue.
 E ti ha disarmato?
 In nove secondi esatti.  Jem rise.Mi ha inchiodato alla parete. Doveva essersi allenato a
mia insaputa: se avessi saputo che era cos bravo con lo spadone, non avrei mai accettato. Le sue armi
preferite erano sempre stati i coltelli da lancio.  Il Nephilim scroll le spalle.  Avevamo tredici
anni. La cerimonia ha avuto luogo quando ne avevamo quattordici. Ormai sono passati tre anni, e non
riesco neppure a immaginare di non avere un parabatai.
 E perch non volevi?  chiese Tessa, con una lieve esitazione.  La prima volta che te l'ha
chiesto.
Jem si pass una mano tra i capelli argentei.  La cerimonia ti lega, ti rende pi forte. Ognuno
deve attingere alla forza dell'altro. Diventi pi consapevole di dove sia il tuo compagno, in modo da
poter agire come un tutt'uno pur essendo divisi in combattimento. Ci sono rune che puoi usare solo se
fai parte di una coppia di parabatai. Ma nel corso della vita puoi sceglierne soltanto uno. Non puoi
averne un secondo, neanche se il primo dovesse morire. Non ritenevo che per Will fosse una
scommessa molto vantaggiosa.
 Mi sembra una regola dura.
Allora Jem disse una cosa in una lingua che Tessa non capiva. Suonava come "Khalepa ta
kala".
Lei aggrott la fronte.  Non  latino?
  greco, e ha due significati. Significa che le cose che vale la pena avere - le cose buone,
belle, onorevoli e nobili - sono difficili da ottenere.  Jem si sporse in avanti, avvicinandosi a Tessa, la
quale sent il profumo della droga e l'odore della pelle sotto di esso.  Ma significa anche
qualcos'altro.
La ragazza deglut.  E sarebbe?
 La bellezza  dura.
Tessa gli guard le mani, sottili, belle e capaci, con unghie arrotondate e cicatrici sulle nocche.
Si chiese se ci fosse qualche Nephilim senza cicatrici.  Le lingue morte hanno una speciale presa su
di te. Perch?
Jem era piegato in avanti, talmente vicino a lei che, quando espir, Tessa ne sent l'alito caldo
sulla guancia.  Non ne sono sicuro, ma penso che abbia qualcosa a che fare con la loro chiarezza 
rispose il ragazzo.  Il greco, il latino, il sanscrito, contengono pure verit, esistevano prima che
riempissimo le nostre lingue di tante parole inutili.
 E la tua lingua?  sussurr Tessa.  Quella con cui sei cresciuto?
Le labbra di Jem si contrassero.  Sono cresciuto parlando l'inglese e il cinese mandarino. Mio
padre parlava inglese, e male il cinese. Dopo che ci trasferimmo a Shanghai, and anche peggio. L il
dialetto locale  a malapena comprensibile per chi parla mandarino.
 Di' qualcosa in mandarino  lo esort Tessa, con un sorriso.
Jem disse svelto qualcosa che suonava come un insieme di vocali accompagnate da emissione
di fiato e consonanti fuse insieme. La voce si alzava e si abbassava melodicamente.  Ni hen piao
liang.
 Che cosa hai detto?
 Ho detto che ti stai spettinando.  Jem allung una mano per infilarle una ciocca ribelle
dietro l'orecchio.
Tessa sent il sangue affluirle bollente alle guance, e fu felice dell'oscurit della carrozza.
 Devi starci attenta  disse lui ritirando adagio la mano, le dita che indugiavano contro la sua
guancia.  Non devi dare al nemico nulla a cui aggrapparsi.
 Oh... s... certo.  Tessa si gir verso il finestrino.
Erano in una via alquanto stretta... ma larga, forse, per gli standard di Londra. L'aria sembrava
densa di polvere di carbone e nebbia. Lungo le strade erano disposte file di persone: sporche, vestite di
stracci, erano accasciate contro i muri di edifici dall'aspetto vacillante, con gli occhi che guardavano la
carrozza come cani affamati che seguissero un osso.
Tessa vide una donna avvolta in uno scialle, con una cesta di fiori che gli pendeva da una mano
e, appoggiato alla spalla, un bambino coperto da un lembo dello scialle. Il piccolo aveva gli occhi
chiusi, la pelle pallida; sembrava malato, o morto. Bambini scalzi, sudici come gatti randagi, giocavano
nelle strade,- donne erano sedute l'una contro l'altra sotto i portici, palesemente ubriache. Ma lo
spettacolo peggiore era costituito dagli uomini, ammucchiati contro i fianchi delle case, con soprabiti
pesanti e cappelli sporchi, macchiati, le espressioni disperate sul viso come incisioni su lapidi.
 Ai ricchi londinesi di Mayfair e Chelsea piace girare in quartieri come questo a mezzanotte
 disse Jem, la voce stranamente amara.  Lo chiamano "andare per bassifondi".
 Si fermano e... li aiutano in qualche modo?
 No. Vogliono solo guardare, cos possono tornare a casa e al prossimo t raccontare di aver
visto dei veri delinquenti, donne di malaffare o Tremuli Jemmy. Quasi nessuno scende dalla carrozza o
dall'omnibus.
 Che cos' un "Tremulo Jemmy"?
Jem la guard con un'espressione vacua.  Un mendicante lacero e intirizzito. Qualcuno
destinato a morire di freddo.
Tessa pens alla carta robusta incollata ai vetri incrinati nel suo appartamento di New York. Ma
almeno lei aveva avuto una camera, un posto dove stendersi, e zia Harriet una piccola cucina
economica dove preparare una minestra calda o un t. Erano state fortunate.
La carrozza si ferm a un angolo che non prometteva nulla di buono. Dall'altra parte della
strada, le luci di un pub aperto si riversavano sulla strada insieme a un flusso costante di ubriachi che
barcollavano a braccetto di donne con i vestiti sgargianti e i visi molto truccati. Da qualche parte,
qualcuno cantava Cruel Lizzie Vickers.
Jem prese Tessa per mano.  Non posso farti un incantesimo per proteggerti dagli sguardi dei
mondani. Perci tieni la testa bassa e stammi vicino.
La ragazza fece un sorriso sghembo, ma non tir via la mano.  L'hai gi detto.
Il Nephilim si pieg su di lei e le sussurr all'orecchio:   molto importante.  Il suo alito le
fece correre un brivido per tutto il corpo. Poi Jem apr lo sportello, balz sul marciapiede e l'aiut a
scendere, attirandola al suo fianco.
Tessa guard a destra e a sinistra. Ci furono occhiate curiose tra la folla, ma perlopi furono
ignorati. Si diressero verso una stretta porta dipinta di rosso, con alcuni gradini che, a differenza di tutti
gli altri nei paraggi, erano vuoti. Non vi era seduto nessuno. Jem li sal rapidamente, sempre tenendo
Tessa per mano, e buss seccamente alla porta.
Dopo un po', sulla soglia apparve una donna con un lungo abito rosso talmente aderente che
Tessa sgran gli occhi. Aveva i capelli neri tirati su e sostenuti da bastoncini dorati. La carnagione era
pallida, gli occhi bordati di kajal... ma a un esame pi attento si capiva che la donna era europea, non
orientale. La sua bocca era un arco rosso imbronciato. Quando il suo sguardo si pos su Jem, gli angoli
delle labbra si piegarono verso il basso.  No. Niente Nephilim.  E fece per chiudere la porta.
Ma Jem aveva gi alzato il bastone. La lama scatt fuori dalla base, tenendo la porta spalancata.
 Non c' problema. Non siamo stati mandati dall'Enclave.  una faccenda personale.
La donna socchiuse gli occhi.
 Stiamo cercando qualcuno. Un amico. Portaci da lui, e non ti seccheremo pi.
A quelle parole, la donna reclin la testa all'indietro e si mise a ridere.  So chi state cercando.
C' solo uno della vostra razza qui.  Si allontan dalla porta, con un'alzata di spalle sprezzante.
La lama si ritrasse con un sibilo nel suo rivestimento, e Jem si pieg per passare sotto la bassa
architrave, tirandosi dietro Tessa.
Oltre la porta c'era uno stretto corridoio. Nell'aria era sospeso un pesante odore dolciastro, come
quello che aleggiava intorno ai vestiti di Jem quando il ragazzo prendeva la droga. Tessa strinse
involontariamente la mano dell'amico.
  qui che Will viene a comprare la... a comprare ci di cui ho bisogno  sussurr Jem,
inclinando la testa in modo da toccarle quasi l'orecchio con le labbra.  Ma perch dovrebbe essere
qui adesso?
La donna che aveva aperto loro la porta si avvi lungo il corridoio. Dietro, il vestito aveva uno
spacco che mostrava quasi tutte le gambe... e la fine di una coda biforcuta lunga e sottile, marcata da
segni simili alle squame di un serpente.
 una strega, pens Tessa, con un tonfo sordo al cuore. Ragnor, le Sorelle Oscure, quella
donna... perch gli stregoni erano sempre cos... sinistri? Tranne Magnus, forse, ma Tessa aveva
l'impressione che Magnus costituisse un'eccezione a molte regole.
Il corridoio sfociava in un'ampia sala dalle pareti dipinte di rosso scuro. Al soffitto erano appese
grandi lampade intagliate e dipinte con delicati disegni, che gettavano motivi di luce tutt'intorno. Lungo
le pareti erano allineati letti a cuccetta, come in una nave. Un grande tavolo rotondo campeggiava in
mezzo alla sala. Vi erano seduti alcuni uomini, con la pelle dello stesso rosso sangue delle pareti, i
capelli neri tagliati corti. Le mani terminavano in artigli tra il blu e il nero anch'essi tagliati corti,
probabilmente per permettere loro di contare, setacciare e mescolare pi facilmente le varie polveri e
misture sparse sul tavolo, che alla luce delle lampade sembravano scintillare e brillare come gioielli
polverizzati.
  una fumeria d'oppio?  sussurr Tessa, all'orecchio di Jem.
Il Nephilim frugava con gli occhi freneticamente per la stanza.  No.  Sembrava distratto. 
Non proprio... perlopi vi si consumano droghe demoniache e polveri di fate. Quegli uomini al tavolo
sono ifrit, stregoni senza poteri.
Tessa avvertiva la tensione nell'amico, una vibrazione sotto la pelle, come il martellare del
cuore di un colibr.
La donna con il vestito rosso si era piegata sulla spalla di uno degli ifrit. Alzarono entrambi lo
sguardo verso i due ragazzi, e i loro occhi indugiarono su Jem. A Tessa non piacque il modo in cui lo
fissavano: la strega sorrideva, l'ifrit aveva uno sguardo calcolatore.
Poi la donna si raddrizz e si diresse verso di loro, con i fianchi che si muovevano come un
metronomo sotto il raso attillato del vestito.  Madran dice che abbiamo quello che vuoi, ragazzo
d'argento  annunci, passando un'unghia rosso sangue sulla guancia del Nephilim.  Non c' motivo
di fingere.
Jem si ritrasse.  Te l'ho detto, siamo qui per un amico  replic bruscamente.  Un
Nephilim. Occhi azzurri, capelli neri...  Alz la voce.  Ta xian zai zai na li?.
La donna lo fiss un istante, poi scosse la testa.  Sei uno sciocco.  rimasto poco yin fen, e
quando sar finito morirai. Ci sforziamo di procurarcene di pi, ma ultimamente la domanda...
 Risparmiaci i tentativi di vendere la tua mercanzia  disse Tessa, improvvisamente irata.
Non sopportava quello sguardo sul viso di Jem, quasi che ogni parola fosse una coltellata. Non c'era da
stupirsi che fosse Will a comprare il veleno per lui.  Dov' il nostro amico?
La donna sibil, scroll le spalle e indic una delle cuccette fissate alla parete.  L.
Jem sbianc e Tessa si guard intorno. Le persone nelle cuccette erano talmente immobili da far
credere alla ragazza che i letti fossero vuoti. Guardando meglio, per, si rese conto che ogni letto era
occupato da una figura sdraiata. Qualcuno era steso sul fianco, con le braccia penzoloni oltre il bordo
del letto, le mani aperte,- i pi erano supini, con gli occhi spalancati fissi al soffitto o alla cuccetta sopra
di loro.
Senza un'altra parola, Jem attravers a lunghi passi la stanza, seguito da Tessa. Mentre si
avvicinavano ai letti, la ragazza si rese conto che non tutti gli occupanti erano umani. Le balenarono
accanto pelli azzurre, viola, rosse e verdi; capelli verdi, lunghi e ramificati come una ragnatela di alghe,
si agitavano senza posa su un cuscino sporco; dita artigliate afferravano i fianchi di legno di una
cuccetta mentre qualcuno si lamentava. Qualcun altro emetteva risate sommesse, disperate, pi tristi di
un pianto. Un'altra voce ripeteva all'infinito una filastrocca per bambini:
 Arance e limoni
Dicono le campane di St. Clement
Quando mi pagherai?
Suonano le campane dell'Old Bailey
Quando diventer ricco
Dicono le campane di Scoreditch...
 Will...  sussurr Jem. Si era fermato davanti a una cuccetta a met della parete e vi si
appoggi, come se le gambe minacciassero di cedergli.
Steso sul giaciglio c'era Will, quasi aggrovigliato in una lacera coperta scura. Indossava soltanto
un paio di pantaloni e una camicia; la cintura con le armi era appesa a un chiodo, all'interno della
cuccetta. Aveva i piedi scalzi e gli occhi semichiusi, il cui azzurro era visibile solo parzialmente sotto
la frangia di ciglia scure. I capelli erano bagnati di sudore, incollati alla fronte; le guance rosse e
febbrili. Il petto gli si alzava e gli si abbassava a intervalli irregolari, come se avesse difficolt a
respirare.
Tessa allung una mano e gli tocc la fronte con il dorso. Scottava.  Jem...  sussurr. 
Dobbiamo portarlo fuori di qui.
L'ospite della cuccetta accanto stava ancora cantando. Non era propriamente un uomo. Aveva il
corpo corto e contorto, i piedi scalzi che terminavano in zoccoli.
 Quando sar?
Dicono le campane di Stepney
Non lo so
Dice la grande campana di Bow.
Jem stava ancora fissando Will, impassibile. Sembrava impietrito. Aveva la faccia coperta di
chiazze bianche e rosse.
 Jem!  sussurr Tessa.  Ti prego. Aiutami a metterlo in piedi.  Visto che l'amico non si
muoveva, allung un braccio, prese Will per una spalla e lo scosse.  Will... Will, svegliati, per
favore.
Will si limit a gemere e si scost da lei, affondando la testa nel braccio.
Era un Cacciatore, un metro e ottanta di ossa e muscoli, pens Tessa, decisamente troppo
pesante perch lei riuscisse a sollevarlo. A meno che...  Se non mi aiuti, giuro che mi trasformer in
te e lo tirer su da soladisse a Jem la ragazza.  E tutti vedranno come stai vestito da donna.  Lo
fiss dritto negli occhi.  Hai capito?
Molto lentamente, Jem alz lo sguardo. Tessa non ricordava di avere mai visto i suoi occhi
argentei cos spenti. Non sembrava turbato dalla prospettiva di essere visto in abiti da donna dagli ifrit;
non sembrava scorgere affatto l'amica.  Davvero?  disse. Poi si pieg sulla cuccetta, afferr Will
per il braccio e lo iss di lato, facendogli involontariamente sbattere la testa contro la traversa laterale
del letto.
Will gemette e apr gli occhi.  Lasciami andare...
 Aiutami  disse Jem a Tessa, e insieme fecero uscire a fatica l'amico dalla cuccetta.
Per poco Will non cadde, e fece scivolare il braccio intorno a Tessa per mettersi in equilibrio
mentre Jem recuperava la cintura delle armi dal chiodo a cui era appesa.  Dimmi che non  un sogno
 sussurr Will, affondando il viso nel collo di Tessa.
La ragazza sussult. Lo sentiva caldo di febbre contro la pelle. Le labbra di Will le sfiorarono la
clavicola; erano soffici come le ricordava.  Jem  disse Tessa, in tono disperato.
Jem li guard; si era affibbiato la cintura di Will sopra la propria, e sembrava chiaro che non
aveva sentito una parola di quanto aveva detto l'amico. Si inginocchi per infilargli i piedi negli stivali,
quindi si alz e afferr il braccio del suo parabatai.
Will ne sembr felice.  Oh, bene... Adesso siamo tutti e tre insieme.
 Sta' zitto  fece Jem.
Will ridacchi.  Ascolta, Carstairs, non hai mica della grana? Io sgancerei, ma sono al verde.
 Che ha detto?  Tessa era confusa.
 Vuole che gli paghi la droga  spieg Jem.  Vieni. Lo mettiamo in carrozza, poi torner
indietro col denaro.
Mentre avanzavano faticosamente verso la porta, Tessa sent la voce dell'individuo con gli
zoccoli seguirli, esile e acuta come la musica di una zampogna, per terminare con una risatina stridula.
 Qui c' una candela per farti luce mentre vai a letto,
E qui c' una mannaia per tagliarti la testa!
Perfino l'aria sporca di Whitechapel sembr chiara e fresca dopo la nauseante puzza di incenso
della fumeria. Scendendo le scale, manc poco che Tessa cadesse.
La carrozza era ancora davanti al marciapiede. Cyril smont dalla cassetta e si diresse verso i
tre ragazzi, con un'espressione preoccupata in volto.  Va tutto bene?  chiese prendendo il posto di
Tessa, che si scost sollevata: aveva cominciato a dolerle la schiena.
A Will, com'era prevedibile, la cosa non piacque.  Lasciatemi andare!  grid, irritato. 
Lasciatemi andare. Posso stare in piedi.
Jem e Cyril si scambiarono uno sguardo, quindi si scostarono.
Will barcoll, ma rimase dritto. Alz la testa, e il vento gelido gli sollev i capelli sudati dal
collo e dalla fronte, mandandoglieli davanti agli occhi.
Tessa ripens a lui sul tetto dell'Istituto: E io contemplo Londra, umano orribile prodigio di
Dio.
Will guard Jem, con occhi pi azzurri dell'azzurro, le guance accaldate, i lineamenti d'angelo.
 Non dovevi venire a prendermi come se fossi un bambino. Mi stavo divertendo un mondo.
Jem gli restitu lo sguardo.  Dio ti maledica  disse, e lo colp sul viso facendolo girare su se
stesso.
Will non perse l'appoggio, ma fin contro il fianco della carrozza e si port la mano alla
guancia: gli sanguinava la bocca. Guard l'amico, sbalordito.
 Fallo salire in carrozza  disse Jem al cocchiere, quindi si volt e varc nuovamente la
porta rossa: per pagare qualsiasi cosa Will avesse consumato, pens Tessa.
 James?  Will lo segu con lo sguardo, le labbra rosse di sangue.
Avanti, venitedisse Cyril, non troppo bruscamente.
Era davvero identico a Thomas, pens Tessa mentre il cocchiere apriva lo sportello della
carrozza e aiutava a montare prima Will e poi lei. Cyril le porse un fazzoletto che si era sfilato di tasca:
era caldo e odorava di colonia da pochi soldi. Tessa sorrise e lo ringrazi, mentre lui chiudeva lo
sportello.
Will era buttato nell'angolo della carrozza, con le braccia intorno al corpo, gli occhi semiaperti.
Il sangue gli era gocciolato sul mento. Tessa si sporse e gli premette il fazzoletto sulla bocca; lui alz
un braccio e mise la mano sopra la sua, tenendovela.  Ho combinato un bel disastro  disse.  Non
 vero?
 Temo proprio di s  rispose Tessa, cercando di non notare il calore della sua mano sulle
proprie. Perfino nel buio della carrozza, gli occhi del ragazzo erano di un azzurro luminoso. Cos' che
aveva detto Jem a proposito della bellezza? La bellezza  dura. La gente avrebbe perdonato a Will le
cose che faceva, se fosse stato brutto? E lo aiutava, alla fine, essere perdonato? Eppure Tessa non
poteva fare a meno di pensare che lui non facesse quello che faceva perch si amava troppo, ma perch
si odiava.
Will chiuse gli occhi.  Sono cos stanco, Tess. Volevo solo fare dei bei sogni, una volta tanto.
 Non  questo il modo di procurarseli  sussurr lei.  Non ci si libera della sofferenza
grazie alla droga o ai sogni.
Will le strinse ancora di pi la mano.
Lo sportello della carrozza si apr. Tessa si ritrasse svelta.
Jem, scuro in volto, lanci una rapida occhiata all'amico, si lasci cadere sul sedile e diede dei
colpetti sul tetto.  Cyril, a casa  grid. Un attimo dopo, la carrozza si avvi ondeggiando nella
notte. Jem allung il braccio e chiuse le tendine.
Al buio, Tessa si fece scivolare il fazzoletto nella manica: era ancora bagnato del sangue di
Will.
Jem non apr bocca durante tutto il tragitto da Whitechapel; si limit a guardare impassibile
davanti a s con le braccia conserte mentre Will dormiva nell'angolo della carrozza con un lieve sorriso
sul volto. A Tessa, seduta di fronte a loro, non veniva in mente nulla da dire per rompere il silenzio.
Non era proprio da lui... Jem era sempre dolce, sempre gentile, sempre ottimista. In quel momento,
per, aveva un'espressione vacua, anzi, peggio che vacua, le unghie conficcate nella stoffa della tenuta
da Cacciatore, impettito, le spalle rigide per l'ira.
Nel momento in cui si fermarono davanti all'Istituto, Jem spalanc lo sportello e salt fuori.
Tessa lo senti gridare a Cyril di accompagnare Will nella sua stanza, quindi lo vide allontanarsi a
grandi passi e salire i gradini senza dirle neppure una parola. Lei era cos turbata che non pot fare altro
che seguirlo un momento con lo sguardo, poi si spost verso lo sportello; Cyril era gi l, con la mano
pronta ad aiutarla a scendere. I piedi di Tessa non avevano quasi fatto in tempo a sfiorare i ciottoli, che
lei si mise a correre dietro a Jem chiamandolo, ma lui era gi entrato nell'Istituto. Le aveva lasciato la
porta aperta e Tessa, lanciato un rapido sguardo per controllare che Cyril stesse aiutando Will, gli si
precipit dietro. Corse su per le scale abbassando la voce, consapevole che l'Istituto era immerso nel
sonno, illuminato appena dalle torce di stregaluce ormai fievoli.
Per prima cosa and alla stanza di Jem e buss; non ricevendo risposta, lo cerc in alcuni dei
suoi rifugi abituali - la sala della musica, la biblioteca - ma, non trovandolo, torn sconsolata nella
propria camera per leggere qualcosa prima di dormire. In camicia da notte, dopo aver spazzolato e
appeso il vestito, si infil tra le lenzuola e guard il soffitto. Raccolse perfino la copia di Vathek
donatale da Will dal pavimento, ma per la prima volta la poesia sul frontespizio non la fece sorridere.
Non riusc a concentrarsi sulla storia. Era angosciata. Jem era arrabbiato con Will, non con lei.
Eppure, pens, forse era la prima volta che l'amico aveva perso la calma in sua presenza. La prima
volta che era stato brusco con lei, o non aveva ascoltato con garbo le sue parole, non era sembrato
pensare a lei prima che a se stesso...
Lo aveva dato per scontato, pens Tessa con stupore e vergogna guardando la stregaluce che
tremolava. Aveva supposto che la gentilezza di Jem fosse naturale e innata, e non si era mai domandata
se non gli richiedesse uno sforzo. E se non glielo richiedesse stare tra Will e il mondo, proteggendo
l'uno dall'altro. O accettare la perdita della propria famiglia con serenit. O rimanere allegro e calmo di
fronte alla propria morte lenta.
D'un tratto un rumore stridulo, come di qualcosa che venisse strappato, attravers la stanza.
Tessa balz a sedere. Che cos'? Sembrava provenire da fuori la porta... dall'altra parte del corridoio...
Jem?
La ragazza balz in piedi e prese la vestaglia dall'attaccapanni. Se la infil in fretta e si precipit
fuori.
Aveva visto giusto: il rumore proveniva dalla stanza di Jem. Ricord la prima notte che lo
aveva incontrato, la bella musica del violino che si riversava come acqua dalla porta. Quel rumore
invece non ricordava affatto la musica di Jem. Tessa sentiva l'archetto muoversi come una sega sulle
corde, ma suonava come un grido, come se una persona urlasse in preda a dolori atroci.
Aveva una gran voglia di entrare e al tempo stesso ne era terrorizzata. Alla fine afferr il pomo
della porta e lo gir, quindi si infil nella stanza richiudendosi la porta alle spalle.  Jem  sussurr.
Le torce di stregaluce ardevano debolmente alle pareti. Il Nephilim era seduto sul baule ai piedi
del letto in maniche di camicia e pantaloni, con i capelli argentei arruffati, il violino appoggiato alla
spalla. Straziava impietosamente con l'archetto lo strumento, strappandone suoni orribili, facendolo
urlare.
Sotto gli occhi di Tessa, una delle corde si spezz con un suono stridulo.  Jem!  grid lei di
nuovo e, visto che il ragazzo non alzava lo sguardo, attravers la stanza e gli strapp l'archetto di mano.
 Jem, basta! Il tuo violino... il tuo bel violino... lo rovinerai.
Il Nephilim sollev gli occhi su di lei. Aveva le pupille enormi, l'argento degli occhi ridotto a
un sottile anello intorno al nero. Respirava a fatica, la camicia aperta sul collo, il sudore che spiccava
sulle clavicole. Aveva le guance accaldate.  Che importa?  replic, con una voce tanto bassa da
essere quasi un sibilo.  Che importa tutto quanto? Sto morendo. Non arriver a vent'anni. Che
importa se il violino se ne va prima di me?
Tessa era sgomenta. Non lo aveva mai sentito parlare cos della sua malattia.
Jem si alz e distolse gli occhi dalla ragazza, guardando verso la finestra. Solo un barlume di
luce lunare penetrava la nebbia bianca; attraverso di essa, sembrava di vedere delle sagome - fantasmi,
ombre, facce beffarde - premersi contro i vetri.  Lo sai che  vero.
 Non c' nulla di definitivo.  A Tessa trem la voce.  Nulla di inevitabile. Una cura...
 Non ci sono cure.  Jem non sembrava pi arrabbiato, solo distaccato, il che era quasi
peggio.  Morir, e tu lo sai, Tess. Probabilmente entro il prossimo anno. Sto morendo, non ho
famiglia, e l'unica persona di cui mi fidassi pi di ogni altra si fa gioco di ci che mi sta uccidendo.
 Non credo affatto che sia quanto Will intendesse fare.  Tessa appoggi l'archetto alla
pediera del letto e si avvicin all'amico, guardinga, come se si trattasse di un animale che temeva di
spaventare.  Stava solo cercando di fuggire. Fugge da qualcosa, qualcosa di oscuro e terribile. E tu lo
sai, Jem. Hai visto com'era dopo... dopo Cecily.  Ormai stava proprio dietro di lui, abbastanza vicino
da allungare la mano e toccargli esitante il braccio, ma non lo fece. Il sudore gli incollava la camicia
bianca alle scapole. Tessa vedeva i marchi sulla schiena attraverso la stoffa.
Jem lasci cadere il violino quasi con noncuranza sul baule e gir il viso verso di lei.  Sa che
cosa significa per me. Vederlo addirittura giocare con ci che ha distrutto la mia vita...
 Ma non pensava a te...
 Lo so.  Gli occhi di Jem erano quasi completamente neri.  Mi dico che  meglio di
quanto non voglia dare a vedere, ma... e se non lo fosse? Ho sempre pensato che, se non altro, avevo
Will. Se c' una cosa che ha dato un senso alla mia vita,  stato stargli sempre al fianco. Ma forse non
dovrei farlo.  Il suo petto si alzava e si abbassava tanto in fretta da allarmare Tessa.
Lei gli mise il dorso della mano sulla fronte, e rimase quasi senza fiato.  Sei bollente.
Dovresti riposare...  Lui si ritrasse e Tessa lasci ricadere la mano, ferita.  Jem, che c'? Non vuoi
che ti tocchi?
 Non in questo modo!  esplose lui, quindi avvamp ancora di pi.
 In che senso?  Tessa era sinceramente sconcertata. Quello era un comportamento che
avrebbe potuto aspettarsi da Will, non da Jem... quell'aria misteriosa, quella rabbia.
 Come se tu fossi un'infermiera e io il tuo paziente.  La voce del Nephilim era tremante. 
Soltanto perch sono malato credi che io non...  Fece un respiro spezzato.  Pensi che non sappia
che quando mi prendi la mano  solo per sentirmi il polso? Pensi che non sappia che quando mi guardi
negli occhi  solo per vedere quanta droga ho preso? Se io fossi un altro uomo, un uomo normale,
potrei sperare, presumere perfino; potrei...  Le sue parole sembrarono impigliarsi, o perch si era reso
conto di aver detto troppo o perch era rimasto senza fiato. Jem boccheggiava, aveva le guance
paonazze.
Tessa scosse la testa, e sent le trecce solleticarle il collo.  A parlare  la febbre, non tu.
Gli occhi di Jem si scurirono, e lui fece per voltarsi.  Non riesci neanche a credere che potrei
volerti  disse in un lieve sussurro.  Che io sia abbastanza vivo, abbastanza sano...
 No...  Senza riflettere, Tessa gli prese il braccio.  James, non  affatto quello che
intendevo...
Il Nephilim si irrigid, le afferr la mano. La sua pelle, ardente come fuoco, bruci quella di
Tessa. Poi Jem la fece voltare e l'attir a s.
Stavano l'uno di fronte all'altra, petto contro petto. Il respiro di Jem le agitava i capelli. Tessa
percep la febbre emanare da lui come la nebbia dal Tamigi; sent il sangue pulsare attraverso la sua
pelle; vide con una strana chiarezza la gola palpitare, la luce sui ricci chiari contro il collo ancora pi
chiaro. Si sent percorrere da fitte di calore che la turbarono. Quello era Jem, il suo amico, equilibrato e
affidabile come un battito cardiaco. Non avrebbe dovuto farle ardere la pelle, n farle scorrere svelto il
sangue nelle vene fino a darle il capogiro.
 Tessa...
La ragazza alz lo sguardo sul Nephilim: non c'era nulla di equilibrato e affidabile nella sua
espressione. Aveva gli occhi neri, le guance accaldate. Tessa alz il viso e lui lo abbass, la bocca
obliqua sulla sua e, mentre lei si irrigidiva per la sorpresa, si baciarono.
Jem. Stava baciando Jem. Se i baci di Will erano fuoco, quelli di Jem erano come una boccata
d'aria pura dopo essere stati chiusi a lungo in uno spazio buio e soffocante. Le sue labbra erano soffici e
ferme.
Con una mano, Jem le afferr delicatamente la nuca, guidandole la bocca verso la sua, e le mise
l'altra sulla guancia, passandole delicatamente il pollice sullo zigomo. Le sue labbra sapevano di
zucchero bruciato; la dolcezza della droga, immagin Tessa. Il suo tocco, la sua bocca, erano esitanti, e
lei sapeva perch. A differenza di Will, Jem si preoccupava che quello fosse il massimo della
sconvenienza, perch non avrebbe dovuto baciarla, toccarla, perch lei avrebbe dovuto respingerlo.
Ma lei non voleva respingerlo. Mentre si meravigliava che fosse Jem che stava baciando, Jem
che le faceva girare la testa e fischiare le orecchie, sent le braccia alzarsi di volont propria e curvarsi
intorno al suo collo, attirandolo a s.
Il Nephilim ansim sulla sua bocca. Doveva essere talmente sicuro che lei lo avrebbe respinto
che per un istante si immobilizz. Le mani di Tessa gli scivolarono lungo la schiena, incitandolo a non
fermarsi con tocchi delicati e con mormorii a fior di labbra. Jem le restitu le carezze esitando, poi con
vigore sempre crescente... non smettendo di baciarla, ogni volta con foga sempre maggiore,
prendendole il viso tra le mani ardenti, carezzandole la pelle con le affusolate dita da violinista,
facendola rabbrividire. Le sue mani si muovevano sui fianchi di Tessa, premendosela contro. I piedi
nudi della ragazza scivolarono sul tappeto, e i due barcollarono e caddero all'indietro sul letto.
Con le dita serrate sulla camicia di Jem, Tessa lo attir su di s, accogliendo il suo peso sul
proprio corpo con la sensazione di vedersi restituire qualcosa che le era sempre appartenuto, una parte
di lei che le era mancata senza che se ne rendesse conto. Jem era leggero, con le ossa cave come quelle
degli uccelli e il cuore che batteva all'impazzata come il loro. Gli pass le mani tra i capelli; erano
soffici come aveva sempre pensato che fossero nei suoi sogni pi riposti, come piume appena spuntate
tra le dita. Sembrava che Jem non potesse smettere di passare le mani su di lei in preda allo stupore. Si
fecero strada sul suo corpo finch, con il respiro spezzato sul suo orecchio, non trov la cintura della
vestaglia e vi indugi con dita tremanti.
L'incertezza del ragazzo diede l'impressione a Tessa che il cuore le si gonfiasse nel petto, invaso
da una tenerezza abbastanza grande da contenere entrambi. Voleva che Jem la vedesse cos com'era, se
stessa, Tessa Gray, senza nessuna trasformazione. Abbass la mano e sleg la cintura, facendosi
scivolare la vestaglia dalle spalle e mostrandoglisi con la sola camicia da notte di batista bianca. Alz
lo sguardo su di lui, senza fiato, scuotendosi via i capelli sciolti dal viso.
Sollevandosi sopra di lei, Jem abbass gli occhi e ripet con voce velata quanto aveva gi detto
nella carrozza quando le aveva toccato i capelli.  Ni hen piao liang.
 Che cosa significa?  sussurr lei.
Questa volta Jem sorrise.  Significa che sei bellissima. Non volevo dirtelo prima. Non volevo
tu pensassi che mi stavo prendendo delle libert.
Tessa alz un braccio e gli tocc la guancia, cos vicina alla sua, e poi la pelle delicata della
gola, sotto la cui superficie il sangue pulsava impetuoso. Mentre seguiva con gli occhi il movimento
delle dita, Jem sbatt le ciglia, simili a pioggia argentea.
 Prenditele pure  sussurr Tessa.
Il Nephilim si chin su di lei; le loro bocche si incontrarono di nuovo, e la sensazione fu cos
forte, cos irresistibile, che la ragazza chiuse gli occhi, quasi per nascondersi nell'oscurit. Jem
mormor e la strinse a s. Rotolarono di lato, le gambe di lei tra quelle di lui, i corpi che cercavano di
premersi sempre di pi l'uno contro l'altro finch non divenne difficile respirare. Eppure, non
riuscivano a fermarsi.
Tessa trov i bottoni della sua camicia ma, anche quando riapr gli occhi, le tremavano troppo le
mani per poterli slacciare. Lo fece in maniera goffa, strappando la stoffa. Mentre Jem si sfilava con
foga la camicia dalle spalle, Tessa vide che i suoi occhi si stavano di nuovo schiarendo, per tornare ad
accendersi di un puro colore argenteo. Ebbe solo un istante per meravigliarsene, per; era troppo
occupata a meravigliarsi del resto di lui. Era magrissimo, senza i cordoni di muscoli di Will, ma nella
sua fragilit c'era qualcosa di bello, come i versi scarni di una poesia. Oro battuto impalpabile come
aria [4]. Sebbene uno strato di muscoli gli coprisse il torace, Tessa vedeva le ombre tra le costole. Il
ciondolo di giada regalatogli da Will stava sotto le clavicole aguzze.
 Lo so  mormor Jem, abbassando lo sguardo su di s, impacciato.  Non sono... voglio
dire, sono...
 Bello  fece lei, ed era seria.  Sei bello, James Carstairs.
Gli occhi di Jem si spalancarono, e Tessa lo tocc. Le mani avevano smesso di tremarle. Ormai
erano esplorative, affascinate. Un tempo sua madre possedeva un libro decrepito, ricord, dalle pagine
tanto fragili che rischiavano di ridursi in polvere quando erano toccate, e in quel momento prov la
stessa responsabilit, us la stessa immensa cautela nello sfiorargli con le dita i marchi sul petto, gli
incavi tra le costole e la curva dello stomaco, che tremava sotto il suo tocco: era qualcosa di fragile e
bello.
Anche Jem sembrava incapace di smettere di toccarla. Le sue abili mani da musicista le
sfioravano i fianchi, accarezzandole le gambe nude sotto la camicia da notte. La toccava come di solito
toccava il suo adorato violino, con una grazia delicata e incalzante che la lasci senza fiato.
Sembravano condividere la stessa febbre: i loro corpi bruciavano, i capelli erano bagnati di
sudore, incollati alla fronte e al collo. A Tessa non importava,- voleva quel calore, quella sensazione
che rasentava il dolore. Non era lei, era un'altra Tessa, era una Tessa onirica a comportarsi in quel
modo, e ricord quando aveva sognato Jem in un letto circondato di fiamme. Ma non aveva mai
sognato che sarebbe bruciata con lui. Voleva continuare a provare quella sensazione, lo sapeva, a
sentire quel fuoco, ma nessuno dei romanzi che aveva letto diceva cosa sarebbe successo dopo.
Will l'avrebbe saputo, pens, ma lei e Jem stavano semplicemente seguendo un istinto che
veniva dal profondo. Le dita del ragazzo scivolarono nel minuscolo spazio tra loro, trovando i bottoni
che tenevano chiusa la camicia da notte di Tessa: mentre la stoffa scivolava via, si chin a baciarle la
spalla nuda. Nessuno l'aveva mai baciata in quel punto prima, e la sensazione fu talmente sconvolgente
che Tessa stese una mano per tenersi forte e fece cadere un cuscino dal letto, colpendo il comodino. Si
sent un tonfo. Un improvviso, intenso odore dolciastro, come di spezie, riemp la stanza.
Jem ritrasse di scatto le mani, con un'espressione inorridita sul viso. Anche Tessa si mise a
sedere, sistemandosi il davanti della camicia da notte, improvvisamente impacciata. Jem fissava oltre
l'orlo del letto, e lei segu il suo sguardo. La scatola laccata in cui Jem teneva la droga era caduta,
rompendosi. Uno spesso strato di polvere scintillante era sparso sul pavimento. Sembrava sollevarsene
una fievole nebbiolina argentea dal dolce odore speziato.
Jem fece scostare Tessa, cingendola con un braccio, ma nella sua presa c'era paura piuttosto che
passione.  Tess...  mormor.  Non puoi toccare questa roba. Se ti sfiorasse la pelle sarebbe...
pericoloso. E anche inspirarla... Tessa, devi andare.
La ragazza pens a Will che le ordinava di andarsene dalla soffitta. Sarebbe stato sempre cos...
qualcuno l'avrebbe baciata e poi le avrebbe ordinato di andarsene come se lei fosse una cameriera non
richiesta?  Non voglio andare via  replic con veemenza.  Jem, posso aiutarti a pulire. Io sono...
Tua amica, stava per dire. Ma quello che avevano fatto non era ci che facevano due amici. Che
cos'era per lui?
 Ti prego  disse Jem. Aveva la voce velata.
Tessa riconobbe l'emozione. Era vergogna.
 Non voglio che tu mi veda in ginocchio mentre frugo sul pavimento in cerca della droga di
cui ho bisogno per vivere. Nessun uomo vorrebbe una cosa del genere dalla ragazza che...  Jem fu
scosso da un respiro affannoso.  Mi dispiace, Tessa.
La ragazza che...? Cosa? Ma non poteva chiederglielo. Tessa era sopraffatta... dalla
compassione, dalla solidariet, dallo shock per ci che avevano fatto. Si chin in avanti e lo baci sulla
guancia. Jem rimase immobile mentre lei scivolava gi dal letto, recuperava la vestaglia e usciva in
silenzio dalla stanza.
Il corridoio era lo stesso di quando Tessa l'aveva attraversato - attimi... ore... minuti? - prima:
scuro, con le stregaluci fievoli che si susseguivano in entrambe le direzioni. Si era appena infilata nella
propria stanza e stava per chiudere la porta, quando colse il guizzo di un movimento in fondo al
corridoio. Un istinto la fece rimanere dov'era, con la porta semichiusa, l'occhio incollato alla minuscola
fessura.
Era il movimento di qualcuno che percorreva il corridoio. Un ragazzo dai capelli biondi, pens
Tessa per un istante, confusa, ma no... era Jessamine, vestita da uomo. Indossava dei pantaloni e una
giacca aperta su un panciotto, si era legata i lunghi capelli dietro la nuca e teneva in mano un cappello.
Mentre camminava svelta si guard alle spalle, quasi temesse di essere seguita. Pochi istanti dopo
svolt l'angolo e scomparve alla vista.
Tessa chiuse piano la porta, con la mente che lavorava frenetica. Cosa diavolo succedeva? Cosa
ci faceva Jessamine in giro per l'Istituto nel cuore della notte, vestita come un ragazzo?
Dopo avere appeso la vestaglia, Tessa si stese sul letto. Si sentiva mortalmente stanca, di quella
stanchezza che aveva provato la notte che era morta la zia, come se il suo corpo avesse esaurito la
capacit di emozionarsi. Quando chiuse gli occhi, vide il viso di Jem, poi quello di Will, la mano sulla
bocca insanguinata. I pensieri sui due ragazzi le turbinarono nella mente finch non si addorment,
senza sapere quale dei due stesse sognando di baciare.
...
.
...
10.
.
LA VIRT DEGLI ANGELI.
.
La virt degli angeli  che non possono peggiorare; il loro difetto, che non possono migliorare.
Il difetto dell'uomo  che pu peggiorare; la sua virt, che pu migliorare.
Massima chassidica.
.
 Suppongo che ormai siate tutti informati che la notte scorsa sono stato in una fumeria
d'oppio  osserv Will a colazione. I suoi occhi erano cerchiati di rosso, la guancia contusa nel punto
in cui Jem lo aveva colpito Era una mattina scura. L'alba era sorta piovosa e grigia, e l'Istituto si sentiva
pesantemente oppresso, quasi fosse schiacciato dal cielo. Sophie andava e veniva dalla cucina con
vassoi di cibo fumante, il volto pallido che sembrava piccolo e sciupato. Jessamine era accasciata
stancamente davanti al suo t. Charlotte sembrava esausta e distrutta dalla notte trascorsa nella
biblioteca. Soltanto Henry, che leggeva il giornale con una mano e infilzava le sue uova con l'altra,
sembrava avere un po' di energia. Jem si faceva notare per la sua assenza.
Quando si era svegliata, Tessa aveva fluttuato per un momento in uno stato di beato oblio: gli
avvenimenti della notte prima erano una macchia indistinta. Poi si era messa a sedere di scatto, mentre
un orrore infinito le si riversava addosso come un'ondata di acqua bollente.
Aveva fatto davvero tutte quelle cose con Jem? Il letto... le sue mani su di lei... la droga versata.
Tessa si era portata le mani ai capelli: le ricadevano sciolti sulle spalle, perch Jem le aveva disfatto le
trecce.
Oh, Dio, pens. L'ho fatto davvero. Ero proprio io.
Si era premuta le mani sugli occhi in uno sconvolgente miscuglio di confusione, spaventosa
felicit - perch non poteva negare che, a suo modo, quanto era successo fosse stato magnifico - orrore
per se stessa e cocente umiliazione.
Jem doveva aver pensato che lei avesse completamente perso il controllo. Non c'era da stupirsi
che le riuscisse penoso vederla a colazione. Anche a lei riusciva penoso vedersi nello specchio.
 Mi avete sentito?  ripet Will, chiaramente deluso della reazione al suo annuncio.  Ho
detto che la scorsa notte sono stato in una fumeria d'oppio.
Charlotte sollev lo sguardo. Pieg lentamente il giornale, lo depose sul tavolo e si fece
scivolare sul naso gli occhiali da lettura.  In effetti, ignoravamo questa parte indubbiamente gloriosa
delle tue recenti occupazioni.
 Dunque  l che sei stato tutto questo tempo?  chiese Jessamine con noncuranza,
prendendo una zolletta di zucchero dalla ciotola e mordendola.  Ormai sei dipendente da quella roba?
Dicono che basti una dose.
In realt non era una fumeria d'oppio  obiett Tessa prima di potersi trattenere.  Cio...
sembrava che trafficassero piuttosto in polveri magiche e cose del genere.
 E va bene, forse non era esattamente una fumeria d'oppio, ma era pur sempre un covo del
vizio!  Will sottoline tali ultime parole agitando un dito.
 Accidenti, spero che non fosse uno di quei posti gestiti da ifrit  sospir Charlotte.  Sul
serio, Will...
 Era esattamente uno di quei posti  dichiar Jem, entrando nella stanza e sedendosi su una
sedia accanto a Charlotte: il pi lontano possibile da Tessa, osserv lei con una sensazione amara nel
petto. E non la degn neppure di uno sguardo.  Dalle parti di Whitechapel High Street.
 E come mai tu e Tessa siete tanto informati al riguardo?  chiese Jessamine, rianimata forse
dallo zucchero che aveva ingerito, oppure dall'aspettativa di qualche bel pettegolezzo, o da entrambe le
cose.
 La scorsa notte ho usato un incantesimo di ricerca per trovare Will  rivel Jem.  Ero
preoccupato per la sua assenza. Pensavo che potesse aver dimenticato la via del ritorno all'Istituto.
Ti preoccupi troppo  replic Jessamine. sciocco.
 Hai proprio ragione. Non rifar mai pi lo stesso errore.  Jem allung una mano verso il
piatto del kedgeree.  Will non aveva affatto bisogno del mio aiuto.
L'amico lo guard con aria pensierosa.  A quanto pare, mi sono svegliato con una bella
ammaccatura.  Indic la pelle livida sotto l'occhio.  Avete idea di come me lo sia fatto?
 No.  Jem si vers del t.
 Uova  disse Henry con aria sognante, guardando il suo piatto.  Amo le uova. Potrei
mangiarle tutto il giorno.
 C'era davvero bisogno di portare Tessa con te a Whitechapel?  chiese Charlotte a Jem,
togliendosi gli occhiali e posandoli sul giornale. I suoi occhi marroni avevano un'espressione di
rimprovero.
 Tessa non  di porcellana fine  ribatt Jem.  Non si rompe mica.
Sebbene Jem avesse parlato continuando a non guardarla, in qualche modo quella frase fece
affluire alla mente di Tessa una serie di immagini della notte precedente: quando si era avvinghiata a
lui nella penombra del suo letto, quando le sue mani l'avevano afferrata per le spalle e le loro bocche si
erano premute l'una contro l'altra.
No, di certo non l'aveva trattata come se fosse fragile. Sentendo affluire una vampata di calore
alle guance, abbass svelta lo sguardo, pregando che il rossore svanisse.
 Potrebbe stupirvi sapere che nella fumeria d'oppio ho visto qualcosa di piuttosto interessante
 disse Will.
Non ne dubito  comment Charlotte, in tono aspro.
 Un uovo?  chiese Henry.
 Nascosti  afferm Will.  Lupi mannari, perlopi.
 Non c' nulla di interessante nei lupi mannarireplic Jessamine, in tono risentito.  Se
l'avessi dimenticato, Will, ora siamo impegnati nella ricerca di Mortmain, non di qualche Nascosto
stordito dalla droga.
 Compravano yin fen. A fiumi.
A quelle parole, Jem alz la testa e incontr gli occhi dell'amico.
 Avevano gi cominciato a cambiare colore  aggiunse Will.  Parecchi avevano i capelli o
gli occhi argentei, e perfino la pelle aveva cominciato ad assumere la stessa tinta.
  molto seccante.  Charlotte aggrott la fronte.  Non appena questa faccenda di
Mortmain sar finita, dovremo fare due chiacchiere con Woolsey Scott. Se nel suo branco c' un
problema di dipendenza da certe sostanze, vorr saperlo.
 Non credi che lo sappia gi?  chiese Will, appoggiandosi allo schienale della sedia.
Sembrava compiaciuto di avere finalmente ottenuto una reazione alle notizie che aveva riferito.  
pur sempre il suo branco.
Il suo branco comprende tutti i lupi di Londraobiett Jem.  Non pu certo controllarli
tutti.
 Non sono sicuro che sia il caso di aspettare  afferm Will.  Se puoi metterti in contatto
con Scott, Charlotte, io gli parlerei non appena possibile.
Charlotte inclin la testa di lato.  E perch?
 Uno degli ifrit ha chiesto a un lupo mannaro come mai avesse bisogno di tanto yin fen, che
sembra avere un effetto stimolante sui suoi simili  disse Will.  Ha risposto che il Magister si
compiaceva del fatto che riuscissero a lavorare tutta la notte, grazie alla droga.
La tazza di t di Charlotte si pos rumorosamente sul piattino.  Lavorare a cosa?
Will fece un sorrisetto, chiaramente compiaciuto dell'effetto che stava suscitando.  Non ne ho
idea. Pi o meno allora ho perso i sensi. Stavo facendo un bel sogno su una giovane donna che aveva
smarrito quasi tutti i suoi vestiti...
Charlotte era cerea.  Santo cielo, spero che Scott non sia coinvolto negli affari del Magister.
Prima de Quincey, ora i lupi... tutti nostri alleati. Gli Accordi...
 Sono sicuro che andr tutto bene, Charlotte  le disse Henry con dolcezza.  Scott non mi
sembra il tipo che si va a impegolare con uno come Mortmain.
 Forse dovresti essere presente quando gli parler. Ufficialmente, sei tu il capo dell'Istituto...
 Oh, no  fece Henry con un'espressione inorridita.  Tesoro, farai benissimo senza di me.
Sei talmente brava in questo genere di colloqui, mentre io sono una vera frana. E poi, se riesco a
trovare le formule giuste, l'invenzione a cui sto lavorando adesso potrebbe ridurre in pezzi l'intero
esercito di automi!  Gir lo sguardo sui presenti, raggiante.
Charlotte lo fiss per un lungo istante, quindi allontan la sedia dal tavolo, si alz e usc dalla
stanza senza dire altro.
Will guard Henry.  Niente rovina mai i tuoi cerchi, non  vero?
Henry sbatt le palpebre.  Che vuoi dire?
 Archimede.  Come al solito, Jem sapeva cosa intendesse Will.  Stava disegnando delle
figure geometriche sulla sabbia, quando la sua citt fu attaccata dai Romani. Era talmente assorto in ci
che stava facendo da non vedere il soldato avvicinarsi alle sue spalle. Le sue ultime parole furono:
"Non rovinare i miei cerchi". Naturalmente, a quel tempo era ormai vecchio.
 E probabilmente non si era mai sposato  disse Will, sorridendo.
Jem non restitu il sorriso. Senza guardare n Will n Tessa - senza guardare nessuno - si alz e
usc dalla stanza.
 Oh, che noia!  esclam Jessamine.   uno di quei giorni in cui tutti escono dalla stanza
arrabbiati e impettiti? Non ho proprio la forza per una cosa del genere.  Appoggi la testa sulle
braccia e chiuse gli occhi.
Henry spost sconcertato lo sguardo da Will a Tessa.  Che c'? Cosa ho fatto di sbagliato?
Tessa sospir.  Niente di terribile, Henry. Probabilmente Charlotte voleva che tu
l'accompagnassi.
 E allora perch non l'ha detto?  Gli occhi di Henry erano tristi. Tutta la sua gioia riguardo
alle uova e alle invenzioni sembrava svanita.
Forse non avrebbe dovuto sposare Charlotte, pens Tessa, il cui stato d'animo era desolato
come il tempo. Forse, come Archimede, sarebbe stato pi felice a disegnare cerchi sulla sabbia.
 Le donne non dicono mai quello che pensanoafferm Will. I suoi occhi si spostarono in
direzione della cucina, dove Bridget stava sistemando gli avanzi della colazione. Il suo canto si
riversava lugubre nella sala da pranzo.
 Ho paura che ti abbiano avvelenato, ragazzo mio bello,
Ho paura che ti abbiano avvelenato, mia gioia e consolazione!
Oh, s, mi hanno avvelenato; mamma, fammi il letto, presto,
Ho una fitta al cuore e voglio stendermi.
 Giurerei che in passato quella donna doveva girare dalle parti di Seven Dials per piazzare
ballate tragiche nelle case in lutto  disse Will.  E gradirei molto se evitasse di cantare canzoni su
gente avvelenata dopo che abbiamo appena mangiato.  Si volt a guardare Tessa.  Non dovresti
andare a metterti la tenuta? Non hai l'addestramento con quei matti dei Lightwood, oggi?
 S, in mattinata, ma non devo cambiarmi. Ci esercitiamo solo nel lancio dei coltelli.  Tessa
era piuttosto stupita di essere in grado di condurre una conversazione pacata e civile con Will dopo gli
avvenimenti della notte precedente. Aveva ancora nel cassettone il fazzoletto di Cyril sporco del
sangue del Nephilim; ricord il calore delle sue labbra sulle dita, e distolse svelta gli occhi.
 Fortunatamente sono un campione nel lancio dei coltelli.  Will si alz e le porse il braccio.
 Vieni. Assistendo all'addestramento far impazzire Gideon e Gabriel, e stamattina un po' di pazzia 
proprio quello che mi ci vuole.
Will aveva visto giusto. La sua presenza durante la seduta di addestramento sembr rendere
furioso quantomeno Gabriel, mentre Gideon, a cui pareva andare tutto bene, reag a quella intrusione
con molta flemma. Will stava seduto su una bassa panca di legno appoggiata a una delle pareti
mangiando una mela, le lunghe gambe distese davanti a lui, e di quando in quando gridava qualche
consiglio che Gideon ignorava e Gabriel prendeva come un pugno nello stomaco.
 Deve proprio stare qui?  brontol Gabriel a Tessa, la seconda volta che gli cadde quasi il
coltello di mano mentre glielo porgeva. Le mise una mano sulla spalla, mostrandole la traiettoria da
imprimere al coltello per colpire il bersaglio a cui stava mirando: un cerchio nero disegnato sulla
parete.  Non potete dirgli di andare via?
 E perch dovrei?  replic Tessa. Sapeva che Gabriel avrebbe preferito che lei mirasse
piuttosto a Will.  Will  mio amico, mentre voi non mi piacete neppure.  Lanci il coltello. Manc
il bersaglio di oltre un metro, colpendo la parete in basso, vicino al pavimento.
 No, appesantite ancora troppo la punta... E cosa intendete, dicendo che non vi piaccio? 
chiese Gabriel, porgendole automaticamente un altro coltello, ma con un'espressione davvero
sbalordita.
 Be', vi comportate come se fossi io a non piacere a voi.  rispose Tessa, scrutando il filo
della lama.  Anzi, vi comportate come se nessuno di noi vi piacesse.
 Non  cos. L'unico a non piacermi  lui  disse Gabriel, indicando Will.
 Accidenti!  perch sono pi bello di te?
 Calma, voi due  grid Gideon, dall'altra parte della sala.  Dobbiamo lavorare, non
lanciarci frecciatine per trascurabili dissapori vecchi di anni.
 Trascurabili?  ringhi Gabriel.  Mi ha rotto un braccio.
Will tir un altro morso alla mela.  Non posso credere che tu sia ancora arrabbiato per quello.
Tessa lanci il coltello. Questa volta and meglio; se non proprio nel centro, fin all'interno del
cerchio nero. Gabriel si guard intorno in cerca di un altro coltello e, non vedendone nessuno, lanci
un'esclamazione annoiata.  Se fossimo noi a dirigere l'Istituto, questa sala delle esercitazioni sarebbe
tenuta e rifornita molto meglio  disse, alzando la voce in modo che Will lo sentisse.
Tessa gli rivolse un'occhiata furiosa.  Strano che non mi andiate a genio, eh?
Il bel viso di Gabriel si corrug in una sgradevole smorfia di disprezzo.  Non vedo come la
cosa possa riguardarvi, piccola strega,- questa non  casa vostra. Voi non appartenete a questo posto.
Credetemi, sarebbe molto meglio per voi se l'Istituto fosse gestito dalla mia famiglia; potremmo trovare
il modo di mettere a frutto il vostro... talento. Un'occupazione che vi renderebbe ricca. Potreste vivere
dove volete. E Charlotte potrebbe dirigere l'Istituto di York, dove combinerebbe decisamente meno
guai.
Gideon e Sophie avevano smesso di esercitarsi e seguivano la conversazione: lui guardingo, lei
a occhi spalancati.
Will, dimenticata la mela, si era raddrizzato.  Forse ti  sfuggito, ma c' gi qualcuno che
dirige l'Istituto di York.
 Aloysius Starkweather  un vecchio rimbecillito.  Gabriel lo liquid con un cenno della
mano.  E non ha discendenti da mettere al suo posto previa autorizzazione del Console. Dopo la
faccenda della nipote, il figlio e la nuora hanno fatto i bagagli e sono andati a Idris. Non torneranno n
per amore n per denaro.
 La faccenda della nipote?  Tessa ripens al ritratto della bambina dall'aria malaticcia, sulle
scale dell'Istituto di York.
Visse solo dieci anni o gi di ldisse Gabriel.  Corre voce che non fosse mai stata troppo
in salute, e la prima volta che le imposero un marchio... be', doveva essere stata addestrata male.
Impazz, divenne una Dimenticata e mor. Il colpo uccise la moglie di Starkweather e fece fuggire i
figli a Idris. Non dovrebbe essere molto difficile farlo sostituire da Charlotte. Il Console deve rendersi
conto che non  pi adatto...  troppo legato alle vecchie usanze.
Tessa fiss Gabriel, incredula. Mentre lui raccontava la storia degli Starkweather come se si
trattasse di una favola, la sua voce trasudava una gelida indifferenza. E lei avrebbe preferito non
impietosirsi per quel vecchio con gli occhi astuti e quell'orribile sala piena di "spoglie", ma non poteva
farne a meno. Scacci Aloysius Starkweather dalla mente.  Charlotte dirige questo Istituto. E vostro
padre non glielo toglier mai.
 Merita che le sia tolto.
Will gett in aria il torsolo della mela, estraendo al tempo stesso un coltello dalla cintura e
lanciandolo. Coltello e torsolo volarono insieme attraverso la sala, andandosi a conficcare nella parete
subito dietro la testa di Gabriel.  Ripetilo, e ti cavo gli occhi  minacci Will.
Il viso di Gabriel si contrasse.  Non sai di cosa parli.
Gideon fece un passo avanti, con fare ammonitore.  Gabriel...
Il fratello lo ignor.  Non sai neppure che cosa ha fatto al mio il padre della tua preziosa
Charlotte, vero? Io stesso l'ho saputo solo pochi giorni fa. Finalmente mio padre ha ceduto e ha vuotato
il sacco. Prima aveva sempre protetto i Fairchild.
 Tuo padre?  disse Will, in tono incredulo.  Protetto i Fairchild?
 Proteggeva anche noi.  Gabriel parlava in modo precipitoso.  Il fratello di mia madre -
lo zio Silas - era uno degli amici pi cari di Granville Fairchild. Poi infranse la legge - una cosetta da
nulla, un'infrazione di poco conto - e Fairchild lo scopr. A lui importava solo della Legge, se ne
infischiava dell'amicizia e della lealt. And dritto all'Enclave.  Gabriel alz la voce.  Lo zio Silas
si uccise per la vergogna e mia madre mor di dolore. Ai Fairchild non importa di nessuno, se non di
loro stessi e della Legge!
Per un istante il silenzio regn nella sala. Perfino Will era rimasto senza parole, completamente
colto alla sprovvista.
Alla fine fu Tessa a parlare.  Ma la colpa  del padre di Charlotte. Non di Charlotte.
Gabriel era bianco di rabbia; gli occhi verdi risaltavano sulla carnagione pallida.  Voi non
capite, non siete una Cacciatrice  disse in tono velenoso.  Noi abbiamo l'orgoglio del sangue.
L'orgoglio della famiglia. Granville Fairchild voleva che l'Istituto andasse alla figlia, e il Console lo
permise. Ma anche se Fairchild  morto, possiamo ancora toglierglielo. Era odiato... tanto odiato che, se
non avesse pagato i Branwell per Henry, nessuno avrebbe sposato Charlotte. Lo sanno tutti. Tutti sanno
che in realt lui non la ama. Come potrebbe...?
Ci fu uno schiocco, come il rumore di uno sparo di fucile, e Gabriel tacque. Sophie gli aveva
dato uno schiaffo. La pelle chiara si stava gi arrossando. La cameriera fissava il Cacciatore
ansimando, con un'espressione stupefatta sul viso, quasi non potesse credere a quello che aveva appena
fatto.
Le mani di Gabriel si serrarono lungo i fianchi, ma lui non si mosse. Non poteva, Tessa lo
sapeva. Non poteva colpire una ragazza, una ragazza che non era nemmeno una Cacciatrice o una
Nascosta, ma una semplice mondana. Guard suo fratello, ma Gideon, senza espressione, incontr i
suoi occhi e scosse adagio la testa. Con un suono strozzato, Gabriel gir sui talloni e usc a grandi passi
dalla sala.
 Sophie!  esclam Tessa, allungando un braccio verso di lei.  Stai bene?
Ma Sophie guardava Gideon, in preda all'ansia.  Mi dispiace tanto, signore. Non ho scusanti...
ho perso la testa e...
 Un colpo ben piazzato  disse Gideon con calma.  Vedo che prestate attenzione alle mie
lezioni.
Will era seduto ritto sulla panca, gli occhi azzurri vivaci e curiosi.  La storia che Gabriel ci ha
appena raccontato  vera?
Gideon fece spallucce.  Gabriel adora nostro padre. Qualsiasi cosa lui dica  come una
sentenza caduta dall'alto. Sapevo che mio zio si era ucciso, ma non conoscevo le circostanze fin quando
non siamo tornati a casa dopo il primo giorno di addestramento. Mio padre ci ha chiesto come ci
sembrava che fosse diretto l'Istituto, e io gli ho risposto che sembrava in buone condizioni, non diverso
da quello di Madrid. In effetti, gli ho detto che non vedevo segni di un lavoro trascurato da parte di
Charlotte.  allora che ci ha raccontato quella storia.
 Scusate se ve lo chiedo, ma cosa aveva fatto vostro zio?  domand Tessa.
 Silas? Si era innamorato del suo parabatai. Dunque non si trattava di un'infrazione lieve,
come dice Gabriel, ma grave. I rapporti sentimentali tra parabatai sono assolutamente vietati. Tuttavia
perfino il Cacciatore meglio addestrato pu essere travolto dalle emozioni. Sta di fatto che l'Enclave li
avrebbe separati, e questo Silas non poteva sopportarlo. Perci si uccise. Mia madre si consum di
rabbia e di dolore. Non mi stupisce che il suo ultimo desiderio fosse che togliessimo l'Istituto ai
Fairchild. Gabriel era pi giovane di me quando nostra madre mor - aveva solo cinque anni, si
attaccava ancora alle sue gonne - e credo che ora sia troppo sopraffatto dai suoi sentimenti per poterli
comprendere. Mentre io... io penso che i peccati dei padri non dovrebbero ricadere sui figli.
 O sulle figlie  disse Will.
Gideon lo guard e gli fece un sorriso sghembo. Non c'era antipatia in esso; in effetti,
incredibilmente, era il sorriso di qualcuno che capiva Will e il perch del suo comportamento; perfino
Will sembr un po' sorpreso.  Naturalmente, ora si pone un problema  afferm Gideon.  Gabriel
non torner pi qui. Non dopo quanto  successo.
Sophie, che stava riprendendo colore, impallid di nuovo.  La signora Branwell sar furiosa...
Tessa la zitt con un gesto.  Gli andr dietro e gli chieder scusa, Sophie. Andr tutto a posto.
 Sent Gideon gridarle appresso, ma stava gi correndo fuori dalla sala. Odiava ammetterlo ma,
quando Gideon aveva raccontato del fratello, lei aveva provato un barlume di simpatia per Gabriel.
Sapeva bene cosa significasse perdere la madre quando si era cos giovani da riuscire appena a
ricordarla. Se qualcuno le avesse detto che sua madre aveva espresso un ultimo desiderio, non era certa
che non avrebbe fatto tutto quanto in suo potere per realizzarlo... che avesse senso o meno.
 Tessa!
La ragazza era a met del corridoio quando si sent chiamare. Si gir e vide Will andare verso di
lei con un sorrisetto sul viso. Le parole che gli rivolse cancellarono quel sorriso.  Perch mi segui,
Will? Non avresti dovuto lasciarli da soli! Devi tornare nella sala delle esercitazioni, e subito.
 Perch?
Tessa lev le mani al cielo.  Ma gli uomini non si accorgono mai di niente? Gideon si  fatto
delle idee su Sophie...
 Su Sophie?
  una bellissima ragazza  replic Tessa con veemenza.  Se non hai notato come lui la
guarda, sei uno sciocco. Comunque non voglio che Gideon approfitti di lei: Sophie ha gi avuto
abbastanza problemi del genere in vita sua. E poi, se mi vedr con te, Gabriel non mi parler. Lo sai
benissimo.
Will borbott qualcosa sottovoce e prese Tessa per un polso.  Avanti. Vieni con me.
Il calore della sua pelle contro la propria le mand una scossa su per il braccio. Will la trascin
in soggiorno, e poi alle grandi finestre che davano sul cortile. Le lasci il polso appena in tempo perch
potesse sporgersi in avanti e vedere la carrozza dei Lightwood sbatacchiare fragorosamente sul cortile
di pietra e varcare il cancello di ferro.  Ecco, Gabriel se n' gi andato. Non so, se vuoi correre
appresso alla carrozza... E Sophie sa badare a se stessa. Non lascer che Gideon si prenda delle libert.
E poi lui ha il fascino di una buca delle lettere.
Tessa, stupendosi di se stessa, emise una risata soffocata. Sollev la mano per coprirsi la bocca,
ma troppo tardi; stava gi ridendo, appoggiandosi leggermente alla finestra.
Will la guard, con un'espressione interrogativa negli occhi azzurri, la bocca che cominciava
appena a piegarsi in un sorriso.  Devo essere pi divertente di quanto pensassi. E ci vuol dire che lo
sono davvero molto.
 Non rido di te  replic Tessa, senza riuscire a frenare le risa.   solo che... L'espressione
sulla faccia di Gabriel quando Sophie l'ha schiaffeggiato... Oh, santo cielo!  La ragazza si scost i
capelli dagli occhi.  Non dovrei ridere. Se  stato cos odioso,  anche perch lo stavi stuzzicando.
Dovrei essere in collera con te.
 Oh, dovere...  mormor Will girandosi, lasciandosi cadere su una sedia accanto al fuoco e
stendendo le lunghe gambe verso le fiamme.
Come ovunque in Inghilterra, pens Tessa, nella stanza si gelava tranne che davanti al fuoco. Si
arrostiva davanti e si gelava di dietro, come tacchini mal cotti.
 Nessuna frase che si rispetti contiene mai il verbo "dovere". Avrei dovuto pagare il conto
alla taverna... ora vengono a spezzarmi le gambe. Non sarei mai dovuto scappare con la moglie del mio
migliore amico... adesso mi d il tormento. Avrei dovuto...
 Tu dovresti pensare all'effetto che le cose che fai hanno su Jem  afferm Tessa.
Will rovesci la testa sulla spalliera di cuoio della sedia e guard la ragazza. Era assonnato,
stanco e bellissimo; avrebbe potuto essere l'Apollo di un preraffaellita.  Ora stiamo parlando
seriamente, Tess?  La sua voce era ancora ironica ma tagliente, come una lametta dorata bordata
d'acciaio affilato.
Tessa si avvicin e si sedette nella poltrona di fronte a lui.  Non sei preoccupato che sia
arrabbiato con te?  il tuo parabatai. Ed  Jem. Non  mai arrabbiato.
 Forse  meglio che sia arrabbiato. Tanta pazienza da santo non pu fare bene a nessuno.
 Non prenderlo in giro  replic Tessa, in tono aspro.
 Non c' nulla che non si possa prendere in giro.
 Non Jem.  sempre stato buono con te.  la bont fatta persona. Il fatto che la scorsa notte ti
abbia colpito dimostra solo quanto tu possa far uscire dai gangheri perfino i santi.
  stato Jem a colpirmi?  Will si tast la guancia, con aria sbalordita.  Devo confessare
che ricordo molto poco della scorsa notte. Soltanto che voi due mi avete svegliato, sebbene avessi una
gran voglia di continuare a dormire. Ricordo che Jem mi ha gridato contro, e che tu mi sorreggevi.
Sapevo che eri tu. Profumi sempre di lavanda.
Tessa ignor le ultime parole.  Be', Jem ti ha colpito. Te lo meritavi.
 Sembri davvero sdegnata... un po' come Raziel, che sembra guardarci dall'alto in basso da
tutti quei quadri. Dunque dimmi, angelo sdegnato, che cosa ho fatto per meritare di essere colpito al
volto da James?
Tessa cerc le parole, ma non le vennero. Allora fece ricorso al linguaggio che loro due
condividevano: la poesia.  Sai quel saggio di Donne dove dice...
 "Dai licenza alle mie mani erranti, e lasciale andare"?  cit Will.
 No. Quello su come nessun uomo sia un'isola. Tutto ci che fai tocca gli altri, ma tu non ci
pensi mai. Ti comporti come se vivessi su una specie di isola e nessuna delle tue azioni potesse avere
delle conseguenze. E invece le hanno.
 Che effetto pu avere su Jem la mia visita a un covo di stregoni?  chiese Will. 
Suppongo che sia dovuto venire a recuperarmi, ma in passato ha fatto cose ben pi pericolose per me.
Ci proteggiamo a vicenda...
 No, tu non lo fai  grid Tessa, delusa.  Pensi che gli importi del pericolo?  cos? Tutta
la sua vita  stata distrutta da questa droga, da questo yin fen, e tu te ne vai in un covo di stregoni e ti
droghi come se niente fosse, come se per te fosse solo un gioco. Lui deve prendere quella roba schifosa
ogni giorno per poter vivere, anche se nel frattempo lo uccide. Detesta dipendere da essa. Non riesce
nemmeno a comprarla; lo fa fare a te.  Will fece un verso di protesta, ma Tessa sollev una mano. 
E tu invece te ne vai a Whitechapel e butti i tuoi soldi per pagare la gente che fabbrica questa droga e
induce altra gente a farne uso, come se stessi andando in una specie di vacanza sul continente. Che cosa
avevi in mente?
 Ma Jem non c'entrava niente...
 Non hai pensato a lui, e avresti dovuto farlo  ribatt Tessa.  Crede che ti sia preso gioco
di ci che lo sta uccidendo, non lo capisci? E dire che dovresti essere suo fratello.
Will era sbiancato.  Non pu pensare una cosa del genere.
 E invece s. Sa che non ti importa di ci che gli altri pensano di te. Ma credo si sia sempre
aspettato che ti importasse almeno di ci che pensava lui. Di ci che provava.
Will si sporse in avanti. La luce del fuoco disegnava strani motivi sulla sua pelle, annerendo il
livido sulla guancia.  A me importa di ci che pensano gli altri  disse con una straordinaria
intensit, fissando le fiamme.  Non penso ad altro... a quello che pensano gli altri, a cosa sentono per
me e io per loro; c' da diventare matti. Volevo fuggire...
 Non puoi dire sul serio. Will Herondale che si preoccupa di ci che gli altri pensano di lui?
 Tessa cerc di assumere un tono pi leggero possibile. L'espressione del suo viso la turb: non era
chiusa, ma aperta, quasi fosse rimasto impigliato a met in un pensiero che voleva disperatamente
condividere, senza sopportare di farlo. Questo  il ragazzo che ha preso le mie lettere personali e le ha
nascoste nella sua stanza, pens, ma non riusciva a essere arrabbiata. Credeva che nel vederlo sarebbe
stata furiosa, ma non lo era, era solo perplessa e meravigliata. Certo, il volerle leggere dimostrava una
curiosit nei confronti degli altri che non era decisamente tipica di Will, no?
 Tess, io non penso ad altro.  C'era qualcosa di schietto nel viso di Will, nella sua voce. 
Ogni volta che ti guardo penso a ci che provi per me, e ho paura...
Fu interrotto dalla porta che si apr lasciando entrare Charlotte, seguita da un uomo alto dai
capelli biondo chiaro che risplendevano come un girasole alla luce fioca. Will si gir alla svelta, con il
viso contratto. Tessa lo fiss, chiedendosi cosa fosse stato sul punto di dire.
 Oh!  Charlotte era chiaramente stupita di vederli insieme.  Tessa, Will... Non sapevo
che foste qui.
Le mani del ragazzo erano chiuse a pugno lungo i fianchi, il viso nell'ombra, ma la sua voce era
ferma quando disse:  Abbiamo visto il fuoco acceso. Il resto della casa  gelido come un pezzo di
ghiaccio.
Tessa si alz.  Ora andiamo...
 Will Herondale,  magnifico vederti in forma. E Tessa Gray!  L'uomo biondo si allontan
bruscamente da Charlotte e and verso Tessa con un gran sorriso, come se la conoscesse.  La
mutaforma, giusto? Felice di conoscervi. Che rarit.
Charlotte sospir. Woolsey, questa  Tessa Gray. Tessa, questo  Woolsey Scott, capo del
branco di lupi mannari di Londra e vecchio amico dell'Enclave.
 Benissimo  disse Gideon mentre la porta si chiudeva dietro Tessa e Will. Si gir verso
Sophie, che all'improvviso ebbe la netta sensazione dell'ampiezza della sala e di quanto si sentisse
piccola l dentro.  Vogliamo continuare con l'addestramento?  Le porse un coltello che scintillava
come una bacchetta magica d'argento. I suoi occhi verdi erano fermi. Tutto in Gideon era fermo: lo
sguardo, la voce, l'atteggiamento.
Sophie ricord che effetto faceva essere cinta da quelle braccia ferme, e senza volere rabbrivid.
Non era mai stata da sola con lui prima, e ne era spaventata.  Non credo che ci metterei il cuore,
signor Lightwood. Apprezzo comunque l'offerta, ma...
Gideon abbass lentamente il braccio.  Credete che non prenda sul serio il vostro
addestramento?
 Credo che siate molto generoso. Ma  bene che io guardi in faccia la realt, no? Questo
addestramento non ha mai riguardato me o Tessa, ma vostro padre e l'Istituto. E adesso che ho
schiaffeggiato vostro fratello...  Sophie si sent serrare la gola.  Se lo sapesse, la signora Branwell
sarebbe cos delusa di me.
 Sciocchezze. Gabriel se lo meritava. E poi, vista la piccola faida tra le due famiglie,
Charlotte probabilmente vi darebbe un aumento di stipendio se lo sapesse.  Gideon si fece girare con
noncuranza il coltello intorno al dito e se lo infil nella cintura.
Sophie scosse la testa. Erano a soli pochi passi dalla panca,- sentendosi esausta, ci si lasci
crollare sopra.  Non conoscete Charlotte. Si sentirebbe moralmente obbligata a punirmi.
Anche Gideon si sedette, non accanto a lei ma il pi lontano possibile, all'estremit opposta
della panca; Sophie non avrebbe saputo dire se ne fosse compiaciuta o meno.  Signorina Collins, c'
qualcosa che dovreste sapere.
Lei congiunse le mani in grembo.  Di che si tratta?
Gideon si sporse un po' in avanti.  Quando mio padre mi ha richiamato da Madrid, non
volevo tornare. Non sono mai stato felice a Londra. Da quando  morta mia madre, la nostra casa  un
luogo molto triste.
Sophie si limit a fissarlo, notando le macchioline di grigio nei suoi occhi verdi. Non le veniva
in mente nulla da dire. Gideon era un Cacciatore e un gentiluomo, eppure sembrava che le stesse
aprendo la sua anima. Neppure Jem, con tutto il suo garbo e la sua gentilezza, l'aveva mai fatto.
 Quando ho saputo di queste lezioni, ho pensato che sarebbero state una terribile perdita di
tempo. Mi prefiguravo due ragazze sciocche, indifferenti a qualsiasi tipo di addestramento. Ma questa
immagine non si adatta n alla signorina Gray n a voi. Sapete, a Madrid addestravo i Cacciatori pi
giovani. E ce n'erano parecchi che non avevano l'abilit innata che avete voi. Siete un'allieva piena di
talento, ed  un piacere insegnarvi.
Sophie si sent avvampare.  Non potete dire sul serio.
 E invece s. Sono rimasto piacevolmente sorpreso la prima volta che sono venuto qui, lo
stesso quella dopo e quella dopo ancora. Ho scoperto che non vedevo l'ora. In effetti, sarebbe giusto
dire che, da quando sono tornato a casa, ho detestato ogni cosa di Londra tranne queste ore qui, in
vostra compagnia.
 Ma dicevate "ay Dios mio" ogni volta che lasciavo cadere il pugnale...
Gideon sorrise, e il viso gli si illumin, si trasform.
Sophie lo fiss. Non era bello come Jem, ma era molto attraente, soprattutto quando sorrideva.
Il sorriso sembr allungarsi e toccarle il cuore, facendolo battere pi veloce.  un Cacciatore, pens lei.
E un gentiluomo. Non  questo il modo di pensare a lui. Smettila. Ma non ci riusc, non pi di quanto
fosse riuscita a togliersi dalla mente Jem. Tuttavia, se con Jem si era sentita al sicuro, con Gideon
provava una strana eccitazione... come un lampo che le corresse nelle vene lasciandola senza fiato.
Eppure non voleva rinunciarvi.
 Parlo spagnolo quando sono di buonumore  confess Gideon.  Ormai dovreste averlo
capito.
 Dunque non eravate tanto stanco della mia inettitudine da volervi buttare dal tetto?
 Tutto il contrario.  Gideon si chin su di lei. I suoi occhi avevano il colore tra il verde e il
grigio di un mare in tempesta.  Sophie, posso chiedervi una cosa?
Lei sapeva che avrebbe dovuto riprenderlo, chiedergli di chiamarla "signorina Collins", ma non
lo fece.  Io... s?
 Comunque vada con le lezioni... potrei rivedervi?
Will si era alzato, ma Woolsey Scott stava ancora esaminando Tessa, con la mano sotto il
mento, studiandola come se fosse un oggetto sotto vetro a una mostra di storia naturale. Scott non
assomigliava affatto all'idea che lei si era fatta del capo di un branco di lupi mannari. Doveva avere da
poco superato i vent'anni, era alto ma tanto snello da rasentare la magrezza, con i capelli biondi che gli
arrivavano quasi alle spalle, e indossava una giacca di velluto, pantaloni al ginocchio e una lunga
sciarpa con un motivo cachemire. Un monocolo colorato nascondeva un occhio verde chiaro.
Assomigliava alle illustrazioni degli artisti che si definivano "esteti", che Tessa aveva visto sul Punch.
 Adorabile  comment infine il licantropo.  Charlotte, insisto che assistano alla nostra
conversazione. Che coppia affascinante fanno. Guardate come i capelli scuri di lui mettono in risalto la
carnagione pallida di lei...
 Grazie  disse Tessa, con voce svariate ottave pi acuta del normale.  Signor Scott, 
molto gentile da parte vostra, ma tra me e Will non c' nessun legame. Non so cosa abbiate sentito
dire...
 Niente  replic Scott, lasciandosi cadere su una sedia e sistemandosi la sciarpa intorno al
collo.  Niente di niente, vi assicuro, sebbene il vostro rossore smentisca le vostre parole. E ora avanti,
mettetevi tutti seduti. Non c' alcun bisogno di essere intimiditi da me. Charlotte, fate portare del t.
Sono assetato.
Tessa guard Charlotte, che scroll le spalle come per dire che non c'era niente da fare.
Lentamente, la ragazza si sedette. E anche Will. Lei non lo guard; non poteva, con Woolsey Scott che
sorrideva a tutti e due come se sapesse qualcosa di cui lei era all'oscuro.
 E dov' il giovane signor Carstairs?  chiese Scott.  Ragazzo adorabile. Un colorito
talmente interessante. E un gran talento al violino. Naturalmente, dopo aver sentito suonare Garcin
all'Opera di Parigi, be'... qualsiasi altra cosa fa pensare a polvere di carbone che ti graffi i timpani. Mi
dispiace per la sua malattia.
Charlotte, che aveva attraversato la stanza per suonare il campanello e chiamare Bridget, torn
indietro e si sedette, lisciandosi le gonne.  In un certo senso,  proprio di questo che volevo parlarvi...
 Oh, no, no, no.  Scott aveva tirato fuori da chiss dove una scatola di maiolica, che agit
in direzione di Charlotte.  Nessuna conversazione seria, vi prego, prima che abbia bevuto il mio t e
fumato. Un sigaro egiziano?  Le offr la scatola.  Sono i migliori sul mercato.
 No, grazie.  Charlotte sembr vagamente inorridita all'idea di fumare un sigaro.
In effetti, era una cosa difficile da immaginare, si disse Tessa mentre sentiva Will, accanto a lei,
ridacchiare sommessamente.
Scott fece spallucce e torn ai suoi preparativi. La scatola di maiolica era un oggettino
ingegnoso con vari comparti per i sigari, legati in un fascio da un nastro di seta, e per i fiammiferi
nuovi e usati; c'era perfino un comparto dove gettare la cenere. Il licantropo si accese un sigaro, con
evidente sollievo, e l'odore dolciastro del tabacco riemp la stanza.  Dunque, ditemi come state, cara
Charlotte. E quel distratto di vostro marito? Si aggira sempre nella cripta inventando aggeggi che
esplodono?
 Incredibile, ma a volte devono davvero esplodere  osserv Will.
Si sent un tintinnio, e Bridget arriv con il vassoio del t, risparmiando a Charlotte la necessit
di parlare di Henry. Depose il vassoio sul tavolino intarsiato tra le sedie, guardandosi intorno con
apprensione.  Scusate, signora Branwell. Pensavo di dover preparare il t solo per due persone...
 Non c' problema  replic Charlotte.  Se avremo bisogno d'altro, suoner.
Bridget fece un inchino e se ne and, lanciando un'occhiata curiosa a Woolsey Scott.
Il licantropo non le prest attenzione. Aveva gi versato il latte nella tazza e guardava la sua
ospite con aria di rimprovero.  Oh, Charlotte...
Lei gli rivolse un'occhiata perplessa.  S?
 Le mollette...  disse Scott con aria afflitta, con il tono di chi commenti la tragica morte di
un conoscente.  Le mollette dello zucchero sono d'argento.
 Oh! Sono mortificata...
L'argento era letale per i lupi mannari, ricord Tessa.
Scott sospir.  Non c' problema. Fortunatamente, giro sempre con le mie.  Da un'altra
tasca della giacca di velluto - abbottonata su un panciotto con un motivo di ninfee che avrebbe fatto
sfigurare quelli di Henry - estrasse un involto di seta,- svolgendolo, rivel delle mollette d'oro e un
cucchiaino da t. Li mise sul tavolino, tolse il coperchio alla teiera e sembr compiaciuto. 
Gunpowder! Di Ceylon, suppongo. Avete mai bevuto il t a Marrakech? Lo riempiono di zucchero o
miele...
 Polvere da sparo?  chiese Tessa, che non riusciva a trattenersi dal fare domande, anche
quando sapeva perfettamente che non era il caso.  Non c' della polvere da sparo nel t, vero?
Scott scoppi a ridere.  Incantevole! No, lo chiamano cos perch le foglie sono arrotolate in
minuscole palline che assomigliano alla polvere da sparo.
Charlotte, con la bocca ridotta a una linea sottile per l'imbarazzo, si vers del t.  Signor
Scott, dobbiamo davvero discutere della situazione che si  venuta a creare.
 S, s, ho letto la vostra lettera.  Il licantropo sospir.  La politica dei Nascosti... che
noia. Immagino che non mi lascerete raccontare del ritratto che mi sono fatto fare da AlmaTadema?
Ero vestito da soldato romano...
Will, forse dovresti informare il signor Scott di quanto hai visto a Whitechapel la scorsa
notte.  disse Charlotte, in tono fermo.
Con una certa sorpresa di Tessa, Will fece quanto gli era stato detto, riducendo al minimo le
osservazioni sarcastiche.
Scott lo guardava al di sopra della tazza. I suoi occhi erano di un verde cos chiaro da sembrare
quasi gialli.  Scusa, ragazzo mio, ma non vedo perch questo richieda un incontro urgente  disse
quando Will ebbe finito di parlare.  Siamo tutti al corrente dell'esistenza di quel covo di ifrit, e non
posso controllare costantemente tutti i membri del mio branco. Se qualcuno di loro sceglie di darsi al
vizio...  Il licantropo si chin verso Will.  Lo sai che i tuoi occhi hanno quasi l'esatta sfumatura dei
petali delle viole del pensiero? Non del tutto azzurri, non del tutto viola. Straordinario.
Will spalanc gli occhi e fece un sorriso compiaciuto.  Credo che fosse l'accenno al Magister
a preoccupare Charlotte.
 Ah!  Scott gir lo sguardo su di lei.  Siete preoccupata perch pensate che io vi stia
tradendo, come lo credevate di de Quincey. Pensate che io sia in combutta con il Magister - ma
chiamiamolo con il suo vero nome, d'accordo? Mortmain - e che abbia messo i miei lupi al suo
servizio.
 Avevo supposto che i Nascosti di Londra potessero sentirsi traditi dall'Istituto, dopo quanto 
accaduto con de Quincey  disse Charlotte, in tono esitante.  La sua morte...
Woolsey Scott si aggiust il monocolo. Mentre lo faceva, la luce balen sul cerchietto dorato
che portava all'indice, facendo scintillare le parole che vi erano incise: L'art pour l'art.   stata la pi
bella sorpresa che ho avuto da quando ho scoperto i Savoy Turkish Baths a Jermyn Street. Disprezzavo
de Quincey. Lo odiavo con ogni fibra del mio essere.
 Be', i Figli della Notte e i Figli della Luna non sono mai stati molto...
 de Quincey fece uccidere un lupo mannaro  disse all'improvviso Tessa, e i suoi ricordi si
mescolarono con quelli di Camille, in particolare con l'immagine di un paio di occhi tra il giallo e il
verde come quelli di Woolsey Scott.  Per il suo... legame con Camille Belcourt.
Il licantropo rivolse un lungo sguardo curioso a Tessa.  Si trattava di mio fratello maggiore.
Era a capo del branco prima di me, e io ne ho ereditato la carica. Di solito per diventare capobranco
bisogna uccidere. Nel mio caso, la nomina fu messa ai voti, e il compito di vendicare mio fratello in
nome del branco tocc a me. Solo che, vedete...  Scott fece un elegante gesto della mano.  Voi
avete sistemato de Quincey al posto mio. Non avete idea di quanto ve ne sia grato.  Inclin la testa di
lato.   morto bene?
  morto urlando.  La crudezza di Charlotte sorprese Tessa.
  davvero magnifico sentirlo.  Scott depose la tazza.  Cos facendo, vi siete guadagnati
un favore. Vi dir quanto so, sebbene non sia granch. Mortmain venne da me proponendomi di entrare
con lui nel Pandemonium Club. Rifiutai, perch vi era gi entrato de Quincey, e non volevo far parte di
un club che lo aveva come membro. Mortmain mi fece sapere che, se avessi cambiato idea, ci sarebbe
sempre stato un posto per me...
Vi ha parlato dei suoi fini?  lo interruppe Will. Dello scopo fondamentale del club?
Scott annu.  La distruzione di tutti i Cacciatori, credevo che lo sapeste. Non  certo un club
di giardinaggio.
 Pensiamo che abbia del rancore contro l'Enclave  disse Charlotte.  Molti anni fa, i
Cacciatori gli hanno ucciso i genitori. Erano stregoni completamente dediti allo studio delle arti
occulte.
 Pi che rancore, la sua  un'ossessione  replic Scott.  Vorrebbe vedere la vostra razza
cancellata, ma per il momento sembra accontentarsi di iniziare dall'Inghilterra e di allargare da qui la
sua sfera d'azione. Un folle paziente e metodico, della specie peggiore.  Il licantropo si appoggi allo
schienale della sedia e sospir.  Mi  giunta notizia di un gruppo di giovani lupi non legati a nessun
branco, che hanno lavorato clandestinamente per lui e sono stati pagati profumatamente. Hanno
ostentato i loro soldi tra i membri del mio branco, creando animosit. Della droga non so nulla.
 Far s che continuino a lavorare per lui notte e giorno, finch non cadranno a terra stremati,
o morti  disse Will.  Non c' nessuna cura per la dipendenza.  micidiale.
Gli occhi tra il giallo e il verde del lupo mannaro incontrarono i suoi.  Questa polvere
argentea  quella a cui  assuefatto il vostro amico James Carstairs, non  vero? Ed  vivo.
 Jem sopravvive perch  un Cacciatore, e perch ne assume a piccole dosi e il pi raramente
possibile. E comunque alla fine lo uccider.  La voce di Will era terribilmente piatta.  Come lo
ucciderebbe rinunciare a essa.
 Be', in tal caso spero proprio che l'acquisto generoso di roba da parte di Mortmain non ne
crei penuria  replic Scott, in tono disinvolto Il ragazzo sbianc: non aveva ancora pensato a
quell'evenienza. Tessa si gir verso di lui, ma Will era gi in piedi e si avviava verso la porta, che si
richiuse rumorosamente alle sue spalle.
Charlotte aggrott la fronte.  Oh, Signore! Andr di nuovo a Whitechapel. Era proprio
necessario, Woolsey? Credo che abbiate terrorizzato quel povero ragazzo, probabilmente per niente.
 Essere previdenti non guasta mai  afferm Scott.  Ero certo che mio fratello non
corresse alcun pericolo, finch de Quincey non lo uccise.
 de Quincey e il Magister sono della stessa risma... spietati  disse Charlotte.  Se poteste
aiutarci...
 La situazione  senz'altro terribile  Scott annu.  Sfortunatamente, i licantropi che non
sono membri del mio branco non ricadono sotto la mia responsabilit.
 Se poteste semplicemente mandare qualcuno a tastare il terreno... Ogni informazione su dove
lavorano o cosa fanno sarebbe inestimabile. L'Enclave ve ne sarebbe grato.
 Oh, l'Enclave  fece Scott, in tono mortalmente annoiato.  Benissimo. E ora, Charlotte,
parliamo di voi.
 Oh, ma questo  un argomento di conversazione alquanto noioso  replic la donna
rovesciando sbadatamente la teiera, che colp il tavolo con un tonfo spandendo acqua bollente. Tessa
era sicura che l'avesse fatto di proposito.
Scott balz in piedi con un grido e tir via la sciarpa.
Anche Charlotte si alz, ridacchiando.  Caro Woolsey, ci siete stato di un tale aiuto  disse,
posandogli una mano sul braccio.  Lasciate che vi accompagni. C' un antico kriss inviatoci
dall'Istituto di Bombay che stavo giusto morendo dalla voglia di mostrarvi.
...
.
...
11.
.
SELVAGGIA INQUIETUDINE.
.
Il vostro dolore  stato la mia angoscia; s, io mi sgomento.
E muoio nel vostro infelice morire.
Ho perlustrato cime e abissi, il raggio.
Di tutto l'universo, nella disperata speranza.
Di trovare sollievo alla vostra selvaggia inquietudine.
James Thomson, La citt della terribile notte.
.
Cara signora Branwell,
sarete sorpresa di ricevere una mia lettera a cos breve tempo dalla mia partenza da Londra,
ma nonostante la sonnolenza della campagna, qui gli avvenimenti si sono susseguiti a ritmo frenetico,
e ho pensato che fosse meglio tenervi al corrente degli sviluppi.
Il tempo continua a mantenersi bello, fornendomi molte occasioni per esplorare la campagna,
soprattutto l'area intorno a Ravenscar Manor, che  davvero un bell'edificio. La famiglia Herondale
sembra viverci da sola: il padre, la madre e la figlia pi piccola, Cecily, che ha quasi quindici anni e
assomiglia molto al fratello quanto a irrequietezza, sia nei modi sia nell'aspetto. Arriver tra un istante
a raccontarvi come so tutto questo.
Quanto a Ravenscar, si trova nei pressi di un piccolo villaggio. Alloggio nella locanda Black
Swan, spacciandomi per un gentiluomo interessato all'acquisto di una casa nella zona. La gente del
posto  stata disponibile a fornirmi informazioni e, quando non lo  stata, un incantesimo di
persuasione l'ha aiutata a considerare la faccenda dal mio punto di vista.
Sembra che gli Herondale frequentino molto poco la societ locale. Nonostante questo
atteggiamento - o forse a causa di esso - i pettegolezzi sul loro conto abbondano. A quanto pare, non
possiedono Ravenscar Manor, ma lo sorvegliano in qualit di custodi a nome del suo proprietario:
Axel Mortmain, naturalmente. Per questa gente, Mortmain  un ricco industriale che ha acquistato un
maniero di campagna in cui si reca di rado; non mi  capitato di sentire voci su un qualsiasi legame
tra lui e gli Shade, di cui sembra ormai svanito il ricordo. Quanto agli Herondale, sono oggetto di
curiose ipotesi. Si sa che  morto loro un figlio e che Edmund, che ho avuto occasione di conoscere, si
 dato al bere e al gioco. Alla fine ha perso la loro casa in Galles, dopodich, ormai povera, la
famiglia si  vista offrire questo lavoro dal proprietario del maniero. Questo  accaduto due anni fa.
Ne ho ricevuto conferma oggi pomeriggio quando, osservando il castello da una certa distanza,
mi sono visto spuntare accanto una ragazza. L'ho riconosciuta subito. L'avevo vista andare e venire
dalla casa, e la sua somiglianza con il fratello Will, come ho detto,  notevole. Mi ha subito preso di
petto chiedendomi perch spiassi la sua famiglia. All'inizio non sembrava inquieta, quanto piuttosto
speranzosa.  Vi ha mandato mio fratello?  ha chiesto.  Avete notizie di mio fratello?
 stato piuttosto straziante, ma conosco la Legge e ho potuto dirle soltanto che il fratello stava
bene e che desiderava sapere se fossero al sicuro.
Lei si  arrabbiata e ha osservato che il miglior modo in cui Will potrebbe garantire la
sicurezza della sua famiglia  tornare nel suo seno. Ha detto pure che non era stata la morte della
sorella (sapevate di questa sorella?) a distruggere il padre, bens l'abbandono di Will. Lascio alla
vostra discrezione se riferire questa informazione al signorino Herondale, giacch mi sembra che
potrebbe fargli pi male che bene.
Quando ho accennato a Mortmain, Cecily me ne ha parlato con disinvoltura: un amico di
famiglia che si era offerto di cedere loro questa casa quando non avevano pi nulla. Mentre lei
parlava, ho cominciato a farmi un'idea di come Mortmain ragiona. Il Magister sa che  contrario alla
Legge il fatto che i Nephilim interferiscano con i Cacciatori che hanno scelto di lasciare l'Enclave, e
che perci dovrebbero tenersi alla larga da Ravenscar Manor; sa pure che, dal momento che ci
abitano gli Herondale, gli oggetti al suo interno sono di loro propriet e dunque non possono essere
usati per rintracciarlo. Infine sa che il controllo sugli Herondale potrebbe trasformarsi in controllo su
Will. Ne ha bisogno? Non ora, forse, ma a suo tempo potrebbe averne, e allora gli sar facile
esercitarlo.  un uomo in gamba, e uomini cos sono pericolosi.
Se fossi in voi, e non lo sono, rassicurerei il signorino Will che la sua famiglia sta bene e che io
la tengo d'occhio; evitate di parlargli di Mortmain finch non riuscir a raccogliere altre informazioni.
Da quanto sostiene Cecily, gli Herondale non sanno dove il Magister si trovi. Ha detto che era a
Shanghai, e che di quando in quando ricevono lettere dalla sua societ laggi, tutte affrancate con
strani francobolli. Tuttavia mi  parso di capire che l'Istituto di Shanghai non creda che Mortmain sia
l.
Ho detto alla signorina Herondale che suo fratello sentiva la sua mancanza; mi sembrava il
minimo che potessi fare. Ne  sembrata compiaciuta. Credo che rimarr ancora a lungo nei paraggi;
sono diventato io stesso curioso di come le disgrazie degli Herondale siano intrecciate ai piani di
Mortmain. Ci sono altri segreti da portare alla luce qui, sotto il pacifico verde della campagna dello
Yorkshire, e intendo scoprirli.
Ragnor Fell
Charlotte lesse la lettera due volte per memorizzarne i dettagli e poi, dopo averla appallottolata,
la gett nel fuoco che ardeva nel soggiorno. Si alz con aria stanca, si appoggi alla mensola del
caminetto e guard le fiamme divorare la carta disegnandovi sopra strisce nere e dorate.
Non era sicura di essere sorpresa, o turbata, o semplicemente prostrata dal contenuto della
lettera. Dare la caccia a Mortmain era come allungare la mano per schiacciare un ragno e accorgersi di
essere impigliati senza speranza nei fili viscosi della sua ragnatela. E Will... Charlotte non sopportava
l'idea di parlargliene. Guardava nel fuoco senza vedere nulla. A volte pensava che Will le fosse stato
inviato dall'Angelo appositamente per mettere alla prova la sua pazienza. Era scorbutico, aveva una
lingua tagliente e reagiva a ogni tentativo di mostrargli amore e affetto con odio o disprezzo. Eppure,
quando lo guardava, vedeva il ragazzino che era stato a dodici anni, raggomitolato nell'angolo della sua
camera con le mani sulle orecchie mentre i genitori gridavano il suo nome dai gradini d'entrata,
supplicandolo di uscire, di tornare da loro.
Dopo che gli Herondale se ne erano andati, Charlotte gli si era inginocchiata accanto. Ricordava
che lui aveva alzato il viso... piccolo, pallido e teso, con quegli occhi azzurri e le ciglia scure; al tempo
era grazioso come una bambina, magro e delicato, prima di gettarsi nell'addestramento dei Cacciatori
con un tale accanimento che nel giro di due anni tutta quella delicatezza era sparita, nascosta da
muscoli, cicatrici e marchi. Charlotte gli aveva preso la mano e lui l'aveva lasciata nella sua come una
cosa morta. Si era morso il labbro inferiore, ma non sembrava essersene accorto, e il sangue gli copriva
il mento e gli gocciolava sulla camicia.
Charlotte, me lo dirai, vero? Mi dirai se succeder loro qualcosa?
Will, non posso...
Conosco la Legge. Voglio solo sapere se sono vivi. I suoi occhi l'avevano implorata. Charlotte,
ti prego...
 Charlotte?
La donna alz lo sguardo dal fuoco: Jem stava sulla soglia del soggiorno. Ancora presa nella
ragnatela del passato, Charlotte lo guard sbattendo le palpebre. Appena arrivato da Shanghai, Jem
aveva i capelli e gli occhi neri come inchiostro. Col tempo, via via che la droga gli penetrava nel
sangue cambiandolo e uccidendolo a poco a poco, erano diventati argentei, come rame che si ossida e
si copre di verderame.
 James... Dev'essere tardi.
 Sono le undici.  Il ragazzo inclin la testa, socchiudendo gli occhi.  Va tutto bene? Hai
l'aria di qualcuno la cui serenit sia stata fatta a pezzi.
 No, stavo solo...  Charlotte fece un gesto vago.   tutta questa faccenda con Mortmain.
Ho una domanda, non del tutto priva di nesso  disse Jem, entrando nella stanza e
abbassando la voce.  Oggi, durante l'addestramento, Gabriel ha detto qualcosa...
 Tu c'eri?
Jem scosse la testa.  Me l'ha riferito Sophie. Non le andava di fare pettegolezzi ma era
turbata, e non posso biasimarla. Gabriel ha affermato che suo zio si suicid e sua madre mor di dolore
per... be', per colpa di tuo padre.
 Mio padre?
 Pare che Silas, lo zio di Gabriel, avesse infranto la Legge, e tuo padre lo scopr e si rivolse
all'Enclave. Silas si uccise per la vergogna, e la signora Lightwood mor di dolore. Secondo Gabriel:
"Ai Fairchild non importa di nessuno se non di loro stessi e della Legge"  disse Jem.  Mi sono
chiesto se tutto ci fosse vero. In tal caso, forse potrebbe essere utile comunicare al Console che la
ragione per cui Benedict vuole l'Istituto  la vendetta, non il desiderio disinteressato di vederlo diretto
in modo migliore.
 Ma non  vero. Non pu essere.  Charlotte scosse la testa.  Silas Lightwood si uccise
perch era innamorato del suo parabatai,  vero, ma non perch mio padre ne parl all'Enclave, che lo
venne a sapere soltanto da un biglietto lasciato dallo stesso Silas. Figurati che suo padre chiese al mio
di aiutarlo a scriverne l'elogio funebre. Ti sembra la mossa di un uomo che accusava l'altro della morte
del figlio?
Gli occhi di Jem si oscurarono.  Interessante.
 Credi che Gabriel stesse semplicemente facendo l'odioso, o che il padre gli abbia mentito
per...?  Charlotte non termin la frase.
All'improvviso Jem si pieg in due, come se gli avessero dato un pugno allo stomaco, in preda a
un accesso di tosse cos violento da scuotergli le esili spalle. Quando sollev il braccio per coprirsi il
viso, uno spruzzo di sangue scarlatto gli macchi la manica della giacca.
 Jem...  Charlotte avanz con le braccia protese.
Il ragazzo si raddrizz e si scost barcollando, allungando una mano per tenerla lontana.  Sto
bene. Non c' problema  disse senza fiato, quindi si strofin via il sangue dalla faccia con la manica
della giacca.  Ti prego, non farlo  aggiunse in tono avvilito mentre lei gli si avvicinava.
Charlotte si ferm con una stretta al cuore.  C' niente che...?
 Lo sai che non c' niente da fare.  Jem abbass il braccio, il sangue sulla manica come
un'accusa, e le rivolse un sorriso dolcissimo.  Cara Charlotte, per me sei sempre stata la migliore
sorella maggiore che avrei potuto sperare di avere. Lo sai, non  vero?
La donna si limit a guardarlo a bocca aperta. Sembrava tanto un addio, non ce la fece a
rispondere.
Jem si gir con la sua solita andatura leggera e usc dalla stanza.
Charlotte lo guard andare via dicendosi che non significava nulla, che il ragazzo non stava
peggiorando, che aveva ancora tempo. Amava Jem, come amava Will - non poteva non amarli - e il
pensiero di perderlo le spezzava il cuore. Non solo per la propria perdita, ma anche per quella di Will.
Se Jem fosse morto, non pot evitare di pensare, avrebbe portato con s tutto ci che di ancora umano
c'era in Will.
Era quasi mezzanotte quando Will fece ritorno all'Istituto. Era stato sorpreso dalla pioggia a
met di Threadneedle Street. Si era riparato sotto la tenda di Dean and Son Publishers per abbottonarsi
la giacca e stringere la sciarpa, ma la pioggia gli era gi entrata in bocca, grosse gocce gelide che
sapevano di carbone e fuliggine. Con le spalle incurvate per proteggersi dalle loro punture d'ago, aveva
lasciato il riparo e superato la Banca d'Inghilterra, diretto verso l'Istituto.
Perfino dopo tanti anni a Londra, quando pioveva gli veniva in mente casa sua. Ricordava
ancora la pioggia in campagna, in Galles, con il suo sapore verde e fresco, e l'effetto che faceva
rotolarsi all'infinito sul fianco di una collina bagnata riempiendosi i capelli e i vestiti di erba. Se
chiudeva gli occhi, sentiva nelle orecchie l'eco delle risate delle sue sorelle. Will, ti rovinerai i vestiti.
Will, la mamma sar furiosa...
Si chiese se si potesse mai diventare veri londinesi avendo certe cose nel sangue: l'aria pura, i
grandi spazi aperti, la vastit del cielo. Non quelle strade anguste stipate di gente, la polvere di Londra
che ti entrava ovunque - nei vestiti, o in lievi spolveratine sui capelli e sulla nuca - l'odore del fiume
sudicio.
Aveva raggiunto Fleet Street. Lontano, attraverso la nebbia, si vedeva Tempie Bar,- la strada
era scivolosa di pioggia. Mentre Will si infilava in un vicolo tra due edifici, una carrozza gli pass
rumorosamente accanto schizzando acqua sporca contro il marciapiede.
Ormai poteva vedere la guglia dell'Istituto, in lontananza. Avevano senz'altro finito di cenare,
pens. Tutto era stato sicuramente messo via. Bridget doveva essere a letto, e lui avrebbe potuto
sgattaiolare in cucina e rimediare una cena a base di pane, formaggio e pasticcio freddo. Ultimamente
aveva saltato parecchi pasti e, se doveva essere sincero con se stesso, la ragione era solo una: evitava
Tessa.
In realt non voleva evitarla, e quel pomeriggio aveva fallito miseramente nel farlo,
accompagnandola non solo all'addestramento, ma anche in soggiorno, dopo. A volte si chiedeva se
facesse certe cose soltanto per mettersi alla prova, per vedere se i suoi sentimenti fossero spariti. Ma
non lo erano. Quando la vedeva, voleva stare con lei; quando stava con lei, desiderava ardentemente
toccarla; quando le toccava anche solo la mano, voleva abbracciarla. Voleva sentirla contro di s
com'era accaduto nella soffitta. Voleva conoscere il sapore della sua pelle e l'odore dei suoi capelli.
Voleva farla ridere. Voleva stare seduto e ascoltarla parlare di libri fino a stordirsi. Ma erano tutte cose
che non poteva volere, perch non poteva averle, e volere ci che non si pu avere conduceva
all'infelicit e alla follia.
Era arrivato a casa. Al suo tocco, la porta dell'Istituto si spalanc, aprendosi sull'ingresso
illuminato dalle torce tremolanti. Will pens allo stordimento procuratogli dalla droga nella fumeria di
Whitechapel High Street: un beato senso di liberazione da qualsiasi desiderio o bisogno. Aveva sognato
di essere in Galles, disteso su una collina, con il cielo alto e azzurro sopra di lui, e Tessa che lo
raggiungeva e gli si sedeva accanto. Ti amo, le aveva detto, e l'aveva baciata come se fosse la cosa pi
naturale del mondo. E tu mi ami?
Lei gli aveva sorriso e aveva detto: Tu verrai sempre per primo nel mio cuore.
Dimmi che non  un sogno, le aveva sussurrato mentre l'abbracciava, e poi non aveva pi saputo
distinguere la veglia dal sonno.
Salendo le scale, Will si tolse la giacca e si scroll i capelli bagnati. L'acqua fredda gli
gocciolava sul dietro della camicia, bagnandogli la schiena e facendolo rabbrividire. Il prezioso
pacchetto che aveva comprato dagli ifrit era nella tasca dei pantaloni. Lo sfior con le dita, giusto per
sicurezza.
La stregaluce nei corridoi ardeva bassa; Will era giunto a met del primo, quando si ferm. La
porta di Tessa era l, lo sapeva, di fronte a quella di Jem. E l davanti stava proprio Jem: camminava su
e gi "consumando il tappeto", per dirla con Charlotte.
 James  disse Will, sorpreso.
Jem sollev di scatto la testa e si allontan dalla porta di Tessa, arretrando verso la propria e
assumendo un'espressione vacua.  Suppongo di non dover essere sorpreso di vederti girare per i
corridoi a tutte le ore.
 Credo che possiamo convenire sul fatto che sia pi strano il contrario. Come mai sei sveglio?
Stai bene?
Jem lanci uno sguardo alla porta della ragazza.  Volevo chiedere scusa a Tessa. Credo che il
mio violino l'abbia tenuta sveglia. Dove sei stato? Un altro appuntamento amoroso con
NigelSeiDita?
Will sogghign, ma l'amico non gli restitu il sorriso.  In realt, ho qualcosa per te. Vieni,
andiamo nella tua stanza. Non voglio passare tutta la notte a ciondolare nel corridoio.
Dopo un attimo di esitazione Jem scroll le spalle, apr la porta della propria stanza ed entr,
seguito da Will, che la richiuse con il chiavistello mentre l'altro si lasciava cadere in poltrona. Nel
caminetto ardeva un fuoco ormai ridotto a braci di un pallido rosso dorato.
Jem guard l'amico.  Allora, di che si tratta?  ebbe il tempo di dire, e fu quasi piegato in
due da un violento accesso di tosse. Fin in fretta, prima che Will potesse muoversi o parlare, ma
quando Jem si raddrizz e si pass il dorso della mano sulla bocca, lo ritrasse macchiato di rosso
guardandolo con aria inespressiva.
Will fu colto da un senso di nausea. Si avvicin al suo parabatai e tir fuori un fazzoletto, che
Jem prese, e la polvere argentea che aveva comprato a Whitechapel.  Tieni  disse, sentendosi in
imbarazzo per la prima volta in tanti anni.  Sono tornato a Whitechapel, ti ho preso questo.
Dopo essersi pulito il sangue con il fazzoletto, Jem prese il pacchetto e fiss l'yin fen.  Ne ho
a sufficienza. Almeno per un altro mese.  Poi alz lo sguardo, con un guizzo improvviso negli occhi.
 O Tessa ti ha detto...?
 Detto cosa?
 Niente. L'altro giorno ho fatto cadere un po' di polvere, ma sono riuscito a recuperarla quasi
tutta.  Jem depose il pacchetto sul tavolo l accanto.  Non dovevi.
Will si accomod sul baule ai piedi del letto. Odiava stare seduto l - aveva le gambe cos
lunghe che si sentiva sempre come un adulto che debba entrare a fatica in un banco di scuola - ma
voleva avere gli occhi allo stesso livello di quelli di Jem.  I servi di Mortmain stanno facendo incetta
della riserva di yin fen nell'East End. L'ho verificato. Se tu ne fossi rimasto sprovvisto e lui fosse l'unico
a esserne fornito...
 Saremmo stati in suo potere  concluse Jem.  A meno che tu non fossi disposto a
lasciarmi morire, naturalmente, il che sarebbe una linea di condotta sensata.
 No, non sarei disposto a farlo  ribatt Will, in tono aspro.  Sei il mio fratello di sangue.
Ho giurato di non permettere che ti accada nulla di male...
 Lasciamo da parte i giuramenti e i giochi di potere. La cosa aveva a che fare con me?
 Non so di che parli...
 Avevo cominciato a chiedermi se tu fossi capace di voler risparmiare a qualcuno di soffrire.
Will oscill leggermente all'indietro, come se Jem lo avesse spinto.  Io...  Deglut,
cercando le parole. Era passato tanto tempo da quando aveva cercato parole che gli guadagnassero
perdono e non odio, tanto tempo da quando aveva provato a presentarsi in una luce che non fosse la
peggiore, che per un momento si chiese in preda al panico se fosse ancora capace di farlo.  Oggi ho
parlato con Tessa  disse infine, senza accorgersi che il viso di Jem era diventato ancora pi pallido.
 Mi ha fatto capire che... quanto ho fatto la notte scorsa era imperdonabile. Tuttavia spero ancora che
tu voglia perdonarmi.  Per l'Angelo, non sono bravo in certe cose.
Jem sollev un sopracciglio.  Per cosa?
 Sono andato in quella fumeria perch non riuscivo a smettere di pensare alla mia famiglia, e
volevo - dovevo - smettere di pensarci  spieg Will.  Non mi  proprio passato per la mente che ti
avrei dato l'impressione di farmi beffe della tua malattia. Direi che sto tentando di chiederti perdono per
la mia mancanza di rispetto.  Will abbass la voce.  Tutti fanno degli errori, Jem
 S, per tu ne fai pi della maggior parte delle persone
 Io...
 Tu ferisci tutti. Tutti quelli con cui entri in contatto.
 Non te  sussurr Will.  Ferisco tutti tranne te. Non ho mai avuto intenzione di ferirti.
Jem sollev le mani e si premette i palmi sugli occhi.  Will...
 Non potrai mai perdonarmi.  Will avvert una sfumatura di panico nella propria stessa
voce.  Sar...
 Solo?  Jem abbass le mani, ma aveva un sorriso sghembo sul viso.  E di chi  la colpa?
 Si appoggi alla spalliera della poltrona, con gli occhi semichiusi per la stanchezza.  Ti avrei
perdonato comunque. Ti avrei perdonato anche se non mi avessi chiesto scusa. In effetti, non mi
aspettavo che lo facessi. L'unica cosa che mi viene in mente  che sia l'influenza di Tessa.
 Non sono qui perch me l'ha chiesto lei. James, tu sei l'unica famiglia che ho.  La voce di
Will trem.  Morirei per te. Lo sai. Morirei senza di te. Se non fosse stato per te, negli ultimi cinque
anni sarei morto cento volte. Ti devo tutto, e se proprio non puoi credere che io sia dotato di sensibilit,
forse potresti almeno credere che conosca l'onore... l'onore e la riconoscenza...
Ormai Jem era davvero allarmato.  Will, il tuo turbamento  pi grande di quanto richiedesse
la mia rabbia. La mia collera si  raffreddata; sai bene che non ne nutro mai troppa.
Il suo tono era tranquillizzante, ma in Will c'era qualcosa che non poteva essere tranquillizzato.
 Sono andato a prenderti la medicina perch non sopporto l'idea che tu muoia o soffra, certo non
quando potrei fare qualcosa per evitarlo. E l'ho fatto perch avevo paura. Se Mortmain venisse da noi e
dicesse che  l'unico ad avere la droga che potrebbe salvarti la vita, sappi che gli darei qualsiasi cosa
chiedesse pur di poterti aiutare. Ho gi deluso la mia famiglia, James. Non vorrei mai deludere te..
 Will.  Jem si alz, attravers la stanza e si inginocchi davanti all'amico, alzando lo
sguardo sul suo viso.  Cominci a preoccuparmi. Il tuo rammarico  ammirevole, ti fa onore, ma devi
sapere...
Will abbass lo sguardo su di lui. Ricordava com'era quando era appena arrivato da Shanghai:
due grandi occhi scuri in un viso pallido e sciupato. Allora non era stato facile farlo ridere, ma lui si era
impegnato a fondo.  Sapere cosa?
 Che morir  rispose Jem. Aveva gli occhi spalancati e lucidi di febbre; all'angolo della
bocca aveva ancora tracce di sangue. Le ombre sotto gli occhi erano quasi blu.
Will gli conficc le dita nel polso, tendendo la stoffa della camicia.  Hai promesso di stare
con me, quando abbiamo fatto il giuramento di parabatai. Le nostre anime sono unite. Siamo una
persona sola, James.
 Siamo due persone. Due persone che hanno fatto un patto.
Will sapeva di sembrare un bambino, ma non poteva farci niente.  Il patto dice che non devi
andare dove io non posso seguirti.
 Fino alla morte  ribatt gentilmente Jem.  Sono queste le parole del giuramento. Finch
nulla tranne la morte ci separi. Un giorno, Will, andr dove nessuno potr seguirmi, e credo che
avverr piuttosto presto. Ti sei mai chiesto perch ho acconsentito a essere il tuo parabatai?
 Non erano disponibili offerte migliori?  Will prov a buttarla sullo scherzo, ma la sua
voce si incrin come vetro.
 Pensavo che tu avessi bisogno di me  disse Jem.  Hai costruito un muro intorno a te,
Will, e io non ti ho mai chiesto perch. Ma nessuno dovrebbe mai portare un peso da solo. Pensavo
che, se io fossi diventato il tuo parabatai, mi avresti accolto dentro di te, e avresti almeno avuto
qualcuno a cui appoggiarti. Mi chiedevo cosa avrebbe significato per te la mia morte. Ne avevo paura,
per il tuo bene. Avevo paura che saresti rimasto solo all'interno del muro. Ma ora... qualcosa 
cambiato. Non so perch, ma so che  vero.
 Che cosa?  Le dita di Will erano ancora conficcate nel polso di Jem.
 Il muro sta crollando.
Tessa non riusciva a dormire. Giaceva supina, immobile, fissando il soffitto. Nell'intonaco c'era
una crepa che a volte sembrava una nuvola e altre un rasoio, a seconda dei mutamenti della luce della
candela.
A cena, l'atmosfera era stata tesa. A quanto pareva, Gabriel aveva detto a Charlotte che rifiutava
di partecipare ancora all'addestramento, perci d'ora in avanti sarebbe stato solo Gideon a lavorare con
lei e Sophie.
Gabriel aveva rifiutato di motivare la sua decisione, ma era chiaro che Charlotte ne dava la
colpa a Will; vedendo quanto la prospettiva di un altro contrasto con Benedict la sfinisse, Tessa si era
sentita in colpa per essersi fatta accompagnare da Will all'addestramento e per aver riso di Gabriel.
Il fatto che Jem non fosse presente a cena non aveva giovato. Per tutto il giorno Tessa aveva
avuto una grande voglia di parlargli. Dopo che Jem aveva evitato i suoi occhi a colazione ed era stato
"indisposto" a cena, si era sentita serrare lo stomaco dal panico. Era sconcertato... o peggio, disgustato
da quanto era successo tra loro la notte prima? Forse nel suo intimo, come Will, considerava gli
stregoni degli esseri inferiori. O forse la sua reazione non aveva niente a che fare con ci che Tessa era.
Forse era semplicemente nauseato dalla sua impudicizia,- lei aveva accettato i suoi abbracci, non lo
aveva respinto, e zia Harriet non aveva sempre detto che quando c'era in ballo il desiderio gli uomini
erano deboli, ed erano le donne a dover mettere un freno?
Tessa non aveva messo molti freni. Ricordava di essere stata distesa accanto a Jem, ricordava le
sue mani delicate su di lei. Doveva ammettere con una fitta dolorosa che, se le cose fossero andate
oltre, avrebbe fatto tutto ci che Jem avesse voluto. Anche il solo ricordo di quei momenti le faceva
sentire il corpo caldo e inquieto. Tessa si agitava nel letto, dando pugni a uno dei cuscini. Se
permettendo quanto era accaduto la scorsa notte aveva distrutto l'intimit che aveva con Jem, non se lo
sarebbe mai perdonata.
Stava per affondare il viso nel cuscino, quando sent un rumore. Un lieve grattare alla porta. La
ragazza si immobilizz. Il rumore si ripet, pi insistente.
Jem. Con le mani tremanti, Tessa balz gi dal letto, corse alla porta e l'apr.
Sulla soglia c'era Sophie. Indossava la sua uniforme nera, ma la cuffietta bianca era finita di
traverso e i ricci neri ricadevano gi. Aveva il viso cereo e una macchia di sangue sul colletto,-
sembrava inorridita e quasi sofferente.
 Sophie.  La voce di Tessa tradiva la sua sorpresa.  Stai bene?
Sophie si guard intorno timorosa.  Posso entrare, signorina?
Tessa annu e le tenne la porta aperta. Quando furono tutte e due al sicuro nella stanza, fece
scattare il chiavistello e si sedette sull'orlo del letto, con il petto oppresso dall'ansia come da un peso di
piombo.
La cameriera era rimasta in piedi e si torceva nervosamente le mani.
 Sophie, per favore, cosa c'?
 ... la signorina Jessamine.
 Jessamine? Che cosa le  successo?
 L'ho vista...  Sophie sembrava combattuta.  La notte se la svigna, signorina.
 Ah, s? La scorsa notte l'ho vista nel corridoio, con l'aria piuttosto furtiva, vestita da uomo...
Sophie apparve sollevata. Non le piaceva Jessamine, Tessa lo sapeva bene, ma era una
cameriera provetta, e una cameriera provetta non sparla della sua padrona.  S  disse con foga. 
Sono giorni ormai che l'ho notato. A volte il letto  addirittura intonso, e la mattina i tappetini sono
sporchi di fango, mentre la sera prima non lo erano. Avrei dovuto dirlo alla signora Branwell, ma ha
tanti di quei pensieri terribili per la testa che non me la sono sentita.
 E allora perch lo dici a me?  replic Tessa.  Sembra quasi che Jessamine si sia trovata
un corteggiatore. Non posso dire di approvare il suo comportamento, ma...  Deglut, pensando alla
propria situazione.  Nessuna di noi due ne  responsabile. E forse c' una spiegazione innocente...
 Oh, ma... signorina...  Sophie infil la mano nella tasca del vestito e ne tir fuori un
biglietto in cartoncino color crema.  Questa sera ho trovato questo, nella tasca della sua nuova giacca
di velluto. Sapete, quella a righe cru...
A Tessa non importava niente delle righe cru. Aveva gli occhi fissi sul biglietto. Allung
lentamente la mano e lo prese, rigirandolo. Era un invito a un ballo.
20 luglio 1878
Il Sig. BENEDICT LIGHTWOOD
nel porgere i suoi ossequi
alla Sig.na JESSAMINE LOVELACE
la prega di fargli l'onore di partecipare
al ballo in maschera che si terr
marted prossimo, 27 luglio.
RSVP
L'invito proseguiva con i dettagli dell'indirizzo e dell'ora d'inizio del ballo, ma quanto era scritto
sul retro fece gelare il sangue a Tessa. In una grafia disinvolta che le era familiare quanto la propria
erano scarabocchiate alcune parole.
Mia Jessie. Ho il cuore che mi scoppia al pensiero di vederti domani sera al "grande evento".
Per quanto grande esso sia, io avr occhi solo ed esclusivamente per te. Metti l'abito bianco, sai
quanto mi piace - "lucentezza di raso e scintillio di perle" -per citare il poeta.
Tuo per sempre, N.G.
 Nate  mormor Tessa, attonita, con lo sguardo fisso sul messaggio.  L'ha scritto Nate. E
ha citato Tennyson.
Sophie trattenne bruscamente il fiato.  Lo temevo... ma pensavo che non fosse possibile. Non
dopo tutto quello che ha fatto.
 Conosco la grafia di mio fratello  disse Tessa con voce cupa.  Intende vederla stasera, a
questo... ballo segreto. Dov' Jessamine? Devo parlarle immediatamente.
Le mani di Sophie presero a torcersi pi rapidamente.  Vedete... il fatto , signorina...
 Oh, Dio,  gi andata via? Dobbiamo avvertire Charlotte. Non vedo altro modo...
 Non  andata via.  nella sua stanza.
 Allora non sa che hai trovato questo?  Tessa sventol il biglietto.
Sophie deglut visibilmente.  Io... mi ha sorpreso mentre lo tenevo in mano, signorina. Ho
provato a nasconderlo, ma ormai l'aveva visto. Aveva un'espressione talmente minacciosa quando si 
avvicinata per prenderlo che non mi sono potuta trattenere. Tutte le sedute di addestramento che ho
fatto con il signorino Gideon hanno preso il sopravvento e...
 E cosa? Sophie...
 L'ho colpita alla testa con uno specchio  confess la cameriera, con aria disperata.  Uno
di quelli d'argento, perci era piuttosto pesante.  caduta a terra come una pietra, signorina. Cos... l'ho
legata al letto e sono venuta a cercarvi.
Vediamo se ho capito bene...  disse Tessa dopo un attimo di silenzio.  Jessamine ti ha
sorpreso con l'invito in mano, cos tu l'hai colpita alla testa con uno specchio e l'hai legata al letto?
Sophie annu.
 Oh, Signore! Dobbiamo andare a chiamare qualcuno.
Questo ballo non pu restare un segreto, e Jessamine...
 Non la signora Branwell  gemette Sophie.  Mi licenzier. Dovr farlo.
 Jem...
 No!  La mano di Sophie scatt al colletto, dov'era la macchia di sangue.
Il sangue di Jessamine, si rese conto Tessa con un sussulto.
 Non potrei sopportare che mi ritenga capace di una cosa simile...  cos gentile. Vi prego,
non costringetemi a dirglielo, signorina.
Ma certo, Sophie ama Jem, si disse Tessa. In tutta la confusione dei giorni passati se n'era quasi
dimenticata. Un'ondata di vergogna l'assal nel pensare alla notte prima; la ricacci e disse con
decisione:  Allora c' solo una persona da cui possiamo andare. Lo capisci?
 Il signorino Will  disse Sophie in tono ostile, e sospir.  Benissimo, signorina. Non
credo m'importi cosa penser di me.
Tessa si alz, prese la vestaglia e se l'avvolse intorno al corpo.  Guarda il lato positivo,
Sophie. Almeno Will non rimarr sconcertato. Credo che Jessamine non sia n la prima n l'ultima
donna priva di sensi con cui abbia avuto a che fare.
Almeno su una cosa Tessa si era sbagliata: Will fu molto impressionato dalla notizia.
 Sophie ha fatto questo?  disse, e non per la puma volta.
Erano ai piedi del letto di Jessamine, che vi era sdraiata sopra, con il petto che si alzava e si
abbassava lentamente come la famosa statua di cera della Bella Addormentata ispirata a Madame du
Barry. Aveva i capelli biondi sparpagliati sul cuscino e la fronte attraversata da un grosso segno
sanguinante. I polsi erano legati alle colonnine del letto.
 La nostra Sophie?
 Si, e smettila di ripeterlo  Tessa lanci un'occhiata alla cameriera, che era seduta su una
sedia accanto alla porta: era a testa bassa e si fissava le mani, evitando accuratamente di guardare gli
altri.
 Credo che potrei innamorarmi di te, Sophie  annunci Will.  Potrebbe anche scapparci
un matrimonio
La cameriera emise un gemito.
 Will, smettila!  sibil Tessa.  Stai spaventando questa poveretta pi di quanto non lo sia
gi.
 E di cosa dovrebbe avere paura? Di Jessamine? A quanto pare, ha avuto facilmente la meglio
nella scaramuccia.  Will non riusciva a reprimere un sogghigno.  Sophie, mia cara, non c' niente
di cui preoccuparsi. Sapessi quante volte anch'io ho avuto voglia di dare una botta in testa a Jessamine.
Nessuno potrebbe biasimarti.
 Ha paura che Charlotte la licenzi  disse Tessa.
 Per aver colpito Jessamine?  Will si addolc.Tess, se questo invito  quello che sembra,
la cara Jessie potrebbe averci traditi. Senza considerare Benedict Lightwood, che d ricevimenti
all'insaputa di tutti noi. Ricevimenti a cui  invitato Nate? Quello che ha fatto Sophie  eroico.
Charlotte la ringrazier.
A quelle parole, la cameriera sollev lo sguardo.  Credete?
 Ne sono certo.
Per un momento, Will e Sophie si fissarono attraverso la stanza. La cameriera distolse lo
sguardo per prima, ma a Tessa parve che i suoi occhi non avessero tradito la minima antipatia per il
Nephilim, cosa senza precedenti.
Will sfil lo stilo dalla cintura. Si sedette sul letto, accanto a Jessamine, e le scost con
delicatezza i capelli dal viso. Appoggi lo stilo sulla gola di Jessamine e tracci svelto due rune.  Un
iratze  disse, anticipando la domanda di Tessa, che si era morsa il labbro per frenare l'impulso di
chiedergli cosa stesse facendo.Una runa guaritrice e una runa soporifera. Dovrebbero tenerla buona
almeno fino a domattina. La tua abilit con lo specchio  ammirevole, Sophie, ma i tuoi nodi lasciano
alquanto a desiderare.
La cameriera mormor qualcosa in risposta. A quanto pare, la sua antipatia per Will aveva
ripreso il sopravvento.
 La questione  cosa fare adesso  disse il Nephilim.
 Dobbiamo dirlo a Charlotte...
 No.
 Perch no?  replic Tessa, stupita.
 Per due ragioni. Primo, sarebbe tenuta a riferirlo all'Enclave, e se Benedict Lightwood d
questo ballo,  facile immaginare che vi parteciperanno anche i suoi seguaci. Ma alcuni di essi
potrebbero non prendervi parte e, se l'Enclave viene avvertito, potrebbero allertare Benedict prima che
qualcuno vada a controllare. Secondo, il ballo  cominciato un'ora fa. Non sappiamo quando arriver
Nate, ma, non vedendo Jessamine, potrebbe benissimo andarsene. Lui  il miglior contatto con
Mortmain che abbiamo. Non c' tempo da perdere o da sprecare, e svegliando Charlotte per raccontarle
tutto faremmo entrambe le cose.
 Jem, allora?
Qualcosa guizz negli occhi di Will.  No, non stasera. Jem non  abbastanza in forma. Dopo
la scorsa notte, voglio lasciarlo fuori da tutto questo. Glielo devo.
 Allora cosa proponi di fare?  domand Tessa.
Gli angoli della bocca di Will si piegarono all'ins.  Signorina Gray,  disposta a venire a un
ballo con me?
 Ricordi l'ultimo ricevimento a cui siamo andati?  ribatt Tessa.
Il sorriso non si spense. Will aveva quell'espressione particolarmente intensa che assumeva
quando metteva a punto un piano.  Non dirmi che non stavi pensando la stessa cosa.
Tessa sospir.  S. Mi trasformer in Jessamine e andr al posto suo.  l'unico piano che
abbia un senso.  Si rivolse a Sophie.  Sai qual  il vestito di cui parlava Nate? Un vestito bianco?
La cameriera annu.
 Spazzolalo e preparalo perch possa indossarlo  disse Tessa.  Dovrai anche acconciarmi
i capelli, Sophie. Sei abbastanza calma?
 S, signorina.  La cameriera si alz, corse verso il guardaroba e lo spalanc.
Will continuava a guardare Tessa; il suo sorriso si allarg.
 Ti  venuto in mente che potrebbe esserci Mortmain?  chiese la ragazza.
Il sorriso svan dal volto di Will.  Se c', non devi avvicinarlo.
 Non puoi dirmi cosa fare.
Il Nephilim non reagiva affatto come Tessa pensava che avrebbe dovuto. Quando Capitola nella
Mano nascosta si vestiva da ragazzo e sfidava il malvagio Black Donald per dare prova del proprio
coraggio, nessuno la rimbeccava.
Will aggrott la fronte.  Le tue facolt sono impressionanti, ma non sei in grado di catturare
un individuo potente come Mortmain. Questo lascialo fare a me.
Tessa si accigli.  E tu come pensi di passare inosservato al ballo? Benedict conosce il tuo
viso.
Will le tolse l'invito di mano e glielo sventol sotto il naso.   un ballo mascherato.
 E suppongo che, guarda caso, tu abbia pronto un travestimento.
 A dire il vero, s. La nostra ultima festa di Natale aveva come tema il Carnevale di Venezia.
 Will fece un sorriso compiaciuto.  Diglielo, Sophie.
La cameriera, che stava trafficando con quella che sembrava una combinazione di ragnatele e
raggi di luna sul ripiano per spazzolare i vestiti, sospir.   vero, signorina. E lasciate che sia lui a
vedersela con Mortmain, mi sentite?  troppo pericoloso. E poi, sarete nel cuore di Chiswick!
Will guard Tessa, con un'espressione di trionfo.  Se perfino Sophie  d'accordo con me, non
puoi proprio dire di no.
 Potrei  replic Tessa, in tono di sfida.  Ma non lo far. Benissimo. Tu per devi stare
alla larga da Nate mentre parlo con lui. Non  un idiota; se ci vede insieme,  capacissimo di fare due
pi due. E poi da questo biglietto deduco che non si aspetta che Jessamine sia accompagnata.
 Io da questo biglietto non deduco un bel niente, tranne che sa citare una poesia minore di
Tennyson  replic Will, balzando in piedi.  Sophie, in quanto tempo puoi preparare Tessa?
 Mezz'ora  rispose la cameriera, senza alzare lo sguardo dall'abito.
 Bene, vado a svegliare Cyril. Ci vediamo in cortile tra mezz'ora, Tessa  disse Will. 
Preparati a svenire nel vedermi in ghingheri.
La notte era fredda, e Tessa rabbrivid nel varcare il portone dell'Istituto, fermandosi poi in cima
agli scalini esterni. Era l che era stata seduta la notte in cui lei e Jem erano andati insieme al
Blackfriars Bridge, ricord, la notte in cui le creature meccaniche li avevano assaliti. Quella invece,
nonostante la giornata piovosa, era una notte pi chiara; la luna era inseguita da isolati ciuffi di nuvole
nel cielo nero altrimenti sgombro.
Will era in attesa davanti alla carrozza, ai piedi degli scalini. Alz lo sguardo quando il portone
dell'Istituto si chiuse alle spalle della ragazza. Per un istante rimasero immobili, a fissarsi. Tessa sapeva
cosa vedeva Will, si era guardata nello specchio prima di uscire. Era Jessamine in ogni fibra del suo
essere, con indosso un vestito di seta di un delicato color avorio. L'ampio dcollet, che scopriva
generosamente il seno bianco, era guarnito da un fiocco di seta che metteva in risalto la forma del collo.
Le maniche corte lasciavano le braccia esposte all'aria notturna. Anche se la scollatura non fosse stata
tanto profonda, Tessa si sarebbe sentita nuda senza il suo angelo, ma non poteva indossarlo: Nate
l'avrebbe sicuramente notato. La gonna, con uno strascico a cascata, si allargava dal sottile corpetto di
pizzo, mentre i capelli erano pettinati alti, con un filo di perle tenuto da fermagli anch'essi di perle. Il
tutto era completato da una mascherina dorata che metteva in risalto alla perfezione i capelli biondi
chiari di Jessamine.
Sembro cos delicata, aveva pensato Tessa con distacco, fissando la superficie argentea dello
specchio mentre Sophie le si affaccendava intorno. Come una principessa delle fate. Facile fare certi
pensieri quando il riflesso non era davvero il suo.
Ma Will... Quando le aveva detto di prepararsi a svenire nel vederlo in ghingheri, Tessa aveva
alzato gli occhi al cielo, ma nell'abito da sera bianco e nero era pi bello di quanto avesse immaginato.
I colori semplici e severi facevano risaltare la perfezione spigolosa dei suoi tratti. I capelli scuri
ricadevano su una mascherina nera che sottolineava l'azzurro degli occhi. Tessa sent una stretta al
cuore, e si odi all'istante per quella reazione. Distolse lo sguardo e lo spost su Cyril, seduto a
cassetta.
Nel vederla, il cocchiere strinse gli occhi confuso, quindi guard da lei a Will e viceversa,
facendo spallucce. Tessa si chiese cosa gli avesse mai detto Will per spiegare il fatto che portava
Jessamine a Chiswick nel cuore della notte. Doveva aver lavorato di fantasia.
 Ah...  fu tutto ci che disse Will mentre lei scendeva gli scalini e si avvolgeva lo scialle
intorno alle spalle.  Ora capisco perch tuo fratello ha citato quei versi abominevoli. Tu dovresti
essere Maud, no? "La rosa regina nel giardino dei boccioli di fanciulle..."
 Neanche a me piace quella poesia  replic Tessa mentre lui l'aiutava a salire in carrozza.
Sper che Will ascrivesse al freddo il brivido involontario che l'aveva attraversata al tocco della sua
mano.
Il Nephilim la segu all'interno della vettura e sbatt lo sportello.  Jessamine l'adora.
La carrozza cominci a muoversi sui ciottoli e varc il cancello.
Tessa scopr che le batteva forte il cuore. Si disse che era per il timore di essere sorpresa da
Charlotte e Henry... niente a che vedere con il trovarsi da sola con Will in quello spazio esiguo.  Io
non sono Jessamine.
Lui la guard con calma. C'era qualcosa nei suoi occhi, una sorta di ammirazione divertita:
Tessa si chiese se non fosse semplice ammirazione per l'aspetto di Jessamine. No, certo  disse
Will.Anche se sei l'esatto ritratto di Jessamine, in qualche modo ci vedo Tessa. Come se, grattando
via uno strato di colore, sotto ci fosse la mia Tess.
 Non sono neanche la tua Tess.
 Giusto, hai ragione.La luce che scintillava negli occhi di Will si offusc.E allora, come
ci si sente nei panni di Jessamine? Senti i suoi pensieri? Decifri ci che prova?
Tessa deglut e, con mano inguantata, tocc la tendina di velluto. Fuori, vide passare le macchie
sfocate dei lampioni a gas; due bambini erano accasciati sulla soglia di un portone, l'uno contro l'altro,
addormentati. Tempie Bar sfrecci sopra di loro.  Ci ho provato. Su, nella sua camera. Ma c'
qualcosa che non va. Non sono riuscita a sentire nulla.
 Be', suppongo che sia difficile penetrare nel cervello di qualcuno che non ne ha.
Tessa fece una smorfia.  Fai pure lo spiritoso, ma c' qualcosa che non va in Jessamine.
Cercare di toccare la sua mente  come cercare di toccare... un nido di serpenti o una nube velenosa.
Posso percepire in parte le sue emozioni. Tanta rabbia, desiderio e amarezza. Ma non posso individuare
i singoli pensieri al loro interno.  come provare a tenere in mano dell'acqua.
 Curioso. Ti era mai capitato nulla del genere?
Tessa scosse la testa.  Mi preoccupa. Temo che Nate si aspetti che io sappia qualcosa, e io
invece non la sapr, o non dar la risposta giusta.
Will si sporse in avanti. Nei giorni di pioggia, cio quasi tutti, i suoi capelli scuri normalmente
lisci cominciavano ad arricciarsi. Nell'arricciarsi di quei capelli umidi contro le tempie c'era qualcosa di
vulnerabile che provocava in Tessa una fitta al cuore.  Sei una brava attrice, e conosci tuo fratello.
Ho piena fiducia in te  disse il Nephilim.
 Davvero?  replic lei, sorpresa.
 Nel caso che qualcosa vada storto, io sar l  continu Will, senza rispondere alla
domanda.  Anche se non mi vedrai, Tess, io ci sar. Ricordalo.
 Va bene.  Tessa inclin la testa di lato.  Will?
 S?
 C'era una terza ragione per cui non hai voluto svegliare Charlotte e dirle cosa avevamo in
mente di fare, non  vero?
Will la fiss, socchiudendo gli occhi.  E sarebbe?
  che non sai ancora se per Jessamine si tratta semplicemente di uno stupido flirt, o di
qualcosa di pi profondo e oscuro, di un vero legame con mio fratello e con Mortmain. E tu sai che, nel
secondo caso, a Charlotte si spezzerebbe il cuore.
Un muscolo si contrasse all'angolo della bocca di Will.  Cosa vuoi che me ne importi? Se 
stata tanto sciocca da affezionarsi a Jessamine...
 Invece te ne importa  replic Tessa.  Tu non sei un blocco di ghiaccio disumano. Ti ho
visto con Jem... ti ho visto quando guardavi Cecily. E avevi un'altra sorella, non  vero?
Will le rivolse uno sguardo duro.  Cosa ti fa pensare che avessi pi di una sorella?
 Quando Jem ha detto che pensava che tua sorella fosse morta, tu hai confermato: "Mia
sorella  morta". Ma Cecily  chiaramente viva. Questo mi ha fatto pensare che debba esserti morta
un'altra sorella.
Will sospir.  Sei furba.
 Ma sono una furba che ha ragione, o una furba che si sbaglia?
Will sembrava contento di avere una mascherina a nascondere la propria espressione.Ella, di
due anni pi grande di me. E Cecily, di tre anni pi piccola. Le mie sorelle.
 Ella ...?
Will distolse lo sguardo, ma non prima che Tessa scorgesse il dolore nei suoi occhi. Dunque
Ella era morta.
 Com'era, Ella?  chiese Tessa, ricordando quanto fosse stata riconoscente a Jem quando le
aveva fatto quella domanda a proposito di Nate.  E Cecily, che tipo di ragazza ?
 Ella era protettiva, come una madre  disse Will.  Avrebbe fatto qualsiasi cosa per me.
Cecily invece era una pazzerella. Quando me ne andai aveva solo nove anni. Non posso dire se sia
ancora la stessa, ma al tempo era... come Cathy in Cime tempestose. Non aveva paura di niente e
voleva tutto. Sapeva battersi come un diavolo e imprecare come una pescivendola di Billingsgate. 
C'era un tono divertito nella voce di Will, e ammirazione, e... amore.
Tessa non lo aveva mai sentito parlare a quel modo di nessuno, tranne forse di Jem.  Posso
chiedere che cosa...?
Will sospir, di nuovo.  Sai bene che lo chiederai comunque, che ti dica o meno di s.
 Hai anche tu una sorella pi piccola  continu Tessa.  Dunque cosa hai fatto
esattamente alla sorella di Gabriel, per farti odiare tanto?
 Vuoi saperlo sul serio?
 S. Sono costretta a passare un sacco di tempo con i Lightwood, ed  chiaro che Gabriel ti
disprezza. E tu gli hai rotto un braccio. Mi tranquillizzerebbe sapere perch.
Scuotendo la testa, Will si pass le dita tra i capelli.  Santo cielo! Mi pare che la sorella - a
proposito, si chiama Tatiana; gli hanno dato il nome di una cara amica della madre, che era russa -
avesse dodici anni...
 Dodici!  Tessa inorrid.
Will annu.  Vedo che hai gi stabilito da sola cosa successe. Ti tranquillizzerebbe
ulteriormente sapere che avevo anch'io dodici anni? Tatiana pensava di essere innamorata di me. Sai
come fanno le bambine... Mi seguiva dappertutto, ridacchiava e si nascondeva dietro le colonne per
guardarmi.
 Si fanno un sacco di sciocchezze quando si hanno dodici anni.
 Per me era la prima festa di Natale all'Istituto  continu Will.  I Lightwood erano tutti in
ghingheri. Tatiana con fiocchi argentei tra i capelli. Aveva un libriccino che si portava dietro ovunque.
Quella sera lo perse; lo trovai infilato nel sedile di una chaiselongue. Era il suo diario. Pieno di poesie
su di me: il colore dei miei occhi, il nostro matrimonio... Aveva scritto su ogni pagina "Tatiana
Herondale".
 Sembra piuttosto adorabile.
 Ero in soggiorno, ma tornai nella sala da ballo con il diario. Elise Penhallow aveva appena
finito di suonare la spinetta. Mi misi in piedi accanto a lei e cominciai a leggere il diario di Tatiana.
 Oh, Will... dimmi che non  vero!
  vero. Aveva scritto versi come: "William, quando vedo il tuo bel viso, mi sembra di stare
in paradiso". Bisognava darci un taglio.
 Cosa successe?
 Oh, Tatiana corse fuori dalla stanza in lacrime, e Gabriel salt sul palco e cerc di
strangolarmi. Gideon si limit a starsene a braccia conserte. Avrai notato che non fa mai altro.
 Immagino che Gabriel non sia riuscito a strangolarti.
 No, gli ho rotto prima il braccio  disse Will, con soddisfazione.  Dunque sei
accontentata. Ecco perch mi odia. Ho umiliato in pubblico sua sorella e, sebbene trascuri di
accennarvi, anche lui. Pensava di potermi battere facilmente. Io avevo avuto solo un breve
addestramento formale, e l'avevo sentito chiamarmi "mezzo mondano" alle spalle. Invece gli ho dato
una bella lezione... gli ho spezzato il braccio, in effetti. Fu un suono pi piacevole di quelli prodotti da
Elise alla spinetta.
Tessa si strofin le mani inguantate, per riscaldarle, e sospir. Non sapeva bene cosa pensare.
Non era certo la storia di seduzione e tradimento che si era aspettata, ma neppure mostrava Will in una
buona luce.  Sophie mi ha detto che adesso Tatiana  sposata. Sta giusto tornando dal continente con
il nuovo marito.
 Sono sicuro che  ottusa e stupida com'era allora.  Will sembrava sul punto di
addormentarsi. Chiuse la tendina, e piombarono nell'oscurit.
Tessa ne sentiva il respiro, sentiva il calore del suo corpo, l, di fronte a lei. Capiva perch una
giovane donna perbene non dovesse mai viaggiare in carrozza con un gentiluomo con cui non fosse
imparentata. C'era un'atmosfera stranamente intima. Naturalmente, lei aveva infranto le regole delle
giovani donne perbene da quella che ormai sembrava un'eternit.  Will?
 La signora ha un'altra domanda. Lo sento dal tono. Non la smetterai mai di fare domande,
Tess?
 Non finch non avr ricevuto tutte le risposte che cerco  dichiar la ragazza.  Se gli
stregoni nascono dall'unione di un demone con un umano, che succede se uno dei genitori  un
Cacciatore?
 Un Cacciatore non permetterebbe mai che accadesse.
 Ma nel Codice si dice che quasi tutti gli stregoni sono il risultato di uno... stupro.  Tessa
incespic con la voce in quella brutta parola.  O di una seduzione operata con l'inganno da un
demone mutaforma che ha assunto le sembianze dell'amato. Jem mi ha detto che il sangue dei
Cacciatori  sempre dominante. Il Codice dice che la progenie di un Cacciatore e di un lupo mannaro, o
di una fata,  sempre un Cacciatore. Perci il sangue angelico in un Cacciatore non potrebbe
neutralizzare quello demoniaco e produrre...?
 Nulla, non produce nulla.  Will tir la tendina.  Il bambino nascerebbe morto.  sempre
cos. Un demone e un Cacciatore non mettono al mondo altro che morte.  Il Nephilim guard Tessa
nella luce fioca.  Perch vuoi sapere queste cose?
 Voglio sapere che cosa sono. Credo di essere una... combinazione che non si era mai vista
prima. Parte fata, o parte...
 Hai mai pensato di tramutarti in uno dei tuoi genitori?  chiese Will.  In tua madre o in
tuo padre? Ti darebbe accesso ai loro ricordi, no?
 Ci ho pensato, certo. Ma non ho nulla di mio padre o di mia madre. Tutto quello che era
stato messo nei miei bauli per il viaggio  stato gettato via dalle Sorelle Oscure.
 E la collana con l'angelo? Non era di tua madre?
Tessa scosse la testa.  Ho provato, ma non ci ho trovato nulla di suo. Credo che ormai sia mia
da cos tanto tempo che quanto la rendeva sua  evaporato, come acqua.
Gli occhi di Will scintillarono nell'ombra.  Forse sei una ragazza meccanica. Forse sei stata
costruita dal padre stregone di Mortmain, e ora lui cerca il segreto della creazione di una copia
altrettanto perfetta della vita, mentre non sa costruire altro che mostri orribili. Forse ci che batte nel
tuo petto  un cuore di metallo.
Tessa fece un respiro, sentendosi per un attimo stordita. Quella voce sommessa era cos
convincente, eppure...  No  disse in tono aspro.  Dimentichi che ricordo la mia infanzia. Le
creature meccaniche non cambiano n crescono. E non si spiegherebbero neanche le mie facolt.
 Lo so.  Il sorriso di Will balen candido nell'oscurit.  Volevo solo vedere se riuscivo a
convincerti.
La ragazza gli rivolse uno sguardo fermo.  Non sono io quella senza cuore.  Nella carrozza
era troppo buio perch potesse esserne sicura, ma Tessa ebbe l'impressione che Will si fosse coperto di
un intenso rossore.
Prima che il Nephilim potesse ribattere alcunch, la carrozza si ferm bruscamente. Erano
arrivati a destinazione.
...
FINE Parte 1.